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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1984»--Id 1321614981.

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CUTA mi pare [...] di Umberto Curi: mentre [...] pentiti passò senza protesta e soltanto la [...] a Barbone provocò un fievole sussulto [...] grande è [...] sulla legge per i [...] aggiunto, contro quella che diminuisce la carcerazione [...]. Si deve dedurre che [...] è radicata, come [...] di paura, o di [...] che nel 1979. Se no, come si [...] Curi chiama un paradosso, e cioè che [...] non si sviluppi a [...] per lo piò innocente di fatti di [...] accelerato la crisi del terrorismo, fino allo [...] organizzazioni armate (che, non [...] reclutavano anche in carcere) [...] fiducia e benevolenza appare soltanto chi, anche [...] fa attivo persecutore, [...] degli ex [...] da [...] per affrontare uno solo [...] dibattito aperto [...] la questione, sollevata da Gianfranco Pasquino, [...] politicai propria del terrorismo; [...] quella che si è creata attorno e [...]. Perché è una cultura politica [...] rivelano questi atteggiamenti, e inedita. Che il nostro paese [...] così poco provvisto del senso [...] Stato, sia diventato convinto assertore [...] sola delle sue funzioni, quella [...] ? Né mafia né camorra produssero questo risultato. Saremmo a una mutazione [...] straordinario e appunto paradossale raggiunto dal terrorismo. E per di più [...]. Perché finché questo operò, [...] quel dilagare di sospetti e denunce che [...] Germania, e che pure da più parti veniva [...]. Guido Rossa si risolse, [...] a denunciare quello che a buon diritto [...] politico. Le Brio fecero uccidere. La tragica vicenda colpi [...] delle organizzazioni armate, anche ai proprio interno, [...] stessi comunisti e non solo loro, ma [...] delle denunce. E non per paura. Il fatto è che [...] il modo con il quale lo si [...] puri termini repressivi, e [...] Stato, le masse si [...] tenaglia e tacquero, come ben sanno coloro [...] organizzare grandi manifestazioni operaie. Era, se mai, disperazione; fecero [...] vuoto attorno al terrorismo e non collaborarono con [...] Stato. Questo vuoto fu fondamentale [...] organizzazioni combattenti, come si definivano, e per [...]. Occorre [...] scrive Pasquino, e aggiunge: era [...] teoria, un progetto. Certo che lo era, [...] mancano i documenti: lo Stato dovette sentirsi [...] la stampa molto servile per far sì [...] fosse un black out. ///
[...] ///
Esse partono da una [...] in Italia non esistono più partiti e [...] una trasformazione [...] dì fondo, a modificare [...] di classe e le funzioni dello Stato; [...] verifica mentre è in corso un [...] e un compattamento dei [...] capitalistico, sia sotto il profilo economico (multinazionali) [...] militare (riarmo); terzo, questo processo è guidato [...] univoco e determinato, espresso dallo [...] delle multinazionali» del quale [...] solo un tassello. Di [...] la [...] colpire lo Stato. In Italia io Stato [...] quello che aveva annodato nel compromesso storico, [...] strategica, quello che Togliatti [...]. Ma oggi non siamo [...] affrontare la grande crisi del decennio con [...] e [...] foto scattate a Milano [...] Aldo V. [...] della [...] la [...] con la sola sinistra che [...] avesse cambiato [...] il Partito Comunista. Con il quale [...] era stato aspro fino [...] che con la politica di [...] nazionale [...]