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Nessuno vuole restaurare la [...]. Ma che cosa è stata [...] partitocrazia? [...] è [...] Paese [...] europeo nel quale la funzione [...] dirigente di partito è stata distinta e separata dalla [...] di go-verno. In Europa questo è avvenuto [...] Italia e nei paesi del socialismo reale, dove [...] il capo del governo e [...] il primo segreta-rio del partito: [...] una figura diversa. Io ho qualche dubbio [...] che questa originalità del nostro Paese ha [...] con la partitocrazia. La partitocrazia è, innanzi-tutto, [...] potere non responsabi-le da parte dei partiti. [...] di un potere che si [...] manifestato [...] dello Stato e, per certi [...] della società. [...] parte, sul polo opposto [...] quel modello di governo di partito che [...] delle democrazie europee e che le distingue [...]. Il governo di partito [...] della partitocrazia, innanzitutto perché in questo schema [...] le loro leadership, misurandosi per il governo, [...] Paese, [...] pubblica e non ai [...] alle clientele interne. [...] un pote-re più responsabile. Il ritmo del ricambio [...] legato alla logica [...]. La prova dei partiti [...] non nel guadagnare un punto o lo [...] alle elezioni. La prova dei gruppi [...] governare. Questo meccanismo che attribuisce ai [...] una funzione pubblica regolabile, sot-toposta al giudizio di tutti [...] elettori, è [...] della partitocrazia. Dire questo non ha [...] vedere con la pretesa di coman-do. Significa porre un problema [...] del nostro sistema politico, per-ché è del [...] in Italia questo ri-chiede [...] di grandi forze poli-tiche [...]. Noi abbiamo un siste-ma [...] che potrebbe avere un suo sbocco in [...] inesorabile, nel presiden-zialismo: che diventerebbe così [...] mo-do di controbilanciare la [...] politico, garantendo decisione e go-vernabilità. Ecco perché credo che [...] ragionare le forze del centro sinistra, in [...] sono più ostili [...] presidenziale. Se noi vogliamo contrap-porre [...] -che ha una [...] digni-tà democratica -un disegno [...] questo non può poggiare esclusivamente sulla necessità [...] Presidente del Consiglio che abbia una qualche investitura [...] non sia soltanto [...] pattizia di un accordo [...] anche pog-giare su regole tese a favorire [...] del sistema politico. Si è discusso [...] io sono per [...] non [...] nessun dubbio da questo punto [...] vista. Si paventa la preoccu-pazione [...] io penso che il Paese [...] un ritor-no alla proporzionale, né si capisce [...] a noi, oltre che al Paese. /// [...] /// Noi dobbiamo mettere [...] punto che ci caratterizza: [...] «dop-pio turno». Perché il doppio turno [...] di aggregazione, e non è affatto inconciliabile [...] garantisca-no una presenza in Parlamento anche di [...] si coalizzano per governare. Sono [...] con chi sostiene che [...] escludono dal Parlamento forze politi-che che hanno [...] eletto-rale siano leggi pericolose. Pericolose persi-no nei paesi [...] democrazia, figuriamoci in un Paese turbolento, confuso, [...] di coesione nazionale come [...]. Ma doppio turno e [...] forze che non si coalizzano per il [...] mio giudizio obiettivi conciliabili. Quando ho detto che [...] nella Bicamerale si avvii un confronto anche [...] -altrimenti la di-scussione sulla nuova forma di [...] rimanere monca o ipocrita -mi riferi-vo alla [...] un confronto su queste ipotesi che in [...] di [...] proporre, anche in una [...] compiuta e precisa. Bisogna avere il coraggio [...] completare il cambiamento del nostro siste-ma politico. Lo dico in primo [...] amici, ai nostri alleati, ai nostri compagni [...] di governo. Se diamo la sen-sazione [...] la frammen-tazione, il potere di veto dei [...] idea del parlamentarismo, tutto questo non può [...] strada ad un cesarismo plebiscitario. Noi abbiamo [...] per guidare una trasformazione: [...] con coraggio, altrimenti passeremo ad [...] il testimone. Questo Paese vuole cambiare [...] del 21 aprile è e deve diventare [...] il cambiamento, non [...] di ergere [...] diga da parte delle [...] migliori tradizioni della demo-crazia italiana. Se noi pensassimo che [...] una diga contro il cambiamento, quel-la diga [...]