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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 2022486314.

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Ce lo spiega Riccardo Pedrini, [...] chitarrista rock [...]. Teste vuote? Troppo fa-cile. La definizione ricorre spesso [...] è molto gettonata dai media quando si [...] su fatti di cronaca o comportamenti giovanili [...] vio-lenza, razzismo, ma è ugualmente ri-duttiva, se [...]. Così come è un [...] persino politico -parlare di [...] e nazi-skin come se [...] cosa. Eppure succede, quando nel [...] più facile semplificare che cercare di tracciare [...] delle sottoculture giova-nili. A mettere un [...] arriva adesso un «rac-conto [...] di questa sotto-cultura, tracciato da Riccardo Pedri-ni nelle pagine di Skinhead, che la Castelvecchi pubblica [...] questi giorni. Un volume prezioso: per-ché [...] Italia [...] seri, così puntua-li e ricchi di notizie, [...] nel momento in cui si af-fronta la [...] e naziskin si riesce [...] meglio, e a non sot-tovalutare, la capacità [...] appropriarsi di linguaggi e codi-ci simbolici che [...] e non sono quindi «ideolo-gizzati», ma corrono [...] di [...]. Pedrini conosce bene la [...] Bologna, dove insegna boxe tailandese in palestra, [...] -«anche se adesso non sono più tanto [...] -che politica-mente si colloca a sinistra, ed [...] dei [...] gruppo stori-co della scena [...]. Il suo racconto va [...] origini di questo stile, nato [...] degli anni Sessanta tra [...] classe operaia e i figli degli immigrati [...] Indie [...] al lassismo della cultura freak contrappone uno [...] conflittuale («gli hippie -dice Pedrini -per me [...] chi lascia che le cose vadano per [...] nei vestiti, mentre la musica, che è [...] più forte, è quella caraibi-ca e nera, [...]. Lo stile skinhead ha [...] diverse trasformazioni, si è riaffac-ciato sulla scena [...] suoi vari revival -dallo [...] alla scena [...]. Tanto che oggi, ci [...] Pedrini [...] telefono da Bologna, «chi sostiene la tesi [...] o è in malafede o non ha [...] fatto che una parte sostanzia-le della scena [...] a de-stra ha provocato come reazione un [...] da parte degli altri. Ma dire che noi siamo [...] buoni e loro sono gli [...] cattivi, o sostenere semplice-mente che gli skinhead di destra [...] delle teste vuote, significa da-re una visione delle cose [...] è [...] ma altrettanto mi-stificante. La realtà è che tra [...] skinhead [...] una percentuale di gente che [...] a livello politico delle idee classiche [...] destra italiana e le innesta [...] ten-sioni [...]. Non va dimen-ticato che [...] da sempre molto ricettiva, ha [...] clinico nel vedere quello [...] strada, sta nel cuore degli stadi, negli [...] ha una capacità di assimilazione infinita, al [...]. Al dilagare del razzismo, [...] sinistra o comunque antirazzisti si sono opposti [...] in diversi modi. [...] più significativa è quella della [...] sigla che sta per [...] contro i pregiudizi razziali): [...] che «sta come un cuneo» [...] scena [...] di de-stra. Della [...] nei media si sen-te [...] niente, «perché i media -spiega [...] -funziona-no a semplificazioni, i [...] particolare sono basati sul-la spettacolarizzazione e su [...] sociale. Ma il fatto che [...] non abbia molta visi-bilità [...] vuol dire che ne abbia poca per [...] Roma, ad esempio, la scena skinhead è rossa, [...] e lo è sempre stata, tanto che [...] perché la [...] è politicamente trasversa-le, il [...] di dare un argine al proliferare della [...] dentro la scena [...] ed essere un gruppo [...] con-fronti dei media ». È una partita che [...] li-vello sostanzialmente simbolico -spiega ancora Pedrini -, [...] non ha simbologie forti da op-porre alla [...]. [...] cosa da sottolineare è che [...] centro [...] destra mondiale in questo momento [...] gli Stati Uniti: il [...] finanzia molti gruppu-scoli europei [...] di estrema de-stra. E il partito nazionalsocialista [...] come strut-tura, fa propaganda e si finanzia [...] vendita di [...] e gode [...] destra del partito Repubbli-cano, [...] sono un [...] più vaste della tematica [...] che va a tirare le pie-tre allo [...]. Questa gente è peri-colosa [...] e persegue dei fini, ma non è [...] livello di panico so-ciale come ci vogliono [...] sono più sintomo della dege-nerazione della gioventù [...]. Io faccio una netta [...] naziskin contemporaneo, quello che è uscito fuori [...] dei naziskin te-deschi -con cui non abbiamo [...] rapporto, se non al li-mite di scontro [...] che sono di destra. Se arriva da me [...] skinhead, ascolta musica [...] magari ha più dischi [...] e mi dice che però lui non [...] per questo e quel motivo, io non [...]