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Inizia così, attraverso un [...] proietta il lettore senza troppi preamboli dritto [...] giallo, quello che è forse il più [...] Jack Ritchie, «A new [...] (Una nuova foglia), da [...] il popolarissimo film «È ricca, la sposo [...]. Un genere di giallo [...] accenni di horror (proprio come piaceva a Alfred Hitchcock, [...] propose Ritchie in tutte le sue antologie), [...] noir, giusto per non far calare la [...] una buona dose di humour mai disgiunta [...] e soprattutto ad alta [...] catturato grazie ad una scrittura lieve, agile, [...] dal finale imprevedibile. Puntualmente infatti, sul filo [...] ogni racconto, si rimane folgorati da un [...] con genialità da vero prestigiatore Ritchie, pur [...] agli occhi, aveva mimetizzato fra le righe. E spesso allo stupore [...] accompagna liberatoria una risata, in quanto il [...] abbindolato da Ritchie, alla pari di tanti [...] truffatori che popolano i suoi racconti. Ma certo il tratto [...] rende originali queste storie di trucchi e [...] tasso elevato di improbabilità. Cioè il lettore si [...] dalle prime righe che si tratta di [...] una teatralità al limite [...] ma proprio [...] è celata la molla [...] lo spasso garantito. [...] stereotipia di personaggi, scenari [...] si sposano per soldi, tutti ricattano, tutti [...] agevola il riconoscimento delle maschere che, in [...] commedia [...] made in Usa, Ritchie [...] antologia di gialli. Ma, mentre da un [...] delle situazioni e degli interpreti [...] e loro protagonisti -rassicura [...] si trova immerso in una vicenda a [...] virata con cui il [...] Ritchie [...] il proprio pubblico fa [...] di questo giallista, che sarebbe piaciuto [...] ad André Breton, una [...] della vita. Così pur essendo stati [...] che «quando un uomo uccide la moglie [...] dentro i confini della [...] proprietà» gli appassionati di Ritchie [...] del racconto più terribile riusciranno a immaginare [...] a seppellire la moglie in giardino sorvegliato [...] riflettendo sul fatto che il prestigiatore non [...] manica che non abbia passato prima davanti [...] distratti [...]. Perchè La piazza universale di [...] le profes-sioni del mondo fu tradotta e ri-stampata innumerevoli [...] fino a tutta la prima metà del seicento; poi [...] secolare silenzio [...] che la pigra consuetudine delle [...] letterarie di [...] ha [...]. Per fortu-na che [...] trasversale, gli stu-di eccentrici di Piero [...] hanno riacceso [...] e a lui si deve [...] primo fondamentale impul-so a ripubblicare [...] finora di difficile reperibilità. Se penso a Manganelli, [...] da ragazzo, alla [...] vorace curiosità e folgorante [...] lettore idea-le, cui potrei accostare due celebri [...] e [...] per la capacità che [...] di animare un ideale parterre di [...] di cui non conti [...] o reale. Si sarebbero immersi, tutti [...] lettura frenetica di queste li-bresche nomenclature, di [...] e [...] godendo delle citazioni, di [...] strepitose elencazioni, di affreschi corali, colmi di [...] i curatori ab-biano avvertito che la maggior [...] derivi da altre opere, [...] ri-produzione, un plagio insomma. Anche se questo è [...] riguarda più gli studiosi che noi, lettori [...] Borges, [...] forse poco importa se il materiale sia [...] di seconda mano quando [...] è sotterrato negli incu-naboli [...]. Che cosa è dunque [...] smisuratamente lunga, che vuole classificare [...] descrivere tutte le professioni e attività umane, una sorta [...] catalogo delle ingegnosità del vivere che spalanca un pano-rama [...] di figure, luo-ghi e condizioni con un intento to-talitario [...] metà tra il didattico e [...] tassonomica? [...] sui generis, appunto, un repertorio [...] quali piace-vano a quel secolo, che ne pro-dusse di [...] le specie, parte [...] parte [...] dal mondo classico, ma [...] la materia di un aspetto [...] e divulgativo che la nascita della stampa aveva poten-ziato. Così il tema del [...] trattato [...] del no-stro canonico, ingloba [...] non solo le nobili e rina-scimentali ma [...] umili o strambe. Del resto la controrifor-ma, [...] Garzoni era fi-glio seppur [...] insegnava ad esaltare le [...] condannare la [...] tipica della civiltà umanistica [...] sudore e la fatica secondo la volontà [...]