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[...] / GIOVEDÌ 1 MAGGIO [...] cambiato [...] concetto di ingiustizia . Questi fenomeni sembrano a [...] rilevanti delle tendenze «macro-economiche» alla riduzione delle [...] le grandi categorie del lavoro subalterno, almeno [...] portata della crisi di quel [...] fra salariati che è [...] alla base del potere contrattuale dei sindacati [...] della loro rappresentatività. Vuol dire forse che siamo [...] fronte alla [...] delle classi sociali e alla [...] di una classe operaia capace di esercitare, con la [...] azione rivendicativa, una funzione di stimolo [...] e alla trasformazione della organizzazione [...] del lavoro? E si assumono altri [...] come quelli fondati sul grado di subordinazione [...] grado di stabilità del rapporto di lavoro, [...] reddito individuale: per esemplo valutando [...] del «salario assistenziale» o [...] sul reddito complessivo è dato riscontrare una [...] radicale delle differenze di [...] e di aspettative nella [...] uomini e delle donne che si sottopongono [...] «eterodiretta» o che aspirano ad [...] sia pure per una [...] tempo. Quello che è certamente [...] che [...] meramente salariale dei lavoratori [...] più, come (almeno in parte) costituiva in [...] unificante e quindi un obiettivo solidale dei [...]. E che quando questa [...] (o la prevalente) forma di lotta sociale [...] non la solidarietà ma la frantumazione corporativa [...] del lavoro. Anche in ragione di [...] i salarialisti di tutte le scuole (dai [...] sembrano dimenticare: ossia che in molti casi [...] il salario e il lavoro immediatamente prestato [...] come quanto viene erogato un salario assistenziale) [...] indice rilevante di «costo» [...] la misura del grado di «sfruttamento» e [...] disagio sociale, il metro esauriente per valutare [...] «ingiustizia»: «Il furto di tempo altrui sul [...] la ricchezza odierna si presenta come una [...] confronto a questa nuova base» (ossia lo [...] scienza, e il pregresso fella tecnologia) «creata [...] stessa», ammoniva il tanto bistrattato Carlo Marx. E li vero grande [...] quale il movimento sindacale (ma, nello stesso [...] politica e culturale che intenda ridefinire la [...] sinistra») è chiamato a misurarsi è immediatamente [...] intrinseca del lavoro subordinato, non tanto (o [...] lavoro [...] ma soprattutto come lavoro [...] nella [...] continuità, limitato nella [...] autonomia, minacciato nella [...] integrità fisica, culturale, professionale, [...] da ogni controllo sul flusso di informazioni [...] che costituisce sempre più la forza di [...] una economia moderna. Solo se assumeremo 11 [...] liberazione progressiva del lavoro, che ci porta [...] problema del lavoro nella società contemporanea, soltanto [...] i valori di solidarietà e di uguaglianza [...] senso e ridiventare nella coscienza dei lavoratori [...] e non solo predicati. Anche sulla grande questione [...] di un governo flessibile del [...] che sostituisca la frattura drammatica fra lavoro garantito, lavoro [...] e disoccupazione assistita, sembra ormai impossibile ricostruire una solidarietà [...] di classe [...] fra tutte le forze del [...] del lavoro e della cultura, se questa solidarietà non [...] di una liberazione progressiva del [...]