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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 520

Brano: [...] di distruzioni, deportazioni ed eccidi, garantendo un

pacifico passaggio di poteri dai tedeschi agli angloamericani; 2. Una repressione “differenziata”, pronta a colpire con la massima durezza i partigiani combattenti, i renitenti, chi fosse in grado di inserire fattori di ribellione nell’esercito o comunque di prendere iniziative politiche e militari di un certo respiro, ma disposta anche a trovare una linea di convivenza con l’antifascismo attesista, dosando abilmente arresti e scarcerazioni secondo i casi, in modo da spaventare gli avversari

o favorirne il “ravvedimento”. Esecutori della politica di Chiurco furono principalmente gli addetti all’Ufficio politico della Federazione fascista, fra i quali certi Rolando Chelles, Alessandro Rinaldi e Umberto Ticci. Nei locali della Federazione repubblichina, tristemente noti con il nome di Casermetta, non pochi antifascisti furono imprigionati, seviziati o torturati. Da qui partivano inoltre le direttive per i rastrellamenti da compiersi in provincia. In questo quadro, il 13.3.1944

il Tr[...]

[...] della “Lavagnini”, scelto per quest'operazione, restò bloccato da un rastrellamento nella zona di Tegoia e Molli, ogni prospettiva di azione insurrezionale svanì. A questo punto, gli stessi rappresentanti comunisti in seno al C.L.N. [Adolfo Doretti e Torquato Baglioni) vennero risucchiati su posizioni moderate e finirono con il sottoscrivere documenti che escludevano qualsiasi ipotesi di scontro armato in città. In conclusione prevalse la linea attesista e, anzi, per certi aspetti questa fu accentuata dalla costituzione del cosiddetto “Settore Siena” del Raggruppamento “Monte Amiata”, iniziativa presa in giugno dal tenente colonnello Agostino Ciavarella e da altri militari.

In questo modo si creò una singolare convivenza tra C.L.N. provinciale e autorità fasciste, tanto che il podestà repubblichino Luigi Socini Guelfi conservò il suo posto in Comune addirittura promuovendo, in accordo con il tenente colonnello Lelio Barbarulli, a sua volta collegato con il Raggruppamento “Monte Amiata”, la costituzione di un corpo di polizia urbana con com[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 168

Brano: [...]curare al Comitato i fondi della IV Armata che erano rimasti nelle mani del generale » e che l'Operti si era impegnato di versare. A parte l'evidente assurdità, non soltanto morale, di affidare il Comando a un generale solo perché questi portava dei quattrini, i comunisti votarono contro ritenendo che l'Operti non offrisse nessuna garanzia di volere condurre la lotta partigiana. Infatti il generale aveva presentato al C.L.N. un piano apertamente attesista, che partiva dalla « necessità di consolidare preventivamente le ramificazioni delle bande partigiane nelle varie zone, senza tralasciare nel contempo ógni occasione opportuna per atti di sabotaggio e azioni di disturbo contro le forze tedesche ». Sulla base di tale progettò, sarebbero certamente trascorsi molti mesi prima che le bande fossero considerate abbastanza « consolidate » per poter agire; e forse non avrebbero agito mai, perché mai avrebbero trovato l'occasione « opportuna » per passare all'azione,

al combattimento contro i nazifascisti. Trattandosi di una decisione presa in cont[...]

[...] con la norma dell'unanimità che regolava il funzionamento del C.L.N., i comunisti poterono rifiutarsi di riconoscerne la validità e resero noto questo loro dissenso alle formazioni partigiane, con una comunicazione diretta ai commissari politici. Ciò provocò proteste e vivaci polemiche in seno al C.L.N., ma l'accordo tra i partiti fu presto ristabilito, in quanto lo stesso generale Operti s'incaricò di dimostrare come egli fosse non soltanto un attesista, ma un nemico dei patrioti. Appena assunto l'incarico di comandante, egli si affrettò a far pervenire alle formazioni partigiane alcune circolari, nelle quali si parlava di lottare contro le bande «sovversive » e persino contro gli Alleati. In dicembre, egli diramò un appello agli ufficiali dell'esercito con i quali era collegato e li invitò, promettendo la corresponsione di un congruo stipendio, a mettersi direttamente ai suoi ordini. In detto appello, americani e tedeschi erano posti sul medesimo piano e lo stesso governo Badoglio veniva definito « inqualificabile » perché, « dopo avere att[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 73

Brano: [...]rtaco) in aspra polemica contro i partiti del C.L.N., soprattutto contro i comunisti e i socialisti. Recatosi al Nord dopo la Liberazione, nell’ottobre ’46 vi costituì un Movimento di Resistenza Partigiana (M.R.P.), con ifr tenti chiaramente provocatori, che venne sconfessato dalle altre forze della Resistenza.

