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Io le difendevo dal freddo [...] le mettevo in una stanza, [...] convinta che , lì stessero [...] riparo. Ma poi si appassivano, [...]. Ci si figura 1 [...] esseri viventi debbano vivere protetti, e invece [...] è così, come [...] destinata Dio, , e [...] cure soltanto quando sono piccoli. Il resto, è una cosa [...] ha le sue leggi, e io non [...] mai capito. Anche la [...] Marina, la tua figliuola, [...] grandina mi sfugge. Tra poco avrà dieci [...] hai idea quanto mi dà pensiero. Se ci fossi tu, [...]. Ti vuole bene come [...] io, ma di più, perchè sei il [...]. Insomma ha bisogno di [...]. HA bisogno che qualcuno [...] è brava e che fa bene a [...] una bella calligrafìa, che è buona. Che glielo dica io, [...]. Eppure cerco di pensare [...] come te, ma non riesco. Marina lo capisce che [...] è lo stesso, purché lei sia educata, [...] bene. Per me, potrebbe smettere [...] a scuola. So che queste cose [...] neppure di [...] dire per scherzo. Ma se tu non [...] troverai come due selvagge. Giusto perchè c'è Gisella [...] in ordine, e perchè t'ha promesso di [...] Marina [...] ad andare a scuola. Se non ci fossero [...] donne vivremmo in uno stato che non [...]. Io non so perchè, quando [...] sole, [...] ho sentito con queste orecchie [...] signore [...] che facevano conoscenza. Una chiedeva: " Voi signora [...] rispondeva: "No, ma ho la [...] inglese. /// [...] /// [...] gente che non ha [...] che ha afferrato un posto come neppure [...] che crede suo tutto il mondo. Hanno letto pochi libri, [...]. Hanno frequentato di quel-. E se agiscono così, [...] così è la vita, e così saranno [...]. Ma ce ne sarà pure [...] poveretta, che la pensa in [...] maniera, e che ha schifo [...] toccata sia pure con un dito. Pensa che perfino la [...] comune per la strada, la più povera [...] che ha da pensare ai fatti suoi, [...] una donna senza [...] dietro le parole più [...]. E questa donna è [...] può avere il figlio malato a casa, [...] da qualche dolore. Fulvio mio, se vedono [...] che una volta era vai do-. Io ho pensato ad andare [...]. Disegno di [...] cucina diventa insipida, con [...] non sanno di niente. Si rimane come balorde, [...]. Fino al mese scorso, [...] Gisella [...] innamorata, e allora [...] presa un entusiasmo per [...] delle idee, era presa [...]. Ma da quando il [...] fa una cucina da infermeria, e a [...] annoia anche di apparecchiare. Tutto quello che è [...] qualche maniera rito, è proprio [...]. Figurati che Marina, ora, [...] mangiare con la scodella sulle ginocchia, coi [...] della sedia, in un angolo della cucina, [...] Gisella. Io lo vedo che [...] chissà che, aspettando il [...]. Io esco appena per [...]. Dove dovrei andare? Di [...] annoio, e poi non hai [...] di come la gente [...] Cambiando. Tutti si affannano a ricevere [...] autorevole, per lo meno a [...] e ad [...] se non altro, a [...] dire di averla vista, di [...] udita una loro frase, di conoscere ima loro abitudine. E se non proprio [...] contentano di imo che conosca quei personaggi. Dovunque vai, non senti [...] altro che eccellenza, generale, commendatore; [...] non è difficile [...] perchè ce ne sono, tanti. Ma invece è divenuta [...] ai potenti, e uomini e donne perdono [...] dignità. Nessuno ormai immagina che [...] avere un affetto e un legame con [...] ama, tanto che non si. E non credere che [...] preso la gente qualunque. Già, ormai non c'è [...] perchè non hai [...] di quante baronesse e [...] sono [...] fuori. Figurati che [...] come tu mi avevi scritto, [...] ti richiami [...] dov'è la tua casa. Ma non ci tornerò [...]