. Perché sul tema [...] (e quindi, [...] in Italia, di uno [...] meridionale che rompa con [...] e la degenerazione clientelare [...] Stato) [...] abbiamo costruito quella solidarietà operante fra i [...] garantiti e il terzo dei marginalizzati», che, [...] a crescere con la crescita delle forme [...] e [...] su un tema come [...] di lavoro il movimento sindacale non riesce, [...] di trasformazione e di ristrutturazione [...] a riunificare grandi masse [...] e disoccupati e a conquistare risultati significativi [...] vista [...] che la risposta a [...] anche nei ritardi con i quali il [...] occidentale ha fatto i conti con le [...] con la rottura di vecchie correlazioni fra [...] occupazione. Ma essa risiede soprattutto nel [...] che sindacati e partiti di sinistra, sulla scia di [...] vecchia tradizione [...] forse [...] più dura a morire [...] abbiano sempre identificato [...] posto e non [...] il lavoro: con quel lavoro [...] vogliamo cambiare e che sin dalle origini del movimento [...] era stato individuato come oggetto di oppressione, di divisione [...] saperi, molto più che come occupazione [...]. Con quel lavoro che [...] riconsiderato dai giovani che vogliono conquistare, anche [...] una nuova occupazione: non tanto il posto, [...] di esprimersi, di realizzarsi, di contare non [...] di [...]. Che cosa può unire [...] terzi «forti» della società con i marginalizzati, [...] la consapevolezza che per i quattro quinti [...] industriali si realizza tuttora, e si accentua, [...] saperi, di informazioni, di potere e una [...] di autogoverno, di autonomia di decisione; nel [...] cui la rivoluzione tecnologica segna la crisi [...] della parcellizzazione di un lavoro eterodiretto e [...] occidentale almeno nelle sue organizzazioni ufficiali, ha [...] del taylorismo e del fordismo in termini [...] per [...] con Gramsci. E i costi [...] sociali e politici [...] che sono stati pagati In [...] questa scelta (la quale fu addirittura teorizzata [...] ideologia [...] che dominò in Urss [...] nostri giorni), non sono stati ancora pienamente [...] lo furono ai tempi di Gramsci. Oggi le forze della [...] ripetere con esiti molto più disastrosi la [...] e culturale, ripiegando su una linea «difensiva» [...] fase ancora tutta «da scrivere» del [...]. Al centro di un [...] delle forze di sinistra in Europa deve [...] come [...] di un lavoro diverso, [...] certo più flessibile, mi, [...]. Così come la massima occupazione [...] la democrazia economica rischia infatti di diventare un obiettivo [...] e perfino mistificatorio, se non si [...] con [...] tema della liberazione del lavoro, [...] solidarietà [...] trasformazione del lavoro e [...] della difesa [...] dei suol valori, della [...] salute e della, [...] creatività, come parte determinante di [...] azione per la riconquista di un territorio e di [...] città in cui si posano realizzare i [...] bisogni più «ricchi» [...]. Siamo cioè nel campo [...] di cittadinanza, dei [...] poteri, dei [...] culture che devono ispirare la nostra battaglia [...] per [...] e siamo lontani [...] me lo si consenta [...] filantropici e illuministi che riducono il problema [...] dei «meriti» per le forze emergenti e [...] bisognosi, come contropartita della loro emarginazione. [...] il tema [...] del lavoro [...] come dice Peter [...] al centro di un progetto [...] cambiamento in Europa c in Italia, farne il perno [...] grande solidarietà che vogliamo ricostruire intorno [...] che è appunto, prima di [...] una questione di diritti, di poteri, di programmazione consapevole [...] risorse umane, non significa sognare al domani. Si tratta di una scelta [...] immensa ed immediata portata politica. E non, come per molti [...] è stato, di una questione da relegare fra le [...] più o meno [...] di una storia minore della [...] di classe. Quella storia dei contenuti [...] di classe che ha così poco interessato, [...] le culture uffi-ciali della sinistra in Italia, [...] e che è [...] totalmente rimossa nei paesi [...] dove la mitizzazione [...] dei rappresentanti della classe [...] di comando ha coinciso con [...] "cancellazione [...] concreto della trasformazione del [...] dei lavoratori in carne ed [...]