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Dice la cronaca che [...] rotti saltando dal balcone del terzo piano [...] di correzione negli Usa insegui-to da un [...] smaniosi di [...]. Dice lui che è caduto [...] per-chè negli States [...] andato per la-vorare come manovale [...] costruiva grattacieli. Don Procopio è un [...] la sentenza del maxi-processo istruito da Borsellino, De Francisci, Di Lello, Falcone, Guar-notta, Natoli. Anzi un boss tra [...] componente della cupola di Co-sa nostra, capo [...] Ci-nisi seduto sul trono che fu di Gaeta-no Badalamenti [...] dei [...] di Riina. Come don Tano, che [...] Cosa [...] fu capo assoluto, dicono i pentiti, don Procopio [...] uomo scolpito nella pietra. Don Procopio ha 81 [...] ma forte, con i capelli bianchi e [...]. La leggenda giudi-ziaria dice [...] degli ultimi gangster [...] uno di quelli che [...] resti della banda di Al Capone, partito [...] per [...] e poi tornato indietro. Perchè clandestino dice lui. Perchè pericoloso per gli States, [...] giu-stizia americana. Don Procopio abi-ta a Cinisi [...] vecchia casa che si apre sulla strada [...] tutta la [...] famiglia sistema le sedie [...] e chiacchiera cercando sollievo nel vento marino [...] appena dentro perchè i giu-dici hanno detto [...] agli arresti domiciliari e lui ubbi-diente agli [...]. È [...] ma si vede che [...] rispet-to, prima di tutto dei suoi figli [...] del Duemila si rivolgo-no a lui col [...]. Da gio-vane gli piaceva [...] Charleston -è uno spasso [...] pro-nunciare da lui vec-chio [...] a cavallo. Aveva cinque figli, tre [...] femmine, ora ne ha quattro, Gaspa-re, Giuseppe, Benedetta [...] Giuseppi-na, perchè uno è morto in un inci-dente [...]. Don Procopio ha gui-dato solo [...] 600, una 1100, una 500, tutte Fiat. E non votava Demo-crazia [...] Partito so-cialdemocratico. Lo ammette sorri-dendo. Don Procopio è un [...] per due volte è scampato ai proiettili [...] sparato contro. E naturalmente dice che [...] di lui sono infa-mie e che la [...]. La soli-ta favola. Ma Don Procopio, a [...] mafiosi, non lascia in-tendere ma parla direttamente [...]. Sicuramente non dice tutto. Ma non lascia nulla [...] lo ascolta, non si esprime per messaggi [...]. Que-sta è la storia [...] Don Procopio Di Maggio così come la racconta lui, [...]. Don Procopio mi parli [...] di Cinisi, di suo pa-dre. Mio padre era un [...]. Ha avuto nove figli, [...] tre femmine. Io sono nato il [...]. Mio padre era un [...] gli darei la mia vita anche adesso. Io ero uno che [...] mettere i piedi sulla testa. Sono nato in que-sta [...]. E anche i miei [...] nati lì. Ho fre-quentato fino alla quarta [...]. Mi piaceva più la [...] lettere. Poi ho cominciato ad [...] padre al pascolo. Ve-devo capre e montagne. [...] di-vertimento in paese era la [...] di Santa Fara che si svolgeva una volta [...]. In [...] arrivava anche il cinema [...] lo proiettavano sulla facciata della chiesa. Quando cominciano i suoi guai [...] la [...] Nel [...] quando ebbi una «questione» con [...] ragazzo di un anno più gran-de di me. Aveva un coltello, nella lot-ta [...] strappai e partì una coltella-ta. È morto dopo tre [...]. Mi hanno condannato a [...] omicidio volontario. È stata [...] non lo volevo uccidere ed [...] comin-ciato lui. Prima [...] i fascisti ora i comunisti [...] sono peggio. Mi man-darono in carcere [...] Noto. [...] cimici, scarafaggi, topi. Ricordo che cacciavamo le [...] sotto alle brande. In carcere fabbricavo sedie [...] vimi-ni. Mi condonarono quasi nove [...] volta perchè si sposò il prin-cipe Umberto, [...] voluta da Mussolini. Cosa fece quando tornò [...] Uscii nel [...]