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[...] è promosso da «Immaginare [...] (rete tematica del Programma Socrates [...] Europea), in collaborazione con [...] alle politiche culturali e il Sistema biblioteche centri culturali del Comune di Roma. Oggi interverranno Luciana Castellina, Pierre [...] Roberto Esposito, Maria Ida Gaeta, Gerardo Marotta. A partire da domani [...] articoleranno in due laboratori, su «Cultura della [...] e su «Immigrazione e [...]. Interverranno Giorgio Baratta, Tullio De Mauro, Luigi Di [...] Ali Baba [...] Gallini, Paolo [...] Alfonso Iacono, Enrico Pugliese, Alba Sasso, [...] Ursula [...]. Antonio [...] Tutti a bordo Possiamo [...] di domani in molti modi diversi. [...] innanzitutto la strada monetari-sta, [...] in auge, che sembra portare a uno [...] cui poco spazio hanno soli-darietà e politiche [...]. Ci sono [...] episodi [...] chiusura verso gli stranieri (gli albanesi in Italia, [...] in Germania. Ci sono gli interro-gativi [...] essere gli spazi nazionali da salvaguardare [...] dei processi di unifica-zione [...]. E i localismi esasperati, [...] e sugli elettori «terroni». Su quali basi costruire [...] Europa, di fronte a questi inquie-tanti fenomeni che [...] fine secolo? Su questi temi una delle [...] (che non a caso introdurrà il convegno [...] «Immaginare [...] una nuova cittadinan-za») è [...] Etienne [...] fi-losofo francese già allievo [...] studioso di Spinoza, Marx [...] Gramsci, [...] anche da anni in una riflessione su Razza [...] e su Le frontiere della democrazia, per [...] suoi libri più interessanti. È uscita lo scorso [...] Italia la seconda edizione rivedu-ta di «Razza [...]. Le [...] scritto alla fine degli anni [...] con Immanuel [...]. Cosa è cambiato da [...] Anche [...] ed io abbiamo inco-minciato [...] sul raz-zismo, [...] il nazionalismo e i [...] perché vole-vamo porre questi problemi in una [...]. [...] avevo molto da imparare [...] di [...] si fonda sulla te-si [...] capitalismo storico è inseparabile dalle forme successi-ve [...]. [...] mettendo insieme Marx, [...]. Ma ciò significa anche che [...] relativizzare quella che oggi si chiama [...] è sempre stato mondiale, anche [...] i processi di produ-zione e scambio erano lontani [...] completa. Inoltre [...] si po-ne agli antipodi [...] econo-micismo oggi dilagante, in quanto mostra che [...] non sono comprensibili al di fuori del [...] Stati che a tale [...]. Come si [...] particolarità nazionale nel qua-dro [...] «Da parte mia, ho [...] questa problematica concet-tualizzando la [...] sia come formazione ideologica [...] anche le condizioni della [...] riproduzione o della [...] crisi e descrivendo lo [...] razzismo come uno spazio unico e differenziato [...] di [...] interna su scala [...] dopo la fine della [...] grandi [...]. Quali sono le novità [...] proposito si registrano negli [...] «Il posto che in [...] i fenomeni della [...] massa (ivi compresi lo [...] popolazioni) e gli effetti che producono. E anche [...] (un processo di lunghissi-ma durata [...] sbocco prevedibi-le) con i [...] episodi di crisi delle [...]. Lei parla di un nuovo [...] di razzismo, un [...]. È possibile un razzi-smo che [...] ameno del [...] o [...] del concetto di razza. Ma è sempre stato [...] di [...] prodotta in origine dalla [...] immaginario ge-nealogico su relazioni di differen-za etnica, [...] sui rapporti di dominio che van-no dalla [...] delle minoranze nazionali, non ha mai avuto [...] stabilità. Anche se può estendersi [...] storia della modernità, questa nozione continua a [...] trasformazioni delle formazioni sociali e dei sim-boli [...]. Come si spiega [...] di in-tolleranza e tensioni razziali [...] razziali stiano aumentando. Certo non diminuiscono, men che [...] scompaiono. E già ciò è sufficiente [...] invalidare una certa rappresen-tazione progressiva della storia. È proprio il fatto [...] tensioni razziali si spostino, sia so-cialmente che [...] subito visibili lì dove si era finito [...] loro esistenza». Lei dà grande importanza [...] cittadinanza. Ha an-che scritto, [...] che gli [...] potrebbero divenire i cittadini [...]. Occorre uscire da un [...] assi-stenzialistico verso gli immigrati, per prendere esempio [...] e cominciare con essi a [...] la politica». Che valore si può [...] «È [...] europea senza eliminare i [...] un apartheid euro-peo, che farebbe dello spazio [...] modello di realizzazione delle libertà pubbli-che, ma [...] segregazio-ne e una fortezza assediata? È possibile [...] il suo posto nel mondo senza farne [...] tutti i gruppi stori-ci che si trovano [...] suo suolo, contribuendo così, spesso proprio in [...] differenze, alla [...] produttività economica e culturale? È [...] una [...] o [...] senza rico-noscere i diritti [...] de-gli immigrati, che costituiscono non solo una [...] collettiva, ma uno dei [...] di cui si servono le strategie capitali-stiche [...] i corporativismi [...] contro [...] E, infine, ma non [...] possibile lottare con-tro i nazionalismi e i [...] paese e a livello euro-peo senza delineare [...] oltre le frontiere, in particolare solidarietà con [...] i [...] Senza democratizzare le frontiere [...] Dunque [...] no-zione di cittadinanza è per me ef-fettivamente [...] costituisce una risposta ai nostri interrogativi politici: [...] problema che dobbiamo af-frontare con soluzioni nuove [...] e nella teo-ria, per far vivere la [...] inedite». Guido Liguori [...] delle frontiere na-zionali è [...] più direttamente percepibile della globalizzazione [...] dunque, la [...] analisi consente di comprendere e [...] il processo complessivo. Questo indebolimento si verifica in [...] diversa nelle di-verse aree del mondo (tra Nord e Sud, [...] umane (dalla produzione materiale al [...] dalla produzione [...]