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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

tipologia: Autorità - ISAAR(CPF) (ex Autorità e personaggi); Id: 235+++


Area dell'identificazione
Categoria del nome persona | sesso maschile
Forme primaria nome
Settimelli, Leoncarlo   
Altre forme del nome
Leoncarlo Settimelli   
l.s.[Leoncarlo Settimelli]   


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Introduzione per una biografia di Leoncarlo Settimelli, IdMiS 2010

[«Introduzione» in corso di elaborazione allo strumento di complemento per l'inventario del Fondo Leoncarlo Settimelli, Elio Varriale (a cura di), Per una biografia di Leoncarlo Settimelli: antologia completa de «l'Unità» 1924/2010 , IdMiS, Firenze, 2010, 1322 pp.]

Nato a Lastra a Signa e trasferitosi a Roma in forma più stabile solo dal 1960, Leoncarlo incomincia le sue collaborazioni con «l'Unità» dal 1954 (in prevalenza nelle pagine sportive). Esperto della canzone italiana (dal 1960 redattore dai vari festival nazionali come critico musicale, poi anche cinematografico), ha partecipato come autore e ricercatore a quell'interesse sulla musica popolare (più nueva cancion politica che folk revival) che andava crescendo parallelamente ai grandi movimenti anti imperialisti (aggressione americana al Vietnam, dittatura dei colonnelli greci, etc.), in una Roma ricca di "Cabaret" politici, sviluppando con il Canzoniere dell'Armadio, poi Canzoniere Internazionale dell'Armadio, poi Canzoniere Internazionale quel percorso che anche grazie all'incontro con Josè Boserman porterà il gruppo a calcare le scene nazionali ed internazionali1, alle pubblicazioni nella collana folk della Cetra, alla contestata vicenda «Canzonissima - girone folk» ed all'apertura del dibattito della metà degli anni '70 intorno al concetto ed alle politiche sul folklore; degli anni '60 e '70 la intricata serie di relazioni di amicizia o meno con gli esponenti di NCI - Nuovo Canzoniere Italiano (da Leoncarlo2 reso esemplificativo dei contrasti un viaggio a Cuba fatto assieme ad Elena Morandi, Giovanna Marini e Ivan della Mea, su invito di Saverio Tutino in rappresentanza degli esponenti di musica popolare italiana), o con gli Inti Illimani, o con il Folk Studio; la riproposizione folklorica nel centro Italia3; le collaborazioni con esponenti del mondo teatrale e cinematografico romano di netto impegno politico 4 quali Gian Maria Volontè e Bruno Cirino; le collaborazioni con il fratello Wladimiro5. Molte le sue opere o collaborazioni televisive6 e radiofoniche7. Tra gli spettacoli successivi agli anni '60 ulteriormente alla valorizzazione de L'ingiustizia assoluta (Canzoniere Internazionale e Duo di Piadena su musica di Sergio Liberovici testo di Emilio Jona regia di Massimo Castri, prodotto con il contributo del Teatro Regionale Toscano, Teatro comunale di Pistoia, maestranze della Breda e ARCI), L'Opera delle Filastrocche di Virgilio Savona e Luciano Berio su testi di Gianni Rodari, necessiterebbe nuova luce lo spettacolo che coadiuvato da una precisa ricerca sul campo e d'archivio ebbe il merito di riscoprire o far riscoprire alla comunità della Amiata - come una sorta di strumento per l'elaborazione del lutto -, Vita profezie e morte di Davide Lazzaretti detto il nuovo messia, raccontate dal prof. Cesare Lombroso con l'ausilio della compagnia dei Malconci, nel 1978 non bene accolto dalla critica se non addirittura ingiustamente stroncato (art. Lazzaretti resta escluso dal quadro della storia, 26 febbraio 1978 a firma Siro Ferrone). Di notevole rilevanza storico politica e sociale: la raccolta di testimonianze sulla storia del PCd'I e PCI, sugli Arditi del Popolo e squadre d'azione comuniste, sulla Resistenza (alcune già pubblicate in opere quali ad es: LP Palmiro Togliatti. la vita la parola, a cura di Leoncarlo, narratori Enrico Maria Salerno e Riccardo Cucciolla, del 1965; Le Barricate di Scandicci. Una battaglia contro il fascismo, curato da Leoncarlo Settimelli e Roberto Ivan Orano nel 1975; in altra parte frutto delle ricerche per spettacoli teatrali circuitati e non come quello con il Collettivo Universitario Teatrale di Parma prodotto per il circuito ARCI ma da questa poi non distribuito; alcune altre prodotte durante la militanza politica, od in ambito familiare e amicale). Di notevole importanza la raccolta di canti politici e sociali, interesse che lo ha accompagnato durante tutto il suo percorso - dai canti anarchici rielaborati in chiave comunista da suo padre alle recenti ricerche sui canti della Shoà (da ricordare i volumi a cura di Leoncarlo Settimelli e Laura Falavolti Canti Anarchici, e Canti socialisti e comunisti, Savelli; Dal profondo dell'inferno. Canti e musica al tempo dei Lager, Marsilio, 2001); meritano altresì attenzione particolare le ricerche attinenti le miniere che ha portato avanti - caso dell'Amiata -, fino a pochi anni fa.