In nome di un « autentico socialismo rivoluzionario », durante l’occupazione tedesca di Roma Io « Spartaco » faceva aperta propaganda attesista e disfattista, arrivando a scrivere: « I proletari dovranno marciare a battaglioni serrati quando i nazisti avranno lasciato la capitale. Prima, ogni generoso e ingenuo che venisse scoperto sarebbe falciato dalla mitraglia dei nazifascisti ». (4.3.1944). Nel dopoguerra, dopo la scissione di Palazzo Barberini, l’Andreoni aderì al partito socialdemocratico (P.S.L.I.) e nel 1948 ne diresse l’organo ufficiale L’Umanità su posizioni di acceso anticomunismo. Allorché, il 14 luglio di quell’anno, fu sparato a Paimiro Togliatti (v.), molti videro un’indubbia istigazione a questo attentato in un artic[...]



da La repubblica dell'Ossola (settembre-ottobre 1944), p. 16Prefazione/premessa/introduzione ad edizione non originale (Monografia/libro

Brano: [...] si dichiaravano disposti a concordare anche rettifiche della linea del fronte.

Sin dai primi mesi di guerra il CLNAI aveva lanciato la parola d’ordine della lotta a oltranza contro i nazifascisti, condannando ogni sorta di patti o tregue. Ed era una parola d’ordine giusta e necessaria perché, oltre a mettere in guardia contro l’insidia che quasi sempre celavano le proposte di patteggiamenti avanzate dal nemico, si contrapponeva alla politica attesista di quanti consideravano la

U



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 162

Brano: [...]

di protesta contro la guerra e il fascismo.

Il 25.7.1943 i lavoratori astigiani festeggiano con grandi manifestazioni la caduta del fascismo e distruggono le insegne dell’odiato regime.

La resistenza armata

Subito dopo I’8.9.1943 ha inizio ad A. la lotta armata e si costituiscono i primi Gruppi di Azione Patriottica (G.A.P.). La resistenza incontra però alcune difficoltà ad assumere un carattere di massa, per l’azione provocatoria e attesista di un certo capitano Davide, il quale, dopo aver raccolto attorno a sè soldati sbandati e renitenti alla leva delle zone di Canelli e Calosso, agli inizi del febbraio 1944 conclude un accordo di compromesso con i fascisti, suscitando non poche diffidenze e perplessità tra i giovani.

Fu un importante sciopero del 2.3.

1944 a segnare l’ascesa del movimento nell’Astigiano. In seguito alla vigorosa manifestazione furono arrestati alla WayAssauto 35 lavoratori, compresi quasi tutti gli organizzatori della lotta. Grazie a una tempestiva azione svolta dall’esterno, fu poi possibile liberare, t[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 193

Brano: [...]ovvedere all’ordine del paese e del nuovo governo ».

Ad essa faceva seguito, pochi giorni dopo, la costituzione del comitato milanese delle opposizioni, il quale, dichiarando « di parlare a nome della maggioranza dei cittadini milanesi », reclamava non solo le dimissioni del governo e lo scioglimento della milizia, ma altresì

lo scioglimento della Camera e nuove elezioni generali sulla base della proporzionale. C’era da un lato una tattica attesista, che si limitava praticamente alla protesta morale; e, dall’altro, c’era chi voleva che il blocco delle opposizioni assumesse le iniziative necessarie per provocare, non solo un cambiamento di governo nell'ambito della maggioranza parlamentare, ma un vero rovesciamento di indirizzo politico, una reale svolta democratica. Questa volontà democratica, soprattutto alla periferia, tendeva a trasformarsi in azione che i vertici dei partiti purtroppo cercavano poi di raffrenare.

Sotto questo aspetto la coalizione aventiniana fu certamente un fatto positivo: sotto la spinta dell’indignazione solle[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 340

Brano: [...]i Polonia. Quando, nel 1939, Hitler aggredì la Polonia, Bor dirigeva col grado di generale il centro di addestramento di cavalleria a Grudziada.

