→ modalità contenuto
modalità contesto
Record visualizzabile solo in forma di Preview: a seguire i 2 riquadri sottostanti (altra documentazione autorizzata) è visibile la trascrizione o descrizione parziale del record richiesto
ANTEPRIMA MULTIMEDIALI
ALBERO INVENTARIALE

INVENTARICATALOGHIMULTIMEDIALIANALITICITHESAURIMULTI
guida generale
CERCA

Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1963»--Id 200043406.

Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org

Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.

Anche molti dei (issi [...] passare le feste a casa. ///
[...] ///
Non se [...] sentita di perdere due [...] e di gettare più di trentamila. Se non si era [...] vacanze per lavorare e guadagnare il più [...] diavolo! Pane e pasta mangiava, [...] e qualche salsiccia, la domenica. Ma almeno non crepava [...] il lavoro non mancava. Non era certo un [...] il suo, ma da bastaso: caricare e [...] fabbrica di termosifoni. Ringraziava Dio, che almeno [...] sicuro, continuo e al coperto, e non [...] che doveva lavorare allo scoperto, con i [...] mani ti cascavano a pezzi per il [...] pioveva, ti prendevi un bel bagno freddo. Certo le cose belle [...] a lui. Che la [...] vita era una continua penitenza, [...]. Da dodici mesi non [...] non vedeva la moglie. DÌ altre donne nemmeno [...]. Porca miseria, per non [...] che vita ingrata e da eremita. E non era vecchio. ///
[...] ///
Trent'anni come trenta pietre, [...] di angeli. E quel freddo e [...]. Un velo di nailon. [...] e non [...] era la stessa cosa. ///
[...] ///
Era meglio rincasare e [...] mangiarsi due patate bollite con una salsiccia, [...] di birra e passare la serata così. Erano feste, quelle del [...] che non se le sarebbe [...] dimenticate. Anche se glielo ordinava [...] Dio non se le sarebbe dimenticate. Però quanto spendono questi [...] i ragazzi sono vestiti bene. E non sono figli [...] di gente che. [...] signori e miserabili non ce [...] sono. ///
[...] ///
Dovete [...] di mio padre. Il barone da una parte [...] il pezzente [...] no. Operai e impiegati [...] e stanno bene. Non racconto chiacchiere. Son cose che ho [...] miei occhi. [...] di mia figlia. Beati questi ragazzi di [...]. Beati loro che possono [...]. Lui e i suoi [...] laggiù, proprio nel culo del mondo. Com'è bello quel giocattolo. Se lo avesse suo [...] Nicola. Nicola ha la testa [...]. Se potesse studiare, diventerebbe [...] o un avvocato. E se Mico avesse [...]. Guarda che razza di [...]. ///
[...] ///
La piccola nemmeno se [...]. Cinque figli in dodici [...]. ///
[...] ///
Che fesseria! Nemmeno doglie aveva. PENSAVA A TUTTO questo [...] le mani nelle tasche per le vie [...] pulite del paese. Un paese grande quanto [...] gli dava [...] di una grossa città, [...] per la folla, per le macchine, per [...] per Ì grandi palazzi. [...] anche il semaforo, [...]. E in certe ore [...] vigile doveva regolare il traffico, doveva. E tutte quelle signore [...] tacco alto e il cappotto col [...] correvano a casa con [...]. Nei negozi non si [...] erano zeppi. Tutti a comprare, tutti. Come se li avesse [...]. E i padri erano [...] per la mano e si piantavano davanti [...] giocattoli. [...] invidiava quei padri. Staranno tra loro al [...] berranno e saranno allegri. Io non ho voglia di [...] nemmeno in una birreria. Quello stronzo di Peppino [...]. Per la fidanzata; Vedrai, [...]. Vedrai dopo che ti [...] vengono i figli e ci vorranno robe [...] te ne devi andare lontano e non [...] che ti guarda. ///
[...] ///
Ma che ti godi, [...] diavolo?, che il gelo ti sconquassa le [...]. Un freddo che non [...] immaginare, sul bene dei miei figli. Il fiato diventa ghiaccio, [...] , dalla bocca, e casca a pezzi [...]. Le unghie ti cascano, [...] le orecchie ti diventano come il cuoio. Anche lui non era [...] aveva la pollastra, che era [...]. Al cinema? Se sapessi! ///
[...] ///
