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CUTA mi pare [...] di Umberto Curi: mentre [...] pentiti passò senza protesta e soltanto la [...] a Barbone provocò un fievole sussulto [...] grande è [...] sulla legge per i [...] aggiunto, contro quella che diminuisce la carcerazione [...]. Si deve dedurre che [...] è radicata, come [...] di paura, o di [...] che nel 1979. Se no, come si [...] Curi chiama un paradosso, e cioè che [...] non si sviluppi a [...] per lo piò innocente di fatti di [...] accelerato la crisi del terrorismo, fino allo [...] organizzazioni armate (che, non [...] reclutavano anche in carcere) [...] fiducia e benevolenza appare soltanto chi, anche [...] fa attivo persecutore, [...] degli ex [...] da [...] per affrontare uno solo [...] dibattito aperto [...] la questione, sollevata da Gianfranco Pasquino, [...] politicai propria del terrorismo; [...] quella che si è creata attorno e [...]. Perché è una cultura politica [...] rivelano questi atteggiamenti, e inedita. Che il nostro paese [...] così poco provvisto del senso [...] Stato, sia diventato convinto assertore [...] sola delle sue funzioni, quella [...] ? Né mafia né camorra produssero questo risultato. Saremmo a una mutazione [...] straordinario e appunto paradossale raggiunto dal terrorismo. E per di più [...]. Perché finché questo operò, [...] quel dilagare di sospetti e denunce che [...] Germania, e che pure da più parti veniva [...]. Guido Rossa si risolse, [...] a denunciare quello che a buon diritto [...] politico. Le Brio fecero uccidere. La tragica vicenda colpi [...] delle organizzazioni armate, anche ai proprio interno, [...] stessi comunisti e non solo loro, ma [...] delle denunce. E non per paura. Il fatto è che [...] il modo con il quale lo si [...] puri termini repressivi, e [...] Stato, le masse si [...] tenaglia e tacquero, come ben sanno coloro [...] organizzare grandi manifestazioni operaie. Era, se mai, disperazione; fecero [...] vuoto attorno al terrorismo e non collaborarono con [...] Stato. Questo vuoto fu fondamentale [...] organizzazioni combattenti, come si definivano, e per [...]. Occorre [...] scrive Pasquino, e aggiunge: era [...] teoria, un progetto. Certo che lo era, [...] mancano i documenti: lo Stato dovette sentirsi [...] la stampa molto servile per far sì [...] fosse un black out. /// [...] /// Esse partono da una [...] in Italia non esistono più partiti e [...] una trasformazione [...] dì fondo, a modificare [...] di classe e le funzioni dello Stato; [...] verifica mentre è in corso un [...] e un compattamento dei [...] capitalistico, sia sotto il profilo economico (multinazionali) [...] militare (riarmo); terzo, questo processo è guidato [...] univoco e determinato, espresso dallo [...] delle multinazionali» del quale [...] solo un tassello. Di [...] la [...] colpire lo Stato. In Italia io Stato [...] quello che aveva annodato nel compromesso storico, [...] strategica, quello che Togliatti [...]. Ma oggi non siamo [...] affrontare la grande crisi del decennio con [...] e [...] foto scattate a Milano [...] Aldo V. [...] della [...] la [...] con la sola sinistra che [...] avesse cambiato [...] il Partito Comunista. Con il quale [...] era stato aspro fino [...] che con la politica di [...] nazionale [...]