. Ma se vuole convincermi [...] è di destra, allora [...] nemico, fine». Sei ancora uno skinhead? «Il [...] attuale nella scena [...] è piuttosto periferico -risponde Pedrini [...]. Suono nei [...] ogni tanto i ragazzini [...] Bologna [...] vengono a chiedere come si do-vrebbero fare [...] io vo-lentieri do una mano, anche per-ché [...] bene, con iniziative nei centri sociali, so-no [...] e sono contento di questo. Per la mia ge-nerazione, [...] stato un modo di riportare il punk [...] piedi per terra, perché la politicizzazione del [...] aveva stancato. Noi volevamo avere a [...] solo con un cielo dei giusti, ma [...] strada, dove eravamo sempre stati. Io volevo fare il [...] senti-re ai ragazzi del mio bar, non [...] letto [...] o frequenta-va i circoli [...]. Per tutti gli anni Ottanta [...] Bologna la discrimi-nante è stata solo stilistica, [...] musica e [...] non ci consideravamo politicizzati [...]. Ma [...] stato un mo-mento di [...] totale, e ci siamo resi conto che [...] casuale il fatto di essere skinhead, di [...] operaia, di ascoltare del reggae, e in [...] con le organiz-zazioni di estrema destra. [...] un [...] di-cevamo: secondo me andare in [...] tutto vestito di nero, con la testa rapata, e [...] gli [...] che fanno hard rock di [...] ca-tegoria, non è una cosa da skin-head. Quando abbiamo comincia-to ad [...] tutto è stato automatico: leggersi dentro, capire. Ed è stato quello [...] cui anche i «vecchi» della scena, che [...] si-nistra e si erano staccati nel corso [...] Ottanta, si sono riavvici-nati». E la nuova generazione [...] «Sono [...] meglio di come era-vamo noi -conclude Pedrini -Uno [...] lo skinhead nel [...] e si ac-costa alla [...] o a movimenti an-tirazzisti, [...] perso-na che ragiona e che riesce a [...] quotidiano con qual-cosa di molto più grande, [...] qualcosa che noi non riuscivamo a fare. Noi, negli anni Ottanta, [...] una logica di gang, e basta. Il lato positivo della [...] quello deteriore no; io ve-do che i [...] di Bologna adesso fanno [...] con una tale chiarezza, che a volte [...] fatto che abbiamo solo diciassette o di-ciotto [...]. Compagno [...] SOLARO «Skinhead», uno stile dalla [...] a Internet «Skinhead -Lo stile della strada» è un [...] estremamente articolato nella storia di questa sottocultura giovanile, che [...] fatto la [...] comparsa [...] operaia degli anni Sessanta, con [...] forte connotazione classista e proletaria, ma che è si [...] guadagnata la celebrità a livello mediatico soprattutto per le [...] razziste naziskin. Skinhead e naziskin «non [...] cosa»: è questo il punto focale del [...] Riccardo Pedrini, chitarrista della [...] band bolognese [...] che nasce dalla voglia [...] di fare chiarezza sui troppi luoghi comuni [...] cultura skinhead. Edito dalla Castelvecchi (280 pagine, [...] lire), il volume ha [...] di Valerio Marchi ed è [...] da una bibliografia [...] (da notare la scarsità di [...] italiani) ed una discografia ragionata [...] reggae e [...] soul, punk e [...]. La Grimaldi ha invece compilato [...] lista di «fanzine» (le riviste [...] e [...] e dei siti Internet, sia [...] antirazzisti, come Rude [...] Page o [...] on the Internet, che quelli [...] destra come lo svedese a Skinhead Girl [...] White. [...] Aggregazione e ricerca di [...] sociologo francese Michel [...] Le tribù moderne, altruiste [...] Tra megalopoli e nomadismo: cosa si studia al [...] di Parigi [...]. Ogni scrittore improvvi-sa un [...] proprio secolo. Michel [...] sociologo francese dalla nutrita [...] numerose edizioni anche italiane, ha il candore [...] questo dialogo si conduce a partire da [...] che pos-sono essere paragonate a variazioni musicali [...] conosciuto, ad abbellimenti elaborati a partire da [...] cui egli, [...] non è padrone, la [...] ritmo so-ciale». La confessione compare in [...] La contemplazione del mondo, saggio del 1993 ora [...] e pubblicato dalla casa editrice genovese Costa [...] Nolan [...] 22. Una delle sue «ossessioni», pre-sente [...] nella «Contemplazio-ne del mondo», è [...] comuni-tario. Di cosa si tratta? Si [...] ipotesi e per contrap-punti, anche nella saggistica [...]. Sono partito, come sugge-stione, [...] democratico di Hannah Arendt, un momento elevato [...] modernità, ma naturalmente interno alla modernità stessa. La mia impressione è [...] pensare che la sfera del Razionale, che [...] Descartes [...] poi ha proiettato le sue luci e [...] su una grande prospettiva politica, sia in [...]