. Non ti dico altro [...] dispiacere, giacché sei lontano. /// [...] /// Ci aiuterà la Provvidenza, [...] Fulvio [...] La tua Maura». Ricevo la tua lettera. Capisco bene quello che tu [...] dici, che [...] uomo in casa rende una [...] tarda e incantata. Perchè non mi spiego [...] condizioni, e dopo tante [...] ti supplicavo di fare qualcosa per il [...] non fai altro , che invitarmi a [...] Provvidenza. Eppure ti rendi conto [...] le cose, perchè me lo descrivi tu [...] troppa precisione. Io spero che la [...] sia caduta sotto gli occhi di nessuno; [...] intatta, ma non si sa mai; te [...] volte, te lo avevo avvertito prima di [...]. Non sono più i [...] si scriveva da innamorati, e ci si [...]. Ora c'è una disciplina, [...] dovere di essere disciplinati e obbedienti, anche [...]. Bisogna scrivere sempre come [...] parole potessero cadere sotto gli occhi di [...] alto di noi. Che idea si farebbe [...] che lavora per il nostro bene e [...]. Poiché siamo un [...] sempre detto, non te lo dimenticare. Capisco che tu scrivi [...] impressioni cui io non posso servire di [...] trovo lontano. Vedi? Ecco le conseguenze [...] a [...] rimanere rintanata in casa. Sei bella, sembri una [...] poco diventi elegante, troveresti tutte le " [...]. E sono anni che [...] non vedere e non frequentare nessuno. E ora che sei [...] a vedere la gente, se non altro [...] ti spaventa, ti irrita, ti ripugna. Persone che non hanno la [...] piccola parte delle [...] qualità, hanno saputo farsi una [...] rispettabile e una reputazione. Mi sono vedu-to passare [...] gente che ti dico queste cose con [...]. Bada, che poi la [...] si rimpiange il tempo perduto. Ti dico che [...] in provincia c'è delle ragazze [...] delle signore che [...] belle, prendono il treno per [...] capitale, dove sperano di far brillare le qualità sortite [...] natura. E la capitale è [...] di belle donne che stupisce ogni forestiero [...]. I V ENDO in [...] col vedere chiaro in queste cose, col [...] realismo che sono propri della vita d; [...]. [...] tutti si affannano di pervenire [...] Roma, di far sentire la loro voce a Roma. Tutti tendono verso il [...]. /// [...] /// Solo a Roma tutto [...] bello, è nuovo. Non si scorge quasi [...] città, fra tante cose nuove o rinnovate [...] tutto è giovane. Ognuno vorrebbe [...] e invidia chi ci sta. Soltanto in provincia si [...] che ho veduto io alla stazione [...] giorno, un uomo che, [...] leggeva per sè ad alta voce nel [...] del ministro dei Lavori Pubblici. Anche [...] bilancio lo entusiasmava. Tanta è la venerazione [...] Roma. [...] considerano un imbecille chiunque, [...] a Roma, non profitta di [...] vita e di quelle occasioni. Credi pure che il [...] modernità è arrivato anche in prò-" [...]. Anzi, credo che a Roma [...] una mentalità provinciale più facilmente che in [...] penisola. [...] vero che prima la [...] diversamente, per quanto avessi il sospetto che [...]. Io ricordo che cosa [...] . Po-veró impiegato, la mattina andavo [...] mio lavoro come imo che ha dormito accanto a [...] dea, la quale al mattino indossava [...] di casa,' diventava una mortale. [...] so che anche [...] queste cose ti fa arrossire. Ma tu non immagini [...] privilegio e di ricchezza era il mio, [...] curvo sul lavoro, sentivo [...] un segreto indicibile. E devi sapere che [...]. Ti ricordi quando mi [...] e uscendo a braccetto il ministro ci [...] per salire nella [...] automobile? Si voltò stupito, [...] ricco quel giorno, più ricco e più [...]. Da allora egli mi [...] e se fosse ancora lui a quel [...] starei a basire per questo ritorno. [...] vero che da quel [...] quegli sguardi, tu non volesti accostarti più [...] e cosi fini quella consuetudine tanto cara, [...] sabato, venivi a prendermi per. Si può dire, ora [...] non [...] niente, che era davvero [...]. Tu lo giudicasti subito [...]. Il nostro paese è [...] che sale, continuamente nuova. [...] sai presto un uomo è [...] vecchio. E la vecchiaia non [...] ma è considerata vituperosa; ed essa, in [...] anche più vituperosa volendo affettare pensieri e [...]