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Mario Rigoni Stern, sofferenze [...] guerra e pace ASIAGO La piazza davanti [...] San Matteo è diventata un parcheggio. In un angolo, la [...] Rigoni». Si vende-va tutto: vino, [...] zucchero, cacao. E per Natale. Il tempo di sedersi [...] or-dinare un caffè. Il lus-so di allora, [...] che ar-rivavano dalle contrade, era com-prare un [...] da tostare sul camino, con la palla. A Natale si pagavano [...] nei libret-ti e mio padre, come omaggio [...] feste, a quelli che salda-vano il conto [...] di torrone, quello con i [...] le noccioline. Ed allora, chi non [...] festa mangiando polenta e torrone». La piazza di Asiago, [...] Rigoni alla chiesa di San Matteo, è [...]. Avevamo gli zoccoli di [...] la lamiera, per-chè non si consumassero subito. E noi, di sera, [...] strada, che di notte gelava e al [...] per le scivo-late. Settanta, ottanta metri di [...] noi e i nostri zoccoli. Peccato per le vecchie [...] chiesa al mattino presto, e cadevano a [...]. Mettevamo una scarpa sulla [...] mattino -spesso sotto la neve -trovavamo un [...] quattro noc-cioline americane, un cioccolati-no. Per colazione, invece di [...] pane e cioccolata. Solo i ricchi, ed [...] andavano nel-la [...] la pasticceria, a prendere [...] i bi-scotti». Ero por-taordini, sciatore senza [...] sulle montagne di Albania. In fondo al-la valle, [...] Devoli. Avevamo appena respinto un [...] ed eravamo rimasti senza munizioni. Quella mattina era tranquilla. Noi alpini stavamo sot-to [...] di pidocchi, quelli che attaccano la carne. Un altro portaordini mi [...] che un mulo è caduto in un [...]. Scendiamo a vedere, il [...] gelato. Stacchiamo un pezzo di [...] su, verso la tenda. [...] la carne sul fuoco, mangiamo. Al pomerig-gio arrivano i [...] il Par-tito nazionale fascista, [...] al [...]. Ma [...] solo un pac-co ogni quattro [...]. Ci dividia-mo un panettone [...] una piccolissima bottiglia di cordiale. [...] nel pacco, anche un foto [...] Duce, con [...] sguardo fiero. [...] -diventerà poi partigiano -la [...] pic-colissimi, la mette nella gavetta, e la [...]. Un Natale pieno di [...]. Arriva il cappellano mili-tare, [...] chi vuole, [...] la Messa. Siamo una ventina di alpi-ni, [...] bosco. Lui apre la valigetta, [...] che gli serve, e reci-ta la Messa. Nessuna predica, solo la [...]. E noi in silenzio. Ricor-do un pettirosso che [...] ogni tanto pigolava. Alla sera [...] Santini di [...] -era un pastore [...] -disse: [...] ci vuole un gran [...]. Lo preparammo, e restammo [...]. Quando andammo a letto, [...] avere supera-to una giornata drammatica. Era la malinconia profonda [...] il cuore». Sotto la tenda, ognuno [...] ricordi. Ad Asiago, nei giorni [...] Natale, le ragazze ed i ragazzi si trovavano [...] lampadina che era ai [...] le canzoni della novena. Un gruppo cantava la [...] da [...] con-trada rispondevano con la [...]. Si tagliavano le figure, [...] cielo con la carta azzurra, quella usata [...] e le stelle si facevano con la [...]. Natale del 1943, ai [...] in un campo di [...] fra Polonia e Lituania. E pensare che solo [...] sparavo contro di loro. Un amico russo, [...] mi chiedeva sempre [...] la mia casa. Io gli parlavo delle [...] dei prati. Lui non conosceva le montagne, [...] abitava in [...] pianeggiante». Un disegno come regalo «Il [...] di Natale venne da me con un disegno: [...] una ca-setta, tre abeti e, [...] sfondo, una grande montagna. Lo conservo ancora, quel [...]