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E il suo esempio [...] versanti: la riscoperta di un modello evangelico, [...] è alla base della «teologia della liberazione» [...]. Ma non solo: [...] non ha in sé [...] francescano? E il pacifismo? E così via. Sarà, dun-que, per questa [...] «modernità» che studi e lavori [...] ricerca impaz-zano attorno alla [...] esistenza e alla [...] opera, fino a farne, come [...] scritto Claudio [...] «un mito spendibile»? È del [...] pro-babile. Ma è noto anche [...] voglia indagare su San France-sco, la difficoltà [...] concordanza delle fonti. A quale scuola di [...] A quel-la oleografica e [...] o ad [...] filologicamente e critica-mente corretta? Ma, [...] se-condo caso, che è quello che ci [...] questa «lettura»? La polemica tra Biagio Buono-mo, [...] Osservatore Romano, e la scrittrice Chiara Fru-goni ha [...] la que-stione delle fonti. La cosa non è [...]. Se per la Frugoni, Francesco, [...] rivoluzionario in tutti i sensi, perfino femminista, [...] Chiesa, soprattutto negli ul-timi anni del poverello [...] ha controllato a vista, [...] Vaticano, [...] il suo giornale, il libro non piace. /// [...] /// E così al Buonomo [...] da scrivere che questo: « Giudico severamente [...] fiducia a documenti che [...] siste-mazione [...] (San Bo-naventura è un [...] santo di Assisi, ma forse di parte [...] papa-to la figura di Francesco [...] ave-vano più motivi per [...] Francesco». Ecco, come uscire [...] Forse, ci siamo. Un gruppo di emi-nenti [...] pro-fessor Enrico [...] docente [...] di Perugia, infatti, ha [...] e fonda-mentale, [...] in cui sono state [...] volume di oltre 2500 pagine, tutte le [...] leggende, in lingua originale, che riguardano Francesco [...]. [...] a cui hanno lavorato per [...] anni, oltre allo stesso [...] e Stefano [...] insegnan-te [...] calabrese di Arcava-cata, [...] curatore delle [...] Giuseppe [...] Pao-li, Luigi Pellegrini e Stanislao [...] Campagnola, per i tipi delle «Edi-zioni [...] per la prima volta offre [...] scientifi-ca per [...] delle fonti medesime. In che modo? Vedia-mo. [...] dei testi rispec-chia quello ormai [...]. Do-po gli scritti di Francesco [...] Lette-ra [...] di frate Elia, sono [...] Leggende uf-ficiali di Tommaso [...] Celano [...] di Bonaventura da Bagnoregio. Infi-ne, dopo le opere [...] Giuliano [...] Spira e di Enrico [...] fa seguito il gruppo [...] uffi-ciali». La novità sta nel [...] sono corredati da [...] apparati critici, curati da [...] Giovanni Boccali, che riescono a ripercorre le fonti e [...] confronto, individuando identità e diseguaglianze. Non solo: le Leg-gende, [...] sono prece-dute da ampie introduzioni [...] in grado di storicizzare [...] a porgere materiali di rifles-sione e di [...] scritti. [...] di sistemazione scien-tifica, dunque, [...] né può inserirsi nelle polemiche di questi [...] che si rivol-ge, «non solamente agli addetti [...] anche ad un più vasto pubblico di [...] france-scane che potranno confrontare le proprie riflessioni [...] si-curi e fondati» come dice fra Gian Maria Polidoro, [...] delle «Edizioni [...]. Insomma, se si ha [...] ritrovare il «Francesco stori-co», basta tuffarsi nei [...] e cer-care lì la [...] meno, parecchi pezzi. LA LUCE SALTA quando [...] sembrano trema-re più. La villa ha i [...] di metà secolo e quando ac-canto [...] tuona, la grande co-struzione [...] rimpic-ciolirsi e oscurarsi. Le stanze occu-pate dagli [...] buio, il frigorifero si spegne con un [...] fiammiferi sulla carta ve-trata per accendere candele [...] a illuminare le troppe stanze. È un signor temporale, [...]. Aprendo il gior-nale, scruto [...] cartine meteorologiche per credere che al-meno il [...] per tutti. Che le nuvole si [...] nella stessa pioggia. Il movimento delle perturbazioni [...] procede da ovest verso est, le alte [...] compiono la stessa rotta, i vor-tici colpiscono [...] colpire più in là. Dove è lei, lei [...] un luogo che precede il luogo dove [...]. Anche lei precede me [...]. I fulmini cadono vicini [...] le persiane accostate e penso di non [...] mi trovo. /// [...] /// Felice e tu dove sei? Mi provo a [...] perché può darsi che il [...] lo scroscio, le lampadine che si spen-gono [...] lo possono [...] spaventato. Si è rintanato die-tro [...] broccato gemello [...] che gli sta di [...]. Nes-suno è seduto nella [...] a tutte le altre, come fosse il [...]. Il pianoforte è chiuso, [...]. I ritratti di papi [...] im-perturbabili. [...] lampadario di cristallo incombe sul [...]