. Perciò in Aldo Moro viene [...] non, come dice Sa vasta, un uomo della [...] ma, come dichiararono nel processo [...] leader delle [...] e così nel triennio successivo [...] differentemente dagli obiettivi scelti dai [...] o [...] o dalla stessa [...] il nemico del [...] fu [...] non nella destra piò conservatrice, ma negli uomini politici, [...] magistrati, o funzionari dello Stato [...] in quanto democratici, [...] questa [...] nella quale il [...] perdeva connotazione e antagonismo. Quando il PCI disse: vogliono [...] me, aveva ragione (meno quando pensò a [...] tirati [...] o [...] queste interferenze essendo, penso, sopravvenute [...] un disegno che era e rimase indigeno). E come si colpiva quello Stato? Attraverso le sue [...] e col metodo terroristico [...] e [...] si inseri [...] della clandestinità: compartimentazione, settarismo, rigidezza, [...] di tutti da tutti. Infine, corollario, le masse [...] linea [...] nazionale privava di una [...] senza sbocco le lotte, [...] e nella disarticolazione che [...] nel quadro politico, [...] rivoluzionaria ridiventava possibile. Questa [...] ha ragione Pasquino [...] non è cultura di marginali; [...] cascami [...] vecchia cultura, ricomposti e ristrutturati [...] presente. Né le [...] o Prima Linea nascono dalla [...]. Questa è rappresentata da [...] di movimento del [...] che, per intendersi, va [...] Bologna ma non vuole frequentare il Palazzo dello Sport. Perché di [...] progettuale condivide soltanto [...] allora come oggi e [...] che non si definirebbero più marginali, coloro [...] votano o votano ma non partecipano, movimenti [...] femminista, i verdi, per certi aspetti i [...] tutti quelli che [...] il primo punto [...] dalla quale partono le [...]. E in varie forme [...] un conto è lo Stato delle multinazionali, [...] la società bloccata di Offe e un [...] critica femminista globale al sistema dei poteri. Comune [...] ma è il punto [...] ricerca [...] è la sfiducia nelle [...] che siano, come rappresentanti dei propri bisogni [...]. Ma non soltanto i [...] cosiddette [...] (quella che Asor Rosa [...] sentono questo blocco; credo che dobbiamo [...] con calma che lo [...] strati sociali, come la classe operaia, più [...] ideologia e organizzazione. Non avrà grande successo [...] di [...] che quel che perde [...] guadagna in partecipazione allo Stato. Il cadere delle lotte, [...] tesseramenti, di [...] movimento partecipativo che aveva [...] del decennio comporta [...] della [...] diversa nei diversi soggetti: [...] Italia [...] meno visibile che altrove perché non comporta, [...] non è cosa da sottovalutare), un tracollo [...] certo un tracollo nella milizia e nella [...]. [...] fase della [...] vita, Berlinguer si pose su [...] parlando del partito, alcune domande di fondo. Ma perché questo è avvenuto? Perché, io credo, se di tutta [...] delle [...] è facile far giustizia, meno [...] è opporre ad alcuni dati di analisi su cui [...] cercavano di [...] una risposta solidamente alternativa che [...] sia una variante della cultura [...]. Esempio: lo [...] delle multinazionali» é una [...] ma le multinazionali ci sono, eccome, e [...] quarti al novanta per cento della produzione [...] di base su scaia mondiale, e non [...] strategia di classe né di popoli (penso [...] infeconde conversazioni [...] in grado di [...] efficacemente. Ugualmente, lo Stato italiano [...] monolitica ed efficiente frazione dello [...] pensato dalle [...] ma per qualche verso [...] e infatti nel 1979, al Pei non [...] dalla maggioranza prima di subire guasti maggiori. Ma già non [...] più in grado di costituire [...] programma e uno schieramento alternativi; diventava e resta [...] capace di farsi sentire, di [...] il malgoverno, ai proporre una riflessione [...] sui rapporti tra esecutivo e [...] anch'esso peraltro contrastato [...] fra [...] o [...] che caratterizza ormai i signori [...] ci governano. Infine, [...] di colpire il [...] attraverso la [...] è antica, n?a [...] /. Questo pone problemi inediti [...] di rivoluzione, ma anche a quella di [...] carica [...] politico del solo valore [...] deprivato [...] è del messaggio «è [...] Stato che è colpito». Dal 1978 in poi, [...] percepirono tutti che non [...]