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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 3052775158.

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Uno stato sociale insieme [...] investa di più sul futuro, sui giovani, [...] anche un modo di affronta-re il problema [...] della società italiana, dei tanti privi-legi che [...] fatto che questa è una società chiusa, [...] società aper-ta [...] delle carriere, negli ordini [...] come si se-lezionano [...] del mondo accademi-co. La nostra è una [...] contro i giovani e deve essere la [...] questo grande problema. Hanno ragione le ragazze [...] del-la Sinistra Giovanile che lo dicono, si [...] realtà viva che cresce e che qualche [...] scomoda [...] del no-stro partito, ed [...] sia così. Perché una forza giovanile deve [...] an-che questa contraddizione, farla vivere dentro la sinistra per [...] le nostre pigri-zie. Tutto questo pone il [...] smantellamento dello stato sociale, ma di un [...] questo sì. Un nuo-vo patto sociale [...] corpora-tivo, meno imperniato sulla figura del ma-schio [...] aperto, più di-namico, capace di sorreggere anche [...] sviluppo. Se noi vogliamo creare [...] ad uno stato so-ciale nuovo che divenga [...] occasione per [...] lavori. Ci sono tanti modi [...] si può fare col-pendo i ceti più [...] è inaccet-tabile; ma si può risparmiare, per [...] rete di servizi, di forme di assistenza, [...] grado di rag-giungere gli anziani che vivono [...] grado di mettere in rete il volontariato, [...] con i bisogni dei cittadini. Dove lo si è [...] scoperto do-po un [...] che si risparmiano parecchi [...] quelli per la degenza ospe-daliera degli anziani. Non solo: migliora la [...] delle persone perché oltre ad essere aiutate, [...] una forma che crea anche delle relazioni [...] sistema di protezioni sociali sempre meno burocratico [...] più capace di valorizzare una pluralità di [...]. Si crea anche una [...] umane più ricche di quelle che non [...] sportello pubblico a cui bisogna fare la [...]. [...] molto di nuovo da [...] sperimentare con coraggio, perché mette in discussione [...] al-la nostra tradizione, alla nostra storia, alle [...] organizzazione e di rappor-to, ai nostri patronati, [...] così come è venuta storicamente organizzando-si. Non è solo un [...] un problema della sinistra che è cresciuta [...] e con il fordismo e che non [...] Italia è di fronte ad un mondo nuovo [...] di ripensare ad un mondo nuovo, senza [...] in discus-sione i suoi valori costitutivi che [...] mai attuali. [...] un bisogno di libertà, [...] giustizia sociale, la mon-dializzazione [...] sposta su un terreno [...] peso di questo valori. Mi è capitato qualche [...] discu-tere con chi nella sinistra vede nella [...] disgrazia e di di-re che se si [...] il modo di produzione capitalistico, prima o [...] la lotta sociale. Mi fu detto che [...]. Il rappresen-tante del sindacato [...] Corea è la testimonianza che quel mio ottimismo [...] di un fondamento. La sinistra è dunque [...] la cri-si degli strumenti attraverso i quali [...] valere le sue idee nel corso di [...] tuttavia la sinistra non è stata tra-volta [...]. Vorrei partire dalla realtà, [...] ci dice molte più cose dei ragionamenti [...]. Si poteva pensare che [...] comuni-smo e [...] la crisi dello stato [...] modello socialdemocra-tico, sotto [...] della mondializza-zione e del [...] via la sinistra e invece non solo [...] ad esserci, ma per certi aspet-ti si [...] conquistato una dimensio-ne più larga, ha esteso [...] fuori [...]. Non so se qualcuno [...] riunione [...] socialista per rendersi conto [...] sta succedendo, per capire che quello non [...] dei vecchi partiti [...] eu-ropei, ma un movimento [...] crescendo. E cresce perché man [...] paesi entrano nel ciclo della produ-zione globale [...] lì sorge un bisogno di sinistra e [...] capaci di governare questi processi, di [...] compatibili con la libertà, [...] con una maggiore giustizia sociale. Aveva ragione dunque Bobbio, [...] ci disse: «Attenzione -ma noi ne eravamo [...] finisce la si-nistra e il bisogno di [...]