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Il libro, che racconta [...] sofferenze, di dolore e di morte di [...] donne, di patriote francesi deportate [...] campo di concentramento tedesco, [...] forti [...] e pur tanto umane, [...]. Teresa Noce infatti ha sofferto [...] stessa la terribile esperienza [...] militante attivissima [...] in Francia [...] dopo [...] preso parte alla guerra di Spagna [...] fu arrestata dalla Gestapo e [...] poi, nel campo di concentramento di [...] dal quale fu liberata nel [...] 1945. [...] libro di Teresa Noce Viene [...] a Gioventù senza sole, di alcuni anni [...] anch'esso L autobiografico, racconta le prime esperienze [...] voratrici torinesi, negli anni [...] mondiale. I due [...] libri sono dunque legati da [...] unico filo: dietro le figure delle narrazioni, c'è la [...] in due suoi momenti: c'è [...] una grande forza, una grande volontà di riscatto e [...] liberazione per tutti gli oppressi, volontà che anima la [...] di [...] questa grande donna italiana. Un giorno [...] è poco tempo dacché le [...] ripresi anche questi tre fuggiaschi? che lavorano al [...] N. /// [...] /// Né accenna a Elena ed [...] e si sfogano su di [...] fioccano i colpi di nina; questa esce per Vedere [...] la polacca [...] le privazioni della zuppa, i [...] di sia attardata fuori per i suoi bisogni [...] di rigore, le ore di [...]. Ma neanche fuori la [...]. /// [...] /// C'è tanta gente per [...]. Poi sì sa la notizia: [...] reparto. E non diciamo niente [...] hanno ritrovato la pista di [...] dei [...] a Solange: lei si inquieterebbe [...] non [...]. Degli altri non si saprà [...] niente: [...]. Più si tarda a [...] non sono stati ripresi, si [...] abbiano la [...] fuga e più ci sono [...] raggiungere i [...] riesca. Se la riprendono, povera [...] quello ripreso pagherà per tutti. /// [...] /// Poi, nudo, appeso per [...] dalla Polonia [...] risponde Elena a [...] del campo. Per questo, [...] che venivano loro inflitte. Mai un [...] si è decisa a [...] per la [...] si era udito uscire [...]. Lei conosce la lingua [...] il paese. Ne chiedono [...] adesso, dal recinto del campo [...] questa non ne sa niente, [...] ci ha [...] è stato appeso, viene un [...] caso. Allora interrogano la povera [...] sinistrò. Il martire urla, [...] dov'è [...] in agonia. Solange, che non si [...] di niente, cade dalle nuvole: come? non [...] posto di [...] uno schiaffo e delle [...] cosi che lei sorveglia le sue donne? Non [...] accorta che Maria manca? E non sa [...] Bene, stia attenta la fiduciaria Solange: se [...] Maria, sarà lei la punita. Povera Solange! Pretendere che io sorvegli le [...] compagne! Non sono mica un S S. È poi bastoneranno ugualmente [...]. Oh, in che pasticci [...]. [...] di punizione in piedi nel [...] investite in pieno da un [...] gelido. Poi devono sorbirsi una predica [...] le minacce del comandante. Tutta la notte stanno [...]. Se sentono i cani [...] dire che [...] ripresa. Non sentono i cani, [...] al lavoro vengono a sapere che Maria [...]. Povera Maria! /// [...] /// [...] tutte le deportate in quadrato. La [...] neve bianca, gelata, ricopre i [...] Maria nel mezzo. Nel cortile di quello. Le hanno rasato i [...]