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Non so se questa affer-mazione [...] per una teoria del romanzo. Stendhal, ad esempio, che [...] di Camus, co-me romanziere almeno, la vede-va [...] «Un romanzo è lo specchio che uno porta [...]. Ora riflette [...] dei cieli, ora il fango [...] panta-ni». Eugenio Scalfari, che è il [...] giornalista che tutti co-nosciamo, mi pare abbia scelto di [...] per immagini» e per questo abbia affidato a una [...] romanzesca lo sviluppo dei suoi pensieri, [...] forse alla sistematicità, ma regalando-si [...] il dinamismo della ricerca, [...] delle conclusioni, la ricchezza delle [...]. Così a [...] anni ha scritto il [...] che troverete in libre-ria da domani e [...] Il labirinto (Rizzoli). E [...] torna [...] de Il rosso e [...] «labirinto» -la paro-la e il testo -è [...] senza opacità, anzi ben illuminato che riflette [...] i mondi, addirittura, che lo scrittore vuo-le [...]. Perché di due mon-di [...] reale, quotidiano, statico, regolato e quello della [...] e però magari traditrice, il mondo [...] della vana illusione che [...] un botto clamoroso. Intanto [...] nel primo mon-do, vivono i Gualdo, Andrea, il giovane, nipote di Stefano, il padrone di [...] e Cortese, il patriarca ottantenne, con gli altri parenti, [...] fa-miglia imponente, [...] persone, una specie di [...] sofferente di fronte alla moderni-tà [...] alle sue doman-de, incline a chiu-dersi su se stessa, [...] e a [...] intorno ai propri destini senza [...] «Non collo-quiavano soltanto con la propria psiche, ma viaggiavano [...] lo sguardo e con le capacità percet-tive anche dentro [...] proprio uni-verso corporale [...] gli organi e [...] natura. Vivono ai tempi del Giappone [...] con la Rus-sia, in una casa, in [...] è di per sé [...] il labi-rinto dove stanze, [...] si incrociano come in un disegno di [...]. Capita che Andrea voglia [...] e provi ad eva-dere in una sorta [...] fu-turo, in un «paese della vita ve-loce», [...] Huxley, senza la satira e il disgusto [...] Huxley, ma opprimente quanto il resto, come [...] metafora del viaggio si volesse spiegare che [...] per noi. Da una parte e [...] del mondo. Lo sguardo è cupo, [...] fino a un certo punto, nichilista. Il mondo di ieri ci [...] il moderno tec-nologico è altrettanto funesto: annulla [...] la [...] perso-nalità, la memoria. Nel nuovo paese le [...] i palazzi sembrano inespugnabili. Si guarda e pare di [...] di Fritz Lang e di [...] e della [...] verticalità. An-che tra quegli uomini, [...] solitari associati» in una città senza storia («La [...] un racconto del passato di assai dubbia [...] passa-to non ha alcun interesse in una [...] il futu-ro»), vi è chi rivendica il [...] di Cristina, parente di Andrea, [...] tran-sfuga [...] mondo). I cospi-ratori si ritrovano [...] incostanti». Un attentato [...] del nostro futuro?) spez-zerà [...] oppressivo. Che restituisce [...] della normalità. Il narratore risponde a Eliot [...] Ter-ra desolata: «Il sistema degli scambi faticosamente si [...]. La felicità tornò a essere [...] parola usata. I due mondi si [...]. Con asprezza ne viene [...] risanatrice) dei nostri tempi [...] vita veloce», che sa di capitali-smo senza [...] selvaggio. Ma neppure il «passa-to» [...] labirinto di famiglia, senza uscite, si salva. Le norme vacillano, le [...] ragione sono deboli. La verità è incomprensibile. Co-me scrive Nietzsche «che [...] maggior valore [...] non è nulla più [...] morale. O come dice Stefano [...] la coesi-stenza di tante verità. Le carte della vita [...] al «caso», rappresentato dalla com-pagnia dei lunatici, [...] parte dei disturbatori, degli anticonformisti, degli apocalitti-ci [...]