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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 198Entità Multimediali, di cui in selezione 6 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 391

Brano: [...]a bibliografia degli scritti di Maffeo Pantaleoni in Economie Journal, 1924, redatta da P. Sraffa e A. Loria.

C.Po.

Panzieri, Raniero

N. a Roma il 14.2.1921, m. il 9.10. 1964; pubblicista.

Di genitori ebrei, subì con la famiglia le conseguenze delle leggi razziali del 1938. Non potendo frequentare le università statali, si iscrisse al Pontificium Istitutum Utriusque Juris, studiando diritto e interessandosi, tra il 1941 e il 1943, di esistenzialismo religioso.

Renitente alla leva, dopo T8.9.1943 si nascose nella casa del filosofo Franco Lombardi e si avvicinò alle idee socialiste. Nel 1944 si iscrisse al P.S.I.U.P. collaborando con lo stesso F. Lombardi al « Centro di Studi Sociali ».

Studioso e dirigente politico

Fin dalla tesi di laurea del 1945, dedicata all’utopia rivoluzionaria nel Settecento e al « Codice della Natura » di MoreIJy, si manifestò nettamente l’interesse di Panzieri per il momento della prefigurazione teorica e per la tradizione, rivoluzionaria del socialismo.

Nel P.S.I.U.P. egli si avvicinò alle posizioni [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 766

Brano: [...]ia sulla « incrollabilità » del popolo italiano disastrosamente impegnato nella guerra: nella rassegnazione e nell’infelicità tipiche della popolazione venivano paradossalmente individuati i caratteri di questa forza. Nel contempo l’idea della guerra veniva a trasfigurarsi in Bottai, assumendo i connotati di astratta prova esistenziale scissa da vittorie e sconfitte. Da qui le riflessioni sulla « precarietà » della vita umana e un’inchiesta sull’esistenzialismo che si stava diffondendo allora in Italia, caratterizzato però più come stato d’animo che come dottrina filosofica. Ma ormai il ciclo della rivista andava compiendosi e, significativamente, « Primato » si chiuse subito dopo il 25.7.1943 con la constatazione che, rispetto a quanto era avvenuto per la Prima guerra mondiale, la letteratura bellica stava producendo scarse e poco articolate opere.

Tuttavia permarrà sino in fondo in Bottai la fiducia nella possibilità del fascismo che, nonostante la sconfitta, avrebbe dovuto rivitalizzarsi attraverso un rigoroso revisionismo critico. All'indoman[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 379

Brano: [...]razioni tese e vibranti, quale quella del l’ultima notte dei tre condannati a morte antifranchisti nella Spagna sconvolta dalla guerra civile (che forma appunto tema de “Il muro”) e quella dei codici comportamentali e degli ambienti che fanno di un giovane borghese un fascista (ne * L’Infanzia di un capo”), Sartre riuscì brillantemente ad attualizzare e a politicizzare in Francia, negli anni del Fronte popolare, temi filosofici suggeritigli dall’esistenzialismo tedesco.

Negli anni di guerra

Fino ad allora Sartre era rimasto piuttosto ai margini dei grandi movimenti di intellettuali impegnati nell’azione politica antifascista. Ma il Patto di Monaco, le scelte del suo amico Paul Nizan (v.) e il richiamo alle armi (seguito da un periodo di prigionia in Germania, tra il giugno 1940 e il marzo 1941)

lo portarono nel corso del conflitto mondiale a una più attiva presenza nella vita pubblica della Francia.

Le travagliate esperienze di quegli anni gli ispireranno i temi della trilogia Les chemins de la liberté (I cammini della libertà), romanzi [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 380

Brano: [...]istenzialiste di Kirkegaard e sviluppandole autonomamente.