. Passando accanto ad un [...] -erano già stati tutti tagliati -convinsi il [...] accompagnava a la-sciarmi raccogliere i torsoli. Lui si guardò intor-no, [...] il permesso. Nella baracca, pulii i [...] la parte dura, mangiai la parte più [...] pezzettini. I russi -che hanno [...] -per fare festa con noi quella sera [...] ». Il ritorno a casa, [...] del 1945, su un camioncino dei parti-giani. La Teresina, [...] corse a casa mia, gridando: [...]. Fu mio fratello più piccolo, Ilario, a [...] per pri-mo. Io ero allo stremo. Un bagno, vestiti puliti, [...] a tavola. Io mi misi a [...] in camera. Avevi ad-dosso come un [...] per essere vivo. Avevi visto morire troppa [...]. La guerra in Francia, [...] Albania, [...] inverni in Russia, la prigionia. Tornavi, e sembrava che [...] capisse [...] davvero successo: i milioni [...] villaggi bruciati, i lager. Ed an-che oggi non [...] sia stato difficile liberarci dal fascismo e [...]. Aveva ragione Pri-mo Levi: [...] cose che si dimenti-cano possono [...] ». Intanto preparavo la legna per [...] e la solitudine e [...] fisico mi giovarono più che [...] iniezioni di calcio». Il lavoro [...] delle impo-ste dirette e [...] «diurnista di terza categoria». [...] Natale del 1945. Pen-savo di sposarmi, non [...] lavoro. Mi tennero un anno, [...] in pia-nura. Era la vendetta contro [...] altri come me -aveva lotta-to per conquistare [...] la guerra». La Liberazione porta via [...] non la fame. Pri-ma che arrivasse la [...] nei boschi. [...] chi ti-rava fuori i [...] pini erano stati tagliati dai tedeschi) con [...]. E in quel Natale [...] in tutte le case». Mario Rigoni Stern è [...] 75 anni che ad Asiago co-nosce tutti [...] è rispettato. I «personaggi» dei suoi [...] uomini e donne veri, che vi-vono o [...] del paese. /// [...] /// È morto questa primavera». Il parco delle rimembranze Come [...] libri, Mario Rigo-ni Stern, camminando per il [...] vita della gente. Passo dopo passo, ecco [...] rimembranze», un bel bosco accanto alla chiesa. Ora ci so-no monumenti [...] nelle guerre mondiali, parti-giani, caduti in Russia, [...]. Mario Rigoni Stern non [...] parole inutili per racconta-re la [...] commozione. Si ferma davanti al [...] nomi dei deportati uccisi in Germania. Vasco Rigoni e Vittorio Bo-nomo [...] compagni di gioco». Guarda un attimo verso [...] sembra che riveda i suoi amici, mentre [...] con la lamiera scendono nella pista di [...]. Natale con i torsoli [...] un lager. Il primo Natale a [...] la «vergogna dei sopravvissuti». Mario Rigoni Stern, il [...] ora abita in una casa ai confini [...]. Un caffè al bar, [...] nel «parco delle rimembranze». /// [...] /// Lui cercava [...] ma non la trovava più, [...] era volatilizzata. Era il maggio del [...]. Per Ugo [...] allora [...] musicista romano, piani-sta e [...] un viaggio infernale. Le stazioni del suo [...] conosciute: sale [...] chemioterapia, Tac, [...] stanze di veleni e [...]. Il suo primo nemico si [...] il suo primo passaggio [...] dei cocktail. Nel suo cammi-no contro [...] la passione [...] dei familiari e degli [...] di al-tri malati come lui che non [...] vivere e morire in quel modo, la [...] capace di gesti ecce-zionali, il coraggio di [...] rigidità di altri. Ma in lui, a [...] malati, qualcosa di diverso ha cominciato piano [...]. Era la [...] anima a parlare, era un [...] leggero ma costante che sa-liva dalla lucidità, messa in [...] dal male: «Basta con la [...]. Quel vocio si è [...]. Il racconto del suo [...] tradizionale e ospeda-liera ad [...] completamente di-versa è contenuto [...] «Mi ab-bandono al flusso della vita», edito da Rizzoli, [...] il musicista, con la collaborazione del giornalista Alessandro Cannavò, [...] il suo personale viaggio [...] e ritor-no, come un [...]