. E [...] monaco raccoglie volentieri le istanze [...] questo nuovo sentire che glorifica, accanto alla vita con-templativa, [...] attiva; e dà largo spazio [...] e a suoi me-stieri, [...] di [...] terminologica che attesta [...] minuta e fanatica al-le tecniche [...] agli insegnamenti specifici. Ma «La Piazza» metafora [...] delle occupazioni umane deborda dai ferrei dettami [...] Trento e lo sguardo troppo curioso del [...] non troppo «orto-dosse», come quella dei bravi, [...] di piazza, dei banditori, degli accattoni, dei [...] e dei ruffiani; quella terribile del carnefice [...] sin-golare degli oziosi che passano tutto il [...]. Attività comunque anche que-ste, [...] se ne serve nel bene o nel [...] giustificare [...] anche se, a lui, [...] e alle ristampe, giungono presto le condanne, [...] gesui-ta [...] che si chiede come [...] che un siffatto libro avessero concesso [...]. In ogni caso, occorre [...] punto che la Piaz-za che il canonico [...] non è quella di [...] al-la fine del Cinquecento: [...] cronaca e da ogni descrittivismo realistico e, [...] parte, [...] che vi si trova [...] carta, deriva dal-la civiltà classica come la [...] e di citazioni che [...] è libresca come la [...] religioso sche-datore che copia e copia e [...] un mondo perduto aspetti inediti e insoliti, [...] uno sguardo perennemente attratto dal bizzarro: non [...] Grecia [...] eroi e degli dei, bensì quella di Tersite; [...] la Roma di Virgilio, ma quella della [...]. Il plagio interessa grandissima [...] ed è giustamente e utilmente segnalato nel [...] asterisco, che evi-denzia così le «parti originali» [...] dei dati trafuga-ti, che ci permettono così [...] partecipazione del nostro autore, la [...] capacità di impastare eterogenei [...] scelta angolata apparente-mente a un intento omiletico, [...] disvelando una ve-ra passione per il macabro, [...] diverso. Sì, è vero, il [...] burattinaio talare sciorina è car-taceo, spesso inanimato [...] di tanto in tanto, una luce più [...] la scena, la aggetta di particolari di [...] se, subito, tutto torna sommerso dalla vorace [...] bastano a di-svelare [...] del [...] la vivacità degli spettacoli [...] delle taverne, i pericoli delle strade o [...] del potere controriformi-stico. Si prendano ad esempio le [...] di qualche mestiere o pro-fessione che scatenano la pirotec-nica [...] del Garzoni, co-me quelle, [...] sui chirur-ghi, sempre attenti «a [...] ra-dere, scotennare, [...] ra-spare, sollevare, tastare, cauteriz-zare, dare [...] fuoco, cucire, [...] e [...]. Oppu-re quelle, naturalistiche, su i [...] che «comprano la carne di qualche [...] man-giato [...] velenosa, o che [...] annegata in un fosso dentro [...] pantano, e la vendono alla ple-be e [...] villani per buonissima». O la narrazione dei [...] che, quando non cadono loro preda di [...] stati per impossessarsi del [...]. O la descrizione strabilian-te [...] e de-gli ostelli: [...] miri andamenti strani, guardi [...] da furbi, motti da marioli, [...] da boia, servitù furfantesca, [...] spassi da mille for-che, trattamenti da impiccati [...] ti [...] la pelle di dosso». O ancora i capitoli [...] o su i maghi, da consiglia-re ai [...] reti tele-visive. E infine le pagine [...] sul boia e sul suo arma-mentario, su [...] luce ra-dente di paura e di orrore. E il lessico di Garzoni, [...] politecnico, colto e [...] innestato in uno stile [...] retorica usa gli infiniti artefici, ricorda per [...] coordinata eccen-trica che Contini traccia da Dante [...] Gadda; [...] è certo anche che so-lo Merlin [...] Rabelais o Cervan-tes hanno [...] così ampi e variopinti, mentre i funambolismi [...] accostano [...] a quelle mostruosità manieristi-che [...] la lette-ratura di questo secolo, come Joy-ce [...]