Secondo dopoguerra

Ma fu nel dopoguerra che si espresse pienamente l’impegno politico di Sartre, sia attraverso il lavoro giornalistico e d’intervento polemico quotidiano (corrispondenze per “Combat” tra il 1944 e il 1946, fon

dazione e direzione della rivista Les Temps Modernes) sia partecipando di persona ai movimenti per il disarmo e la pace. Nella Parigi della Liberazione, l’esistenzialismo popolarizzato da Sartre e Camus divenne poi fenomeno letterario e di costume, codice di vita e di comportamento di una nuova generazione di intellettuali piccoloborghesi che si identificarono con i personaggi letterari e con le scelte di vita dei caposcuola.

Tra il 1952 e il 1956, negli anni della guerra di Corea, Sartre si accostò al Partito comunista (come testimonia lo scritto Les Communistes et la Paix, 195254), partecipando inoltre alle assemblee mondiali dei Partigiani della pace di Vienna (dicembre 1952), Berlino (maggio 1954) ed Helsinki (giugno 1955). Dopo l’intervento sovietico i[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 836

Brano: [...]landa, Svizzera e altrove.

Il « personalismo »

Con « Esprit », Mounier si era proposto di creare un punto d’incontro e di riferimento per i giovani cristiani e per quelli delle sinistre tradizionali che volessero contrastare da un lato l'involuzione reazionaria della destra cattolica rappresentata soprattutto óa\V Action frangaise (v.), dall’altro lo schematismo dogmatico di partito.

Il « personalismo », ideologia che « si apparenta all’esistenzialismo per il suo senso dell’uomo interno e della libertà, e al marxismo per il suo realismo sociologico », mirava a « immettere le più ricche esperienze umane nella rivoluzione socialista ». (Mounier).

Gli articoli dottrinari delle prime annate di « Esprit » vennero raccolti in due volumi, ritenuti tra i più importanti di Mounier: Révolution per

836



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 435

Brano: [...]primi scritti come Die Seele und die Formen (L’anima e le forme) del 1911 e Die Theorie des Romans (Teoria del romanzo) del 1916 lo collocavano già come una figura di primo piano nel campo della ricerca estetica inaugurando, sotto l’influenza della scuola neokantiana di Heidelberg (Windelband, Rickert, Lask) oltre che di Georg Simmel, Wilhelm Dilthey e Max Weber, una nuova corrente di pensiero che avrà poi altri prosecutori e prenderà il nome di esistenzialismo.

Intellettuale rivoluzionario

La Prima guerra mondiale e la rivoluzione russa del 1917 orientarono il suo messianesimo rivoluzionario, a forte impronta religiosa, verso il comuniSmo. Nel dicembre 1918, un mese dopo la fondazione del Partito comunista ungherese, vi aderì e venne presto cooptato nel Comitato centrale. Pochi mesi più tardi, la rivoluzione ungherese lo portò ad assumere nella Repubblica dei consigli la carica di vicecom

missario del popolo all’istruzione. Quella ancorché confusa e improvvisata esperienza segnò la definitiva identificazione di Lukàcs nel Partito comunista[...]

[...], Stendhal e 7o/stoi al naturalismo successivo e al soggettivismo delle avanguardie artistiche e letterarie del Novecento.

Dopo la Seconda guerra mondiale, mentre in Occidente e soprattutto tra la cultura francese di sinistra si riaccendeva l’interesse per la sua opera giovanile, Lukàcs rientrò in Ungheria e vi pubblicò i libri che rappresentano la più matura e articolata elaborazione del suo pensiero: Goethe e il suo tempo; Il giovane Hegel; Esistenzialismo o marxismo?; La distruzione defla ragione; Saggi sul realismo; Contributi alla storia dell’estetica; Thomas Mann e la tragedia dell’arte moderna.

Il Circolo « Petoefi »

Nel 1956 partecipò alla rivolta ungherese, aderendo al movimento degli intellettuali che si raggruppavano intorno al Circolo « Petoefi » e poi entrando nel governo di Imre Nagy. In conseguenza di ciò


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine esistenzialismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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