[...] si fermò a lungo davanti [...] un negozio di giocattoli. Ce [...] di tutti i colori. Perfino dei trenini che [...] soli. [...] guarda un po'. Se lo racconto al [...]. Se ci fossero i " [...] ragazzi [...] almeno a [...]. A [...] si strinse il cuore. Chi sa cosa stanno facendo [...] e se stanno bene. Chi sa come passeranno [...]. Senza di me nemmeno [...] di buono. Lei stringe il pugno, [...]. Arrostisce [...] . Disgraziata anche tu! Che stai facendo , [...] Certo sarai a gridare con i tuoi [...]. Almeno hai il piacere di [...] tu. Dalle sette della mattina [...]. Ora si sentiva mille [...] il corpo, sì. Certo le veniva qualche [...] cuore di legno si [...] Svizzera con le puttane, sì; e lei a [...] quei dannati dei figli che non tenevano [...] acceso in casa. Caterina si fece alla [...]. Nicola, il più grande [...]. Entrò anche Carmela colla [...]. Sporca, Dio mio, e [...]. Il fuoco non lo [...] O credevate che io ero a ballare? Un [...] se crepo io, rimanete come tanti cani, [...]. ///
[...] ///
Era triste la casa [...] fredda, buia. Aveva anche lo stomaco [...]. Prima, per via del [...] badava, ora gli faceva acqua, lo stomaco. Erano le tre passate. Almeno potesse giocare, quel. La madre cominciò ad [...]. Carmela corse , a prendere [...] pane dal cesto e la [...] alla sorellina. Poi, zitta zitta, uscì. Antonia gridava con i [...] piena di voci. Nicola avrebbe voluto uscire [...] gioco. Ma non osava. Provava [...] pena [...] di lasciare la madre [...] casa buia, dopo essere stata a lavare [...]. Sedette e stava [...] con i piedi sporchi [...] duri accanto alla fiamma allegra del fuoco. La sorellina con il [...] si muoveva per la casa. Arrivò Mico con quattro [...]. Era un appassionato di [...] Mico. Era sempre in giro [...] con la fionda e armava trappole di [...]. ///
[...] ///
Era intenta a spaccare [...] scure uria testa di pecora, per preparare [...] per quei dannati dei figli. Anche per loro era [...] dovevano [...] un brutto ricordo. Mico si prese un [...] lo salò e lo condì; staccò tre [...] rossi da una collana che pendeva tra [...] uscì. Nicola non si mosse, [...]. Non se la sentiva [...] mamma sola, quel giorno di festa. Un altro giorno sì. SÌ alzò e prese [...] lapis, e ritornò a sedersi, per scrivere. Il quaderno sulle ginocchia. Mi hai gettato un [...] spalle e tu sciali e sverni in [...]. Tutti sono venuti per [...] per te Ì treni [...] non camminavano. Mi dice compare Peppino, [...] compagno di ; stanza, che tu stai [...] la vostra stanza è sempre calda. [...] moriamo di freddo, o crepiamo [...] caldo. Non c'è via di [...]. Ora dico io che [...] venire per quindici giorni, come tutti gli [...] per vedere se siamo diventati: rossi o [...]. Ma a te non piace [...] e [...]. Nicola stava cóme imbambolato, [...] lapis sulle labbra. Un poco alla volta [...]. Ma [...] quello che ti ho [...] fare di testa tua come sempre. Nicola cominciò a scrivere, [...] le parole, -a : mano ; a [...] uscivano dal lapis. Ché soltanto in [...] ho dovuto spendere più [...] per calzoni e vesti e che ho [...] fondiaria e che mi [...] restano da pagare le [...] lire [...] per le centomila lire [...] quando lui dovette partire. Caro sposo, noi stiamo [...] che anche tu stai bene. Guardati dalle puttane, ché [...] non sei venuto perché hai la mantenuta, [...]. A te ti graffio; [...] hai da pensare ai tuoi figli; ma [...] darò. Tu mi conosci, e [...]. La madre [...] ti posso perdonare che non [...] venuto. Certo non senti affetto [...] e sicuramente hai la mantenuta. Il cuore me Io [...]. [...] anche, tu, figlio di [...] ha figliato la capra e che ha [...] che speriamo di vendere. Caro sposo, tu non [...] noi [...] gettiamo lardo ai cani. Filiamo sempre con lo [...]. ///
[...] ///
I figlioli sono bravi. Nicola a scuola si [...]. Questo è, con [...] di Dio, [...] anno, e poi sarà [...]. Antonia e Carmela che [...] scuola me le porto con me alle [...] e due fanno per una donna. Vedessi come già sanno [...] in testa. Quel turco di Mico [...] stesso: non pensa che agli uccelli. E certo se tu [...] certo ci sono delle ragioni, come mi [...]. Immagino anche io, caro [...] mi dici, quanto il tuo cuore è [...] solo in un mondo straniero. Ma fatti coraggio e [...] ti pensiamo con affètto. Ho comprato una grande [...] bollita e col brodo [...] e i ragazzi se ne sono insaccati. Abbiamo pensato sempre a [...] pregato Dio e i santi di darti [...] perché tu solo e le [...] braccia siete [...] sostegno della casa nostra. I figlioli ti aspettavano [...] tu non sei venuto e il loro [...] oscurato. Di me non ti [...]