. La categoria che ha [...] ol-tre due secoli, esercitando un vero e [...] stata quella [...]. Oggi ci sono molti [...] il percor-so: attenzione alla vita quotidiana, scarsa [...] verso ciò che dovrà o potrà essere, [...] tempo sociale fuori dai rigi-di sistemi ideologici. È ciò che lei chiama [...] Sì, la questione [...] si pone negli stessi termini. Io parlo di un [...] laddove con il primo termine intendo la [...] classi-ficare un individuo secondo il nome, il [...] la professio-ne, [...]. Oggi [...] piuttosto, mi sembra, una ricerca [...] punti mobili di identificazione, una sovrapposi-zione di linguaggi, una [...] di approcci nel singolo indivi-duo: e questo è confermato [...] di [...] di sinistra, che ri-vendicano una [...] rispetto al-lo stereotipo del naziskin. [...] questione della saturazione [...] e [...] comunitario può persino sembrare un [...] in-dietro rispetto [...] razionale del moderno. Infatti assistiamo al ri-torno [...] dei miti, al trionfo delle immagini. [...] ha parlato di «fine del [...] a que-sto riguardo. Benissimo, la formula era [...] non cre-do che la fine del sociale [...] di tutta la vita sociale. Ecco che dalla catastrofe [...] dal «politico» (via via fino [...] e [...] non si può non [...] svi-luppo di nuove tribù, a volte assai [...]. È [...] che si potrebbe appli-care a [...] come quello, tragi-co, [...] Le tribù sono certo indice [...]. Per come intendo il [...] dire che questa nuova qualità della vita [...] migliori esperienze dal punto di vista [...] come, an-che, le peggiori, [...]. Vede, la situazione algerina [...] da un forte spostamento delle [...] di potere verso valori [...] se maggiormente orientati verso [...] marxista o no. Ciò è secondario: la [...] è che per un trenten-nio le radici [...] musulmana quotidiana, e [...] delle sue tradizioni sono [...] piano, se non esplicitamente abbandonati. Alla fine di questo [...] con altri indicatori sfavore-voli (economici, ma non [...] paese complesso come [...] ciò che si è [...] per lungo tempo emerge in maniera brutale, [...]. È questa [...] del tribalismo in senso [...] sistemi legati a un vecchio tipo di [...]. Le distanze tra le [...] Jugoslavia e la si-tuazione algerina non sono [...]. Ho molti amici nel [...] molti, pur sapendo che [...] loro la vita più fa-cile, si augurano [...] vadano al potere, e sono abba-stanza certi [...] elezioni sa-ranno davvero libere succederà proprio questo. Si tratta di «sgon-fiare [...] la situazione odierna, questo non sembra possibile. Una domanda su una [...] legata al suo paese: co-me ha valutato [...] legge [...] Devo dire che in [...] appelli. Quindi, non ho firmato [...]. Tuttavia sono soddi-sfatto: la [...] è stata legittima e [...] par-te dei giovani. È una legge assai scandalosa, [...] potenzial-mente una legge per trasformare in spie i cittadini. [...] la destra di governo è [...] a inseguire [...] che forse non le è [...]. Se non si comporta [...] a Le Pen crescono. Per quanto riguar-da gli intellettuali, [...] noto una rincor-sa alla spettacolarità, palliativo [...] ruolo sociale di casta domi-nante. Tutto il V [...] era alla testa dei [...]. Almeno [...] primo articolo della legge è [...] sop-presso. STEFANO C [...] ANTE Il sociologo francese Michel [...] insegna a Parigi V, dove [...] il [...] «centro studi [...] e il quotidiano». Attualmente, con i suoi [...] suoi studenti, ha in cantiere una quarantina [...] a tesi di laurea, imperniate da un [...] analizzate come le vere sedi della post-modernità [...] nomadismi e sulle forme di meticciato che [...] manifestano, occupandosi di pratiche sociali giovanili, media [...] centri commerciali. Con lui lavorano, in [...] egli definisce «culturalmente molto meticcio», studenti francesi, [...] nord-americani. I suoi libri pubblicati [...] Italia, [...] al recente «La contemplazione del mondo» di [...] accanto, sono: «La conoscenza [...] di Dioniso» (1990), «Il [...] (1992) e «Nel vuoto delle apparenze» (1993). ///
[...] ///
I suoi libri pubblicati [...] Italia, [...] al recente «La contemplazione del mondo» di [...] accanto, sono: «La conoscenza [...] di Dioniso» (1990), «Il [...] (1992) e «Nel vuoto delle apparenze» (1993).

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(264)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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