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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 147

Brano: [...]mini commessi dai falangisti correvano per il mondo, riempiendo di orrore e sdegno gli antifascisti. In quell’atmosfera nasceranno opere come Fucilazione nelle Asturie (1936) e Fucilazione, Spagna (1939) di Aligi Sassu; Il combattente ferito di Madrid (1938) che lo spagnolo Xavier Bueno, dal '40 esule a Firenze, ha dedicato all’amico Nazario Cuarterio, « muerto en el frente de Madrid »; la serie di concitati disegni, tra espressionismo e visione metafisica, che Bruno Becchi (19141944) eseguì durante gli anni della guerra civile spagnola, e il noto Bozzetto per una fucilazione in campagna che Renato Guttuso, forse pensando a « La fucilazione del 3 maggio » di Goya, dipinse nel 1937 in memoria di Garcia Lorca (fucilato nel 1936 nei pressi di Viznar), come appunto stava ad attestare la dedica al poeta spagnolo scritta nel retro del quadro. Sono, queste, opere in cui cominciano ad apparire i soggetti che si ritroveranno in molte altre nate nel periodo della lotta partigiana: scene di violenza omicida; popolani combattenti per la libertà; vittime de[...]

[...]ncolamento dei valori pittorici da certi postulati tendenti a isolare il fatto estetico dalla vita. Fu quella di " Corrente ” un’azione che voleva ridare la completa responsabilità dell’uomo all’artista, e rilegittimare il suo

Bruno Becchi: Firenze come Madrid. 1939

linguaggio al di sopra delle malintese tradizioni. Venne perciò rimesso in discussione l’intero problema della pittura. Il Novecento, con l’accomodamento raggiunto tra realtà e metafisica, serviva agli stessi interessi del fascismo, volto a disgregare l’unità inscindibile tra realtà e dialettica delle forme. Ma allora, il movimento di "Corrente” non potè — pena la soppressione

o il carcere per i suoi esponenti — interamente svilupparsi: ebbe uno sviluppo limitato... In ciò, esso fu, entro quei limiti imposti, conseguente allo sviluppo della lotta politica in Italia ». E infatti la maggior parte degli artisti citati li ritroveremo, poi, direttamente impegnati nella lotta partigiana.

// Premio Bergamo

Tuttavia anche nell’interno del fascismo si operava in contrasto all'[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 502

Brano: Cattolici comunisti

gno Chiuso « Organo del Partito comunista d’Italia (aderente alla Ter» za Internazionale) per l’Italia Centromeridionale ». La testata di tale foglio clandestino è significativa: fu infatti preoccupazione costante del movimento quella di respingere ogni impostazione di tipo trotzkista, in cui riconosceva la più netta espressione della « metafisica » marxista.

Risale a quello stesso periodo la preparazione di una manifestazione contro la guerra che avrebbe dovuto svolgersi a Piazza San Pietro la mattina di Pasqua, in occasione di un discorso del Papa ai fedeli. La polizia fascista venne a conoscenza dei preparativi, informò il Vaticano e Pio XII non si affacciò a Piazza San Pietro a benedire la folla. II cerchio si stringeva intanto intorno agli antifascisti romani. Paolo Bufalini e Mario Alicata erano stati arrestati, rispettivamente nell'agosto

1942 e nel gennaio 1943; Pietro Ingrao era passato alla clandestinità. Nell’ondata di[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 684

Brano: [...]credere, almeno dopo il cubismo, che l’essenziale di un rinnovamentp artistico fosse una nuova visione formale (per esempio, nel cubismo, l’analisi geometrica di un oggetto e la compenetrazione dei piani successivi), non percepì subito gli elementi rinnovatori che erano insiti nelle opere di Corrente. L’accento di protesta morale non avveniristica e non astrattistica degli artisti di Corrente, la loro denuncia dell’astrattezza primitiveggiante e metafisica della neoaccademia novecentesca, tendevano a una nuova oggettività che da un Iato doveva superare il neutralismo e il verismo, nel tentativo di nuovi valori che esprimessero il simbolo universale delle cose, e dall’altro vo

« Corrente », Anno III, n. 8 del 30.4.1940

leva opporsi all’irrazionale, all’allontanamento deli'oggetto. Gli artisti di Corrente si mantenevano sempre, insomma, nell’ambito di un’arte di rappresentazione capace di comunicare, sul filo di un’appassionata socialità, con un più vasto ambiente umano.

Queste idee trovavano sviluppo in una serie di opere la cui ispiraz[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 459

Brano: [...]hiarazione di guerra all'Austria.

Dopo la partecipazione al conflitto, Marinetti e i suoi amici ripresero le loro lotte politiche a Milano, contribuendo direttamente alla formazione dqi Fasci di combattimento. Con Marinetti, i più attivi in questo senso furono Mario Carli e Ferruccio Vecchi.

A quest'epoca però il futurismo creativo, in particolare quello dei pittori, si era già praticamente concluso con la conversione di Carrà alla pittura metafisica, che è l’esatto contrario del dinamismo futurista. e con la morte di Boccioni nel

1916, avvenuta per una caduta da cavallo nel corso di una esercitazione.

Poco prima di morire, Boccioni aveva scritto a un amico: « Da questa esistenza io uscirò con disprezzo per tutto ciò che non è arte [...]. Esiste solo l'arte ». Nel bel mezzo dell'entusiasmo, la crisi l’aveva quindi colto di sorpresa, sconcertandolo, ed egli si era rivolto all'unica verità che gli era rimasta: l'arte. La dura realtà della guerra aveva spento l’euforia delle giornate interventiste.

Marinetti tuttavia non aveva ricav[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 605

Brano: [...]l diritto pubblico nonché nei Manoscritti economicofilosofici del 1844, e trovano una esposizione articolata, anche se non compiutamente sistematica, nelle opere polemiche scritte fra il 1845 e il 1847: La Sacra famiglia, L’ideologia tedesca e la Miseria della filosofia. Vi si mettono nuovamente a fuoco, rispettivamente, il « mistero della costruzione speculativa », i « presupposti reali, dai quali si può astrarre solo neH'immaginazione » e « la metafisica deH'economia politica ».

Con ciò, alla vigilia del Manifesto del partito comunista (v.) le linee teoriche generali del materialismo storico sono fissate. E, si badi, sono fissate con un procedimento rigorosamente critico, cioè attraverso la critica deH’idealismo speculativo di Hegel (e degli hegeliani) e del sensismo materialistico di Feuerbach: ossia delle due grandi risultanti della storia del pensiero contemporaneo a Marx. Proprio questa rigorosa derivazione critica esenta Marx dal deduttivismo dogmatico di una nuova filosofia della storia e di una nuova teoria generale dell’uomo e dell[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 124

Brano: Nietzsche, Friedrich

stema di valori che egli propugna. Anche il suo ateismo, la sua polemica contro il cristianesimo, deriva dalla consapevolezza di essere nel mezzo di una crisi dalla quale si può uscire soltanto con una rigenerazione profonda e titanica. La concezione della vita come arte e come pura moralità tendono a fare sconfinare il pensiero di Nietzsche nella metafisica pura e a tagliare ogni radice con il corso storico delle cose; al tempo stesso rappresenta la premessa della sua concezione estremamente individualistica ed aristocratica dell'esistenza e in definitiva anche della società, che si è espressa nella teoria del superuomo. Solo che, per Nietzsche, il superuomo rappresentava un individuo immateriale, l’immagine ideale dell’uomo nuovo creatore di nuovi valori e fornito della volontà di potere per realizzarli sulla terra. Un ideale astratto di eroicismo e di virilità, che presentava un risvolto anticonformista nel rifiuto delle convenzioni e ne! cora[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 102

Brano: [...]accordare la Chiesa con quel mondo moderno che il predecessore Pio IX aveva condannato in tutte le sue varie espressioni. Ancorché timidamente, segnava da parte dei vertici dell'autorità ecclesiastica la prima presa di coscienza del problema del lavoro specialmente di fabbrica, determinato dalla saliente industrializzazione, e l'ansia di partecipare attivamente alla sua risoluzione con una proposta organica. La fede scendeva così dai cieli della metafisica nella realtà esistenziale, per occuparsi, appunto “di cose nuove”.

Sotto il profilo storico, a prescindere dalle formulazioni tecniche certamente incomplete e discutibili, l’enciclica accendeva nella cultura cattolica d’allora prospettive e fermenti dianzi quasi sconosciuti, specialmente per quanto si iscriveva nell’orizzonte della giustizia dentro un ambito sociale non più precapitalistico e feudale.

Sotto il profilo politico, poi, innescava per induzione il potenziale dell’associazionismo cattolico che alla Chiesa avrebbe fatto « trovare nelle masse popolari, in via di accesso ai diri[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 258

Brano: [...]tori delle osterie, sono immagini che contrastano con l'ottimismo celebrativo del fascismo.

La situazione di Rosai ha molte analogie con quella di diversi artisti italiani che. come lui, si trovarono coinvolti negli stessi equivoci. La sua concezione antiretorica e il suo rifiuto di ogni enfasi lo differenziano dalle posizioni di “Strapaese”: le sue immagini non sono dialettali, egli parla dei diseredati con una adesione emotiva priva di ogni metafisica.

Certo negli anni del fascismo Rosai non seppe maturare le proprie intuizioni fino a volgerle nella direzione di un riscatto sociale, eppure in un suo quadro del 1943 è rintracciabile la complessità della sua vicenda dentro le difficoltà della storia contemporanea: nel\'Operaio in croce egli ha dipinto un proletario, vestito con gli abiti da lavoro, inchiodato al supplizio con dolorosa dignità. È un patibolo che si alza alle soglie di Firenze, con le torri e i campanili tramutati in ciminiere. Così Rosai, in quell’ora difficile, sembra cercare una verità che riappare con insistenza anche n[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 631

Brano: Spriano, Paolo

identificato con la rivoluzione tecnicoscientifica o, come è stato osservato, una sorta di « via termidoriana allo sviluppo ».

L'opera filosofica complessiva di Spirito è caratterizzata dal cosiddetto problematicismo, che parte dalla constatazione della contraddittorietà di tutte le tesi della metafisica occidentale (attualismo compreso), in quanto esse mirano a definire il tutto e così lo trascendono, e propone di assumere coscienza della contraddizione stessa per annullarla in una più immediata fruizione della vita (intesa come “ricerca”, “arte”, “amore”, etc.).

Le sue principali opere sono I fondamenti dell'economia corporativa (1932), La vita come ricerca (1937), Il problematicismo (1948), Cristianesimo e comuniSmo (1958), Nuovo Umanesimo (1964).

A. Man.

Spisa, Vittorio

N. a Ravenna il 10.1.1919; tipografo. Membro dell'organizzazione comunista clandestina ravennate, nel 1937 s[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 605

Brano: [...]sistente.

Chiamato a insegnare aH’Università di Marburgo nel 1923, tornò nel 1927 a Friburgo come successore di Husserl. Nello stesso anno pubblicava la prima parte di quella che sarà considerata la sua opera più importante: Sein und Zeit (Essere e tempo), rimasta incompiuta.

A proposito di questo libro, nel 1933 Guido Calogero scriveva: « Con intonazione più ontologica rispetto a Husserl, Heidegger ha voluto attuare in tal modo un'analisi metafisica della coscienza deM'uomo e del suo rapporto col mondo. Nonostante la gran nebulosità deH'esposizione e della terminologia (e forse, anzi, a causa di essa), "Sein und Zeit" ha avuto largo successo fra i lettori tedeschi, che hanno valutato nel H. il nuovo astro della filosofia contemporanea *.

Nel 1933, divenuto ormai un caposcuola della cultura accademica, ammirato e seguito da J.P. Sartre, Hanna Arendt, Herbert Marcuse (che lavorò a diretto contatto con lui fino al dicembre 1932) e altri studiosi antifascisti, Heidegger sorprese molti con la sua incondizionata adesione al nazismo. Nel mov[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Metafisica, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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