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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1819692264.

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[...] è promosso da «Immaginare [...] (rete tematica del Programma Socrates [...] Europea), in collaborazione con [...] alle politiche culturali e il Sistema biblioteche centri culturali del Comune di Roma. Oggi interverranno Luciana Castellina, Pierre [...] Roberto Esposito, Maria Ida Gaeta, Gerardo Marotta. A partire da domani [...] articoleranno in due laboratori, su «Cultura della [...] e su «Immigrazione e [...]. Interverranno Giorgio Baratta, Tullio De Mauro, Luigi Di [...] Ali Baba [...] Gallini, Paolo [...] Alfonso Iacono, Enrico Pugliese, Alba Sasso, [...] Ursula [...]. Antonio [...] Tutti a bordo Possiamo [...] di domani in molti modi diversi. [...] innanzitutto la strada monetari-sta, [...] in auge, che sembra portare a uno [...] cui poco spazio hanno soli-darietà e politiche [...]. Ci sono [...] episodi [...] chiusura verso gli stranieri (gli albanesi in Italia, [...] in Germania. Ci sono gli interro-gativi [...] essere gli spazi nazionali da salvaguardare [...] dei processi di unifica-zione [...]. E i localismi esasperati, [...] e sugli elettori «terroni». Su quali basi costruire [...] Europa, di fronte a questi inquie-tanti fenomeni che [...] fine secolo? Su questi temi una delle [...] (che non a caso introdurrà il convegno [...] «Immaginare [...] una nuova cittadinan-za») è [...] Etienne [...] fi-losofo francese già allievo [...] studioso di Spinoza, Marx [...] Gramsci, [...] anche da anni in una riflessione su Razza [...] e su Le frontiere della democrazia, per [...] suoi libri più interessanti. È uscita lo scorso [...] Italia la seconda edizione rivedu-ta di «Razza [...]. Le [...] scritto alla fine degli anni [...] con Immanuel [...]. Cosa è cambiato da [...] Anche [...] ed io abbiamo inco-minciato [...] sul raz-zismo, [...] il nazionalismo e i [...] perché vole-vamo porre questi problemi in una [...]. [...] avevo molto da imparare [...] di [...] si fonda sulla te-si [...] capitalismo storico è inseparabile dalle forme successi-ve [...]. [...] mettendo insieme Marx, [...]. Ma ciò significa anche che [...] relativizzare quella che oggi si chiama [...] è sempre stato mondiale, anche [...] i processi di produ-zione e scambio erano lontani [...] completa. Inoltre [...] si po-ne agli antipodi [...] econo-micismo oggi dilagante, in quanto mostra che [...] non sono comprensibili al di fuori del [...] Stati che a tale [...]. Come si [...] particolarità nazionale nel qua-dro [...] «Da parte mia, ho [...] questa problematica concet-tualizzando la [...] sia come formazione ideologica [...] anche le condizioni della [...] riproduzione o della [...] crisi e descrivendo lo [...] razzismo come uno spazio unico e differenziato [...] di [...] interna su scala [...] dopo la fine della [...] grandi [...]. Quali sono le novità [...] proposito si registrano negli [...] «Il posto che in [...] i fenomeni della [...] massa (ivi compresi lo [...] popolazioni) e gli effetti che producono. E anche [...] (un processo di lunghissi-ma durata [...] sbocco prevedibi-le) con i [...] episodi di crisi delle [...]. Lei parla di un nuovo [...] di razzismo, un [...]. È possibile un razzi-smo che [...] ameno del [...] o [...] del concetto di razza. Ma è sempre stato [...] di [...] prodotta in origine dalla [...] immaginario ge-nealogico su relazioni di differen-za etnica, [...] sui rapporti di dominio che van-no dalla [...] delle minoranze nazionali, non ha mai avuto [...] stabilità. Anche se può estendersi [...] storia della modernità, questa nozione continua a [...] trasformazioni delle formazioni sociali e dei sim-boli [...]. Come si spiega [...] di in-tolleranza e tensioni razziali [...] razziali stiano aumentando. Certo non diminuiscono, men che [...] scompaiono. E già ciò è sufficiente [...] invalidare una certa rappresen-tazione progressiva della storia. È proprio il fatto [...] tensioni razziali si spostino, sia so-cialmente che [...] subito visibili lì dove si era finito [...] loro esistenza». Lei dà grande importanza [...] cittadinanza. Ha an-che scritto, [...] che gli [...] potrebbero divenire i cittadini [...]. Occorre uscire da un [...] assi-stenzialistico verso gli immigrati, per prendere esempio [...] e cominciare con essi a [...] la politica». Che valore si può [...] «È [...] europea senza eliminare i [...] un apartheid euro-peo, che farebbe dello spazio [...] modello di realizzazione delle libertà pubbli-che, ma [...] segregazio-ne e una fortezza assediata? È possibile [...] il suo posto nel mondo senza farne [...] tutti i gruppi stori-ci che si trovano [...] suo suolo, contribuendo così, spesso proprio in [...] differenze, alla [...] produttività economica e culturale? È [...] una [...] o [...] senza rico-noscere i diritti [...] de-gli immigrati, che costituiscono non solo una [...] collettiva, ma uno dei [...] di cui si servono le strategie capitali-stiche [...] i corporativismi [...] contro [...] E, infine, ma non [...] possibile lottare con-tro i nazionalismi e i [...] paese e a livello euro-peo senza delineare [...] oltre le frontiere, in particolare solidarietà con [...] i [...] Senza democratizzare le frontiere [...] Dunque [...] no-zione di cittadinanza è per me ef-fettivamente [...] costituisce una risposta ai nostri interrogativi politici: [...] problema che dobbiamo af-frontare con soluzioni nuove [...] e nella teo-ria, per far vivere la [...] inedite». Guido Liguori [...] delle frontiere na-zionali è [...] più direttamente percepibile della globalizzazione [...] dunque, la [...] analisi consente di comprendere e [...] il processo complessivo. Questo indebolimento si verifica in [...] diversa nelle di-verse aree del mondo (tra Nord e Sud, [...] umane (dalla produzione materiale al [...] dalla produzione [...]