. Perciò in Aldo Moro viene [...] non, come dice Sa vasta, un uomo della [...] ma, come dichiararono nel processo [...] leader delle [...] e così nel triennio successivo [...] differentemente dagli obiettivi scelti dai [...] o [...] o dalla stessa [...] il nemico del [...] fu [...] non nella destra piò conservatrice, ma negli uomini politici, [...] magistrati, o funzionari dello Stato [...] in quanto democratici, [...] questa [...] nella quale il [...] perdeva connotazione e antagonismo. Quando il PCI disse: vogliono [...] me, aveva ragione (meno quando pensò a [...] tirati [...] o [...] queste interferenze essendo, penso, sopravvenute [...] un disegno che era e rimase indigeno). E come si colpiva quello Stato? Attraverso le sue [...] e col metodo terroristico [...] e [...] si inseri [...] della clandestinità: compartimentazione, settarismo, rigidezza, [...] di tutti da tutti. Infine, corollario, le masse [...] linea [...] nazionale privava di una [...] senza sbocco le lotte, [...] e nella disarticolazione che [...] nel quadro politico, [...] rivoluzionaria ridiventava possibile. Questa [...] ha ragione Pasquino [...] non è cultura di marginali; [...] cascami [...] vecchia cultura, ricomposti e ristrutturati [...] presente. Né le [...] o Prima Linea nascono dalla [...]. Questa è rappresentata da [...] di movimento del [...] che, per intendersi, va [...] Bologna ma non vuole frequentare il Palazzo dello Sport. Perché di [...] progettuale condivide soltanto [...] allora come oggi e [...] che non si definirebbero più marginali, coloro [...] votano o votano ma non partecipano, movimenti [...] femminista, i verdi, per certi aspetti i [...] tutti quelli che [...] il primo punto [...] dalla quale partono le [...]. E in varie forme [...] un conto è lo Stato delle multinazionali, [...] la società bloccata di Offe e un [...] critica femminista globale al sistema dei poteri. Comune [...] ma è il punto [...] ricerca [...] è la sfiducia nelle [...] che siano, come rappresentanti dei propri bisogni [...]. Ma non soltanto i [...] cosiddette [...] (quella che Asor Rosa [...] sentono questo blocco; credo che dobbiamo [...] con calma che lo [...] strati sociali, come la classe operaia, più [...] ideologia e organizzazione. Non avrà grande successo [...] di [...] che quel che perde [...] guadagna in partecipazione allo Stato. Il cadere delle lotte, [...] tesseramenti, di [...] movimento partecipativo che aveva [...] del decennio comporta [...] della [...] diversa nei diversi soggetti: [...] Italia [...] meno visibile che altrove perché non comporta, [...] non è cosa da sottovalutare), un tracollo [...] certo un tracollo nella milizia e nella [...]. [...] fase della [...] vita, Berlinguer si pose su [...] parlando del partito, alcune domande di fondo. Ma perché questo è avvenuto? Perché, io credo, se di tutta [...] delle [...] è facile far giustizia, meno [...] è opporre ad alcuni dati di analisi su cui [...] cercavano di [...] una risposta solidamente alternativa che [...] sia una variante della cultura [...]. Esempio: lo [...] delle multinazionali» é una [...] ma le multinazionali ci sono, eccome, e [...] quarti al novanta per cento della produzione [...] di base su scaia mondiale, e non [...] strategia di classe né di popoli (penso [...] infeconde conversazioni [...] in grado di [...] efficacemente. Ugualmente, lo Stato italiano [...] monolitica ed efficiente frazione dello [...] pensato dalle [...] ma per qualche verso [...] e infatti nel 1979, al Pei non [...] dalla maggioranza prima di subire guasti maggiori. Ma già non [...] più in grado di costituire [...] programma e uno schieramento alternativi; diventava e resta [...] capace di farsi sentire, di [...] il malgoverno, ai proporre una riflessione [...] sui rapporti tra esecutivo e [...] anch'esso peraltro contrastato [...] fra [...] o [...] che caratterizza ormai i signori [...] ci governano. Infine, [...] di colpire il [...] attraverso la [...] è antica, n?a [...] /. Questo pone problemi inediti [...] di rivoluzione, ma anche a quella di [...] carica [...] politico del solo valore [...] deprivato [...] è del messaggio «è [...] Stato che è colpito». Dal 1978 in poi, [...] percepirono tutti che non [...]