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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1965»--Id 2956701012.

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Stanza piuttosto spaziosa, con [...] esposte al sole. ///
[...] ///
[...] inconveniente è l'acqua. L'acqua non ci arriva. Io, la mattina, prima [...] lavorare, scendo in corte coi due secchielli, [...] e li riporto sopra. Non siamo gli unici [...] questa comodità nella mia corte; ce n'è [...] l'acqua in casa; un inconveniente diviso fra [...] pesare di meno. Certe mattine mi tocca [...] alla tromba, spettare il mio turno. Io ero, non dico [...] ma nemmeno dispiaciuto. ///
[...] ///
E di ginnastica ce [...] bisogno. Pur non essendo un [...] mi sto appesantendo; mi sta venendo la [...] diventando rotondo da tutte le parti Io [...]. Ho una «500» che, [...] mi muovo sempre in [...]. Vado a lavorare in [...] in macchina, in giro in macchina. Sicché cammino poco poco. Il più del mio [...]. Lavoro in un calzaturificio [...] tappeto mi scorre davanti con in fila [...] farsi, e io a ogni suola che [...]. [...] sabato di settembre è [morto [...] una clinica di Vigevano, un [operaio, vittima del benzolo. ///
[...] ///
La [...] morte è spassata sotto silenzio. A Vigevano, [quando qualcuno [...] come se non fosse mai vissuto. Quel sabato era il [...] apertura della nostra gloriosa Mostra, [...] dieci giorni prima dal [...] Medici, [...] ha avuto alate paiole per questa città [...]. Mentre [...] agonizzava in luna stanza [...] saloni [...] Mostra si contrattavano affari [...]. La sera stessa della [...] un salone della clinica della gente vegliava [...] un salone g. Si festeggiavano tutti i [...] dice dieci, chi cinquanta, chi cento miliardi. Noi abbiamo il miliardo [...]. Siccome in questa vita [...] da ridere, alla festa hanno invitato il Gino [...] che ha fatto scoppiare [...] i muri del salone, ripetendo: viva [...] la divina. Da questo episodio ho [...]. Ma preferisco [...]. Salvo soltanto il periodo [...] morti di benzolo sono piene le fosse [...] Vigevano. Finito, il lavoro di [...] io e [...] mia donna, lavoriamo per [...] dei piccoli industriali che ci portano il [...]. Mia moglie orla [...] io rifinisco tacchi: incollo piccoli [...]. Tutto un lavorare da [...]. Tempo per [...] ce ne avremmo anche; [...] alla domenica, ma, gira e rigira, finiamo [...] al cinema, o a fare dei giri [...]. Il portare secchielli mi ha [...] come una specie di complesso. Il complesso dell'acqua. Certe mattine che sono [...] per meglio dire: che temo di arrivare [...] lavoro, lascio perdere l'acqua. ///
[...] ///
E ecco che, mentre [...] sento tranquillo; mi serpeggia un nervoso nel [...] movimento, quei [...]. In più, sulla parete [...] grosso orologio, che mi calamita la vista, [...] momenti mi dà [...] che si è incantato. ///
[...] ///
Quando prendo la lancetta [...] si sposta, sono preso [...]. Mi guardo intorno: tutti [...] rigidi ai loro posti; inflessibili nei movimenti: [...] lì, con un cronometro, a calcolare i [...]. A mezzogiorno corro a [...] prima cosa che faccio è di andare [...]. Mi sento liberato. I secchi li [...] fino agli orli. Per le scale faccio di [...] per non [...] traboccare. Quando traboccano, anche di [...] di sgarrare del ben di Dio: come [...] acqua che va per terra, fosse del [...] getto nella pattumiera. Alla notte la stessa [...]. Una delle prime notti [...] dormire. Mi giravo e rigiravo [...] Ietto. ///
[...] ///
Tanto che mi dicevo: [...] ho mica [...] nessuno; non ho rubato, [...] niente di male. Nel sentire la mia [...] lei! ///
[...] ///
Il secchiello vuoto; [...] secchio con l'acqua meno [...]. Avevo pari a [...] c'è [...] che basta per bere, e [...] lavarsi, e ancora ne avanza. ///
[...] ///