. Meglio, dunque,. A noi ha sempre [...] disonestà, e siamo rimasti sempre rinchiusi fra [...]. Avere un tesoro e [...] questa è stata sempre la nostra condizione. La mia esperienza mi [...] Roma, quello che più conta per chi [...] è la bellezza. Ora, io non ho mai [...] fregiarmi della mia unica ricchezza. Dopo le prime esperienze, [...] che, in una qualunque società, [...] era attratta verso di [...] sulla mia modesta persona per riflesso tuo, [...] due quasi paura, tu di chiuderti in [...] di rimanere solo ad affrontare la vita. Ma già a me [...] grigi, sono confinato quaggiù senza che nessuno [...] per me. Non ti do torto [...] dici. Conosco i modi di [...] m'hanno sempre rivoltato. Ma non è il [...] mia cara. Aspetto sempre che tu mi [...] una buona notizia. Dipende soltanto da te. /// [...] /// Si avvicina alla condizione [...] riflesso quotidiano di fatti, di avvenimenti reali, [...]. C'è lo scrittore come [...] Natalia Ginzburg che interroga azioni e parole quotidiane per [...] eccezionale. C'è lo scrittore come Primo Levi [...] sente la propria semplicità umana trascinata negli [...] quali popoli interi sono impegnati, o travolti, [...] dialoghi fra [...] e [...]. Direi di più, ed [...] grandi temi come la Resistenza, la vita [...] o su alcuni personaggi del tempo, pochi [...] sono apparsi più convincenti, tanto da condizionare [...] a una revisione che si situa fra [...] coscienza di nuove problematiche o una prima [...] fuori dalle simbologie e, quindi, dalla ; [...]. /// [...] /// [...] è impostata sul confronto [...]. Quella che narra esercita [...] professione di medico, ed è la controfigura [...]. Nei giorni più torridi di [...] milanese, si svolge l'incontro, del tutto casuale, con Cecilia, [...] toscana e madre di una vivace e simpatica bambina [...] compagna. Giovane e già minata [...] arriva in città per farsi visitare da [...]. C'è un dramma in [...] il suo male non le è ignoto. Sa che le resta [...]. L'incontro fra due protagoniste [...] risolve in dialogo: [...] entrambe si scoprono unite [...] del mondo, nel partito degli sfruttati contro [...]. La intellettuale aiuta [...] a [...] nel labirinto cittadino, la fa [...] nella clinica [...] professore, [...] moralmente. Ma a poco a [...] presa del fascino di quella situazione umana [...] fare a meno di verificare su di [...] idee sulla vita. Vista [...] come un essere lineare, dotato [...] pazienza e di semplice [...] non fa che sorprendere la [...] amica. [...] venuta a Milano per curarsi. Si, ma [...] ritarda [...] in clinica. [...] legata al passato e alla [...] casa. Sì, ma non vuol [...] a Milano anche quando, sottoposta alle prime [...] andarci. Ha nella scienza una fiducia [...] di carattere « magico ». Sì, ma non sempre [...] sè gli effetti curativi di tanta. Forse quel lato ingenuo, «magico», [...] sue convinzioni potrebbe [...] alla rassegnazione religiosa di [...] fronte alla morte. A questa catarsi, per [...] disposta a chinarsi persino la dottoressa. /// [...] /// Cecilia si ribella al [...] adopera la [...] stessa bambina come strumento [...] di lei. La [...] amica intellettuale là ritroverà [...] breve parentesi, caduta nelle mani di « [...] trafficanti che non esitano . Questo finale sembra avvolgere [...] allucinato e davvero romanzesco la figura di Cecilia, [...] protagonista, come se cedesse [...] di capire, [...] del racconto, è portata [...]. Tutto questo rimane, però, [...] ai valori davvero poetici del racconto. Essi risultano da questa [...] due personaggi che si fanno da specchio, [...] scoprendo, dal loro confronto, [...] difficoltà del vivere, i [...] e del sapere che ci è [...]