. Di [...] il fallimento, la crisi, [...] soltanto al ribrezzo perla ferocia (di ferocie [...] ma alla percezione della [...] gratuità. Ma se questa era [...] dello Stato delle [...] (e verrebbe dunque da [...] limiti poteva realmente mettere in crisi le [...] dava la sinistra alle questioni odierne del [...] rappresentanza, del cittadino e dello Stato? Ammettiamo [...] la sfida terroristica non si potesse che [...] di cui dubito); e ora? Come si [...] pone ancora, la questione [...] rivoluzione? Che significa, quali [...] forze motrici? [...] pure invece che rivoluzione [...] Perché il buon senso oggi dominante ci [...] Stati non ce n'è che due, quello [...] autoritario, dunque non è d caso di [...]. E che il sistema [...] non ce n'è di migliori, [...] se possibile, ma altro [...]. A questo [...] cosa si [...] assai grave che alla [...] del terrorismo, che immeschiniva in un progetto [...] le grandi domande del decennio, non sia [...] cultura rivoluzionaria, o forse anche solo potentemente [...] della loro radicalità. Forse se non ci [...] grande crisi sarebbe andata diversamente: ma forse [...] anche un prodotto della mancata risposta. Certo è che si [...] varco enorme [...] del moderatismo, che lavora [...] speranze, sul dubbio che quel che era [...] da un gruppo di violenti ma dalle [...] la storia di questo paese, fosse utopico [...]. La rassegnazione è ingenerosa; e [...] spiega, [...] il paradosso di cui parla Umberto [...] cui [...] non finisce mai di essere [...] di vendicarsi [...] terrorismo già sconfitto, di rifiutare [...] proposta [...] aspra ricerca su di sé [...] quella avanzata dai dissociati, di esaltare nel [...] la propria cattiva coscienza. Rossana [...] protagonista [...] romanzo di Ottieri «Il [...] vita nel tentativo di riempire un vuoto [...] fortuna un incontro redimerà il suo [...] di baci L'opera narrativa [...] Ottieri [...] nel segno della scoperta di una realtà [...]. [...] degli anni Cinquanta, che [...] suoi romanzi di argomento [...] e Industriale, si scontra [...] condizione che non capisce e che lo [...]. Sospinto a riflettere su [...] sulla [...] propria condizione, [...] si addentra profondamente in [...] più tortuoso quanto più conosciuto. Se egli era rimasto [...] ora è Invece parte intrinseca [...] borghese, nel senso che è passato da una realtà [...] a una irrealtà che lo possiede. È un discorso coerente [...] attraversa un paesaggio culturale ben noto: [...] dibattito degli anni Sessanta, [...] Il passaggio dalla sociologia [...]. [...] cosi costruendo un mondo [...] sue più recenti opere In versi e In [...] trovato esiti narrativi e problematici di grande [...]. È un mondo di [...] quale la «malattia» [...] della droga o del [...] a un livello di consapevolezza estrema. Un mondo chiuso e [...] analizzato da [...] tra Ironia e disperazione, [...]. In questo mondo vive anche Clara, la protagonista [...] suo romanzo [...] divertimento, Bompiani, [...]. Clara passa le sue [...] e [...] velleità lettera-rie e amori [...] da [...] «perversa e cieca» per [...] una «ninfomania orale» o «smania di baciare» Inestinguibile. Clara vive di una [...] tanto più sola ed esclusa, quanto più [...] folla mondana sempre diversa e sempre uguale. La [...] insaziabile sete di pompelmo e [...] ricerca ossessiva (e per lo [...] essa stessa) di giovani bocche [...] baciare, sono altrettanti modi Illusori e impotenti di «riempire [...] vuoto» senza fine; e [...] anche I surrogati [...] e sofisticati (tanto più frustranti) [...] «dipendenza» dal sesso e [...]