. Mi rendo conto di [...] attualizzata, po-stuma di [...] come se La Piazza [...] documento letterario del tardo cinquecento «vero e [...] trionfo eret-to a celebrazione della controrifor-ma» sollecitasse [...] cui ideali patron potreb-bero essere gli studi [...] Piero [...] e quel bellissimo Gli [...] immagini della lettera-tura (Einaudi, 1993) di Francesco Orlando, [...] però non cita Garzoni. [...] del Rinascimento italiano «La piazza [...] di tutte le professioni del mondo» (Einaudi, 2 volumi, [...]. [...] ebbe subito un grande successo [...] può essere considerato [...] grande [...] del Rinascimento italiano: [...] opera del tempo ci dà [...] una visione sinottica di una [...] con tutte le [...] nessuna è altrettanto ricca di [...] storici e antropologici, nessuna contiene un numero tanto alto [...] curiosità, nè un lessico più ricco. [...] ebbe ventisette edizioni [...] di [...] anni, traduzioni in tedesco, in [...] adattamento in spagnolo, imitazioni un [...] ovunque. Questa edizione dei [...] di grande raffinatezza editoriale, è [...] di due studiosi, Paolo Cherchi [...] Beatrice Collina, che hanno curato in maniera esemplare filologia [...] storia, [...] due saggi, uno centrato [...] sul personaggio, splendidi per cultura, [...] e chiarezza. [...] è accompagnata dalla riproduzione di [...] stampe [...] raffiguranti altrettante professioni. [...] del vivere PIERO GELLI NARRATIVA «Tu, sanguinosa infanzia»: undici racconti di Michele Mari [...] che adorava un orso di [...] notturna. Il pa-dre del narratore [...] sogno per mostrare al figlio giocattoli perduti [...] anni ormai lontani: un Winchester di 50 [...] una scatola di Meccano [...]. Oggetti dapprima amati con [...] tra-scurati, smarriti, ovvero (ancor più colpevolmente) barattati, [...] a un qualche cuginetto. [...] una sola parola per descrivere [...] condotta: tradimento. Per [...] il padre [...] segretamente im-pegnato a recuperare [...] di [...] che andava dilapi-dando i [...] poi, in un eccesso di zelo conservativo, [...] ancora in uso, il più ca-ro di [...] di stoffa. Resoconto [...] maturazione let-teraria. In un imprecisato passato [...] immenso scrittore [...] che rapiva la fantasia [...] varie eppure tutte [...] sue. Quello scrittore aveva otto [...] Conrad, Defoe, London, Melville, Poe, Salgari, Stevenson, Verne. Poi, come per fatale necessità, [...]. Le voci prendono a diffe-renziarsi; [...] ad una, denunciano li-miti, caratteri distinti, interessi diver-genti, incongruenze [...] inadeguatez-ze rispetto [...] perfezione originaria. Come nel finale della [...] ciascuno degli otto autori, a turno, prende [...] lettore smarrito, cui non giova aggrapparsi al [...] meno rimasti. La supremazia [...] rappresenterà bensì la sanzione di [...] artistica; ma non ripagherà [...] ricchezza della lettura ingenua. Ho esposto in sintesi [...] racconti di Tu, sanguinosa in-fanzia, il nuovo [...] Michele Mari. Ci sono scrittori dal [...] dopo esordi gravidi di promesse [...] su esiti delu-denti, mediocri [...]. Mari non è fra [...]. E infatti, giunto al [...] ci dà quella che è senza dubbio, [...] lunga, la [...] prova migliore: e insieme [...] delle sue capacità narrative. Vero è che alcuni brani [...] diseguale raccolta Euridice aveva un cane (Bompiani 1993) mostravano [...] sicurezza [...] già [...] e così non poche pagine [...] quella specie di giornale di naja e di reclusione [...] era Filologia [...] (Bompiani 1995). Ma questo libro, come si [...] dire, è [...] cosa. Il tratto distintivo della [...] Mari risiede da sempre nella qualità manieristica dello [...] sintattici sovente ampi e sostenu-ti, il lessico [...] le raffinate allusioni culturali e let-terarie. Nei libri precedenti -fatta eccezione, [...] necessità, per un [...] pastiche (Io venìa [...] a rimi-rarti, Longanesi [...] che inscena-va un Leopardi innamorato [...] luna perché affetto da licantropia -la riuscita era intralciata [...] mal-certo equilibrio fra estrosità lingui-stica e spessore [...]