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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI | ALBERO INVENTARIALE |
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La poesia che segue [...] di Nazim Hik-met, che ha ottenuto il Prèmio [...] Pace. Non sono un disertore. Il mio secolo miserabile, [...] il mio secolo coraggioso, grande, eroico, questo [...] fa paura. Non rimpiango [...] venuto al mondo [...] tardi. Vivo [...] ventesimo secolo e ne sono [...]. Mi basta [...] là dove sono, in mezzo [...] di [...] per un mondo nuovo. Il mio secolo che [...] nella mia terribile notte straziata dai gridi [...] secolo avrà giorni stupendi e sarà pieno [...] mio, sarà pieno di sole come i [...]. Nazim Hikmet, il grande [...] insieme a Neruda ha vinto il premio [...] Pace per la poesia, è nato a [...] nel 1902. La [...] vita, dopo le primissime [...] sempre stata dedicata al suo [...]. Nel 1919 prende parte [...] rivoluzionaria [...] di un vascello da guerra [...] prestava servizio in qualità di allievo della Marina. Alla fine della prima [...] insorse contro gli imperialisti [...] occupato immense regioni della Turchia con [...] di smembrare il paese [...] come Stato [...] intervenne nella lotta pubblicando [...] « Il prigioniero di quaranta brigate », [...] tutto il [...] a impugnare le armi [...]. Ben presto però comprese [...] della Patria non fòsse soltanto lo straniero, [...] signori feudali, soprattutto i signori feudali, che [...] i contadini [...] e [...] in schiavitù. Così la [...] poesia, da questo momento, [...] della [...] gente, ne canterà le [...] desiderio di giustizia. Hikmet diventa in tal [...] nazionale turco, le sue poesie passano di [...] di bocca in bocca. Ma [...] che darà una precisa direzione [...] tutta la [...] vita è la Rivoluzione [...] la cui ripercussione giunge sino [...] Turchia suscitando entusiasmi e infondendo speranze e coraggio. Presto però in Turchia [...] più feroce reazione fascista: gli operai sono [...] perseguitati. Ma Hikmet rimane al [...] combattimento, e la [...] poesia, precisa sul bersaglio, [...] del suo Paese, i trafficanti, i provocatori. Hikmet, più di vent'anni [...] libro di versi intitolato «I muri [...] », ha saputo cogliere [...] imperialistica americana,, quella offensiva, [...] nostri ha raggiunto il suo [...] Più tardi, in un [...] Sovietica, Hikmet ebbe modo di conoscere Majakovski, [...] lui esercitò [...] profonda. Per questo delitto, [...] del 1938, viene incarcerato e [...] a 28 anni. Dopo più di dieci anni [...] prigione la [...] poesia è. Ora Nazim Hikmet, per la [...] democratica internazionale, è stato scarcerato, [...] dodici [...] anni di prigione. La [...] poesia, di una purezza [...] un interiore fervore, rappresenta quanto di più [...] scritto, in questi ultimi tempi, nel mondo, [...] libertà [...] della pace. /// [...] /// La storia che racconterò, [...] 19 settembre del 1944. Si può dire che [...] Belgrado era già nostra. Nelle mani dei tedeschi [...] ponte attraverso il fiume Sa va e [...] di terreno davanti al ponte. Dunque il diciannove, allo [...] cinque soldati russi decisero di avvicinarsi inosservati [...]. La vìa che dovevano [...] piccolo giardinetto nel quale erano rimasti alcuni [...] e delle autoblindate, nostre e tedesche; non [...] neanche un albero; si vedevano soltanto ceppi [...] che sembrava fossero stati troncati da una [...]. In mezzo al giardinetto i [...] rossi furono [...] da una raffica di mitra, [...] veniva [...] sponda del fiume. Mezz'ora essi restarono sdraiati [...] finalmente, quando il bombardamento si calmò un [...] leggermente, strisciarono indietro, sorreggendo sulla loro schiena [...]. Il quinto, morto, restò [...]