. Per lui la rivelazione [...]. Ha avuto cioè la [...] e scegliere la via che ha rite-nuto [...] uscire dal male. Si chiama [...] la disciplina giappo-nese che [...] tirato fuori dal fango. Il [...] è dunque [...] tra [...] universale e quella indivi-duale». Lui, ignaro sino a [...] di ogni rudimento medico, co-mincia a prendere [...] pratiche [...]. Quasi negli stessi giorni [...] fare conoscenza con le terapie ospeda-liere antivirali [...] la scuo-la [...] nata in questo se-colo [...] filosofo au-striaco Rudolf Steiner. Ad esempio il vischio, [...] vive sugli alberi, nella medicina [...] viene largamente usa-to contro [...]. Perchè anche il cancro [...] parassita che si innesta su uno sano». Ormai in lui la [...] strade alternative si era fatta realtà. Certo, toccava a lui, [...] staccare la spina con [...] ri-nunciare ai cocktail di [...]. Restava nella [...] la solitudine [...]. A Firenze, ad un [...] trovò finalmente la spinta [...]. Il [...] doveva [...] al massimo per morire [...] ed invece gli dava ina-spettate energie per [...]. Decise di buttare nella [...] ansiolitici e di continuare solo con [...]. Poi Ugo è andato [...] e bassi, paure e rimozioni, sinistri presentimenti [...]. Ha ottenuto con rapidità [...] linfoma, lotta contro la [...] malattia nonostante i suoi [...] quelli di un malato. Ora è legato al [...] alla [...] dimen-sione spirituale e religiosa, [...] di guardarsi dentro, là dove prima non [...] neppure con un respiro. MARCO FERRARI WASHINGTON Evadere da [...] prigione è sempre [...] che necessita di una buo-na [...] di temerarietà e di fantasia. Qualità che di certo [...] a David Neel, detenuto in una prigione [...] Utah, [...] quale aveva escogitato un metodo assai ingegnoso [...] carcere. Il condannato aveva trovato [...] farsi chiudere in un pacco del corriere «United [...] con sopra scritto un [...] «raccolto» dal furgone della [...] e di lasciare così il carcere indisturbato. Neel però non ha [...]. È stato bloccato quando [...] era stato trasportato fuori dal cancello del [...] the [...] in attesa di essere [...] della [...]. Solo [...] di una guardia, che si [...] insospettita per le grosse dimensioni della scatola, ha sventato [...]. Secondo quanto ha riferito [...] prigio-ne, Neel non intendeva arrivare [...] scritto sul pacco, ma [...] giù dal camion pri-ma, una volta che [...] lontano dalla prigione. Ma il viaggio è [...] di cominciare. David Neel era stato condannato [...] molestie sui minori. NEW YORK [...] donatore di sperma per [...] ormai comu-ne nel mondo delle gay che [...] famiglia, fa notizia perché viene da due [...]. È stato infatti apposto per [...] della top model Rachel Williams e della [...] compagna, la rock star inglese Alice Temple, [...] della [...] Michael [...]. [...] ha ri-lasciato dichiarazioni per conto [...] coppia, della quale si è [...] parlato sui giorna-li qualche tempo fa. E, incalzato dalla curiosità [...] ag-giunto: «No, non ha posto limiti di [...] di tipo geografico. Per conto mio, le [...] mettere un avviso anche su Internet». Una bionda sta-tuaria, Rachel Williams [...] anni e, prima di incontrare Alice Temple, [...] con [...] newyorchese Eric [...] era ri-masta incinta ma [...] bambino. Chissà che non trovi [...] al suo forte deside-rio di maternità. /// [...] /// Chissà che non trovi [...] al suo forte deside-rio di maternità. (0) (0) ![]()
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