. Certo, oggi la sinistra è [...] sinistra diversa, con meno certezze, attraversata da [...] interrogativi, [...] ad un duplice rischio: da una parte la subalternità [...] politiche monetariste, [...] (questo rischio [...] avvertiamo un certo senso di [...] a condiziona-re il processo [...] europea oltre [...] della moneta unica); [...] par-te la sinistra oggi corre [...] rischio di ridursi ad un puro ruolo di testimonianza. Tuttavia questa sinistra ha [...] vuole gestire il presente, cosa alla quale [...] politica non può mai ri-nunciare, deve anche [...] futuro, con maggiore credibilità e creatività. [...] inevitabile che questa sinistra muti [...] parte il suo vocabolario, [...] delle sue priorità. [...] inevitabile che si lasci alle [...] strumenti che non servono più, che si scrolli di [...] sue vecchie idee: quella di un egualitarismo che ha [...] con il com-primere [...] il merito, le capacità; di [...] certa idea lineare dello sviluppo e di una cultura [...] che sono entrate in conflitto con [...] e la [...] cultura; di una visione maschilista [...] è stata messa radicalmente in discussione dal modo di [...] delle donne. [...] una sinistra attraversata da idee [...]. Ed è una sinistra [...] riaprire il dialo-go con le grandi correnti [...] e liberale: correnti che non furono estranee [...] sinistra del passa-to, che si formò in [...] queste grandi culture. Questa sinistra democratica ha [...] in Italia, in questi anni, [...] più solido ad una [...] la politica. Questo è il cuore [...] neo liberista: meno Stato ha [...] soprattutto dire meno politica, [...] intesa come rinuncia alla sforzo [...] una regolazione umana dei processi sociali, dei processi di [...]. [...] è la leg-ge del [...] politica è lo spazio della sinistra. La politica è la [...] e di soggetti in grado di regolare [...] regolare lo sviluppo in una di-mensione globale, [...] di più lo Stato nazionale appare impari [...] della nuova stagione della globa-lizzazione. ///
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[...] chi pensa che que-sta [...] semplicemente la fine della sinistra, [...] stato anche chi in Ita-lia [...] considerato con sospetto per il so-lo fatto [...]. [...] dentro la si-nistra [...] della quale dobbiamo libe-rarci: che [...] opposizione non sia una condizione nella quale ci si [...] ma sia sostanza, direi il destino e [...] della si-nistra. Io credo ad una [...] abbia paura di vincere, ad una sinistra [...] arrocchi [...] che lo spirito del [...] di noi e che quindi non resta [...] la nostra protesta e la no-stra diversità. Questa davvero mi verrebbe [...] sarebbe «una sini-stra in [...]. Noi abbiamo imparato a [...] della storia e dei processi sociali dove [...] dove emerge la contraddizione, dove sorge il [...] un senso la politica e quindi la [...]. Abbiamo visto che la [...] soltanto mondializzazione del-lo sfruttamento, ma è anche [...] sociali, è anche nascita di [...] sindacati, [...] di nuove lot-te per la libertà e [...] dei lavoratori, in Occidente, come in Asia, [...] Africa. Non è un caso [...] grande Paese co-me [...] -mentre si dice che [...] finita [...] al governo un partito [...] socialdemocratico: lì ci so-no 900 milioni di [...] le cose che quel partito ha fatto, [...] prima leg-ge in un paese asiatico per [...] la-voro dei fanciulli. Noi ci rendiamo conto [...] grande processo di mondializzazione [...] getta dentro la cucina [...] globale [...] popoli, apre [...] mercati e [...] ingiustizie, ma apre anche [...] conflitti, [...] nuove possibilità e nuove fron-tiere per la [...]. Anche per questo noi [...] diventare una grande forza politica della sinistra [...] lega a questa sinistra mondiale. In questa prospettiva il [...] come qualcosa di molto più impegnativo che [...] insieme, come qualcuno dice, i pezzi di [...] politico, un [...] di ceto po-litico. Io, peraltro, non condivido [...]. Anche noi siamo ceto [...] fatto che abbiamo avuto più fortuna di Ruffolo, [...] Giolitti non ci autorizza a [...] «ceto politico». Così come noi abbiamo [...] cittadinanza nella sinistra democratica e socialista del [...] dobbiamo dare diritto di cittadinanza in questo [...] sinistra a quei socialisti che sono rimasti [...] quei cattolici di sinistra che pensano che [...] dei cattolici si possa lavorare con noi; [...] partecipare con noi a que-sto progetto. E la forza di [...] questi gruppi, non si misura soltanto dal [...] ma dalle idee, dalle storie, dalla ricchezza [...] un progetto tanto più forte in quanto [...] di un segmento della sinistra italia-na. Abbiamo ricevuto un bellissimo [...] di uno dei leader più [...] della [...] socialismo euro-peo: il capo del governo portoghese Anto-nio [...]