. Non so niente di [...] negli elenchi delle compagnie era registrato col [...] e che perì il [...] Belgrado, sulla riva della Sava. Si vede che il [...] rossi dì arrivare al ponte inavvertiti aveva [...] perchè durante tutta la giornata, a rari [...] a sparare sul giardinetto e sulla via [...]. Il comandante della compagnia, [...] avuto [...] dì rinnovare, [...] il tentativo di avvicinarsi [...] che per il momento si poteva fare [...] a ritirare il corpo [...] sotterrato più tardi, dopo [...] ponte. E i tedeschi sparavano [...] al tramonto. Nei pressi del giardinetto, [...] lontano dalle altre case si vedevano delle [...] apparenza, era molto difficile dedurre quale fosse [...]. E a nessuno veniva [...] in questo luogo qualcuno potesse ancora vivere. E invece, ima vecchia, Maria [...] abitava sotto le macerie, [...] alla quale conduceva un buco nero talmente [...] quasi impraticabile. Prima la vecchia aveva una [...] al secondo piano, [...] dopo la morte del marito, [...] del ponte. Quando il secondo piano [...] ad abitare in una camera del primo. Tutti, [...] di lei, se ne erano [...] dalla casa. Quando venne distrutto anche [...] discese in cantina. Il diciannòve era già [...] che essa stava in cantina. La mattina aveva visto [...] soldati russi strisciavano [...] per il giardinetto, dal [...] storpiata. Aveva visto come i [...] sparare [...] di essi e come [...] intorno. A quel punto si [...] dalla [...] cantina, per gridare ai [...] da lei; ella era sicura che laggiù, [...] stati più al sicuro; ma in quel [...] scoppiò accanto alle macerie e la vecchia, [...] testa contro la parete e perse i [...]. Quando rinvenne e di [...] finestra, vide che di tutti i russi [...] rimasto soltanto uno. [...] fianco, con un braccio [...] sotto il capo, come se volesse dormire [...]. Allora capì che era [...]. I tedeschi sparavano, ma [...] a cadere lontano dia lui. Così restò seduta accanto [...] silenzio profondo, eccetto quegli istanti in cui [...]. Finalmente la vecchia si [...] dal morto, fece alcuni passi per il [...]. Ben presto trovò quello [...] grande fossa prodotta qualche giorno prima da [...] che già cominciava a riempirsi d'acqua. [...] presso la fossa, la vecchia [...] a raccogliere l'acqua a manate per [...] fuori. Di tanto in tanto [...] poco, poi si rimetteva al lavoro. Quando nella fossa non [...] la vecchia prese il morto sotto le [...] trascinò verso la fossa. Bisognava [...] soltanto dieci passi, ma [...] vecchia e dovette sedersi tre volte per [...]. Finalmente [...] fino alla fossa e ve [...] calò dentro. Estenuata da quello sforzo [...] seduta a riprendere fiato. I tedeschi [...] nuvole nere di polvere [...] le schegge gli ultimi ramoscelli dagli alberi: [...] giaceva solingo col braccio sotto il capo, [...] giardinetto nudo, dove attorno a lui non [...] ferro deformato e alberi senza vita. La vecchia [...] guardò a lungo [...] pensando. Se vicino a lei [...] viva, le avrebbe certo [...] pensieri; ma vicino a lei non [...] nessuno. Persino il gatto che [...] giorni insieme con lei in cantina, era [...] schegge di mattoni. La vecchia pensò a lungo, [...] dopo [...] rovistato [...] involto [...] cavò fuori ima cosa che [...] subito sotto il suo scialle nero vedovile, ed uscì [...] dalla cantina. Non sapeva nè strisciare, [...] semplicemente verso il giardinetto, col suo passo [...] Vec-chierella. Quando le sbarrò la [...] di cancellata rimasta ancora intatta in quel [...] scavalcò; era troppo vecchia per [...]. I tedeschi continuavano a [...] ma neanche una granata cadde davanti alla [...]. Ella attraversò il giardinetto [...] posto in cui giaceva il soldato russo [...]. Con gran pena lo [...] supino e vide che il giovane era [...]. Gli ravviò i capelli, [...] braccia già pietrificate sul petto e gli [...] sparare e le granate scoppiavano lontano da [...]