. Non di rado, la scrittura [...] una propria interna ed esclusiva logica, indifferente alla vicenda [...] o addirittura -ed era que-sto il caso [...] romanzo La stiva e [...] (Bompiani [...] -sembrava frapporsi, come uno schermo [...] o una rassicu-rante liturgia apotropaica, [...] del rovello emotivo e fan-tastico [...] cui [...] è abitato. [...] per [...] in modo un [...] spiccio, faceva da remora. Meglio, molto meglio funziona-vano [...] là dove la ma-teria narrata aderiva a [...] non senza [...] dose di autobiografismo. [...] realistico della storia e [...] della scrittura si temperavano reciprocamente: la banalità [...] ri-scattata dalla tensione espressiva, le ricercatezze del [...] al diagramma de-gli eventi. In questa direzione, Mari [...] lavorare; e i risul-tati non sono mancati. La pagina tende sempre [...] stilistico elevato, ma con oculata efficacia, in [...] che a latinismi accusati [...] vo-rato) può affiancare voci [...] la libido lessica-le, riscattata da ogni gratuità, [...] vera ispirazione. [...] e [...] che emerge da que-sti racconti [...] che univoca. Da un lato, [...] narratore pro-fessa una devozione [...] cimeli dei primi suoi anni, [...] alla stregua di oggetti [...] (I [...] che uccise Liberty [...] e ripensa con rimpianto [...] che la maturità ha reso irripeti-bili (Le [...] Urania, otto scrittori). [...] canto, quelle età lontane [...] un beato perduto paradiso, né offro-no alla [...] idillico ricovero. Il bambino, il giovinetto [...] profondo [...] -i primi cerchi nel [...] -non erano felici. Le ine-brianti scorrerie [...] i rapiti fantastici decolli veniva-no [...] da un dolente [...] da una solitudine intessuta [...] e rancori, di fraintendi-menti e [...] di ipersensibilità morbose, di impulsi alla fuga, di slanci [...] o non [...]. Cruciale, [...] la rela-zione con la figura [...]. Ecco un brano de La [...] che narra il disagio [...] bambino nel ricevere in [...] di Ste-venson che ha appena finito di [...] scoprirà di lì a poco, in una [...] del patetico di questa [...] che con [...] persona di mio pa-dre [...] insoluto rap-porto materiato di paralizzanti ter-rori e [...] affetto inespresso, di antagoni-smo [...] di [...] commercio con la colpa; [...] a lui significava provare un disperato bisogno [...] sprofondare ancor di più [...] fossa delle cose ambi-gue». Tu, sanguinosa infanzia mette [...] contraddizioni di una vi-sione del mondo angosciosa, [...] brama di preservare, catalo-gare, mettere in ordine [...] feticistica affezio-ne) si dimostra [...] fru-strante, quando non una [...]. Alimen-tata da un individualismo [...] la ripugnanza ver-so il presente si traduce [...] a sacralizzare il pas-sato, personale e storico; [...] una contrapposizione fra sa-cro e profano (trito, [...] lacera il soggetto, an-ziché [...]. Se insomma diventare grandi può [...] o uno strazio, [...] -perduta o ritrovata che sia, [...] realtà o nella memoria -resta, per [...] natura, qualcosa di intima-mente sanguinoso: [...] ferita, proprio a cagione della [...] com-mossa, pullulante vitalità. /// [...] /// Se insomma diventare grandi può [...] o uno strazio, [...] -perduta o ritrovata che sia, [...] realtà o nella memoria -resta, per [...] natura, qualcosa di intima-mente sanguinoso: [...] ferita, proprio a cagione della [...] com-mossa, pullulante vitalità. 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