. [...] a lavorare con le pecore. Nel [...] mi sono spo-sato. Mia moglie Francesca è [...] dieci anni. Ci guardavamo ed io le [...] così ci conoscemmo. Ma lei non era [...] Ameri-ca? Sì nel [...] con la nave. Poi ci tornai nel [...] con [...]. Questa seconda volta partii [...] e avvi-lito per quello che mi capitava [...] Si-cilia. [...] mi rimandarono in Italia nel [...] perchè ero clandesti-no. Anche la prima volta [...]. Ma perchè era avvilito? Cosa [...] era capitato in Sicilia? Nel [...] avevo aperto una pompa di [...]. Nel [...] una sera i po-liziotti vengono [...] arrestarmi e mi portano in una cella della questura [...] era peggio della stalla di mio pa-dre. Rimasi lì 56 giorni [...] parlare con un giudice o un avvocato. Alla fine mi scarcerarono [...] un foglio. [...] scritto: è vero che [...] non esiste ma è un affiliato alla [...]. Una let-tera anonima mi accusava [...] esser-mi appropriato dei terreni sui cui do-veva [...] costruita la terza pista [...] di Punta Raisi. Ancora oggi la terza [...] stata costrui-ta ed io non ho terreni. Dopo un an-no mi [...] ob-bligato a Castel Guelfo di Bologna. Lavoravo in una falegnameria e [...] 21 mila lire al mese. Poi an-dai in America [...] volta. Lei è stato per [...] di tentativi di omicidio. Una volta è certo. /// [...] /// Nel set-tembre [...] mentre ero alla pompa di [...] a Cinisi si avvicinò [...] con quattro persone a bordo. Vidi le armi credevo [...] una rapina invece mi spararono e mi [...]. Un ragazzo mi portò prima [...] di Carini poi a Palermo. Mentre ero lì un [...] se conoscevo quelle persone. /// [...] /// Crede che non glielo [...] saputo mentre stavo morendo [...] La seconda volta fu nel 1983 in [...] Cinisi. Ero con quat-tro conoscenti [...] e cominciarono gli spari. Uno dei miei interlocutori fu [...] alla schiena, un altro [...] della cravatta, [...] ancora sulla guancia, il quarto [...] uccisero. Io rimasi illeso. Crede che se avessero mirato [...] me sarei [...] a [...] Eppure dis-sero che ero io [...] vittima designata. I miei amici erano [...]. Nonostante il famoso proverbio [...] ma è sal-vamento di vita», io fuggii [...] a nascondere. Don Procopio non lo [...] cro-naca leggendaria del primo tentato omicidio racconta [...] che lo stava portando in ospedale sulla [...] trovò davanti le sbar-re del passaggio a [...]. A don Pro-copio disse: «Si [...] le rom-piamo». Lui che era ancora [...] per il colletto della cami-cia e rispose: «Cornuto [...] han-no ucciso quelli e vuoi uccidermi tu?» Aspettarono [...] sbarre si al-zassero. Don Procopio svenne in [...]. Quando si fece rivedere? [...]. Mi arrestarono mentre ero [...]. [...] e Contor-no mi accusavano di [...] mafioso perchè dicevano di [...] sentito di-re da Gaetano Badalamenti. Mi han-no condannato a [...] ri-dotti a sette nel maxiprocesso. Nel [...] mentre mi trovavo agli arresti [...] mi hanno arrestato [...] volta. Quella volta ad accusarmi [...] Giuseppe Marchese e Gaspare Mutolo. Sono imputato nel processo [...] Salvo Lima per quelle dichiarazioni. Lima sapevo chi fosse, chi [...] lo sapeva, ma io non [...] mai visto di persona, non [...] mai avuto a che fare con lui. Io votavo [...] non [...]. Don Procopio, ma secondo [...] esiste? Molti ex mafiosi han-no descritto con [...] i segreti di Cosa nostra. La mafia per me [...]. Non ho mai sentito [...] Cosa nostra se non dai giornali e dalle [...]