. Guai a compie-re questo [...]. Dal congresso esce un ap-pello [...] un impegno per rilanciare con grande forza [...] innovativo del centro sinistra e [...] nelle riforme costituzionali e [...] di governo. Questo intento mi è [...] nella introduzione di Walter Veltroni che ha [...] uno stimolo per fare emergere ancora di [...] innova-tore, riformatore del governo e della maggio-ranza [...]. Ho trovato giusto il [...] cui Walter e gli altri nostri compagni [...] governo hanno spiegato ciò che stanno facendo [...] che si è aperto. Riforma della scuola, decentramento [...] riforma e decentramento del sistema fiscale, riforma [...] legge [...] non pretendo di essere [...] di dare il senso non di ciò [...] ripromettiamo di fare, ma dei lavori che [...]. [...] evidente che [...] tra questa opera riformatrice a [...] di go-verno e il confronto aperto nella Bicamerale, delinea [...] fase costituente del nostro Pae-se, non solo a livello [...] regole, ma direi della costituzione materiale del Paese, [...] della [...] amministrazione, [...] del rapporto fra i cittadini [...] lo Stato. [...] canto si tratta di una [...] perché ciò che si è esaurita non è soltanto [...] democrazia dei partiti, ma tutta una fase del-lo sviluppo [...]. Noi vogliamo un Paese [...] ma anche un Paese più moderno, più [...] più capace di reggere la sfida della [...]. La sinistra vince soltanto [...] gra-do di dimostrare che questi obiettivi non [...] fra di loro ma si salda-no, e [...] e i valori che uniscono un nuovo [...] di rappresentare la parte più moderna e [...] questo Paese. Altrimenti la sini-stra perde. Io capisco le ragioni [...] di critica che in modo molto franco [...] di Sergio [...]. Noi con questo dibattito [...] Europa, per-chè non [...] partito socialista o laburista [...] governa, non abbia i sinda-cati a sinistra [...]. [...] parte chi governa, necessariamente, [...] di un interesse generale e di un [...] invece il sindacato è giustamente di parte. Anche un sindacato come [...] pure ha ben fer-mo il senso [...] generale del Pae-se, tuttavia [...] essere parte, quindi di-fendere quel mondo del [...] la [...] forza e il suo [...]. Que-sta insofferenza è [...] di una sof-ferenza sociale che [...] di una impazienza che [...] tanto più comprensibile se pensia-mo [...] quanto il sindacato italiano e i lavo-ratori hanno dato [...] risanamento del Pae-se. Noi raccogliamo questo stimolo [...] lo raccoglie, come impegno a mette-re al [...] ancora più fattivo, una battaglia per creare [...] la-voro, innanzitutto nel Mezzogiorno dove più drammatico [...] di esclusione di una parte grande della [...] lavoro e dove questa questione assume oramai [...] una questione demo-cratica, non soltanto sociale. [...] molto diffi-cile agire tra [...] risanamento eco-nomico e [...] di politiche volte a [...] amministrazione, a rendere più agevole [...] di quelle risor-se comunitarie [...] era in grado di usare, a facilitare [...] valorizzare le risorse del Mezzogiorno, a cominciare [...] piano del lavoro legato alla valorizzazione, alla [...] patrimonio culturale e arti-stico, della rete urbana [...]. Questa è una sfida per [...]. Abbiamo detto queste cose [...] abbia-mo detto: servizio civile, programma per il [...]. Molte di queste cose [...] a fare. Bisogna incalzare: [...] an-che la lentezza, la [...] delle decisioni parlamentari. Ben venga un movimento [...] credo che stando al governo si debba [...] si riempiano le piazze per incalzare, per [...] in [...] questa sfida. Ma se vogliamo spingere in [...] una politica per il lavoro dobbiamo anche ave-re il [...] di [...] di rinnovamento. Ecco, [...] mi sento meno [...] con Sergio [...] forse anche per reazione. [...] sentito -a differenza di [...] chiuso e più sordo rispetto ad [...] di riflessione critica, non [...] sindacato, riguardo an-che alla sinistra. Anche noi ci sentiamo [...] ad una necessaria rifles-sione critica. Viviamo in una società, [...] lavoro che sono sempre più distanti dalla [...] fabbrica [...] e [...] del lavoro taylorista: la [...] sono innanzitutto un dato della real-tà e [...] corrisponde ad un modo diverso, nella nuova [...] al lavoro e al proprio rap-porto con [...]