. Di [...] il fallimento, la crisi, [...] soltanto al ribrezzo perla ferocia (di ferocie [...] ma alla percezione della [...] gratuità. Ma se questa era [...] dello Stato delle [...] (e verrebbe dunque da [...] limiti poteva realmente mettere in crisi le [...] dava la sinistra alle questioni odierne del [...] rappresentanza, del cittadino e dello Stato? Ammettiamo [...] la sfida terroristica non si potesse che [...] di cui dubito); e ora? Come si [...] pone ancora, la questione [...] rivoluzione? Che significa, quali [...] forze motrici? [...] pure invece che rivoluzione [...] Perché il buon senso oggi dominante ci [...] Stati non ce n'è che due, quello [...] autoritario, dunque non è d caso di [...]. E che il sistema [...] non ce n'è di migliori, [...] se possibile, ma altro [...]. A questo [...] cosa si [...] assai grave che alla [...] del terrorismo, che immeschiniva in un progetto [...] le grandi domande del decennio, non sia [...] cultura rivoluzionaria, o forse anche solo potentemente [...] della loro radicalità. Forse se non ci [...] grande crisi sarebbe andata diversamente: ma forse [...] anche un prodotto della mancata risposta. Certo è che si [...] varco enorme [...] del moderatismo, che lavora [...] speranze, sul dubbio che quel che era [...] da un gruppo di violenti ma dalle [...] la storia di questo paese, fosse utopico [...]. La rassegnazione è ingenerosa; e [...] spiega, [...] il paradosso di cui parla Umberto [...] cui [...] non finisce mai di essere [...] di vendicarsi [...] terrorismo già sconfitto, di rifiutare [...] proposta [...] aspra ricerca su di sé [...] quella avanzata dai dissociati, di esaltare nel [...] la propria cattiva coscienza. Rossana [...] protagonista [...] romanzo di Ottieri «Il [...] vita nel tentativo di riempire un vuoto [...] fortuna un incontro redimerà il suo [...] di baci L'opera narrativa [...] Ottieri [...] nel segno della scoperta di una realtà [...]. [...] degli anni Cinquanta, che [...] suoi romanzi di argomento [...] e Industriale, si scontra [...] condizione che non capisce e che lo [...]. Sospinto a riflettere su [...] sulla [...] propria condizione, [...] si addentra profondamente in [...] più tortuoso quanto più conosciuto. Se egli era rimasto [...] ora è Invece parte intrinseca [...] borghese, nel senso che è passato da una realtà [...] a una irrealtà che lo possiede. È un discorso coerente [...] attraversa un paesaggio culturale ben noto: [...] dibattito degli anni Sessanta, [...] Il passaggio dalla sociologia [...]. [...] cosi costruendo un mondo [...] sue più recenti opere In versi e In [...] trovato esiti narrativi e problematici di grande [...]. È un mondo di [...] quale la «malattia» [...] della droga o del [...] a un livello di consapevolezza estrema. Un mondo chiuso e [...] analizzato da [...] tra Ironia e disperazione, [...]. In questo mondo vive anche Clara, la protagonista [...] suo romanzo [...] divertimento, Bompiani, [...]. Clara passa le sue [...] e [...] velleità lettera-rie e amori [...] da [...] «perversa e cieca» per [...] una «ninfomania orale» o «smania di baciare» Inestinguibile. Clara vive di una [...] tanto più sola ed esclusa, quanto più [...] folla mondana sempre diversa e sempre uguale. La [...] insaziabile sete di pompelmo e [...] ricerca ossessiva (e per lo [...] essa stessa) di giovani bocche [...] baciare, sono altrettanti modi Illusori e impotenti di «riempire [...] vuoto» senza fine; e [...] anche I surrogati [...] e sofisticati (tanto più frustranti) [...] «dipendenza» dal sesso e [...]