. Gramsci rappresenta, co-me [...] come Bauer e come [...] un valore storico di [...]. Ec-co, noi siamo accolti [...] eu-ropei, senza abiure, con la nostra storia. Al-tro che modello socialdemocratico! E la signora [...] è già andata oltre [...]. Insomma, questa sinistra sta [...]. Oltre il confine della [...] i confini di un modello socialdemo-cratico al [...] pensare di aderire con tanto ritardo nel [...] è messo in discussione e superato da [...] sono stati i protagonisti. Questo va detto con [...] verso quella sinistra democratica che non è [...] comunismo e intorno alla quale si sta [...] nel mondo. Guai se viene meno [...] storia e se si ha la pretesa, [...] di [...] fare la lezione agli [...]. Care compagne e cari [...] la nostra politica: governare [...] rifor-mare la nostra democrazia [...] gli altri, costruire in modo aperto una [...] della sinistra. La nostra è una [...] che è fatta in fondo di poche [...] deve essere la politica di un parti-to [...] grandi masse, che vuole suscitare speranze e [...] tanti cittadini. Noi, il Pds, non [...] un osta-colo a che si compia questo [...] la garanzia che questo processo si compia [...]. Quando parliamo di un [...] una pari dignità con gli al-tri, parliamo [...] di confluenza, non di smantellamento. Il passo decisivo, lo [...] è dietro alle nostre spalle. Adesso noi dob-biamo [...] a compimento. Non si può fare una [...] ogni tre mesi! Nella storia si fanno [...]. Quella importante [...] fatta. Ora la voglia-mo portare [...]. In un processo costituente [...] forza non soltanto per [...] leader che coinvolgerà, ma soprattutto per la [...] suscitare nel Paese e fra le nuove [...]. Alla fine vinceremo se [...] compagni che hanno alle spalle una sto-ria [...] loro ne saranno protagoni-sti con passione, con [...] se verranno con noi a costruire questa [...] giovani, molte ragazze e ragazzi, che non [...] dei partiti della sinistra italiana e che [...] sinistra nuova passione, nuo-vo slancio, nuova voglia [...] di lot-tare. Nello stesso tempo lavoreremo [...] quella serenità, con quello spirito aperto che [...] questo partito una delle forze al centro [...] italia-na. Si è molto ironizzato [...] di scarso respiro, di [...] fare [...] un Paese normale, guardando [...] grandi democrazie europee, pensando che fosse anormale [...] Paese [...] quale si poteva comandare per [...] e nel quale vi [...] come nel nostro. Ho ritrovato una vecchia [...] Altan molto bella, che non mi ri-cordavo, ma [...] rima-sta nel mio inconscio: [...] è un [...] straordinario. Mi piacerebbe tanto che [...] normale». Vedete, noi ci stiamo [...]. Noi stia-mo provando a rendere [...] Paese una grande democrazia del mondo occidenta-le, forte come [...] altre grandi democrazie [...] capace di competere e di [...] senza perdere in nulla le sue vir-tù originali, il [...] spirito creativo, la [...] in-telligenza diffusa. Io sono convinto che [...]. Sono convinto, cari compagni, [...] diffi-cile che abbiamo intrapreso si concluderà con [...] penso che alla fine, quando questo Paese [...] serenità e il suo [...] le sue istituzioni, sarà un Paese sano [...] noi potremo dire con orgoglio di avere [...] ciò il contributo del Partito de-mocratico della [...]. ///
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Sono convinto, cari compagni, [...] diffi-cile che abbiamo intrapreso si concluderà con [...] penso che alla fine, quando questo Paese [...] serenità e il suo [...] le sue istituzioni, sarà un Paese sano [...] noi potremo dire con orgoglio di avere [...] ciò il contributo del Partito de-mocratico della [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


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(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

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Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

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Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

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Ordine Nuovo [1919-1925]

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Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .