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da L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata dall'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944 : relazione ufficiale documentata / [a cura di Ettore Tibaldi!, p. 79Indice del volume (Monografia/libro

Brano: [...]........................ « 60

C) Telegramma del Presid. Bonomi ai patrioti della Val d’Ossola » 61

4: A) Circolare sul servizio di polizia.................................. » 61

B) Bando sul servizio di polizia................................ » 62

5: Circolare sulla Guardia Nazionale............................... » 64

6: Rapporti di G. Battisti sugli scambi con la Svizzera . » 66

7 : Indirizzo programmatico della Commissione Didattica della Giunta nell’imminenza della riapertura delle scuole nel territorio delFOssola liberata........................................ » 76



da L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata dall'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944 : relazione ufficiale documentata / [a cura di Ettore Tibaldi!, p. 76

Brano: 76

All. n. 7

PROPOSTE DELLA COMMISSIONE DIDATTICA CONSULTIVA approvate dalla Giunta Provvisoria di Governo

La Commissione Didattica Consultiva, alla quale la Giunta Provvisoria di Governo dell’OissoIa Liberata ha affidato l’incarico di indicare i ipriimi provvedimenti che devono essere presi per le scuole, la cui apertura è imminente, crede innanzi tutto necessario segnare per sommi capi le direttive di un programma ideale e pratico, nel quale tutti possano consentire per la preparazione di una vita nuova entro un nuovo ordinamento sociale e politico.

Le parole educare e rieducare, che oggi tutti pronunciano, non possono significare se non rifare spiritualmente l’Italia, preparando gli Italiani a essere se stessi con p[...]



da L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata dall'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944 : relazione ufficiale documentata / [a cura di Ettore Tibaldi!, p. 35

Brano: [...]r l’Istruzione, pur rimettendosi per una epurazione più accurata del personale alle sue dipendenze all’opera della Commissione appositamente istituita, dovette provvedere d’urgenza alla rimozione e sostituzione di una parte del personale insegnante.

In vista della prossima riapertura delle scuole, si preoccupò quindi della necessaria revisione dei programmi e dell’epurazione dei libri di testo. Fu istituita a tal uopo una apposita Commissione Didattica, composta del Commissario stesso, di un altro membro della Giunta (l’incaricato della Stampa) e di un membro particolarmente competente del C. L. N. di Zona. La guai Commissione, attraverso larghe consultazioni col personale insegnante più fidato dei vari ordini di scuole e un minuto esame dei libri di testo prima in uso, venne alle seguenti conclusioni:

1) che per quanto riguardava le scuole elementari si dovessero senz’altro abolire tutti i libri di testo in vigore sotto il fascismo, come irrimediabilmente viziati quasi in ogni lor pagina; e che gli insegnanti dovessero provvedere ai bis[...]



da L'opera della giunta provvisoria di governo nell'Ossola liberata dall'8 settembre 1944 al 22 ottobre 1944 : relazione ufficiale documentata / [a cura di Ettore Tibaldi!, p. 78

Brano: [...], in cui è sempre viva la parola di uno dei grandi maestri del pensiero moderno, di Antonio Rosmini, al quale già fecero capo alti intelletti come il Manzoni, il Tommaseo, Ruggero Bonghi e innumerevoli altri assertori e operatori del nostro Risorgimento, la Commissione, nel tempo stesso che mira a promuovere la fecondità degli studi filosofici, storici, scientifici e letterari entro la libertà speculativa dello spirito, ama ricordare che l’opera didattica non può dare frutto senza assidua disciplina e metodo severo e che in questo momento l’azione quotidiana deve essere costantemente avvalorata dalla risoluta volontà di partecipare al nuovo Risorgimento dell’Italia e al rinnovamento in atto di tutta la nostra civiltà. A questo fine siano rivolte tutte le forze delPQssola liberata, e insegnanti e alunni si sentano lavoratori tra i lavoratori nella civiltà del tempo nuovo.

La Commissione

D. Gaudenzio Cabalà, presidente Mario Bandini Gianfranco Contini Carlo Calcaterra, relatore

La seconda relazione, in cui erano tracciate le linee dei p[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 445

Brano: [...]le Vescovo assistente dell'Opera Nazionale Balilla (1929)

riferico in un vero e proprio “ducette” della scuola, al quale veniva delegato istituzionalmente il giudizio quotidiano e arbitrario sull'operato dei docenti attraverso i rapporti riservati e le note di qualifica, di cui egli era chiamato a rendere conto solo ai superiori (C.M. 23 maggio 1923).

In tale contesto, il significato effettivamente assunto dalla tanto sbandierata « libertà didattica » gentiliana era nient’altro che demagogico, nel senso che l’alleggerimento dei programmi e l'autonomia di movimento all’interno della classe liberavano i docenti dal peso fastidioso di taluni adempimenti (come la compilazione dei piani di lavoro periodici e le rilevazioni sistematiche sui progressi degli alunni), ma non assicuravano certo una maggiore libertà di insegnamento. Tante vero che proprio durante il ministero Gentile (192224) si verificarono i primi casi di licenziamento e prepensionamento a carattere discriminatorio: nel 1925 vennero poi allontanati dall’insegnamento, a vario tito[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 444

Brano: [...]impreparati. La restaurazione, abilmente mascherata sotto manto filosofico, dissolveva le « pseudocategorie » e giustificava il declassamento degli istituti tecnici, la ghettizzazione dell’istruzione professionale e sostanziali modifiche nelle materie di insegnamento, fino agli “abbinamenti” più discutibili sotto l’aspetto didattico (matematicafisica, storiafilosofia, ecc.). Strettamente connesse a tale politica pedagogica erano l’organizzazione didattica e la formazione dei docenti. Qui la dialettica gentiliana conseguì il massimo dei consensi, rimettendo “sulla testa” quella scuola che la pedagogia attivistica aveva cominciato a rovesciare attraverso una sottolineatura della centralità delTallievo nel processo educativo.

Già nel suo Sommario di Pedagogia generale Gentile aveva sostenuto la concezione, secondo la quale il maestro andava considerato come incarnazione dello spirito, (« principio, fonte e norma ideale, nonché modello vivente del pensare e dell'operare, immanente alla personalità dell’alunno stesso ») e allo stesso tempo a ess[...]

[...]ene a contatto con altri minori di lui ».

Tra i frutti di siffatto modo di pensare sarà da annoverare la tragica inadeguatezza della preparazione degli insegnanti e, ancor oggi, quel vero e proprio relitto pedagogico,

sopravvissuto a tutte le critiche, che è l’istituto Magistrale, liceo di serie B anziché scuola di specializzazione e di formazione di insegnanti sul piano culturale e professionale.

La questione della cosiddetta « libertà didattica », affermata da Gentile, non può essere estrapolata dal complesso della sua riforma come dimostrazione delle intenzioni “non fasciste” del provvedimento, perché non bisogna dimenticare altre novità, come il congegno degli esami di Stato con Commissioni esterne, che partendo dalla teorizzazione pedagogica suesposta diventarono anche un meccanismo di controllo e di condizionamento sui docenti. Del resto, rispondeva a questa stessa logica la riorganizzazione, deliberata contestualmente, di tutto il meccanismo di governo dell’amministrazione scolastica, a livello sia centrale che periferico, su u[...]

[...]overno dell’amministrazione scolastica, a livello sia centrale che periferico, su una linea di restaurazione del principio gerarchico e con organi di potere monocratico: in primo luogo il Ministero, ma anche i provveditori e i presidi. E ciò a scapito degli organismi rappresentativi come il Consiglio superiore della Pubblica istruzione e i Consigli scolastici provinciali (R.D. 16 luglio 1923). Non meno rilevante, anzi trait d’union immediato fra didattica e amministrazione, fu la trasformazione (in fatto e in diritto) del dirigente scolastico pe

La copertina de “H saluto alla Bandiera”, inno per le scuole elementari dedicato a S. E. Pietro Fedele, ministro della Pubblica Istruzione dal 6.1.1925

444



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 426

Brano: Schiffrer, Carlo

civile. Dal 1928 fino al pensionamento insegnò poi al GinnasioLiceo “F. Petrarca” di Trieste, dove si distinse per chiarezza didattica e serietà scientifica.

