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Lunedì 13 giugno [...] 5 pagina Scrittori e Barman Rane [...] salsa catalana Pedro [...] (Barcellona, 1954) si è [...] In Spagna soprattutto con due volumi di racconti [...] e «Ritratto di famiglia [...]. Da noi esordisce ora [...] «Il custode delle rane», del 1990. Il narratore [...] è un rinunciatario scettico [...] vivere In una mezza periferia e mezza [...] della megalopoli catalana. Dapprima vorrebbe ospitare nel [...] o abbazia [...] una comunità di spiriti [...] si limita a [...] Insidie che lo assalgono, [...] di conservare [...] di Laura, poetessa altrettanto [...]. Lui è tutto birra [...] caffè; attorno a loro [...] e gaffes di sconclusionati [...] che vorrebbero [...] sulla retta via. Alla fine Laura fugge In [...] avventure e affermazione, mentre il protagonista si [...] di sorvegliante di batraci. La [...] casa trova scampo Infatti dallo [...] dovuto [...] centrale elettrica purché lui custodisca [...] stagni popolati da rane azzurre in via [...]. Le parti più godibili sono [...] biografie di personaggi congeniali al protagonista incluse nel racconto, [...] a una concubina [...] fino a Denis [...] falsario di lettóre di [...]. Lascia amaro in bocca [...] II [...] mondo imploso, In [...] riflesso sodale è il [...] e [...] scappamento e che ha I [...] culminanti in due cene: una afrodisiaca, tanto [...] In shock vitaminico e piedi a mollo [...] per calmare I bollori erotici, e [...] in cui si consumano [...] un amico pittore defunto. I giovani scrittori [...] paiono [...] quasi sempre risultare brillanti e [...] scanzonati. Nonostante la lezione di [...] o [...] e nonostante mica tutti [...] II [...] per [...] Montalbàn o II miglior Mendoza. Quelli di [...] sono arguti eccentrici falliti [...] di un crepitio di battute dal retrogusto [...] e angoscioso. [...] gestisce un locale nel [...] Barcellona e questa è proprio una storia [...] letta confortati da un vispo tasso alcolico. Magari per trame la [...] salvezza privata e individuale è Impossibile: la [...] antitetici aspetti [...] o dei ripudio del [...] disastro, più o meno simpaticamente gracidante. COSIMO [...] cosa ci costringe a leggere [...] fiato, e in una sorta [...] incantamento tenace, questo lungo [...] di due poeti che prendono [...] scriversi nel [...] prima della guerra, prima di [...] eventi luttuosi che avrebbero poi colpito noi infelici (o [...] nascituri e il mondo intero? Il carteggio [...] copre un arco di più [...] di quarant'anni, interrompendosi [...] alcuni mesi prima della morte [...] Vittorio Sereni (1983). Sereni nasce a [...] In provincia di [...] proustiana ed estimatore -Varese, [...] morto a Milano nel 1983). [...] universitario ebbe rapporti con Intellettuali [...] che riconoscevano come loro maestro Antonio Banfi: Enzo Paci, Luciano [...] Remo Cantoni. /// [...] /// Il suo primo libro [...] (1941) a cui seguirà [...] (1947). Dopo la guerra Sereni [...] lavoro [...] che lasciò per entrare [...] Pirelli [...] pubblicitario e successivamente alla Mondadori, di cui [...]. Nel 1981 vinse II Premio [...] con «Il musicante di [...] che . Le sue opere poetiche [...] volume «Tutte le poesie». Tra I suoi testi In [...] «G II Immediati dintorni» (Il Saggiatore) e «Il [...] (Il Saggiatore). Attillo Bertolucci, Invece, i [...] San Lazzaro (Parma) nel [...]. SI è laureato [...] di Bologna, dove ha [...] di Roberto [...]. Ha insegnato a lungo [...] ombre, nel reciproco riconoscersi [...] amarsi nel nome di una comune scelta [...] poesia. Fin dalle prime lettere, Sereni [...] tutto in quel suo candido, incontenibile fervore [...] serietà con cui vive i fatti della [...] la stessa amicizia che lo lega ad Attilio; [...] suo Attilio, fin dalle prime righe, è [...] -fermamente, inquietamente radicata nella luce di Parma [...] domestici -che da quei luoghi, attraverso quei [...] sa parlare di libri, di cinema e [...] amicizia «forte e tenace». Nelle lettere del [...] e [...] non è tanto della guerra [...] parlano i due amici quanto, ancora e sempre con [...] rigore, di [...] di poeti e di riviste [...]