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Ce lo spiega Riccardo Pedrini, [...] chitarrista rock [...]. Teste vuote? Troppo fa-cile. La definizione ricorre spesso [...] è molto gettonata dai media quando si [...] su fatti di cronaca o comportamenti giovanili [...] vio-lenza, razzismo, ma è ugualmente ri-duttiva, se [...]. Così come è un [...] persino politico -parlare di [...] e nazi-skin come se [...] cosa. Eppure succede, quando nel [...] più facile semplificare che cercare di tracciare [...] delle sottoculture giova-nili. A mettere un [...] arriva adesso un «rac-conto [...] di questa sotto-cultura, tracciato da Riccardo Pedri-ni nelle pagine di Skinhead, che la Castelvecchi pubblica [...] questi giorni. Un volume prezioso: per-ché [...] Italia [...] seri, così puntua-li e ricchi di notizie, [...] nel momento in cui si af-fronta la [...] e naziskin si riesce [...] meglio, e a non sot-tovalutare, la capacità [...] appropriarsi di linguaggi e codi-ci simbolici che [...] e non sono quindi «ideolo-gizzati», ma corrono [...] di [...]. Pedrini conosce bene la [...] Bologna, dove insegna boxe tailandese in palestra, [...] -«anche se adesso non sono più tanto [...] -che politica-mente si colloca a sinistra, ed [...] dei [...] gruppo stori-co della scena [...]. Il suo racconto va [...] origini di questo stile, nato [...] degli anni Sessanta tra [...] classe operaia e i figli degli immigrati [...] Indie [...] al lassismo della cultura freak contrappone uno [...] conflittuale («gli hippie -dice Pedrini -per me [...] chi lascia che le cose vadano per [...] nei vestiti, mentre la musica, che è [...] più forte, è quella caraibi-ca e nera, [...]. Lo stile skinhead ha [...] diverse trasformazioni, si è riaffac-ciato sulla scena [...] suoi vari revival -dallo [...] alla scena [...]. Tanto che oggi, ci [...] Pedrini [...] telefono da Bologna, «chi sostiene la tesi [...] o è in malafede o non ha [...] fatto che una parte sostanzia-le della scena [...] a de-stra ha provocato come reazione un [...] da parte degli altri. Ma dire che noi siamo [...] buoni e loro sono gli [...] cattivi, o sostenere semplice-mente che gli skinhead di destra [...] delle teste vuote, significa da-re una visione delle cose [...] è [...] ma altrettanto mi-stificante. La realtà è che tra [...] skinhead [...] una percentuale di gente che [...] a livello politico delle idee classiche [...] destra italiana e le innesta [...] ten-sioni [...]. Non va dimen-ticato che [...] da sempre molto ricettiva, ha [...] clinico nel vedere quello [...] strada, sta nel cuore degli stadi, negli [...] ha una capacità di assimilazione infinita, al [...]. Al dilagare del razzismo, [...] sinistra o comunque antirazzisti si sono opposti [...] in diversi modi. [...] più significativa è quella della [...] sigla che sta per [...] contro i pregiudizi razziali): [...] che «sta come un cuneo» [...] scena [...] di de-stra. Della [...] nei media si sen-te [...] niente, «perché i media -spiega [...] -funziona-no a semplificazioni, i [...] particolare sono basati sul-la spettacolarizzazione e su [...] sociale. Ma il fatto che [...] non abbia molta visi-bilità [...] vuol dire che ne abbia poca per [...] Roma, ad esempio, la scena skinhead è rossa, [...] e lo è sempre stata, tanto che [...] perché la [...] è politicamente trasversa-le, il [...] di dare un argine al proliferare della [...] dentro la scena [...] ed essere un gruppo [...] con-fronti dei media ». È una partita che [...] li-vello sostanzialmente simbolico -spiega ancora Pedrini -, [...] non ha simbologie forti da op-porre alla [...]. [...] cosa da sottolineare è che [...] centro [...] destra mondiale in questo momento [...] gli Stati Uniti: il [...] finanzia molti gruppu-scoli europei [...] di estrema de-stra. E il partito nazionalsocialista [...] come strut-tura, fa propaganda e si finanzia [...] vendita di [...] e gode [...] destra del partito Repubbli-cano, [...] sono un [...] più vaste della tematica [...] che va a tirare le pie-tre allo [...]. Questa gente è peri-colosa [...] e persegue dei fini, ma non è [...] livello di panico so-ciale come ci vogliono [...] sono più sintomo della dege-nerazione della gioventù [...]. Io faccio una netta [...] naziskin contemporaneo, quello che è uscito fuori [...] dei naziskin te-deschi -con cui non abbiamo [...] rapporto, se non al li-mite di scontro [...] che sono di destra. Se arriva da me [...] skinhead, ascolta musica [...] magari ha più dischi [...] e mi dice che però lui non [...] per questo e quel motivo, io non [...]