. Così fragili [...] che nel labirinto smarri-ranno [...] la vocazione e si lasceranno irretire, al [...] Stefano sceglierà uno di loro a capo della [...]. Ovviamente, malgrado le pru-denze [...] Scalfari [...] dice di [...] a disagio di fronte [...] la narrazione roman-zesca pretende, alla mobilità del [...] dei ge-sti, eccetera eccetera) altre figure e [...] pagine. Ad esempio il Matto, lo [...] della vita che nella [...] sembra essere il più sanamente [...]. [...] Scalfari sco-pre i turbamenti [...] lui, personaggio ai mar-gini, lo stupido senza [...] del cervello gli si era bloccato assai [...] riabilita grazie [...] di un sentimento: [...] del pa-dre gli ridà [...] parola al-meno alcuni borbottii che prelu-dono alla [...]. Scalfari, da romanziere consu-mato [...] conceda), la-scia aperte le porte [...] come appunto dovrebbe capita-re [...]. Non tutto fi-la geometrico. Qualche cosa di tanto [...] i mecca-nismi, fa sussultare le storie oltre [...] ragione e crea [...]. Il granello di sabbia [...] degli umani, che non è coercibile secondo [...] razionalità. Improvvisa-mente tutto salta. Il granello di sabbia [...] gusto senile di abbandonarsi alle onde della [...] magari per [...] più in là. [...] è davanti a noi [...] che è in noi, a disposi-zione per [...] stu-diare. Più che un romanzo [...] citazione in epigrafe di Diderot dal Sogno [...] Il labirinto, che si apre con un sogno [...] legge come un romanzo colto sulle psicologie [...] alla Bernhard). I riferi-menti dichiarati o [...] Nietzsche (ha confessa-to Scalfari che [...] del roman-zo nasce appunto [...] lettura del filosofo tedesco e dal-la rinuncia [...] Goethe, Villon, Proust, Shakespeare, Ja-spers, [...] Thomas Mann, S. /// [...] /// Ma in onore del [...] Scalfari [...] dovrebbe di-menticare tutto questo, persino dimenticare il [...] gior-nalista, le sue inchieste [...] del boom economico (Rapporto [...] Italia, Il caso Mattei, Razza padrona), i [...] (La sera andava-mo in via Veneto), i [...] (Incontro con Io, Alla ricer-ca della morale [...]. Ma è dif-ficile, perchè [...] di quella forza polemica e morale che [...] traspa-re [...] e giustamente, nelle pagi-ne [...] vivono di immagini ma anche di una [...] mora-lità. La pedagogia, politica e [...] cosa. [...] conta il tessuto della narrazione, [...] non è piat-ta illustrazione di un pensiero politico, ma [...] se mai continuo ribaltamento [...] della ri-cerca. Che si avverta [...] è il tono del [...] la musica del romanzo (come Beethoven con [...] Sonata [...] e Brahms, che i [...] frequente, alla ricerca di un altro linguaggio [...] della scrittura, pa-cata ma indagatrice. È facile leg-gere Il labirinto [...] percorsi dei nostri quotidiani labirinti. Scal-fari vuole raccontare il [...] «nostro mondo», come tra i Gualdo e [...] vita veloce, i conflitti si ripropongo-no infiniti. Il conflitto è la [...]. E verrebbe anche facile, proprio [...] virtù di [...] sovrapporsi di figure, chie-dere una [...] e forse una soluzione. Ma non sarebbe giu-sto, [...] le figure. Persino Marx e Engels, [...] le tante colpe è stata at-tribuita anche [...] al firmamento del materialismo [...] il poeta non ha [...] di offrire al lettore [...] il futuro del conflitto che de-scrive. [...] un indizio, [...] che lascia pensare a un [...] necessario alla rigenera-zione. È una debole traccia nella [...] delle menti. Oppure la morte: di Andrea, [...] di Cortese, quella che è un lento [...] Stefano. Oppure ancora il disordine, [...] ogni individuo la spe-ranza di scegliere. Oreste Pivetta Il romanzo [...] Eugenio E il giornalista scelse di pensare per