. Ci troviamo [...] di fronte alla possibile ripresa [...] un movimento [...] di qualche rilievo, con [...] in [...] di più di 10 milioni [...] lavoratori impegnati nel rinnovo dei loro contratti collettivi. Può essère [...] di un nuovo processo di [...] sindacale intorno agli obiettivi [...] e del lavoro diverso, del [...] e della formazione, del governo [...] del tempo di lavoro. /// [...] /// Dare [...] politica a [...] anche sul piano politico e legislative! Questa può diventare negli [...] grande sfida che là sinistra italiana rivolge [...] a sé stessa, ritrovando nella liberazione del [...] progettuale e della [...] iniziativa politica. /// [...] /// Attorno al mondo si [...] i cinque continenti che sono «impersonati» da [...] i costumi del tempo. In alto campeggia la [...] tre valori affermati nella Rivoluzione Francese: Libertà Uguaglianza [...] Fratellanza. I momenti più significativi [...] movimento di emancipazione femminile coincisero spesso con [...] Primo Maggio. Questo portò da un lato [...] un arricchimento contenutistico della giornata e servì, [...] a dare nuova forza alla [...] femminile, [...] suo iniziale isolamento. Nella foto in fondo [...] copertina del numero unico «Primo Maggio Femminile», [...] Roma nel [...] può conciliare il massimo [...] massimo di liberta? La [...] lé esperienze dimostrano che. Siamo tutti [...] la sinistra deve compiere una [...] autocritica delle sue analisi e delle sue strategie. Finora però [...] è stata concentrata sulle [...] programmi, mentre alle analisi sulle quali i [...] sono state dedicate solo riflessioni frammentarie. In particolare, per quanto [...] comunista italiano, due sono, a mio parere, [...] vistose: la critica che concerne In dottrina [...] riguardante [...] sovietica. Un tempo quella dottrina [...] di riferimento ideale e la base per [...] su quella base venivano poi formulati i [...] e, ancor più, di lungo periodo. In quel tempo [...] Sovietica rappresentava il modello [...] pure in modo autonomo e creativo. Negli ultimi anni si [...] meno di dottrina [...] quanto [...] Sovietica, si è detto [...] perduto la «spinta propulsiva», si è discusso [...] si è ribadita in modo quasi rituale [...] fra Pei e [...] ciò che ormai provoca [...] invettive e le scomuniche dei [...] e dei [...] ma li astuti commenti, [...] di [...]. Il silenzio non è [...] di un grande partito, [...] prendere per le corna entrambi [...] tori. /// [...] /// Io dico [...] ma non faccio che esprimere [...] alta voce e [...] quel che molti pensano a [...] dentro e fuori del partito comunista [...] il [...] in guanto base per [...] di programmi politici di breve [...] di lungo periodo, è una dottrina radicalmente sbagliata: se [...] un tempo ha avuto una spinta propulsiva [...] di emancipazione e di maturazione [...] dei lavoratori in generale e dei proletari in particolare, [...] per tanti motivi sui quali [...] non entro, quella spìnta non [...] più. Anzi [...] per usare [...] dialettica cara a Marx [...] punto è divenuta un grave impaccio per [...] quel processo. /// [...] /// Non è un modello [...] pure in modo originale; si può dire, [...] un modello col segno meno. Se «è vero che [...] ingredienti del [...] la libertà democratica (la [...] e nor? per i pochi) e la [...] di ostacoli sulla via [...] ebbene, essi sono assenti [...] Sovietica. [...] disse [...] ed è una citazione più [...] ricordata [...] «Dobbiamo imparare a vivere con [...] democrazia, e non è facile perché non ne abbiamo [...] avuto [...]. Diceva il vero, e [...] ha piena validità anche oggi. La libertà non c'è [...] Sovietica; [...] non c'è neppure la tendenziale eguaglianza; non [...] cospicue differenze di retribuzioni fra i lavoratori [...] negano quel principio); mi riferisco alla «nomenklatura» [...] di ogni genere di [...] privilegi che fanno [...] quelli dei padroni del [...] che rappresentano una «degenerazione» [...] grave di quella [...] dalla così detta era [...] fu di Togliatti). La verità è che [...] Sovietica [...] bisogno di cambiamenti assolutamente radicali, sia nella [...] economica, che funziona sempre [...]