. Si possono elaborare modelli [...] questo fenome-no complesso, e delineare scenari. Ed è questo certamente [...] di grande interesse ed im-portanza. Sul piano empirico, ci [...] dal punto di vista [...] che, pur consapevole di [...] questo processo e quindi da esso condizionato, [...]. Attualmente, [...] delle frontiere si verifica soprattutto, [...] se non solo, [...] di grandi aree omogenee, quali [...] esempio, per noi europei, quella [...] Europea. Da circa [...] questo indebolimento si è [...] crescente, anche se in modo diseguale per [...] e funzioni degli stati membri [...] coinvolti (dai 6 iniziali [...] oggi). Sarebbe molto interessante analizzare [...] rapporto ai problemi teorici che si pongono [...] modelli interpretativi del processo, per [...] ed [...]. Non [...] dubbio che [...] delle frontiere si è verificato [...] e soprattutto nel settore economico. [...] è stata perseguita la [...] spazio comune, rendendo sempre più permeabili le [...] movimento di merci, capitali, servizi, persone. E at-tualmente si tende [...] strutturare il mercato comune attra-verso la moneta [...] infrastrut-ture [...] di trasporti e co-municazioni. In una misura largamente inferio-re, [...] si è verificato per [...] per la formazione, per la [...]. [...] una spiegazione significa adottare [...] che -allo stato delle cose [...]. Pos-siamo [...] a constatare che gli stati [...] che hanno una storia -più o meno lunga, ma [...] non breve -di [...] hanno ritenuto di difendere la [...] identità nazionale sul piano [...]. Anche in questa fase [...] della moneta unica, viene [...] trasferimento di sovranità e incomincia anche a [...] di una politica este-ra comune, non è [...] la costruzione di uno spazio co-mune per [...]. E [...] domanda: si arriverà ad uno [...] Personalmente, penso che agisca-no in [...] direzione fattori poten-ti, generati [...] delle nuove tec-nologie. Nella fase di evoluzione [...] sistema produttivo, [...] che le generano: istruzione, [...] decisive. Co-stituiscono il capitale immateriale [...]. Di [...] la necessità di partecipare [...] di questo capitale, [...] della [...] composizione, alla [...] utilizza-zione e distribuzione. E ciò richiede una politica [...] e a dimensione adeguata nel contesto della mondia-lizzazione, e [...] non più nazio-nale. Questa è una spinta oggettiva [...] costruire uno spazio comune euro-peo. [...] frontiere nazionali e si [...] e i programmi [...] che si sono andati [...] in modo per altro dise-guale tra ricerca [...] scienze naturali e scienze umane. Su questa diseguaglianza, ha [...] importante per la ri-cerca la frontiera, interna [...] umanistica. Per la prima, che [...] ha un rapporto più diretto con il [...] dunque con [...] è andata crescendo negli [...] attraverso istituzioni [...] sia attraverso azioni comunitarie. Di misura nettamente minore, [...] marginale, è stato ed è il sostegno [...] settore umanistico: qualche penetrazione nel programma comunitario [...] ricercatori, il program-ma socioeconomico introdotto per la [...] con difficoltà) nel quarto [...] qualche iniziativa della [...]. [...] e nella formazione professionale, la [...] euro-pea è relativamente recente, e a un [...] cui si è giunti nella [...]. In effetti, la parola [...] per la prima volta nel trattato di Maa-stricht [...] anni fa. I programmi comunitari, iniziati a [...] per favorire la mobilità degli [...]. [...] e in particolare la scuola [...] un altro noccio-lo duro [...] nazionale. Esse hanno per obiettivo [...] personalità, della capacità critica, del sentimento di [...]. Penso che la prima [...] frontiere nazionali sia stata aperta con il [...] Socrates, [...] destinata ai più di [...] studenti delle scuole pri-marie e secondarie dei [...] con [...] di far cresce-re il [...] euro-pea. Fin [...] della situazione. A [...] conviene, con un passo [...] La mia risposta è po-sitiva non solo [...] che ha in sé, sul piano generale, [...] frontiera nella cultura e rispetto allo sviluppo [...] ma anche perché si possa, attraverso la [...] peso delle interazioni tra economia e cultura, [...] di integrazione, e impedire che esso sia [...]. [...] Apriamo le frontiere con la [...] non solo con [...] ANTONIO RUBERTI [...] «Impariamo dagli immigrati a far [...] in modo nuovo» [...] 1. ///
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[...] Apriamo le frontiere con la [...] non solo con [...] ANTONIO RUBERTI [...] «Impariamo dagli immigrati a far [...] in modo nuovo» [...] 1.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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