Alle tre di notte [...] pompa, e quando sono tornato in letto [...]. Per la pulizia personale [...] bagni pubblici, mentre la mia donna, che [...] fabbrichetta familiare, si lavava nel bagno dei [...] che mi ha sempre rugato, ma sulla [...] sopportavo, per non cominciare a litigare fino [...]. Da fidanzati si litigava [...] ero sempre io a cominciare, ma da [...] doveva esserci lite doveva essere le: a [...]. Tante volte, nel vedere la [...] donna [...] i gerani sui davanzali delle [...] tranquillamente dei mezzi secchi di [...] ero lì li per scoppiare. Ma sono sempre riuscito [...]. Un sabato, mentre esco [...] e sto per aprire la portiera della [...] guardare da uno, un terrone, che dice: [...] Prima [...] e dopo la pulizia! In quel momento mi [...] zimbello. Quella frase, quella voce, [...] seguitavano tornare in mente. Il sabato dopo feci [...] casa. Comprai uno [...]. Mia moglie, come lo vide, [...] a dire: [...] Ah no [...]. ///
[...] ///
Non voglio incartocciarmi come [...] no no no [...]. Ci sono le lavanderie [...]. Seguitava: e perchè mettere [...]. ///
[...] ///
E tutte le pentole [...] in batteria Ragiona marito, ragiona! In casa si scoppiava [...] Spostai il tavolo in un canto. [...] sveltamente; l'acqua non troppo calda [...] intiepidendosi. Mentre lo raccattava, ecco un [...] -. ///
[...] ///
Disegni di Giuseppe [...] le scale. Io e lei ci [...]. Il passo seguitava a [...]. Forse doveva essere qualche [...] a prendere il lavoro; o a [...]. Speravo che non fosse; [...] si fermasse al piano di sotto. Invece stava venendo proprio [...]. ///
[...] ///
Il vicinato Io sa [...]. E poi c'è la [...]. Intanto la maniglia si [...] permesso? Segui qualche attimo di [...]. ///
[...] ///
Quei passi mi rimbombavano [...]. [...] sensazione: come avere scacciato [...] dalla casa. La mia donna prese [...] un silenzio stranissimo: addirittura violento. In quel momento, in [...] quello stato dovevo fare pena. Non eravamo marito e [...] che fa malvolentieri il suo mestiere e [...]. Lei aveva una smorfia di [...]. L'acqua era fredda oramai [...] dal freddo. Finito il bagno provavo [...] nausea, che viene dopo una qualche orgia [...] Mentre mi rivestivo mi accorsi che lei piangeva. Passò qualche [...] in quel silenzio odioso, [...] soffi di naso, lavorava e [...]. E dell'acqua per terra. Scesi in corte Sul [...] vicini che se la contavano, e io [...]. Dopo un po' mi [...] sulla testa. Veniva da una delle [...] fine-stre. Lei stava bagnando i [...]. E giù acqua! Ma davanti alla donna [...]. Aveva [...] dolorosa; bellissima. Mi sentivo commosso. Perchè non mi capisse, [...] L'acqua che tu getti, io la vado a [...]. Ci restai male trovando i [...] pieni. Aveva [...] i fiori con l'acqua sporca [...] mio bagno. ///
[...] ///
La lite era [...]. Per smorzare [...] tesa ho aperto il [...]. ///
[...] ///
Dopo un po' spensi [...] Ietto. [...] mia moglie disse: [...] Da domani ciascuno si va [...] prendere la [...] di acqua. Un secchiello pruno! Lei era alla macchina [...]. Il ronzio del motorino [...]. E quel martelletto che [...]. Ecco di nuovo quel [...] ie scale. La mia donna [...] si morse un labbro. [...] cominciò a strizzare ora un [...] ora [...]. Lo credo bene! Della loro vita intima. Il mio dovere coniugale [...] volte al giorno. ///
[...] ///
Io sono [...] per natura. Anche cinque volte. E poi ci ho [...]. ///
[...] ///
Ma durò poco. Nel mettersi sotto le [...] donna mi voltò le spalle. Allungai le mani: ebbe [...] come essere strusciata da rettili. Io non [...]. Era la prima notte [...]. ///
[...] ///
Alla mattina, come mi [...] la mia donna mezza sbilenca con un [...]. [...] al chiodo vidi che faceva [...] sforzi: [...] il secchio fino alla portata [...] chiodo; e nel dissimulare questo sforzo. Si sedette; emise un [...]. Respirava come dopo una corsa. In quel momento mi [...]. Mi alzai; poco dopo [...] scale. Gli occhi mi andavano [...] striscia di acqua, per ogni rampa. Sui pianerottoli si erano [...] acqua. Mi vedevo lei, arrancare [...]. Dio buono, le ho [...] le ho detto di male dopotutto, cosa?. Ogni tanti gradini [...] il cerchio del fondo del [...]. Ogni poco lo aveva [...]. Mentre traverso la corte, una [...] una di quelle che dicono: io in società ci [...] stare! Disse: [...] Tutti eguali voi uomini! [...] comodo farsi servire e [...] in letto. Vai a prendermi l'acqua. ///
[...] ///
Povere noi donne. Tutti egoisti! ///
[...] ///
Tutti egoisti!

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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