Antinazionalista e democratico, partecipò all’attività politica clandestina e, dopo I*8.9.1943, fu rappresentante del P.S.I. nel C.L.N. di Trieste. Convinto assertore dell'unione di Trieste e dell’lstria all'Italia, nell’immediato dopoguerra diede un rilevante contributo alla documentazione esibita dalla delegazione italiana alle trattative per la pace a Parigi e, su proposta dei socialdemocratici triestini, fu nominato dal Governo militare alleato vicepresidente di zona. Fu poi membro del locale Consiglio Federativo della Resistenza e fra i primi soci dell’istituto [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 763

Brano: [...]ima di spirare, con la mano tremante accenna a qualche cosa: non è un giovane nell’ora disperata del distacco dalla terra, è un piccolo angelo della libertà che vola al suo cielo ».

Bibliografia: Berto Perotti, Assalto agli Seal zi, Verona, 1957.

Prevedello, Mario

Martino. N. a Mestre (Venezia) il 28.9.1897, m. a Treviso nell’aprile 1976; insegnante.

Nel 1920 si iscrisse al Partito socialista, iniziando un'intensa attività politica e didattica: fondò l'Università Popolare di Mestre e istituì corsi serali per operai, che dovette sospendere per intervento delle autorità fasciste.

Nel 1924 si trasferì a Treviso dove insegnò presso l’istituto tecnico, continuando a svolgere lavoro politico, fino a essere aggredito e duramente percosso dagli squadristi. Chiamato alle armi nel maggio 1940, verso la fine dello stesso anno rientrò a Treviso e costituì cellule di studenti e artigiani, ciclostilò volantini antifascisti da diffondere nelle scuole e nelle fabbriche. Dal marzo 1943 collaborò con Concetto Marchesi, responsabile del Partito co[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 755

Brano: [...]iberazione.

I corpi delle quattro vittime furono trovati nel giardino: accanto al capofamiglia giacevano la moglie, Giovanna Prato Ratto (n. il 16.6. 1901), quello della figlia Marcella (n. a Vicoforte il 30.1.1922) e quello del figlio Franco (n. nel 1930).

P.Bu.M.Ca.

Prato, Giuseppe

N. a Torino il 19.3.1873, ivi m, il 18.8.1928; economista e storico dell’economia.

Frequentò a Torino la facoltà giuridica, partecipando all’attività didattica e di ricerca promossa dal Laboratorio di economia politica fondato nel 1893 da Salvatore Cognetti de Martiis, alla cui scuola una giovane generazione di studiosi veniva familiarizzandosi con la pratica del « metodo sperimentale » e con il gusto per le indagini « positive ».

Come lamico e compagno di studi Luigi Einaudi, entrò nella redazione della « Riforma sociale » (fondata nel 1894 da Luigi Roux e da F.S. Nitti), che del movimento d’idee riformatrici in campo economicopolitico era l’organo scientifico, così come « La Stampa » ne era lo strumento di divulgazione quotidiana.

Contro Gio[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 564

Brano: [...] Fracassi nascose la bandiera comunista e, molti anni dopo, racconterà:

« Prima l’ho tenuta io sul letto sotto la coperta, poi l'ho consegnata a Feroldì che

l’ha murata di nascosto sotto un gradino di casa di un vicino che era fascista ». Fracassi si rifiutò inoltre di cambiare nome al figlio Comunardo (i fascisti vollero imporgli il nome di Benito Romano) e di mandare a scuola in divisa i due figli. Dopo due mesi di assenza, la direttrice didattica e la maestra dovettero accettare i due ragazzi senza divisa.

Nel 1926 si formarono a Piadena cellule comuniste clandestine che si riunivano e agivano ricorrendo a vari stratagemmi.

Si organizzavano apposite « gite sociali », le « ranate » (« si pescavano le rane e si cuocevano e mangiavano nei campi e intanto si scambiavano idee e progetti »). Fu organizzata una squadra di calcio (« parte dell’incasso andava di nascosto al Soccorso Rosso che aiutava i carcerati politici »). « Questa strategia dell’associazione sportiva o ricreativa » testimonierà Curzio lorini, « è stato l’inizio della [...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Didattica, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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