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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 194023013.

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Il pro-fessor [...] Andersen, danese, vive da [...] Italia ed è considerato uno dei maggiori [...]. Docente di Sistemi sociali comparati [...] facoltà di sociologia [...] di Trento, in precedenza aveva [...] europea di Firenze. Nei giorni scorsi ha [...] al convegno su «Un nuovo [...] per i giovani europei», [...] Modena da Sinistra giovani e Associa-zione Gramsci X XI [...]. Professor Andersen, cominciamo [...] qua-li sono le ragioni [...] sistemi di [...] in [...] «Io penso che la [...] allo Stato sociale in quanto tale, abbia [...] con i cambiamen-ti della nostra società che [...] malfun-zionamento del [...] costruito nei decenni passati». [...] due: il cambiamento de-mografico e [...] globalizzazione [...]. [...] viene troppo enfatizzata e indicata [...] come una vera minaccia. In verità, essa ri-guarda [...] delle nostre società, che una volta stavano [...] nella nuova economia sono a rischio. Parlo in particolare dei [...] dei giovani, che hanno maggio-ri difficoltà a [...] del lavoro». Un problema [...] che irrilevante, specie in [...] «Da un lato si [...] costo del lavoro, ma questo porta a [...] pover-tà, come vediamo negli Stati Uniti. [...] possiamo aiutare questi soggetti [...] di disoccupazione, come è stato finora in Europa. Questo però ha portato [...] mas-sa di lungo termine, difficoltà dei giovani [...] mondo del lavoro a formare famiglie, a [...] professionale prima che sia troppo tardi». Veniamo alla questione demografica [...] insiste molto, riferendosi in particolare ai paesi [...] «La [...] demografica viene generalmente iden-tificata con [...] della popolazione anzia-na, invece [...] drammatico è la ridu-zione della fertilità. Non è che abbiamo [...] che ci sono troppo pochi bambini. Mentre [...] del Nord il tasso di [...] è intorno al 2,1, [...] mediterranea è sceso [...] in alcune zone [...] è sotto [...] un vero record mondiale. Il peso del mantenimento [...] anziani, è strettamente legato alla popolazione attiva. Se non [...] una larga po-polazione attiva e [...] essa è poco produttiva, avre-mo in futuro una crisi [...]. [...] «Oltre alla ripresa demografica, [...] tema del ciclo vitale, di cui si [...]. Quando è stato costruito [...] abbiamo assunto a base di riferimento un [...] che cominciava a lavorare a 15/16 anni, [...] 60/65; la morte interveniva in media otto [...] pensionamento, cioè a 71/72 anni. Oggi la vita media [...] è allungata in media di otto anni, [...] in pensione dieci anni prima, anche perché [...] i [...] per realizzare le grandi [...]. Quindi si pagano diciotto [...] in più. Mentre un lavoratore paga [...] numero mi-nori di anni. Infatti, oggi, un giovane, [...] comincia a lavorare a 25, forse anche [...]. [...] «Drammatiche per lo Stato sociale. Ma anche per la [...] due categorie, gli insider, cioè quelli che [...] godono dei vantag-gi (quasi dei privilegi), dello Stato [...] gli ou-tsider, cioè colo che sono fuori, [...] e spesso anche dal lavoro». Lei sostiene, insomma, che a [...] il prezzo di [...] «Sì. In media un pensionato [...] red-dito che supera del [...] la loro capacità di [...]. Hanno troppi soldi rispetto [...]. Al tempo stesso non [...] una politica occupazionale per i [...]. A me sembrerebbe logico [...] anziani ai giovani. Una operazione che però [...] struttura delle categorie forti, dagli insider. Come si vede non [...] crisi del [...] State, ma della rappresentanza». Vuol dire che i [...] categorie [...] «Non è solo questione [...] di [...] che pure proteggono quelli [...]. In Italia, la maggioranza [...] reggono su un solo reddito, quello del [...] è quasi indispensabile [...] dai rischi di perdere [...] reddito o la pensione. [...] una sorta di [...] che finisce per scaricarsi sui [...]. Dunque, anche per ragioni [...] un [...] «La spesa sociale in Italia [...] più alta che nel resto [...]. Semmai è che non [...] fare pagare le tasse. In ogni caso, il [...] italiano non è sulla [...] nella [...] distribuzione. Si spende in modo sbagliato [...] si continua a prendere a riferimento [...] tipico degli anni [...]. Ma questa non è [...] la so-cietà è molto cambiata. Invece, lo Stato sociale [...] Italia, [...] la sanità, spende il [...] in pensio-ni. Questo non è [...] State, ma [...]. Ma se si spende [...] non si può sostenere la famiglia, incentivare [...] si possono aiutare i giovani a trovare [...]. Lei ha proposto un [...] ti-po socialdemocratico, ma a [...] significa? «Che nessuno ci perde, ma [...] della so-cietà ci guadagna. Certo, i socialisti devono [...] concetto di uguaglianza, che non può essere [...] per sempre. Dimenticano infatti che tutti [...] lavoretti [...] si può accettare di [...] periodo an-che 500 mila lire al mese, [...] la pos-sibilità di [...] dopo. Questo significa evitare la [...] si ha sia negli Usa, con il [...] la povertà permanen-te, che in Europa con [...] lungo periodo. [...] di uguaglianza deve essere dina-mica, [...] statica. Bisogna riprendere il concetto [...] sempre in movi-mento e dove [...] possono salire». Ma quali sono le [...] si torna alle cause [...] del [...] di cui si diceva [...] e globalizzazione. Occorre stimolare la fertilità [...] delle donne nel mer-cato del lavoro. Se in una famiglia [...] anzichè uno, si hanno conseguenze posi-tive. Non solo si risponde [...] lavoro e di realizzazione delle donne. Si abbassa note-volmente il [...] quattro volte di meno per la famiglia [...] rispetto a quella che ne ha uno [...]. In più, chi lavora [...] e quindi aumenta la domanda di ser-vizi, [...] sono proprio i servizi a ge-nerare maggiore [...]. Nei paesi con il [...] di occupazione femminile, [...] an-che il tasso di [...] nei paesi scan-dinavi, [...] delle donne lavora e [...] doppia che in Italia e Spagna. Certo, [...] un prez-zo da pagare [...] servizi sociali e di so-stegno alla famiglia. Ma non si tratta [...] ma anche di investimenti». [...] «Bisogna puntare a legare flessibilità [...] forma-zione. [...] e la qualificazione professio-nale sono [...] garanzia contro la [...] della [...] contro il rischio cioè di [...] perma-nentemente in una condizione di [...] e di esclusione, di restare [...] dal sistema di prote-zione sociale per tutta la vita. Tutte le ricerche in-dicano [...] chiave è la formazione. Chi ha una istruzione [...] pro-prie possibilità di uscire davvero dalla disoccupa-zione». ///
[...] ///
Chi ha una istruzione [...] pro-prie possibilità di uscire davvero dalla disoccupa-zione».

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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