. Certo i morti in [...] sono stati a Pa-lermo e qualcosa per [...] essere, ma di mafia non ho sentito [...]. E poi i pentiti? Sono [...] personalità. Lei non ha nulla [...] Devo pentirmi solo della fame che ho. Ha mai conosciuto altre persone [...] di mafia? Riina, Badala-menti. Riina [...] visto in gabbia al processo Scopelliti. Non [...] mai visto pri-ma. Badalamenti lo conoscevo, direi [...] non [...]. Veniva a fare benzina [...]. Non avevamo altro da [...]. Lei conosceva Peppino Impastato il [...] militante di [...] e giorna-lista ucciso [...] a Cinisi? Certo. Suo padre è nato [...]. Peppino stava [...] da me era amico dei [...] figli. Non ho idea del-la [...] è morto, non lo posso immaginare. Lei ha motivi di [...] No. Ho solo un rammarico [...] da innocente. E devo dire grazie [...] famiglia e al mio avvocato Ubaldo Leo [...] questi ultimi anni [...] a ca-sa. Vede se ci fosse [...] verità nelle accuse mi accollerei le colpe. I pentiti parlano per [...]. Mio figlio Giuseppe è [...] Santino Di Matteo dice che è mafio-so. Quando Giuseppe aveva otto [...] di [...] in colonia a San Martino [...] Scale. Io non vole-vo e [...] anche botte. /// [...] /// Lì conobbe Di Matteo e [...] più visto. Lei è stato soggetto [...] 41 bis del regolamento carcerario. È disumano, Non si [...] familiari più di una volta al me-se. Ho sentito dire che [...] picchiati. A me non [...] mai fatto: sarebbe stato co-me [...] un morto. Le guardie mi facevano [...]. Mi [...] ad ogni ora la mattina. Una volta una guardia mi [...] per [...] dicen-do di abbassare il volume [...] tele-visione. La tv era spenta. Don Procopio un libro [...] edicola dice che lei è fratello di Joe Di Maggio, cioè che sarebbe cognato di Marylin Monroe. [...] ve-ro? Ma che va dicendo. Joe Di Maggio era [...] Isola delle Femmine. Io sono di Cinisi. Sa anche questo don Procopio Di Maggio. [...] di Cinisi Procopio DiMaggio, [...] immagine [...] CLAUDIO FAVA [...]. Avremmo voluto commentare con [...] di don Procopio Di Maggio. Ci sarebbe servito, se [...] rimarcare la brutalità dei suoi epigoni, i [...] strangolano i bambini e fabbricano la morte [...]. Avremmo voluto parlarvi della [...] quel sapo-re di antica e astuta sapienza, [...] in altri tempi sia esistito, perfino fra [...] primitivo codice di regole e di valori. Ci sarebbe piaciuto. Ma non ne siamo [...]. Percorrendo le parole del [...] Di Maggio (soprattutto quelle taciute, quelle sottratte alla verità) [...] la sensazione [...] ottusa continuità, come per [...] si replichi ormai da infinite stagioni. Cambia, è vero, lo [...]. Che oggi vive anche [...] di statistiche deliranti, di sicari che si [...] ammettendo di non ricordare più il [...] degli ammazza-ti né la [...]. Quelli come don Procopio [...] considerazione la vita altrui: e quando decidevano [...] quei disgraziati ricordavano bene nomi e pec-cati. Un tempo i gesti [...] dei mafiosi erano più conte-nuti. Si uccideva, non si [...]. E nella contabilità dei loro [...] i vecchi padrini stavano attenti a non [...] mai più di quanto avrebbero [...]. Ragionieri della propria violen-za: [...]. Quelli come Riina o [...] Santapaola [...] smarrito pre-sto ogni misura. Si sono esibiti, e [...]. Nelle loro pose, anche [...] ci hanno offerto durante i processi, [...] sempre una punta di [...] capo-comici di mezza età avidi [...] e di attenzione, convinti [...] più rabbia ogni battuta il pubblico si [...]