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Il richiamo a quel [...] almeno con le tradizionali caratteristiche soltanto nel [...] lo conobbe -si ammanta sì di nostalgia, [...] soprattutto di sgombrare il campo del mero [...] e [...] i valori, «eco di [...] pensieri che erano stati dei padri dei [...] più col sangue che con la memoria», [...] la società moderna e le sue regole [...]. Il racconto, attraverso tre [...] famiglia contadina dalle risaie alla pianura [...] abbraccia quasi tutto il [...] per finire. I personaggi sono numerosi, [...] e complesse, [...] alla storia del Paese, [...] Settimana Rossa alla Resistenza al sessantotto, estremamente puntuale; ma [...] unifica la narrazione passa attraverso tre «processi», [...] assume valore simbolico: il processo popolare contro [...] risaia [...] del secolo, il processo [...] fascista spia dei tedeschi, il processo contro [...] in tempi più vicini e in una [...] tribunale, col quale si sanerà [...] ingiustizia. Ed è giusto sottolineare [...] dello spirito di equità su quello di [...] primi due la stessa dignità morale del [...]. La crudezza [...] oppressione sociale sui poveretti, [...] crudeltà nazifascista non hanno veli nel romanzo: [...] in tempi in cui le smanie del [...] ogni costo minaccia di oscurare la pur [...] opera di rimeditazione, potrà indurre qualcuno a [...] non sia un [...] fuori moda. No, non lo è. Anzi, è un suo [...] la permanente validità di alcuni elementari principi [...] libertà in un secolo che, inseguendo [...] «prima di morire si [...] dosso il suo peccato originale, [...] diviso gli uomini in [...]. Proviamoci dunque a leggere, [...] e al di là di esse. Di-versa, dice [...] il titolo: diversa da [...] Temo che questo aggetti-vo susciti oggi, per lo [...] tipo sociologico, le meno adatte [...] di questa poesia; so-no [...] gli extra-comunitari, gli handicappati. Ma diversi sono tutti [...] so-no uguali, renitenti da un punto di [...] oggettivo [...] della vita (moderna): che [...]. Diversi siamo tutti, pur [...] data la possibilità di [...] ma poichè es-sere diversi [...] in-terrogativi a chi ci circonda, e met-tere [...] certezze sociali, ecco che chi è diverso [...] solitudine nel [...] in cui ci troviamo [...] non im-porta se la [...] diversità sia anzitutto incapacità [...] timidità, paura di sbagliare -per-chè questo è [...] di [...] non ancora piegata, non [...]. A tale tipo di [...] rivolge dunque questa poesia, ed è nella [...] «tu» che si fonda [...] e che nasce il [...]. Diversa, dun-que, sei tu [...] che ti circon-da, e tanto più timorosa [...] o richiesta che dal mondo [...] ti giunga. Ti puoi so-lo ritrarre [...] nei tuoi sogni: sogni che si fanno [...] sfumati ed evanescenti, e che nel gorgo [...] finiscono per trasci-nare i loro referenti concreti. Me, fra gli altri; [...] che dal suo proprio isolamento tuttavia ti [...] ricorda e ti immagina nel-la tua lontananza [...] esplorare i movimenti e le ragioni degli [...] sperduti [...] della notte, carichi del [...] ormai in-capaci di [...] e pure in cammi-no [...]. Io stesso uno di [...] solo di qualche scintilla, di un instabile [...] di luce, eppure distinto alla tua vista [...] e ancora vivo per [...] il rapporto che a te mi lega: [...] il mio cercare solidali in una volontà [...] dun-que di conoscere il senso di tutto [...] nella tua infinità è indagare mondo e [...] istante, appartenenza e distanza -e constatare [...] di fermare il nostro [...] dividerci. Che cosa, ancora? Tante [...] è vero che non è certo pa-rafrasando [...] si sciolgono le complessità del linguaggio poeti-co, [...] meno -si spiegano i motivi di fascino [...]. Ma questo non vuole [...] di lettura: semmai, un piccolo aiuto per [...] per aprire uno spiraglio, un suggeri-mento che [...] da soli. Per-chè la poesia può [...] lo è anzitutto perchè, «diversa» dalle parole [...] incapace di rispondere alla fret-ta con cui [...] per [...] lontana e astrusa, mentre [...] il nostro rappor-to con lei (parlo, naturalmente, [...] non delle sue contraffazioni). Ciò è tanto più [...] di Giudici, che non disdegna affatto nei [...] e linguaggio af-fabili, e che volentieri si [...] musicalità che è essa stessa, con il [...] ai ritmi di una tradizione nota, con [...] al gioco delle rime, strumento di cordiale [...]