. Io sono [...] ruota del carro e [...] che lavoro e guai. Ma vorrei [...] tante altre cose, ché [...] tanto pieno che ti potrei scrivere, se [...] libro. Ma tu mi capisci, come [...] capisco te dalle [...] lettere. Sia fatta la volontà [...] Dio [...] del diavolo che vogliono così per noi: [...] fosse lavoro [...] tu staresti [...] in mezzo a noi [...] camicie lavate e dormiresti nelle [...] lenzuola e potresti [...] di vedere i tuoi [...] educheresti com'è giusto; ché io una donnuccia [...] me approfittano; ché si sa che il [...] non è quello del padre. Ora chi sa quando [...] ti vedranno. Mi risponderai: fra un [...] somaro mio che maggio arriva. Olive [...] ci sono, sì; e quel [...] di vino che abbiamo fatto è una polvere che [...] di Pasquale [...] le pietre. Se ci fossi tu, Io [...] ma tu non ci sei e quando [...] o lo cambiamo col grano, perché i [...] chiedono pane e non vino. Caro sposo, mi dici [...] e di mantenermi bene. Se non per il [...] e che spesso mi devo fare forza, [...] dieci volte. La testa, a momenti, [...] la ruota del mulino. Sono sola, con cinque diavoli [...] attorno, e la notte . Se sapessi, caro sposo, [...]. Gli si stringeva il [...] stare insieme a loro. Finisci e poi [...] la lettera. STARE AL FOCOLARE era [...]. Nicola si accostò alla finestra, [...] il quaderno su una sedia, [...] e riprese a scrivere. Scrisse sommariamente quanto la [...] dettato, poi continuò "per conto suo. Compare Peppino è venuto [...] ci ha raccontato tante cose di te [...] Svizzera. Ha detto che in Svizzera [...] sono ragazzi con i piedi nudi e [...] bambini vestono bene e che per ogni [...] regali. A me la mamma [...] comprato le scarpe e manco i calzoni [...]. Me li aveva promessi, [...] se non fosse vero. Dice che me lì [...] ma non ci credo. Caro padre, perché non [...] Vieni a prendermi e [...] con te; ché io [...] più [...]. Vieni a prendermi e [...] con te. Tutti quelli che vengono [...] tante cose belle degli [...] e che ci sono [...] che tutti hanno le scarpe. [...] vero? Dimmelo tu, a te [...] credo. Io voglio imparare a [...] come gli [...]. Vieni e [...] con te. Intanto vado a scuola, [...] leggere e a scrivere bene; ma non [...] scrivere e a leggere bene, perché mi [...] e la mamma non me li compra. [...] tu stesso di [...]. Vado sempre con la [...] esco dalla scuola, e penso a te [...] con te. Spesso vado al bar [...] ma non sempre, in quanto la mamma [...] permette; e io [...] dentro di me, ma [...] dico niente, per non farla arrabbiare, ma [...] spaccare di rabbia, perché non posso fare [...] vorrei. Ancora non abbiamo mangiato, [...] sì. Nella pignatta sta bollendo una [...] di pecora. A me piace tanto [...] ma non mi piace stare in questo [...]. Vieni a prendermi . Credo che è tanto, [...] mondo. Chiudo e ti dico [...] tutti bene e lo stesso mi auguro [...]. Io e Mico e Antonia [...] Carmela e anche Peppa che sta mangiando ti [...] chiediamo la santa benedizione. Ma vieni a prendermi [...] te, [...] concluse Nicola, che era [...] questa specie di cantilena che gli risuonava, [...]. Il padre, infatti, sempre [...] pianto nel leggere la bella lettera di Nicola; [...] che [...] letta e riletta tanto [...] a memoria e che a volte la [...] compagni. Diceva che gli pareva [...] voce di Nicola e che vedeva la [...] occhi di tutti gli altri. Certo anche stavolta il padre [...] sarebbe commosso e certo sarebbe andato a [...] e a [...] con sé, pensava Nicola. Questo pensiero gli dava [...]. ///
[...] ///
Questo pensiero gli dava [...].

(0)
(0)


Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.

Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
Visualizza: adotta una pagina della Biblioteca digitale KosmosDOC

Consultazione gratuita del cartaceo in sede: .

Biblioteca Digitale


Perché è necessario essere utente di una biblioteca abilitata al sistema KosmosDOC per visualizzare la descrizione catalografica, le istanze materiali nei singoli inventari, la trascrizione completa e l'oggetto digitalizzato?
Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(311)
(1)



La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(285)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





Filtro S.M.O.G+ disabilitato. Indici dal corpus autorizzato

visualizza mappa Entità, Analitici e Records di catalogo del corpus selezionato/autorizzato (+MAP)




Interfaccia kSQL

passa a modalità Interfaccia kSQL