. Sono le scarpe da [...] Felice che si muovono sul pavimento di legno. Ho scorto la [...] testa grossa dai ca-pelli [...] capo, a casaccio. /// [...] /// Felice dove sei? Guarda [...] spaven-tarti. Glielo ripeto, dolcemente. Lui dice con un [...] dietro la spalliera con le frange «Non [...]. È [...] essere vivente che mi fa [...] lei. Tutte le sue forme, fi-siche [...] meteorologiche. Che mi solleva, mi distrae [...] giudicare mai, perché non potrebbe. Felice smette di sorridere [...] lar-ghe che non aderiscono mai al cor-po, [...] il naso. E allunga le dita [...] con il balcone di ferro che dà [...]. La nebbia [...] e il ni-tore [...] questo mi piace, [...] del caso. Anche Felice è stato [...] caso. /// [...] /// Marco era disteso sulla [...] in biblioteca ieri sera. /// [...] /// Loro parlavano della crescita [...]. Le conversazioni di questo [...] aneddoti o pareri. I consi-gli per crescere [...] sal-varsi la vita. Nessuno dei bambini era [...]. Dormivano già nei lo-ro [...]. Aspettavamo Se-bastiano ma era [...] vana. Non avremmo resistito fino [...] del suo ritorno. Andava a Lecco in [...] notte fonda per strade tortuose accompagnato da [...] patente. Marco non aveva autorità [...] e lui non sta-va né con suo [...] i gran-di. Gli altri figli erano [...]. Sebastiano si ciondolava tutto [...] un caffè e molte si-garette. A Felice dava, quando [...] buon umore, una ca-rezza sulla testa e [...] con il suo sorriso silenzioso e disarmante [...]. Alla so-rella niente. Agli altri niente. Si riti-rava in stanza con [...] sue riviste por-nografiche. Marco lo sapeva ma [...] per-ché Sebastiano alzava le [...] sufficienza gliele consegnava. Tieni, non [...]. Felice mi ha preso la [...] stretta. Siamo in piedi a [...] che si ab-batte sul [...] verso la bi-blioteca, verso la scalinata per [...]. Piove non te ne [...] Non ascolta e mi tira con forza. Sorride socchiudendo gli occhi [...]. La pioggia non lo disturba, [...] le braccia per [...] cammina dondolando sul ciottola-to, poi [...] rasa e bagnata. Prendo un ombrello, Felice, [...] più lontano e se-derci sulla panchina accanto [...] pietra. Non vuole ripararsi per-ché [...]. Anzi, [...] con i capelli fradici lo [...] con-tento. Camminiamo mentre penso che sarò [...] per [...] esposto ad [...]. Inco-scienza o libertà di [...] geni-tore. Siamo in due a [...] Felice e io. Si china goffo ver-so [...] con il corpo le abbrac-cia. Si pungerà temo. Le spine sem-brano troppo grosse [...] spesse per infierire sulla [...] pelle morbida. LA SERA, SEMPRE in attesa [...] che prova la [...] libertà, con il bicchie-re di [...] pura poggiato sui brac-cioli, le coppie parlavano ancora della [...]. /// [...] /// Ora i bambini come Felice [...] di [...] diceva France-sco, ne avevano discusso [...] lui e [...] moglie. La chirurgia pla-stica toglie [...] del ritar-do, lascia sorridere senza smorfie, allunga [...] elimina lo sguardo attonito sul mondo, tiene [...] al suo po-sto. Mimetizza esteriormente la [...]. Rende simili, apprezzabili, forse [...] la [...] vita sentimentale futura. Il viso di Felice [...]. Con le orecchie esa-geratamente [...] ro-tondità delle guance, e lo sguardo che [...] da sostenere per chiunque. Adesso Felice mi trascina [...] magnolie che piantate in un grande cerchio [...] e la restituiscono a piccole, insignificanti gocce. Ecco che Felice mi [...] sguardo struggente e pulito, senza le furbi-zie [...] né messe alla prova. [...] scurissima, tra radici secolari, lo [...] grande come Sebastiano. Per la [...] vita sentimentale, ripenso. La vita sentimentale down. Avrà più amore di [...] con le sue labbra contorte altre labbra [...]. Sebastiano che cosa possiede [...] La bellezza, la perfezione del mento imberbe, [...]. Felice li ha scuri, [...]. La lucidità che li [...] una percezione diretta e senza im-medesimazione. Non sono ghiacci, sono [...]. A Felice piace molto [...] tra le pieghe di velluto rosso della [...]. Sebastiano la odia come [...] per scontato. La ric-chezza non renderà [...] Felice. Forse neppure [...] che lo porterà in America [...] un modo e lo farà tornare in un altro. Mi viene vi-cino, allunga una [...] che ha scelto accuratamente. Poi mi ab-braccia quando [...] si ab-bandona a me. I fulmini, il raffreddore, [...] mia responsabili-tà. Lui mi stringe più [...] non gli manca e io rimango lì, [...]. Sotto le magnolie lei [...] bocca distorta di Feli-ce che cerca di [...] gratitudine è infinitamente più cara del sorriso [...] che hanno spesso gli adulti in ap-parenza [...]