. Ma [...] nudo e, martoriato del fuggiasco, [...] tiene la testa alta, fieramente, [...] durerà quasi 24 ore. Lo hanno occhi fermi [...] in [...] appeso per le mani [...] e nemiche. Ha le mani legate [...] più a lungo, affinchè il [...] sofia schiena ed un grande cartello le pende [...] di più. E invece, [...] fiero del suo cartello. Dice alle [...] campo, nella [...] cuccetta, come le [...] in quadrato, [...] suo gruppo. E ode [...] letto? [...] ritornata. Da [...] il lamento lugubre che [...] non si fugge. Ci sono i cani, i [...] fronte. Ha voluto partire: ebbene. [...] partirà per sempre. Che [...] vi [...] può dormire, nessuno può chiudere [...] da lezione, a tutte! Ma nessuno parla. Se qualcuna [...] si rompono le file, Giovanna [...] ci sarebbe, quella notte, una [...] la sorveglianza delle « [...] collettiva nel [...] degli S,S. [...] si attorciglia la coperta [...] neanche una parola, ma la [...] testa per non udire, non udire più il [...] gli occhi velati dalle lacrime [...] le [...] inumano, orribile. Ma è [...] bacio di nascosto. Qualche giorno dopo il [...] urlo e [...] si rimane col fiato [...] Maria, [...] notizia si [...] forse non griderà più, [...] nel campo: sono scappati tre russi dal [...]. Ma no, non muore, [...]. Nella [...] vita di [...] le deportate sapranno che sono [...] di èsule, di prigioniera, ha [...] giani polacchi che combattono nel paese; [...] notti terribili: ma nessuna orribile [...] appunto per questa ragione, già era [...] questa. Alcuni di questi avevano perciò [...] il lamento la seguirà, entrerà con lei [...] fuga, disperatamente, prima di essere [...] si installerà al suo banco di [...] della Germania, di dove [...] nelle sue orécchie, rintronerà nel [...] sarebbe tornato vivo. Nessuno saprà che cosa [...] suo cadavere. E, qualche settimana dopo, [...] russi viene evacuato. Ma pare che il [...] femminile sia diventato, se possibile, più pazzo, [...]. Le angherie si succedono [...] torture alle torture. Se non è lui, [...] del miele» (2) che infierisce sulle deportate. Nei giorni di gran [...] alle deportate un paio di Calze di [...]. Calze usate, rattoppate, che [...] le ginocchia con un pezzo di straccio [...]. [...] proibito al campo avere [...] un po' di filo. Le deportate che vengono [...] le calze [...] le quali in pochi [...] piene di buchi [...] vengono punite. Ma ogni giorno [...] passa una accurata rivista [...] deportate e ne fa scalzare qualcuna: chi [...] nelle calze riceve, oltre la punizione, Un [...] e di schiaffi. Anche i pidocchi sono, [...] un buon pretesto per punire, per picchiare [...]. [...] quando non c'è la rivista [...] calze, c'è quella dei. Malgrado il freddo terribile, [...] le deportate devono spogliarsi nude in cortile [...] le scale di pietra: e attendere, sempre [...] delle « [...] » Controlli il vestito [...] sotto [...] vigile e crudele delle [...]. Se vengono trovati pidocchi, [...] sono tuffati in un mastello d'acqua e [...] così bagnati, alla povera vittima che attende [...] denti, e che deve [...] così come si trovano. Ma ciò non basta: la [...] viene inoltre regolarmente punita. E quando una delle [...] alla sera, nuda, a spidocchiarsi, è punita [...] punita se viene sorpresa, sempre nuda naturalmente, [...] più gradi sotto zero, a lavarsi il [...] camicia che non vengono cambiati [...] scorsa. Una sera, rientrando dal [...] rimangono [...] buona [...]. Non ne possono più: [...] punto di svenire, per il freddo e [...]. Ma le aspetta ben [...]. Invece [...] « rompete le file », [...] dato [...] di [...] in quadrato. Molte impallidiscono: che cosa [...] trattarsi di cose gravi. Attorno al quadrato delle [...] gli S. In mezzo al quadrato, [...] tavolo; vicino al tavolo, il comandante e [...]. Poi il portone si [...] (I russi non saranno evacuati che qualche [...] dei russi, il « [...]. Le deportate hanno capito : [...] una fustigazione. Giovanna e le sue [...] ancora assistito ad una fustigazione pubblica: dopo [...] al campo, le punizioni sono sempre state [...]