. E tuttavia appare sempre più [...] al fondo, come sia Clara stessa a programmare questo [...] con sistematiche [...] e rinunce a scegliere, e [...] di un [...] non curato che può sempre [...] il compimento [...] rimettendo continuamente In moto la [...] ricerca. Cè in lei, dichiaratamente, un [...] critico», una «linea precisa», una volontà a non colmare [...] quel vuoto per [...] disporre [...] della propria inesaurìbile (e inesauribile [...] perché inutile) «pienezza» di baci e di desiderio. La «necessità di divertimento», [...] a riempire di appuntamenti mondani ogni giornata, [...] come volontà e capacità di organizzare la [...] stesso di quella irrealtà, accettata consapevolmente come [...]. Dentro questo cerchio di [...] Clara, [...] differenza degli altri personaggi [...] produttivi o emarginati dalla [...] una disponibilità totale (e totale proprio perché [...] prezzo di sofferenza non certo maggiore. Clara sembra emblema-tizzare dunque un [...] sublimemente improduttivo; ma non tanto nel senso di una [...] «oralità smisurata» («beveva, fumava, baciava») o [...] di una presenza rituale [...] Ottieri e, accanto, [...] di un dipinto di [...]. Clara [...] piuttosto e paradossalmente un [...] altissimo: «Non ha [...] di lavorare per divertirsi», [...] ha nessun vero bisogno del «divertimento» che [...] non trova (e sa bene di non [...] di quel rituali consumi. La [...] «attività» [...] ininterrotta non tende a [...] si colloca al di fuori di quello [...] di fatto ad esso. È questa dunque la [...] in cui Ottieri raggiunge 1 risultati più [...]. La narrazione vi si [...] spirale ossessiva e Implacabile, sul filo teso [...] con una esemplare contaminazione di linguaggio colto [...]. Ne scaturisce un senso [...] futile, del vacuo, [...] quasi 11 risvolto critico [...] e della produttività coatta che ne è [...]. Il frenetico e anomalo [...] Clara, per così dire, come risvolto del frenetico [...] di chi la mantiene. [...] di una condizione, insomma, ne [...] anche 11 [...]. Ma ecco che a [...] Ottieri sembra [...] chiudere quel circolo cosi [...]. Clara cerca un uomo [...] una casa fissa, una vita normale o [...] di qua di quella ossessiva ricerca di [...] una donna determinata e attiva che teorizza [...] 11 lavoro, e organizza [...] degli altri. I fallimenti che ne derivano [...] scoperta [...] scultore inglese, o la vana [...] assistenziale con «il depresso») non arrestano la [...] marcia verso una normalità positiva. Il momento culminante è [...] lo stuccatore: un amore finalmente accettato, completo, [...] propositi e programmi per [...]. Clara sembra quasi «redenta» [...] semplice e sensuale, Ignorante ma «autentico»; per [...] In ospedale In seguito a una frattura, diserta [...] feste mondane. Certo, riprenderà a [...] quando per un oscuro [...] lo stuccatore si imporrà un temporaneo distacco [...] non sarà più la stessa. Come non sarà più [...] tenuta del romanzo, con un progressivo allentamento [...] di forme convenzionali, di situazioni edificanti, di [...] sbavature stilistiche. La donna che si [...] pagine Infatti, Ì un personaggio impoverito, con [...] possibilità certamente vasta ma non più illimitata: [...] lo stuccatore, la corte serrata di un [...] protettiva per 11 «depresso», un misterioso trentenne [...] marito) Inseguito e concupito per mostre e [...]. Clara Insomma, non è uscita [...] ma vi si è ritagliata un ruolo [...] limitato e acquisito. Al «delirio lucido» di [...] ricostruita sempre da capo nella [...] tragica futilità, ha preferito [...] In una [...] alla carica critica della [...] sublime improduttività, [...] con 1 ruoli che la [...] possibile. ///
[...] ///
Al «delirio lucido» di [...] ricostruita sempre da capo nella [...] tragica futilità, ha preferito [...] In una [...] alla carica critica della [...] sublime improduttività, [...] con 1 ruoli che la [...] possibile.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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