. Ricordiamoci che essa è [...] del mondo in cui la vita media [...] invece di aumentare: è terribile a [...] ma è così. Il quadro complessivo [...] è quanto mai oscuro: [...] pianificazione centralizzata, permessi ben raramente concessi per [...] altri paesi o emigrare, controlli per gli [...] inesistenza delle libertà di stampa e di [...] pluralismi e divieto di critica a livello [...] delle disfunzioni burocratiche è ben misera cosa), [...] pochi. Ma questa è addirittura [...] entrambi i grandi ideali della Rivoluzione francese [...] eguaglianza [...] e non solo del [...]. Se è così, bisogna [...] nozione che, salvo poche e non confortanti [...] europei di sinistra hanno da tempo [...]. Una tale critica comporta [...] programma politico di Marx, a cominciare dalla [...] delia dittatura, ma non implica il ripudio [...] analitica. Così, la concezione del [...] caratterizzato da un esteso mercato del lavoro [...] 11 criterio [...] le tendenze in atto [...] le [...] di movimento, che non [...] politica è un criterio [...] socialisti riformisti possono e anzi debbono accogliere. Criticare [...] Sovietica non significa fomentare [...] per quel grande e tragico [...] significa, però, [...] come modello. Se la critica è [...] incalzante essa può servire [...] si deve sperare [...] agli stessi sovietici, che, [...] bisogno di critiche di questo genere, mentre [...] né di esaltazioni, né di critiche addomesticate, [...] bisogno [...] e di maledizioni globali. Ho numerosi amici fra [...] sono convinto che il partito comunista rappresenti, [...] un patrimonio prezioso di carattere e di [...] non deve essere disperso. Un amico comunista ha [...] dibattito pubblico: [...] era ed è giusta, [...] che ora ci appaiono sbagliati; è [...] che io condivido. La fedeltà ad antiche convinzioni [...] nobiltà [...] e, se sono [...] a [...] coraggio intellettuale; ma quando ci [...] rende conto che quelle convinzioni [...] non nei fini generali ma [...] mezzi indicati [...] erano errate, è lo stesso [...] intellettuale che deve spingere a riconoscere gli errori e [...]. Ecco: io credo che [...] solo nel Pei) si sia delineata una [...] fini e mezzi, ovvero si è dato [...] certi mezzi [...] automaticamente il fine, il [...] il massimo di liberta democratica col massimo [...] democratica. No: contrariamente a quel [...] Marx, la nazionalizzazione generalizzata, o quasi, dei mezzi [...] significa socialismo: il mercato del lavoro salariato [...] e [...] eliminato in tanti altri [...]. E la persistenza del [...] non è necessariamente un ostacolo al socialismo. Sono tutti temi che [...] dibattere criticamente e a fondo. I prudenti silenzi o [...] non sono soltanto Inutili: sono deleteri. Le critiche fondamentali di [...] possono avere significato politico a condizione che [...] far giustizia di formule vaghe e ambigue [...] la porta a una strategia [...] capace dì cambiare profondamente, [...] la nostra società. La via attraverso cui [...] Pei [...] divenire di pieno diritto componente essenziale della [...] a mio parere, attraverso [...] critiche fondamentali. Un tema di riflessione: [...] quella via, per fondare il nuovo partito [...] cui si parla da anni, e rendere [...] rifondazione, occorre probabilmente azzerare la [...] degli attuali partiti di [...] deve essere [...] di vertice. /// [...] /// Un tema di riflessione: [...] quella via, per fondare il nuovo partito [...] cui si parla da anni, e rendere [...] rifondazione, occorre probabilmente azzerare la [...] degli attuali partiti di [...] deve essere [...] di vertice. (0) (0) ![]()
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