. Stavolta invece il comandante vuole [...] pubblica, vuol « dare [...] esempio ». Tre deportate, le mani [...] vengono condotte nel cortile, davanti al tavolo. Il comandante parla. Marianna, la più giovane « [...] » è chiamata a tradurre in francese ciò che [...] il comandante. Questi dice che le [...] presenti sono state condannate, da lui, a [...] bastone sui reni e ad avere la [...] «cattivo lavoro»: ed avverte che una quarta [...] per [...] per esservi impiccata. Delle tre « condannate », [...] è russa e due sono francesi. Quando il comandante ha [...] due « aspirine » afferrano una delle [...] trascinano davanti al tavolo. Deve piegarsi, la testa [...] sul tavolo; poi le «aspirine» le rialzano, [...] vestito, e le fanno cadere le mutande. Il « carnefice » [...] bastone, lo fa prima fischiare una volta [...] lo abbatte sulle reni della vittima. Un debole gemito: poi [...] i denti ed avrà la forza di [...]. Ma loro sono state [...]. E avete visto quel [...] ha picchiato con forza, con rabbia, quasi, [...]. La piccola russa hanno dovuto [...]. Pare che sia tubercolotica: ed [...] 25 colpi di bastone possono [...] mondo. E quella che, è [...] Ah, ma se credono [...] il bastone, con il terrore, con la [...]. POESIE DI [...] due poesie che pubblichiamo [...] recentissima raccolta, uscita per i tipi [...] Vallecchi, delle liriche del [...] Alessandro Petòfi. Nato a [...] (1-1-1823) figlio di contadini, [...] casa paterna, compì studi irregolari, fu attratto [...] libera e romantica. [...] nella capitale, si dedicò [...] letteraria, nella quale presto si [...] conoscere. Le sue poesie, ispirate [...] patriottismo, piene di slancio rivoluzionario, lo fecero [...] il [...] ungherese, che lo considerò come [...] nazionale. Morì combattendo, durante la rivoluzione [...] il 31 luglio 1849. Tra le sue poesie, [...] alcune fortemente polemiche: oltre ad un ardente [...] libertà, esse contengono una Vivace accusa contro [...] e viti, contro gli sfruttatori del [...]. Molte di esse non [...] Italia perchè non furono mai tradotte, appunto [...] contenuto rivoluzionario. Ed è uno dei [...] presente edizione [...] presentate alcune. Mi tormenta un [...] tormento un pensiero: morire [...] nel mio tetto. Lentamente appassire come il fiore [...] dal dente [...] nascosto verme: lentamente [...] come candela che sì consuma [...] una stanza vuota! Ch'io sia un albero che [...] fulmine [...] il turbine [...] rupe che precipita dal [...] nella valle col [...] del [...] scuote cielo e terra. Quando i popoli oppressi [...] del [...] volti accesi e con bandiere [...] 'e sui rossi vessilli sarò scritto« Libertà universale! Le [...] ossa disperse sian raccolte quando [...] il gran giorno dei funerali, [...] che tra un corteo di [...] abbrunate ed una lenta musica solenne, una comune tomba [...] gli eroi morti per te, o santa libertà! La róde la ruggine [...] splende, lo sono un signore ungherese. La vita è bella [...] non fa nulla, lo vivo perché non [...]. Per lavorare c'è il [...] un signore ungherese. Contadino, [...] bene la strada e [...] cavallo mi tiri. Posso forse [...] a piedi? lo sono un [...] ungherese. Dovrei forse pensare alla [...] Ai [...] guai della patria? I guai passeranno, lo [...] ungherese. Dovrei dedicarmi a studiare? Gli [...] san poveri in canna, lo non scrivo, io non [...] la sona [...] signore ungherese. Ma anch'io ho la [...] in questa non temo rivali: io so [...] bene, lo sono un signore [...] fortuna io non pago [...] son ricco, ma non molto, mentre debiti [...]. Io sono un signore [...]. Così, con gli aviti [...] quando mi sarò fumata la vita mi [...] in cielo, lo sono un signore ungherese. /// [...] /// Così, con gli aviti [...] quando mi sarò fumata la vita mi [...] in cielo, lo sono un signore ungherese. (0) (0) ![]()
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