. Sereni, richiamato alle armi [...] partire per [...] del nord dove poi [...] circa due anni, qualche rara volta accenna [...] di [...] Bertolucci e, a sinistra, Vittorio [...] trasferendosi a Roma solo [...] ha lavorato per I programmi culturali della Rai [...] riviste come [...] e [...]. Nel 1938 a Parma [...] Guanda la collana «La Fenice», [...] fatto conoscere in Italia la poesia moderna [...]. Grande traduttore di poeti [...] tra le sue raccolte di versi ricordiamo «Sirio» [...] «Fuochi di novembre» (1934), «Capanna Indiana» . Di recente ha pubblicato [...] saggi, «Aritmie» (Garzanti), e uno di poesie, -Verso [...] del cinghio» (Garzanti). È Sereni che, nelle [...]. E quanto tempo che fai [...] vita [...] qua e là, e la [...] famiglia lontana. Io me ne [...] sempre più servo di complessi, [...] ecc. Solida, limpidissima trama [...] che sembra collocarsi subito [...] stessa di ogni scambio [...] di conoscenza: perché, in realtà, nessuno dei [...] fa scoprire [...] niente che [...] già non sappia; nel [...] quarant'anni, nello svolgersi di due vicende distinte [...] stata sempre una [...] e inalterabile intesa. Scorrono -in questo epistolario [...] importanti nella cultura italiana (e non solo [...] anni, ma mai, fra personaggi di tanto [...] un solo ritratto che resti memorabile. Perché? Penso che, rispetto [...] intensità di questo rapporto, rispetto alla verità [...] poeti insieme -ma ciascuno a suo modo [...] tutto il resto è [...] loro, Koinè. Parlando della poesia di [...] per un secolo». Linea [...] Gatto, Sereni enuncia una [...] cosi vera e giusta, nel suo essere [...] è difficile trovare in altri poeti: «. E sopra tutto io [...] la [...] (di Gatto, [...] lotta è tra lui [...] poesia e non tra lui e le [...] quotidianamente impedire di essere poeti. Volevo dire che lui, [...] è sempre. Mentre io, per esempio, [...] di vincere un ostacolo sordo e anonimo, [...]. E, di rimando, Bertolucci: [...]. Quanto al libro e [...] mio lavoro sono di nuovo in uno [...] non è vero che non mi prema, [...] un po' al di fuori del tempo [...]. Dolcissimo, infallibile Bertolucci, che si [...] «ravvolto, prigioniero, in una rete d'oro, ragno vittima della [...] strategia». /// [...] /// In realtà contemplativa ed [...] tensione poetica di [...] febbre del fare, un [...] alla luce, cosciente di opacità e dolori, [...] in basso eppure in , attesa come [...] prega, paziente come lo sguardo di chi [...] e invisibile delle cose. [...] «collettiva e individuale, dai [...] Leopardi» che Cesare Viviani mise in rilievo [...] caratteristico del primo libro di Ingrao, // [...] si riafferma [...] alle vicende private e [...] parola nomina ora nel cuore di un [...] solitaria e vicina al silenzio, custode di [...] raccolti come deserti; talvolta al cospetto del [...] di «leggere il mare», oppure abbandonata e [...] a! Parola che interroga, che [...] forza del desiderio e le sue debolezze, [...] gli fa percepire: il [...]. Oltre la dispersione del [...] «chi solo [...] nemmeno raccontare il suo [...] Ingrao [...] « evocare uno stato di abbandono e [...] raccolta, la calma signoria della mente liberata [...] che la rendono serva dei contenuti: «Solo [...] invocare [...] cibo: [...] mente, senza [...] tenta-; re alcuna [...] alcuna [...]. Non più [...] il mare». Divenendo : puro specchio [...] della parola si popola di nuove presenze, [...] che solo la lontananza dalla razionalità strumentale [...]. Plotino affermava che laLa storia [...] una comunità contadina del Veneto [...] tedesca [...] violento della modernità: [...] è [...] scomposta della contemplazione che svanisce, [...] che [...] fare è motivato e sorretto [...]. [...] febbre dei fare nasce da [...] di permanenza, da una vocazione [...] e [...] sottratte alla velocità distruttiva della [...] nella coscienza che poesia e pensiero possono ricongiungere in [...] più alta [...] lo sguardo e la mano finché [...] materia» sia di nuovo possibile «guardare il mare senza [...]. A fronte di questa [...] «luce della parola», nel quieto accordo di [...] abbracciano stretti» dove i tempi della prassi [...] stesse scansioni dell'amore e dello sguardo, Ingrao [...] un mondo abitato da [...] uomini di mestiere che [...] Schiller [...] Marx vedevano condannati [...] della prassi alienata, incapaci [...] caccia e a pesca, secondo una celebre [...]