. [...] si alzò, si inginocchiò, [...] della croce sul russo morto e gli [...] e la fronte. Poi si alzò e cominciò [...] a [...] di terra: ce [...] molta sul ciglio della fossa. Bea presto lo ricoprì [...] che non lo si vedeva. Ma le parve che [...]. Voleva [...] una vera tomba e dopo [...] di nuovo riposata un po' cominciò a portare verso [...] tomba [...] terra. In questo modo, a [...] sul corpo del morto si formò un [...]. E i tedeschi continuavano [...] le granate [...]. Era una grande candela di [...] una delle due candele che avevano arso durante il [...] sposalizio quarantacinque anni prima e [...] aveva conservate con cura gelosa. La candela cominciò ad [...]. La notte era calma [...] ardeva dritta, senza vacillare. La vecchia si sedette [...] e rimase [...] mobile, avvolta nello scialle, [...] giunte sulle ginocchia. Quando le granate scoppiavano [...] della candela tremolava soltanto, ma parecchie -volte [...] luogo vicino, ed allora la candela si [...] cadde persino. Ogni volta la vecchia [...] tirava fuori dalla tasca [...] riaccendeva la candela. La [...] la candela si era [...]. La vecchia cercò per [...] sè, trovò un pezzo di lattà arrugginita [...] con difficoltà la piegò con le sue [...] la ficcò in terra accanto alla candela, [...] quel pezzo di latta proteggesse la candela [...] dal vento. Fatto ciò, la vecchia [...] con lo stesso passo lento col. Prima [...] la compagnia, della quale [...] il soldato rosso [...] sotto un forte fuoco [...] ed occupò il ponte. Dopo [...] o due si fece [...]. Dietro la fanteria passarono [...] armati. Adesso si combatteva laggiù, [...] più bombardava il giardinetto. Il comandante della compagnia, [...] di [...] ordinò di [...] e di [...] in una tomba [...] agli altri soldati uccisi. A lungo ed inutilmente [...] di [...]. Ad un tratto, uno [...] si fermò nel giardinetto, emise un grido [...] chiamò gli altri. E tutti guardarono dalla [...] indicava. Non lontano dalla cancellata [...] su di uno scavo prodotto da una [...] coperto di terra, si erigeva un piccolo [...]. Alla [...] testa si scorgeva un semicerchio [...] latta e [...] di questa una candela che [...]. Essa era quasi del [...] mozzicone rimasto era tutto attorniato dalla cera [...] la fiammella, tremolando, ardeva ancora. [...] tutti insieme si tolsero i [...]. Restarono in piedi immobili, [...] candela che stava per spegnersi, invasi da [...] forte, che non potevano [...] parola. Appunto in [...] apparve la vecchia [...] non avevano ancor vista : [...] avvolta nel suo scialle nero di vedova. Senza parlare, a passi [...] passò accanto ai soldati rossi, [...] ai piedi del monti-cello, [...] Io scialle una candela di cera [...] a quella il cui [...] sulla tomba, e, sollevato il mozzicone, con [...] nuova candela e la piantò nella terra [...] quello. Poi fece per alzarsi, [...] riuscì subito ed 41 soldato rosso che [...] la sostenne sotto il gomito e [...]. Persino ora ella non [...]. Gretto uno sguardo sui [...] erano lì, ritti, con le teste scoperte, [...] silenzio, si ricompose severamente lo scialle nero [...]. I soldati rossi la [...] sguardo e, [...] parole a bassa voce [...] paura di violare il silenzio, se ne [...] opposta, verso il ponte, attraverso il [...] Sava, a raggiungere la [...]. E sulla tomba, sulla [...] polvere di sparo, tra gli alberi morti [...] storpiato, ardeva [...] tesoro della vedova: la [...] nuziale. Una madre iugoslava [...] posta sulla tomba [...] la [...] fiamma non si spegneva, sembrava [...] essere eterna, come sono eterne le lacrime delle madri [...] il coraggio dei figli. /// [...] /// Una madre iugoslava [...] posta sulla tomba [...] la [...] fiamma non si spegneva, sembrava [...] essere eterna, come sono eterne le lacrime delle madri [...] il coraggio dei figli. (0) (0) ![]()
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