. E tuttavia appare sempre più [...] al fondo, come sia Clara stessa a programmare questo [...] con sistematiche [...] e rinunce a scegliere, e [...] di un [...] non curato che può sempre [...] il compimento [...] rimettendo continuamente In moto la [...] ricerca. Cè in lei, dichiaratamente, un [...] critico», una «linea precisa», una volontà a non colmare [...] quel vuoto per [...] disporre [...] della propria inesaurìbile (e inesauribile [...] perché inutile) «pienezza» di baci e di desiderio. La «necessità di divertimento», [...] a riempire di appuntamenti mondani ogni giornata, [...] come volontà e capacità di organizzare la [...] stesso di quella irrealtà, accettata consapevolmente come [...]. Dentro questo cerchio di [...] Clara, [...] differenza degli altri personaggi [...] produttivi o emarginati dalla [...] una disponibilità totale (e totale proprio perché [...] prezzo di sofferenza non certo maggiore. Clara sembra emblema-tizzare dunque un [...] sublimemente improduttivo; ma non tanto nel senso di una [...] «oralità smisurata» («beveva, fumava, baciava») o [...] di una presenza rituale [...] Ottieri e, accanto, [...] di un dipinto di [...]. Clara [...] piuttosto e paradossalmente un [...] altissimo: «Non ha [...] di lavorare per divertirsi», [...] ha nessun vero bisogno del «divertimento» che [...] non trova (e sa bene di non [...] di quel rituali consumi. La [...] «attività» [...] ininterrotta non tende a [...] si colloca al di fuori di quello [...] di fatto ad esso. È questa dunque la [...] in cui Ottieri raggiunge 1 risultati più [...]. La narrazione vi si [...] spirale ossessiva e Implacabile, sul filo teso [...] con una esemplare contaminazione di linguaggio colto [...]. Ne scaturisce un senso [...] futile, del vacuo, [...] quasi 11 risvolto critico [...] e della produttività coatta che ne è [...]. Il frenetico e anomalo [...] Clara, per così dire, come risvolto del frenetico [...] di chi la mantiene. [...] di una condizione, insomma, ne [...] anche 11 [...]. Ma ecco che a [...] Ottieri sembra [...] chiudere quel circolo cosi [...]. Clara cerca un uomo [...] una casa fissa, una vita normale o [...] di qua di quella ossessiva ricerca di [...] una donna determinata e attiva che teorizza [...] 11 lavoro, e organizza [...] degli altri. I fallimenti che ne derivano [...] scoperta [...] scultore inglese, o la vana [...] assistenziale con «il depresso») non arrestano la [...] marcia verso una normalità positiva. Il momento culminante è [...] lo stuccatore: un amore finalmente accettato, completo, [...] propositi e programmi per [...]. Clara sembra quasi «redenta» [...] semplice e sensuale, Ignorante ma «autentico»; per [...] In ospedale In seguito a una frattura, diserta [...] feste mondane. Certo, riprenderà a [...] quando per un oscuro [...] lo stuccatore si imporrà un temporaneo distacco [...] non sarà più la stessa. Come non sarà più [...] tenuta del romanzo, con un progressivo allentamento [...] di forme convenzionali, di situazioni edificanti, di [...] sbavature stilistiche. La donna che si [...] pagine Infatti, Ì un personaggio impoverito, con [...] possibilità certamente vasta ma non più illimitata: [...] lo stuccatore, la corte serrata di un [...] protettiva per 11 «depresso», un misterioso trentenne [...] marito) Inseguito e concupito per mostre e [...]. Clara Insomma, non è uscita [...] ma vi si è ritagliata un ruolo [...] limitato e acquisito. Al «delirio lucido» di [...] ricostruita sempre da capo nella [...] tragica futilità, ha preferito [...] In una [...] alla carica critica della [...] sublime improduttività, [...] con 1 ruoli che la [...] possibile. /// [...] /// Al «delirio lucido» di [...] ricostruita sempre da capo nella [...] tragica futilità, ha preferito [...] In una [...] alla carica critica della [...] sublime improduttività, [...] con 1 ruoli che la [...] possibile. (0) (0) ![]()
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