. Marx, senza essere cacciatori [...]. Nella sezione Conflitti si apre [...] riflessione poetica [...] e la macchina, sul versante [...] e di scambio che riduce i valori a strumenti, [...] ristretta che [...] dice [...]. Con un linguaggio che [...] espressionista (basti pensare a Umbra vitae di Heym, [...] crescente nella quiete» e alle «grandi ciminiere [...] in Berlino //) Ingrao descrive il «sordo [...] avanza [...] dal [...] metropoli», la città divoratrice [...] umano a «scalpiccio» e stende su tutto [...] «E incrini lento: curva [...] su [...] cerchia di [...] alla città». Questa è la dimensione [...] della dissonanza, della sconfitta individuale e collettiva, [...] che ha distrutto la «passione comunitaria» ed [...] che pensa e [...] ride, non [...]. /// [...] /// Ma nella insonnia occidentale, [...] dove [...] sembra definitivamente privo di [...] luce, Ingrao evoca il sogno incancellabile [...] e della poesia: «apprendere [...] immobile». Di [...] il [...] vede e racconta la storia [...] una [...] contadina del «Veneto profondo», dai [...] tedesca a oggi. Una storia segnata da [...] rappresaglie atroci, fino al ritorno di una [...]. Protagonista intermittente è un [...] che, dopo [...] partecipato attivamente alle gesta [...] squadra, si pente, si fa battezzare e [...]. Il timido ricordo di [...] sciupa [...] ma nulla di più. Domina ormai su tutto [...] reintegrato i colpevoli nella «nuova» normalità. Su questa semplice trama Ca-mon [...] romanzo di grande complessità e pregnanza, problematica [...]. C'è, anzitutto, una implacabile denuncia [...] come ingiustizia e come colpa, che assume oggi una [...] accentuazione di attualità. Basta pensare alle difficoltà [...] incontra, di fronte a criminali nazisti per [...] organizzazioni ecclesiastiche. E basta pensare altresì [...] capziosi distinguo, e interessate ammissioni, a cui [...] «nuova» destra italiana, ne) quadro di un [...]. Ma la denuncia di Camon [...] stesso di un discorso che viene da [...] su un mondo contadino che emblematizza [...] delle vittime, nel più [...] di una falsa e prevaricante «modernità». È il discorso del Quinto [...] e della Vita eterna (1972) che [...] si conclude. Camon fa coincidere questo [...] di una tradizione etica [...] non ha saputo liberare le vittime, e [...] travolta dai carnefici. La violenza esercitata [...] in fondo, è soltanto [...]. Nel romanzo di Camon [...] televisione, la scuola, il «progresso», attraversano il [...] neto profondo» senza modificare [...] condizione, e in particolare il suo rapporto [...] e con la Storia vincente. Oggi come ieri insomma [...] costumi, culture, idee, linguaggi, comportamenti, che il [...] sente come estranei, incomprensibili, remoti, disumani, pericolosi. Ciò che resta di [...] viene emar-ginato ed escluso, nel momento stesso [...] viene coinvolto. È una tragedia silenziosa [...] raccontare soltanto (come fa appunto Camon) ricorrendo [...] grottesco,. Camon si riferisce anche [...] nota di «Precisazioni», quando [...] suo romanzo è «falso, naturalmente. Perché la verità non [...]. È lo sguardo ingenuo [...] del ragazzo [...]. È il linguaggio della [...] animali e piante) . Sono i proverbi e [...]. Tutti i segnali insomma [...] e [...] i segnali, in definitiva, [...] sconfitta. Camon estremizza la condizione [...] «Veneto profondo», e dilata [...] della «modernità» prevaricatrice, proprio [...] di un destino e [...] delle colpe. La [...] denuncia perciò, al di là [...] una indubbia attualità, finisce per non avere nessuna prospettiva. Tutto questo inoltre (sembra [...] dire Camon) reca in sé [...] inevitabile degradazione. La comunità contadina in [...] potuto o saputo mantene-re vivi i suoi [...] e di cultura, per una [...] intrinseca debolezza e vulnerabilità, [...] e inerzia eminentemente difensive che hanno finito [...] stesse fondamenta di quei valori. SI che Camon, an-. Denunce, accuse e processi [...] son diventati impossibili. Non si potrà [...] mai più». /// [...] /// Non si potrà [...] mai più». (0) (0) ![]()
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