. Ma se vuole convincermi [...] è di destra, allora [...] nemico, fine». Sei ancora uno skinhead? «Il [...] attuale nella scena [...] è piuttosto periferico -risponde Pedrini [...]. Suono nei [...] ogni tanto i ragazzini [...] Bologna [...] vengono a chiedere come si do-vrebbero fare [...] io vo-lentieri do una mano, anche per-ché [...] bene, con iniziative nei centri sociali, so-no [...] e sono contento di questo. Per la mia ge-nerazione, [...] stato un modo di riportare il punk [...] piedi per terra, perché la politicizzazione del [...] aveva stancato. Noi volevamo avere a [...] solo con un cielo dei giusti, ma [...] strada, dove eravamo sempre stati. Io volevo fare il [...] senti-re ai ragazzi del mio bar, non [...] letto [...] o frequenta-va i circoli [...]. Per tutti gli anni Ottanta [...] Bologna la discrimi-nante è stata solo stilistica, [...] musica e [...] non ci consideravamo politicizzati [...]. Ma [...] stato un mo-mento di [...] totale, e ci siamo resi conto che [...] casuale il fatto di essere skinhead, di [...] operaia, di ascoltare del reggae, e in [...] con le organiz-zazioni di estrema destra. [...] un [...] di-cevamo: secondo me andare in [...] tutto vestito di nero, con la testa rapata, e [...] gli [...] che fanno hard rock di [...] ca-tegoria, non è una cosa da skin-head. Quando abbiamo comincia-to ad [...] tutto è stato automatico: leggersi dentro, capire. Ed è stato quello [...] cui anche i «vecchi» della scena, che [...] si-nistra e si erano staccati nel corso [...] Ottanta, si sono riavvici-nati». E la nuova generazione [...] «Sono [...] meglio di come era-vamo noi -conclude Pedrini -Uno [...] lo skinhead nel [...] e si ac-costa alla [...] o a movimenti an-tirazzisti, [...] perso-na che ragiona e che riesce a [...] quotidiano con qual-cosa di molto più grande, [...] qualcosa che noi non riuscivamo a fare. Noi, negli anni Ottanta, [...] una logica di gang, e basta. Il lato positivo della [...] quello deteriore no; io ve-do che i [...] di Bologna adesso fanno [...] con una tale chiarezza, che a volte [...] fatto che abbiamo solo diciassette o di-ciotto [...]. Compagno [...] SOLARO «Skinhead», uno stile dalla [...] a Internet «Skinhead -Lo stile della strada» è un [...] estremamente articolato nella storia di questa sottocultura giovanile, che [...] fatto la [...] comparsa [...] operaia degli anni Sessanta, con [...] forte connotazione classista e proletaria, ma che è si [...] guadagnata la celebrità a livello mediatico soprattutto per le [...] razziste naziskin. Skinhead e naziskin «non [...] cosa»: è questo il punto focale del [...] Riccardo Pedrini, chitarrista della [...] band bolognese [...] che nasce dalla voglia [...] di fare chiarezza sui troppi luoghi comuni [...] cultura skinhead. Edito dalla Castelvecchi (280 pagine, [...] lire), il volume ha [...] di Valerio Marchi ed è [...] da una bibliografia [...] (da notare la scarsità di [...] italiani) ed una discografia ragionata [...] reggae e [...] soul, punk e [...]. La Grimaldi ha invece compilato [...] lista di «fanzine» (le riviste [...] e [...] e dei siti Internet, sia [...] antirazzisti, come Rude [...] Page o [...] on the Internet, che quelli [...] destra come lo svedese a Skinhead Girl [...] White. [...] Aggregazione e ricerca di [...] sociologo francese Michel [...] Le tribù moderne, altruiste [...] Tra megalopoli e nomadismo: cosa si studia al [...] di Parigi [...]. Ogni scrittore improvvi-sa un [...] proprio secolo. Michel [...] sociologo francese dalla nutrita [...] numerose edizioni anche italiane, ha il candore [...] questo dialogo si conduce a partire da [...] che pos-sono essere paragonate a variazioni musicali [...] conosciuto, ad abbellimenti elaborati a partire da [...] cui egli, [...] non è padrone, la [...] ritmo so-ciale». La confessione compare in [...] La contemplazione del mondo, saggio del 1993 ora [...] e pubblicato dalla casa editrice genovese Costa [...] Nolan [...] 22. Una delle sue «ossessioni», pre-sente [...] nella «Contemplazio-ne del mondo», è [...] comuni-tario. Di cosa si tratta? Si [...] ipotesi e per contrap-punti, anche nella saggistica [...]