. Si possono elaborare modelli [...] questo fenome-no complesso, e delineare scenari. Ed è questo certamente [...] di grande interesse ed im-portanza. Sul piano empirico, ci [...] dal punto di vista [...] che, pur consapevole di [...] questo processo e quindi da esso condizionato, [...]. Attualmente, [...] delle frontiere si verifica soprattutto, [...] se non solo, [...] di grandi aree omogenee, quali [...] esempio, per noi europei, quella [...] Europea. Da circa [...] questo indebolimento si è [...] crescente, anche se in modo diseguale per [...] e funzioni degli stati membri [...] coinvolti (dai 6 iniziali [...] oggi). Sarebbe molto interessante analizzare [...] rapporto ai problemi teorici che si pongono [...] modelli interpretativi del processo, per [...] ed [...]. Non [...] dubbio che [...] delle frontiere si è verificato [...] e soprattutto nel settore economico. [...] è stata perseguita la [...] spazio comune, rendendo sempre più permeabili le [...] movimento di merci, capitali, servizi, persone. E at-tualmente si tende [...] strutturare il mercato comune attra-verso la moneta [...] infrastrut-ture [...] di trasporti e co-municazioni. In una misura largamente inferio-re, [...] si è verificato per [...] per la formazione, per la [...]. [...] una spiegazione significa adottare [...] che -allo stato delle cose [...]. Pos-siamo [...] a constatare che gli stati [...] che hanno una storia -più o meno lunga, ma [...] non breve -di [...] hanno ritenuto di difendere la [...] identità nazionale sul piano [...]. Anche in questa fase [...] della moneta unica, viene [...] trasferimento di sovranità e incomincia anche a [...] di una politica este-ra comune, non è [...] la costruzione di uno spazio co-mune per [...]. E [...] domanda: si arriverà ad uno [...] Personalmente, penso che agisca-no in [...] direzione fattori poten-ti, generati [...] delle nuove tec-nologie. Nella fase di evoluzione [...] sistema produttivo, [...] che le generano: istruzione, [...] decisive. Co-stituiscono il capitale immateriale [...]. Di [...] la necessità di partecipare [...] di questo capitale, [...] della [...] composizione, alla [...] utilizza-zione e distribuzione. E ciò richiede una politica [...] e a dimensione adeguata nel contesto della mondia-lizzazione, e [...] non più nazio-nale. Questa è una spinta oggettiva [...] costruire uno spazio comune euro-peo. [...] frontiere nazionali e si [...] e i programmi [...] che si sono andati [...] in modo per altro dise-guale tra ricerca [...] scienze naturali e scienze umane. Su questa diseguaglianza, ha [...] importante per la ri-cerca la frontiera, interna [...] umanistica. Per la prima, che [...] ha un rapporto più diretto con il [...] dunque con [...] è andata crescendo negli [...] attraverso istituzioni [...] sia attraverso azioni comunitarie. Di misura nettamente minore, [...] marginale, è stato ed è il sostegno [...] settore umanistico: qualche penetrazione nel programma comunitario [...] ricercatori, il program-ma socioeconomico introdotto per la [...] con difficoltà) nel quarto [...] qualche iniziativa della [...]. [...] e nella formazione professionale, la [...] euro-pea è relativamente recente, e a un [...] cui si è giunti nella [...]. In effetti, la parola [...] per la prima volta nel trattato di Maa-stricht [...] anni fa. I programmi comunitari, iniziati a [...] per favorire la mobilità degli [...]. [...] e in particolare la scuola [...] un altro noccio-lo duro [...] nazionale. Esse hanno per obiettivo [...] personalità, della capacità critica, del sentimento di [...]. Penso che la prima [...] frontiere nazionali sia stata aperta con il [...] Socrates, [...] destinata ai più di [...] studenti delle scuole pri-marie e secondarie dei [...] con [...] di far cresce-re il [...] euro-pea. Fin [...] della situazione. A [...] conviene, con un passo [...] La mia risposta è po-sitiva non solo [...] che ha in sé, sul piano generale, [...] frontiera nella cultura e rispetto allo sviluppo [...] ma anche perché si possa, attraverso la [...] peso delle interazioni tra economia e cultura, [...] di integrazione, e impedire che esso sia [...]. [...] Apriamo le frontiere con la [...] non solo con [...] ANTONIO RUBERTI [...] «Impariamo dagli immigrati a far [...] in modo nuovo» [...] 1. /// [...] /// [...] Apriamo le frontiere con la [...] non solo con [...] ANTONIO RUBERTI [...] «Impariamo dagli immigrati a far [...] in modo nuovo» [...] 1. (0) (0) ![]()
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