Passato alla lotta clandestina, si collegò con il governo polacco in esilio, creato in Francia dal generale Sikorski; contribuì alla formazione dell’Armja Krajowa e, succedendo al generale Crot, ne divenne ben presto comandante. Nelle sue mani, l’armata manterrà di fronte ai tedeschi un atteggiamento attesista e sarà più che altro uno stru

mento politico al servizio del governo conservatore in esilio.

La principale preoccupazione di quel governo, trasferitosi a Londra dopo la caduta della Francia, era in realtà quella di fronteggiare le conseguenze politiche e sociali dell’entrata delle armate sovietiche in territorio polacco. Tanto più che contro i tedeschi combattevano anche l'Armja Ludowa (organizzata dal Partito operaio), la Polska Armja Ludowa (socialisti di sinistra) e la Zydowa Organizacja Bojova (organizzazione di combattimento ebraica) che respingevano tutte la tutela del governo in [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 641

Brano: [...]ne.

La destra e i moderati tendevano all'attesismo, cioè a ridurre al minimo lo sforzo bellico nell’attesa che arrivassero gli angloamericani, e concepivano i C.L.N. come una alleanza al vertice tra partiti antifascisti, avente per obiettivi (più

o meno esplìcitamente dichiarati) la restaurazione del vecchio ordine prefascjsta e la salvezza della monarchia. La sinistra, stimolata dall’impulso comunista, respingeva per contro ogni posizione attesista, mirava a imprimere il massimo slancio alla guerra partigiana e a dare ai C.L.N., concepiti come organi di governo e pilastri del nuovo potere popolare, la più larga e organizzata base democratica.

Tra le forze di sinistra, il P.C.I. si trovava più spesso e più facilmente d’accordo col Partito d’Azione, avversario anch’esso di ogni attesismo e fautore di una lotta partigiana implacabile, che non con una parte del P.S.I.. In quest’ultimo partito erano infatti numerosi i vecchi quadri « legalitari » e socialdemocratici sempre preoccupati dell'at



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 646

Brano: [...]riuscì quasi mai a essere diffuso in Italia. Alcune centinaia di copie di ogni numero venivano spedite per posta, in buste chiuse e intestate a diverse aziende commerciali, ma la polizia fascista riusciva facilmente a individuare e a bloccare tali spedizioni alle stazioni di arrivo. Con il suo vecchio pseudonimo di Fiaba no Mauro, Claudio Treves fu con Turati un attivo collaboratore del giornale che ebbe un’impronta marcatamente revisionista e « attesista ». Gaetano Salvemini, che non mancò di muovere acerbe critiche alla politica degli esuli antifascisti, vi pubblicò una serie di articoli, ma poi ruppe ogni rapporto per passare, dopo un periodo di isolamento, nel movimento di « Giustizia e Libertà ».

Tra le attività promosse da Turati e Treves vanno ricordate: le esposizioni di stampa clandestina organizzate nel 1928 a Vienna e a Colonia; la partecipazione alle riunioni della II Internazionale; e, dopo il 1929, la pubblicazione di un bollettino quindicinale in lingua francese, nonché di una rivista dal titolo Rinascita socialista (diretta [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 703

Brano: [...] democrazie occidentali e cercava in sostanza di dissuadere i lavoratori dalla lotta di liberazione.

Talune formazioni armate si trovavano d’altra parte su posizioni di attesismo. Tradizioni socialiste locali tendevano a porre l'accento sull’attività propagandistica a scapito di quella militare e facevano dedicare alla prima le energie migliori delle formazioni socialiste, a eccezione di quella di Corbari, sempre molto combattiva. La tendenza attesista era marcata anche in qualche formazione di « Giustizia e Libertà » e più ancora tra le « Fiamme verdi ». Queste ultime avevano accettato il patto unitario come accordo politico, ma sul piano militare — oltre a mantenere una comprensiva autonomia — seguivano una tattica contraria all’azione offensiva. Il C.V.L. fu costantemente condizionato dal moderatismo delle gerarchie ecclesiastiche e dei quadri cattolici locali, che avevano aderito al C.L.N. e al Comando unificato con queste precise riserve.

Le forze partigiane

Al momento della Liberazione le forze partigiane della provincia di Crem[...]


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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine attesista, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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