. [...] verso è un chiaro [...] che compo-ne le [...] sbagliato sarebbe in-sistere sul [...] oppure [...] cercando di [...] senza tenere conto del [...] un fluire di suoni, di sillabe una [...] no accentate, che proprio nella regolarità del [...] prima che nel si-gnificato dei termini -dà [...] perenne ripetersi delle cose, [...] e sciogliersi delle contrad-dizioni. Sono osservazioni, tutte queste, [...] suggerisce da solo, sen-za che ci sia [...] al-tro, di ciò che gli sta intorno [...] le ha scritte. Chi procederà nella lettura [...] come la singola poesia possa, nel suo [...] altre, dise-gnare pian piano un percorso, trat-teggiare [...] a una storia (e alla Storia, al Mito: [...] su cui ci siamo soffermati, ad esempio, [...] una sezione intitolata a Creùsa, la moglie [...] Enea perde nella [...] fuga da Troia -e [...] questa via, a ulteriori e diverse significazioni): [...] meno che nostra, storia di uomini che [...] che vogliono rifiutare il [...] per questo cercano di parlare, anche se [...] con un linguag-gio suggestivo e oscuro. Diversa e così sola [...] tutti volendo, diversi. La sequenza di foto [...] tratta dal volume «Luoghi poetici», edito dalla Loggia [...] Lanzi (p. Sono ritratti di ventuno [...] Dario Bellezza a Attilio Bertolucci, da Maurizio Cucchi [...] Vivian [...] da Amelia Rosselli a Cesare Viviani. Sono fotografati per lo [...] case e nelle strade frequentate. Accanto alle immagini un [...] e alcune liriche per [...]. EDOARDO ESPOSITO DIVERSA Diversa [...] Nel [...] che a ogni Sillaba [...] E svanisce [...] dove mi sogni Amato [...] ti figura Nel remoto orizzonte donde esplori Noi [...] Specie consunta e tuttavia futura Da quel [...] uno Separato persisto se tu mai A [...] In me ti posi e sposi e vieni [...] 6. Mi è acca-duto di [...] stesura, appena iniziata, di questa recensio-ne [...] libro di poesie di Gio-vanni Giudici, [...] un breve viaggio a Pechino, dove ho [...] convegno su Eugenio Montale: tra-dizione e modernità, [...] cinesi. Ma, partendo per la Cina [...] al momen-to del ritorno questo dialogo con [...] Empie [...] di Giudici, non po-tevo non pensare al [...] prose del nostro poeta in-titolato Andare in Cina [...] (è un «racconto sulla poesia» che co-munque [...] a che fare con la Cina vera [...]. Si è dato poi [...] tra i vari in-contri che ho avuto [...] Pechino, [...] stato quello con un sinologo fran-cese, molto [...] della cultura italiana, Laurent [...] quando ha saputo che [...] mi occupavo di poesia contemporanea, questi mi [...] che in un recente viaggio a Venezia [...] città di Marco Polo, primo sinolo-go occidentale! Comprato il libro, la [...] scoperta che la Cina non [...] per niente era stata [...] lettura, [...] e dalla ricchezza delle [...] Giudici sul farsi della poesia, sulla vita della [...] del-la traduzione, riflessioni da uomo che nella [...] di casa, che abita la lingua, che [...] rit-mo. Davvero entusiasta per questo [...] pen-sa che sarebbe il [...] tra-durre in francese, se non in cinese. [...] di questa combina-zione «stellare» [...] fatto ri-trovare un lettore di Giudici a Pe-chino [...] forse del tutto incon-grua con una riflessione [...] e su questo Empie stelle: il discorso [...] è noto, è stato sempre un dato [...] di Giudici, in lui si fa sempre [...] dentro occasionali combinazioni, svolgendo il suo scatto [...] linguistiche più varie ed [...] da un vario confron-to [...] dati, in tutta una gamma che va [...] comunicazione quotidiana alle forme più preziose della [...]. A piedi in Cina Gran [...] atti linguistici che si assiepano intorno a [...] per il loro stesso carico eccessivo, ar-rivano [...] in modo inde-terminato, alcuni di essi vengono [...] nostro spazio mentale, si depositano e dispongono [...] gerarchia nelle nostre menti, di-ventano parte della [...] a [...] e ad operare nel [...] esistenze e dei nostri rapporti, ma la [...] legata alle effimere e ridotte occasioni delle [...]. Giudici è tra i pochi [...] a me sembra, nella attuale poesia italia-na) a far [...] che il linguaggio ascolta-to, i frammenti delle parole che [...] sente [...] intorno a sé, trovino una [...] singolare vitalità proprio grazie [...] con cui il poeta se [...] appropria, li rende parte della pro-pria [...]. Per questo la [...] poesia oscilla in modo [...] oscurità e chiarez-za, tra momenti in cui [...] per imprevedibili illuminazioni [...] al di fuori di [...] e articolata [...] e momenti di più [...] situazioni ed esperienze concrete e riconoscibili: tra [...] rugginosa e opaca «fortez-za» (che può far [...] Montale) e tenero abbandono co-municativo, esplicita e [...] sé (che può far pen-sare al «polo» Saba). Questa oscillazione è particolar-mente [...] Empie stelle, in cui questa autobiografia attraverso [...] del linguaggio si rivolge [...] indietro, in una protesta insieme accorata e [...] «empie stelle», in [...] verso quanto nello svol-gersi [...] perduto e consumato (in [...] per-sonale, ma essa è [...] culturale, storica, politica, di cui, dopo i [...] fine di secolo, lo sguar-do indietro rivela [...] più netto e definitivo il carattere delusivo). In un gioco di [...] scatti linguistici messi in moto dal-le suggestioni [...] vita e [...] che [...] ha alle spalle si [...] segno della sfasatura, del confronto con una [...] hanno subìto [...] e che è facile [...] perdita della madre, che Giudici ha subito [...]