immagini Pronto [...] il restauro del capolavoro [...] Leonardo [...] Vinci ma restano le polemiche [...] cena» non si vede, [...] Uno studioso propone: pensiamo ad una ricostruzione «creativa» [...] tecnici e artisti da sistemare in periferia FIRENZE. Davanti [...] ce-na» dipinta da Leonardo da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, [...] filtra dal [...] moto di meraviglia scatta una [...] di nostalgia. Nostalgia per una sce-nografia frammentata [...] forse è [...] e del quale oggi conserviamo [...] pittura lacerata. [...] i suoi discepoli anticipando [...] Giuda gli apostoli reagi-scono ognuno a modo [...] distribuiti piatti e pani, [...] e il gioco di luci de-vono rendere [...] più drammatico. Ma Leonar-do, sperimentatore incallito, [...] cura ai fenomeni [...] e [...] (le parole di Gesù [...] non volle usare la tecnica consolidata della [...] lui volle dipinge-re (e con i suoi [...]. [...] quanto sconfor-tanti di fronte [...] del tem-po. Leonardo era ancora vivo e [...] di ben quattro metri e sessanta per quasi nove, [...] colore. Da allora, nei secoli, [...] incessante e defatigante tentati-vo di [...] inseguendo [...] irrecuperabile attraverso re-stauri e [...] az-zeccati. [...] restauro, spezzato da molte [...] corso da oltre quindici anni. Doveva richiedere pochi anni, poi [...] terminare [...] scorso (era già pronto un [...] celebrativo, poi [...] del [...]. Così prevedono il diretto-re [...] Pietro [...] il condirettore Pietro C. /// [...] /// Dunque il Cenacolo, [...] ha perso troppi fram-menti. E ne [...] alle spalle di Gesù [...] le luci e le ombre, i dettagli. Se [...] non si può recuperare, [...] parziali [...] per mano dei tre [...] Brambilla? «È un problema che non si [...] Marani, studioso con numerose pubblicazioni [...] su Leonar-do -Noi non [...] ricostruiamo la superficie pitto-rica. Le integrazioni che facciamo [...] ridipinture, sono integrazioni smorzate, neutre, ad acquerello. /// [...] /// Il discorso non lascia [...] e [...] Brambilla insiste sulla [...] non originali, dove non [...] niente, abbiamo applicato e ap-plichiamo tinte neutre. Né abbia-mo certo rimosso [...] Settecento come le tende, perché sotto non [...]. E nelle zone morte [...] di colore applichiamo [...] acquerelli leggeri, applichiamo to-nalità [...]. Da vicino si vede [...] si tratta, si afferra il sen-so [...]. Viceversa da lontano, assicura, [...] si ricongiunge. Invece ipotizzare ri-facimenti parziali [...] meno che [...]. /// [...] /// E dei lacerti non può [...] rico-struire una parziale memoria. Con un lavoro lungo [...] «È uno dei restauri più difficili -ammette [...] Brambilla -Non è un [...] può fare per otto ore al giorno: [...] di [...]. Neppure Alessandro Vezzosi, stu-dioso di [...] sul Cenacolo oggi è quanto [...] impensabile, [...] non va toccato se non [...] indispensabile per [...]. [...] una proposta provocatoria: «Una reintegrazione [...] per ragio-ni conservative ben venga, se è ne-cessaria. Altrimenti prendiamo [...] cena per quello che è: [...] reliquia, un feticcio come lo è di-ventata la Gioconda. E allora, se ne abbiamo [...] il senso [...] solo con [...] finale, si potrebbe pensare a [...] ricostruzione in scala uno a uno, virtuale. Esistono inci-sioni che lo [...]. Ma pense-rei a una ricostruzione [...] con studiosi, tecnici, e anche artisti. Per ricreare anche [...] del luogo, [...]. Magari si potrebbe lanciare [...] idee». Il difficile sarebbe il [...]. Certo non nel cenacolo [...]. Dove [...] Stefano Miliani [...] 3. /// [...] /// Dove [...] Stefano Miliani [...] 3. (0) (0) ![]()
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