. Perché [...] e [...] Francesco, per sentirti meglio tu? [...] ho chiesto davanti alla pisci-na illuminata e le zanzare [...] pun-gevano. Per una vita più facile [...] ha risposto, per [...] ha aggiunto. Sono tutti gli altri [...] dico. Li vuoi tutti down? [...] pensa che mondo. O li vuoi tutti [...] Gli ho sorriso con lo stesso sorriso [...] insegnato Felice. Fuori tuona, la pioggia [...]. In ca-sa, il buio [...] delle candele. Il vi-so di Felice [...]. È un viso di-verso: [...] vita. Che cosa? E fino a [...] la [...] diversità lo proteggerà? VALERIA VIGANÒ Steve [...] DALLA PRIMA PAGINA Steiner IL LIBRO. Dopo [...] torna il primo romanzo [...] La vita galleggiante raccontata da John [...] un elemento di conferma [...]. Più grave è la [...] forte è [...] di-fensiva, personale ed interpersonale [...] viene costruita. Po-tremmo guardare al pentitismo [...] o al crollo psicotico, forse, come al [...] che si apre nel momento in cui [...] a mancare è il sostegno del gruppo [...] del singolo. Quello che mi sembra [...] che molte cose in più potremmo capire [...] che sembra ogni giorno più assurdo se [...] livello venissero po-ste al servizio di [...] pubbli-ca sempre più disorientata. Quello che mi sembra [...] i giornali [...] è che molte cose [...] capire di un mondo che sembra ogni [...] se teorie di questo li-vello venissero poste [...] pubblica sempre più disorientata. Era il 1955 quan-do un [...] americano [...] si poneva questa domanda. La [...] risposta fu affidata a un [...] uscito [...] seguente e ora ripropo-sto da Bompiani: [...] galleg-giante, di John [...]. Profondamente ancorato alla realtà [...] del Sud (tra Maryland e Virginia), il [...] un macchinoso pro-getto di suicidio che [...] Todd Andrews escogita dopo [...] un pluriennale triangolo amoroso. Sopravvissuto al secondo conflitto [...] porta in sé il ri-cordo di un [...] al segreto di una grave malattia: «Ogni [...] mio cuore ammalato poteva essere [...] [. Come rileva Claudio [...] nel-la [...] postfazione, nasce forse da [...] protagonista ad amare, insieme al trattamento fortemente [...] mate-riale luttuoso: [...] in tedesco è morte, [...] libro la morte non [...] molto; Todd, il mio [...] cioè quasi morte, e [...] moltissimo la quasi morte». Romanzo che ha per tema [...] stessa stesura (e dunque nella [...] che collega il [...] di Laurence Ster-ne [...] postmoderna), [...] galleggiante organizza la propria trama [...] al misterioso titolo. Ma, come dice [...] stesso, «potrei [...] fino al Giorno del Giudizio, [...] spiegare completamente». Se non vogliamo attendere [...] possiamo accontentarci di sapere che esso proviene [...] uno show [...] ossia [...] fluvia-le sulla quale si [...] organizzare spettacoli teatrali. Ri-spetto alla realtà, tuttavia, [...] introduce [...] alcuni de-cisivi cambiamenti. Nelle sue intenzioni, infatti, [...] dovrebbe essere normalmente ormeggiato, ma [...] su e giù lungo [...] la marea, e il pubblico an-drebbe allineato [...]. In tal maniera, gli [...] soltanto quella parte della trama narrata durante [...] battello, rasse-gnandosi a aspettare il ritorno per [...]. Inoltre, per col-mare le [...] della propria immaginazione, o domandare ai vicini. Forse non ca-pirebbero granché, [...] di capire. E questo libro farà il [...] effetto, ne sono sicuro [. Insieme a tutto ciò, [...] scorie e ingenuità, [...] galleggiante è però anche [...] racconto sul mondo della [...]. Lette-ratura e procedura penale, [...] di pari pas-so: «Quel [...] legge: co-me faccio a [...] La legge consiste nelle [...] nelle loro interpretazioni per mez-zo dei giudici, [...] È il precedente, o è il fatto [...] La [...] o la pratica? Non voglio cercare di [...]. Credo che mi interessi [...] cosa sia la legge». Rispetto a tanti meriti, [...] dire che anche questo volume insiste nella [...] denunciata da Gian-carlo Ferretti su [...] poiché, sebbene si tratti [...] non viene fornita alcuna notizia circa la [...]. Il lettore, cioè, sarebbe [...] che il libro di [...] sia arrivato in Italia [...] dalla [...] uscita americana. Perché tanta reticenza, quando una [...] come [...] dedica addirittura una rubrica alla [...] di li-bri ormai introvabili? Riprendere un titolo dimenticato non [...] di cui vergognarsi; al contrario, [...] il segno di [...] meritoria verso [...] purgatorio che è il cata-logo. Con buona pace di [...] altro che novità, libri caldi, top [...]. /// [...] /// Con buona pace di [...] altro che novità, libri caldi, top [...]. (0) (0) ![]()
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