. Il segno del pianto E [...] poesie possono andare verso le direzioni più [...] talvolta anche verso momenti di grazia gioiosa, [...] si inscrive sotto il se-gno del pianto; [...] stesso di mostrare che [...] è esaurita, di indicare la [...] in-sufficienza e inutilità, come [...] epitafio iniziale che prende spunto da un [...] Garcia Lorca e che viene ripetuto anche alla [...] ma nel dialetto delle Grazie (il luogo [...] «Ti ho già detto tutto -/ Ora [...] / Questa voglia di piangere / La [...] sempre asciutto». Il libro si articola [...] la prima delle quali reca come titolo [...] Creùsa, e cioè della mo-glie che nella [...] Troia Enea lascia dietro di sé e [...] invano: dal ri-chiamo [...] si svolge una in-vocazione [...] e sottratte, verso affetti arretrati in-dietro [...]. Naturalmente la vera Creùsa [...] la madre tanto presto scomparsa, che sem-bra [...] al figlio che la cerca, ora che [...] al limite della propria esistenza, che vede [...] io sfiorare la condizione del «dopo» e [...] immaginare la figura di questa [...] da un altro tempo, [...] senso di [...] su cui si è [...] stessa per-sona, la [...] stessa poesia. Si crea un circuito [...] condizione del poeta e [...] as-sente della madre, che [...] sfasatura tra i tempi e tra la [...] vol-ti e dei corpi; il figlio vecchio [...] un dialogo con una figura materna che [...] viene a lui, giovane in altro tempo, [...] del-la morte, e che egli può pensare [...] giovane, rispetto al vecchio che egli è [...]. Davvero belle sono [...] le poesie in cui [...] piano questa sfasatura tra i tempi, questo [...] indietro, con [...] dei punti di vista [...] che guarda al pas-sato e della madre [...] guar-da in [...] verso questo presente che [...] futuro e che sembra a [...] volta svanire in una [...] in Diversa, ad esempio). Sguardo indietro Tra le [...] libro, le Addi-zioni a Creùsa aggiungono qualche [...] sfasatura e di sguar-do indietro (in [...] anche verso il crollo [...] comu-nismo); le poesie comprese in De fide [...] della fede religiosa, delle contraddizioni che sono [...] ogni fede; nella sezione La vita imperfetta [...] frammenti di realtà ester-na, con alcuni testi [...] intense immagini di un io che indugia [...] stesso, che ritorna sulla propria «orfanità». La poesia che dà [...] questa sezione, La vita imperfetta, è come [...] a tutta la pro-pria esistenza, alle possibilità [...] non vissute: quasi ne-gazione dolce della propria [...] qualcosa di «altro» che non è mai [...] («Inerme nostro avvento umano/ Essere chi non [...] Essere un tempo che non siamo/ Noi nel [...] Dal giusto asi-lo segregati/ Essere il dove non [...]. Con questo libro inscritto [...] di un pianto «asciutto», Giu-dici dà voce [...] sfasatura, alla non conciliazione che ogni vero [...] propria esperienza e nella propria poesia; egli [...] da cui ha saputo trarre e continua [...] di intensa vitalità, ma che ha visto [...] «altrove», configurarsi sempre in modo «altro» rispetto [...] mossa. Da que-sto punto di [...] poesia del libro, Poesia [...] ricordo postumo del cri-tico [...] Ferrata e di tutta [...] che Giudici ha fre-quentato, e insieme ricordo [...] è andato perduto nella vita e nella [...] le parole che non sono riuscite a [...] avrebbero voluto. È anche la constatazione [...] ogni poesia di fronte a quanto vor-rebbe [...] una ripre-sa [...] latina (da Ovidio) che Manzoni [...] Natale del 1833, lacerante poesia sulla morte [...] Enrichetta rimasta in-compiuta. Forse ogni poesia è in [...] al posto di [...] ogni poesia resta incompiuta di [...] al perdersi [...] ama-to, ogni testo giunge al [...] solo perchè [...]. E, rivisitan-do la propria [...] Giudici continua a porre do-mande essenziali su questa [...] la poesia e la letteratura ritrovano il [...] la loro urgenza, sotto le «empie stelle» [...]. /// [...] /// E, rivisitan-do la propria [...] Giudici continua a porre do-mande essenziali su questa [...] la poesia e la letteratura ritrovano il [...] la loro urgenza, sotto le «empie stelle» [...]. (0) (0) ![]()
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