. Buttare giù la torre di Pisa, [...] un parti-to della mafia, squagliare [...] i nemici e poi improvvi-samente addolcirsi di fronte ai [...] con la bibbia in mano: no, don Procopio Di Maggio non [...] mai fatto. Eppure qualcosa unisce le [...] intervista agli eccessi dei [...]. Anzitutto il cinismo: che [...] on-nipotenza, forse frutto del mistero mafioso di [...] la vita. Per esempio il ricordo [...] Procopio Di Maggio dedica a Peppino Impastato, fatto a [...] tritolo da Tano Badala-menti. Un delitto vile e [...] sproporzione di forze che esisteva tra il [...] Cinisi e un ragazzo di [...] armato solo di infinita [...] infinita dispera-zione. Non [...] rispetto, nelle parole di Di Maggio. Nemmeno il pudore del [...]. Il suo ricordo scivola [...] irridente menzogna: Peppino? «Stava [...] da me, era amico [...]. Uno dei nostri, fa [...] Di Maggio: che ne può sapere lui delle ragioni [...] fatto a pezzi? Di-ce, senza esitare, senza [...] «Non [...] idea, non so. Non ci sono esitazioni, non [...] sono mai distinzioni. Nelle ri-sposte di don Procopio [...] follia di Riina, la vita obbe-disce ad [...] geometrico: noi, loro. Noi sia-mo i signori [...] della morte, gli arbitri supremi, gli astuti, [...] vincenti, i saggi, i forti. Loro sono solo sbirri, [...] Di Maggio si ostina a ricordare, lasciando [...] scorza di un odio antico: «Mi portarono [...] della questura che era peggio della stalla [...]. E i morti ammazzati? Certo, [...] stati, è un fatto. E una ragione, ammette Di Maggio, dovrà pur esserci. Ma a costo di [...] patetico, il vecchio boss insiste: [...] mafia non esiste, non [...] mai incontrata. E i pentiti, naturalmente, [...]. Avremmo voluto offrire [...] delle armi a [...] di [...] anni, sopravvissuto a molte stagioni [...] violenza e ormai prossimo a ta-cere per sempre. Non ne siamo capaci. La [...] si smarrisce di fronte alla [...] superbia. E in questo vizio [...] passato altri mafiosi hanno saputo mettere da [...] ai propri peccati), nel bisogno di conti-nuare [...] proprie colpe, a [...] dal nostro giudizio, [...] -intatta -tutta la viltà [...]. Don Procopio nella cupola [...] venti omicidi Procopio Di Maggio è da [...] arresti domiciliari nella propria casa di Cinisi. È stato condannato nel [...] a sette anni di carcere per associazione [...]. I pentiti lo hanno [...] dei componenti della commissione di Cosa nostra [...] Cinisi. Il collaboratore Salvatore Cancemi, [...] della cupola, ha spiegato che negli ultimi [...] Di Maggio non partecipava alle riunioni mafiose. Procopio Di Maggio è [...] per [...] Salvo Lima, e nei [...] «Golden [...] e «Mariano Agate più altri». È accusato, quale componente della [...] di una ventina di omicidi: da quello del mafioso Giovanni [...] a quello [...] Libero Grassi. È stato assolto nel [...] del giudice Scopelliti in Calabria. Era imputato quale mandante [...] commissione di Cosa nostra. Gli altri boss sono [...] questi figura anche Totò Riina. Per effettuare questa intervista [...] alle rispettive Corti di Assise davanti alle [...]. Il testo integrale delle sue [...] è stato sottoposto alle Corti [...] e alla Procura distrettuale antimafia. Durante [...] erano presenti due carabinieri. È agli arresti domiciliari. È considerato un boss [...] Cosa Nostra. È imputa-to in tre processi [...] mafia tra cui quello per [...] Salvo Lima. Ma per lui la [...] anche se ammette che «una spiegazione a [...] ci deve essere». E i pentiti? «Sono [...]. /// [...] /// E i pentiti? «Sono [...]. (0) (0) ![]()
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