. Il grande problema che [...] noi -a noi sinistra, non soltanto a [...] se questa società più aperta debba ineso-rabilmente [...] solitudine, insi-curezza, angoscia. Oppure se rinnovando profondamente [...] nego-ziazione, della contrattazione sociale, co-struiamo nuove e [...] di rap-presentanza e di tutela. Se noi non ci [...] terreno rappresenteremo sempre di più soltanto un [...] del lavoro: quello che sta in mez-zo, [...] non sono [...] per negoziare da soli. Da una parte ci [...] di negoziare da soli; [...] parte, in basso, chi [...] del lavoro nero, non tutelato e precario. Noi finiremo per rap-presentare [...] stanno in mezzo, tra queste due realtà. Ma [...] un piccolo problema: coloro [...] mezzo sono sempre di meno, diminuisco-no sempre [...]. Allora questa è una sfida [...]. Lo so [...] che nel Mezzogiorno ci [...] milioni di italiani che lavorano in nero: [...]. Sento [...] questa come [...] vergogna, ma non sono [...] soltanto un problema di polizia, di ispettorati [...] che non basti. Non sono sicuro che [...] avremo settemila mi-liardi di entrate in più. Io temo che se [...] pagheranno le tasse, ma altri chiuderanno e [...] milio-ne di disoccupati in più in giro [...] Mez-zogiorno. Capisco benissimo che questo [...] enorme, un problema dramma-tico, e non chiedo [...] di le-galizzare il lavoro nero, il lavoro [...] sarebbe assurdo. Noi do-vremmo preferire essere [...] lavora-tori, e negoziare quel salario, per [...] negoziare i loro diritti, [...] da quelle fabbriche con in mano una [...] nazionale di lavoro. [...] una nuova, difficile, ardua frontiera: [...] non in modo subalterno. Sono convinto che il [...] della flessibilità è una politica per la [...] di lavoro. Negoziare la flessibilità significa [...] anche una politica di riduzione degli orari, [...] ad una diversa organizzazione produttiva. Non credo che un [...] possa essere regolato da soluzioni come la [...] a parità di salario. Vedo piuttosto la capa-cità [...] processo complesso di innovazione nel quale è [...] il rischio di una perdita di potere [...] aumento dello sfrutta-mento e [...]. Vedo però an-che la possibilità [...] del lavoro non più [...] di una più alta va-lorizzazione [...] delle sue capa-cità creative, di un modo diverso e [...] di lavorare. Certo, se pensiamo che [...] fab-brica [...] sia semplicemente la fine [...] ci lascia uno spazio di testimonianza, di [...]. Se invece pensiamo che [...] fabbrica [...] apra un nuovo terreno, [...] anche più avanzato di lotta, per affer-mare [...] del lavoro, allora questo diventa il criterio [...] nostre politiche. Questo tema si lega [...] stato sociale, non al taglio dello stato [...]. Io ho già detto [...] Italia la spesa sociale è bassa, ma oltre [...] è anche iniquamente distribuita. Perché sol-tanto una percentuale [...] spesa va ai ceti più poveri. Perché sono svantaggiati i [...] donne. [...] così: non siamo noi che [...] inventato una contrapposizione tra le generazioni, è vis-suta così [...] una parte del mondo giovani-le. Che infatti ha votato [...]. Noi sia-mo, credo, [...] Paese al mondo in [...] disoccupato può avere la cassa integrazione, può [...] quindi avere un reddito garantito per tut-ta [...] lavorare, può avere una pensione di invalidità [...] Mezzogiorno [...] gliela trovava nel passato qualche deputa-to amico [...] avere niente, che è la condizione di [...] gio-vani disoccupati meridionali. Questa è una diseguaglianza [...] di vista di chi non ha niente, [...] simpatie verso il sindacato e verso la [...] si è sentito tutelato in alcun modo. Noi, quelli che non [...] li vogliamo mettere contro i pensionati e [...] una sciocchezza! Però pensiamo che la [...] porre questo problema. In termini di rifor-ma, [...] uno stato socia-le più inclusivo, capace di [...] le stesse opportunità e che magari di [...] investa meno in forme di assistenza -che [...] modo diseguale, oltretutto -e investa di più [...] del lavoro, di forma-zione, in grado di [...]. So [...] che è puerile contrapporre le [...] e le garanzie. [...] chiaro che ci vogliono le [...] è evidente. /// [...] /// [...] chiaro che ci vogliono le [...] è evidente. (0) (0) ![]()
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