. Sono partito, come sugge-stione, [...] democratico di Hannah Arendt, un momento elevato [...] modernità, ma naturalmente interno alla modernità stessa. La mia impressione è [...] pensare che la sfera del Razionale, che [...] Descartes [...] poi ha proiettato le sue luci e [...] su una grande prospettiva politica, sia in [...]. La categoria che ha [...] ol-tre due secoli, esercitando un vero e [...] stata quella [...]. Oggi ci sono molti [...] il percor-so: attenzione alla vita quotidiana, scarsa [...] verso ciò che dovrà o potrà essere, [...] tempo sociale fuori dai rigi-di sistemi ideologici. È ciò che lei chiama [...] Sì, la questione [...] si pone negli stessi termini. Io parlo di un [...] laddove con il primo termine intendo la [...] classi-ficare un individuo secondo il nome, il [...] la professio-ne, [...]. Oggi [...] piuttosto, mi sembra, una ricerca [...] punti mobili di identificazione, una sovrapposi-zione di linguaggi, una [...] di approcci nel singolo indivi-duo: e questo è confermato [...] di [...] di sinistra, che ri-vendicano una [...] rispetto al-lo stereotipo del naziskin. [...] questione della saturazione [...] e [...] comunitario può persino sembrare un [...] in-dietro rispetto [...] razionale del moderno. Infatti assistiamo al ri-torno [...] dei miti, al trionfo delle immagini. [...] ha parlato di «fine del [...] a que-sto riguardo. Benissimo, la formula era [...] non cre-do che la fine del sociale [...] di tutta la vita sociale. Ecco che dalla catastrofe [...] dal «politico» (via via fino [...] e [...] non si può non [...] svi-luppo di nuove tribù, a volte assai [...]. È [...] che si potrebbe appli-care a [...] come quello, tragi-co, [...] Le tribù sono certo indice [...]. Per come intendo il [...] dire che questa nuova qualità della vita [...] migliori esperienze dal punto di vista [...] come, an-che, le peggiori, [...]. Vede, la situazione algerina [...] da un forte spostamento delle [...] di potere verso valori [...] se maggiormente orientati verso [...] marxista o no. Ciò è secondario: la [...] è che per un trenten-nio le radici [...] musulmana quotidiana, e [...] delle sue tradizioni sono [...] piano, se non esplicitamente abbandonati. Alla fine di questo [...] con altri indicatori sfavore-voli (economici, ma non [...] paese complesso come [...] ciò che si è [...] per lungo tempo emerge in maniera brutale, [...]. È questa [...] del tribalismo in senso [...] sistemi legati a un vecchio tipo di [...]. Le distanze tra le [...] Jugoslavia e la si-tuazione algerina non sono [...]. Ho molti amici nel [...] molti, pur sapendo che [...] loro la vita più fa-cile, si augurano [...] vadano al potere, e sono abba-stanza certi [...] elezioni sa-ranno davvero libere succederà proprio questo. Si tratta di «sgon-fiare [...] la situazione odierna, questo non sembra possibile. Una domanda su una [...] legata al suo paese: co-me ha valutato [...] legge [...] Devo dire che in [...] appelli. Quindi, non ho firmato [...]. Tuttavia sono soddi-sfatto: la [...] è stata legittima e [...] par-te dei giovani. È una legge assai scandalosa, [...] potenzial-mente una legge per trasformare in spie i cittadini. [...] la destra di governo è [...] a inseguire [...] che forse non le è [...]. Se non si comporta [...] a Le Pen crescono. Per quanto riguar-da gli intellettuali, [...] noto una rincor-sa alla spettacolarità, palliativo [...] ruolo sociale di casta domi-nante. Tutto il V [...] era alla testa dei [...]. Almeno [...] primo articolo della legge è [...] sop-presso. STEFANO C [...] ANTE Il sociologo francese Michel [...] insegna a Parigi V, dove [...] il [...] «centro studi [...] e il quotidiano». Attualmente, con i suoi [...] suoi studenti, ha in cantiere una quarantina [...] a tesi di laurea, imperniate da un [...] analizzate come le vere sedi della post-modernità [...] nomadismi e sulle forme di meticciato che [...] manifestano, occupandosi di pratiche sociali giovanili, media [...] centri commerciali. Con lui lavorano, in [...] egli definisce «culturalmente molto meticcio», studenti francesi, [...] nord-americani. I suoi libri pubblicati [...] Italia, [...] al recente «La contemplazione del mondo» di [...] accanto, sono: «La conoscenza [...] di Dioniso» (1990), «Il [...] (1992) e «Nel vuoto delle apparenze» (1993). /// [...] /// I suoi libri pubblicati [...] Italia, [...] al recente «La contemplazione del mondo» di [...] accanto, sono: «La conoscenza [...] di Dioniso» (1990), «Il [...] (1992) e «Nel vuoto delle apparenze» (1993). (0) (0) ![]()
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