. Ad alcuni miti anche [...] sfugge ancora, e fra questi la religione [...] bisogno [...] -Laura Conti (a sinistra). Sono questi i miti,che [...] della dottoressa dì fronte al personaggio «inafferrabile» [...] Cecilia. Ma quella inafferrabilità è se [...] ribellione contro [...] di una società, alla quale [...] si partecipa restando chiusi in [...] miti. Cecilia non si oppone tanto [...] della morte consapevole quanto alla mancanza di libertà che [...] impedisce di affermare il valore [...] fino [...] o [...] ca in lei quanto di [...] prezio-so vuole trasmettere alla figlia, la vita che deve [...]. Michele [...] scritto che dà il [...] (Maria Luisa Astal-di: Il poeta e la [...] Firenze, Sansoni, 1963, [...]. Non certo una storia, [...] organico, bensì appunti, note, osservazioni dettate da [...] volume, una polemica, una [...] ma sempre con [...] attento al presente e [...] tanti problemi e aspetti della coscienza contemporanea. La materia è tanta: [...] Shakespeare [...] Livellatori, da De Foe e la nascita [...] Byron a [...] su su, fino a Joyce, Eliot, D. Lawrence, [...] e gli americani, Hawthorne, Melville. /// [...] /// Né vi si può [...] quanto uno spunto consenta, nel, breve giro [...] stimoli, notizie, ricordi, annotazioni qua e là [...] interrogativi alla sfinge, piuttosto inquietante, di questa [...] tutto è compresente, senza latitudini o confini [...]. E vedi, ad esempio, [...] al Robinson [...] non come libro [...] tura ma dedicato alla [...] », condizione per la « riabilitazione spirituale [...] »; o il ritratto, , giusto e [...] o gli appunti sul [...] o [...] Conrad, su Osborne e [...] »; il ritratto ironico di Morgan, monumento [...] o della vecchiaia di Ezra [...] o, infine, la sottile [...] Lolita, ch'è forse [...] la miglior recensione sul [...] Nabokov ch'io abbia letto. Ne trai il gusto [...] di frequentare con grazia e sottigliezza ima [...] una delle più ricche e intense e [...] la sollecitazione a un [...] dialogo vivo e civile: [...] pregi rari per una silloge [...]. Le poesie di Buttitta Un [...] smonta le leggende Interprete di una Sicilia [...] e insieme cantore di un suo possibile [...] Ignazio Buttitta (che, come si sa, ha : [...] il celebre . Nel primo volume. La [...] (ed. /// [...] /// Il secondo volume intitolato Lu [...] di lu [...] e La vera storia di Salvatore Giuliano (ed. /// [...] /// Tutti i componimenti presentano [...] fronte, opera del poeta stesso. Denominatore [...] comune dei canti di Buttitta [...] fanno discorso pur nella loro molteplicità di ioni) è [...] sensuale e pudico insieme ai tanti aspetti del mondo [...] il desiderio di essere [...] di questa terra » e [...] corollario naturale per quanti hanno le sue stesse idee, [...] sentirsi [...] un pisci [...] la riti [...] / [...] a [...] / la gaggia chi li [...] » (cioè un pesce nella rete con gli altri. A preparare o ad [...] c'è però tutto un indugio, ora dolce [...] natura e su facce, su oggetti e [...] i giornalieri, le madri [...] bambini che -giocano, [...] interni e il caldo. E il dialetto, con [...] modi figurati, dà concretezza alle espressioni di [...] coscienza, che altrimenti rischierebbero di essere generiche. Ma è soprattutto ne Lu [...] di [...] (un lamento che ha per [...] il dramma [...] e la tragedia mineraria di [...] nel Lamento pi la morti [...] e ne La. [...] invito alla riscossa (che [...] poveri, i carusi, i [...] a scrivere li sentenzi [...] passa al tono narrativo e disteso, alla [...] complessa realtà storica. /// [...] /// E c'è da dire [...] Buttitta [...] tramuta affatto Giuliano in un bieco eroe [...] preso in mezzo fra tante forze e [...]. Questa materia difficile (e [...] agli altri [...]. /// [...] /// Questa materia difficile (e [...] agli altri [...]. (0) (0) ![]()
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