Il curatore ringrazia anticipatamente Leoncarlo Settimelli per i racconti, le esplicazioni e delucidazioni necessariamente da offrire per una doverosa correzione. Inoltre il curatore confermando la sua disponibilità e quella dell'Istituto a dar corpo al lavoro sulle carte dal Confino e sul canzoniere manoscritto da Donato Settimelli, chiede il suo aiuto per una trattazione monografica degna.


1Folkitalia, tourné in nord America e Canada assieme a Gabriella Ferri, Caterina Bueno, Otello Profazio, Matteo Salvatore, Lino Toffolo, ed il fisarmonicista «campione d'Italia» Luciano Francisci, con cui incomincierà il felice connubio che lo vedrà diventare membro del Canzoniere Internazionale [Il '68 cantato, cit.] (art. 16 maggio 1968). Tourné cubana di Canta Cuba libre - nazionalmente distribuito nel circuito teatrale Arci -, su invito del Consiglio di cultura del governo cubano (art. 17 aprile 1973 e 31 maggio 1973). X Festival mondiale della gioventù a Berlino (art. 11 agosto 1973). I festival de «l'Avante!», settimanale del Partito comunista Portoghese (30 settembre 1976); [da sviluppare indice in base ad antologia ed archivio sonoro]

2Intervista di Elio Varriale a Leoncarlo Settimelli, Roma 2005...; Leoncarlo Settimelli, Il '68 cantato (e altre stagioni), Zona, Arezzo, 2008

3 il «Sega la Vecchia» cortonese (art. 16 aprile 1976)[da sviluppare indice in base ad antologia ed archivio sonoro]

4L'elenco delle partecipazioni minori potrebbe essere di svariate decine, in questa sede ricordiamo soltanto alcune collaborazioni che non appaiano citate in altre sedi: l'interpretazione ne Il grande processo curato da Edgardo Siroli con il suo «Teatro documento», con la collaborazione di Umberto Terracini; la collaborazione del Canzoniere Internazionale e di Fausto Cigliano a Il testamento di Allende rappresentato dalla cooperativa «Il Collettivo»; la partecipazione al film Lettera aperta ad un giornale della sera di Citto Maselli[da sviluppare indice in base ad antologia ed archivio sonoro]

5La Sicilia fotografata da Verga, Mostra allestita da Wladimiro Settimelli, sottofondo musicale di Leoncarlo Settimelli (art. 31 marzo 1971).[da sviluppare indice in base ad antologia ed archivio sonoro]

6autore nel programma presentato da Renzo Arbore, Folk Festival, sul secondo canale (art. 12 dicembre 1972); presentazione della trasmissione sul 2° canale con la cantante Graziella di Prospero ricercatrice nell'alto Lazio; presentazione dell'Uruguayano Daniel Viglietti; Dalle parti nostre, trasmissione promossa dal Canzoniere Internazionale (art. 30 ottobre 1976; Settimana radio-TV 4-10 dicembre 1976) Vedrai che cambierà. Luigi Tenco dieci anni dopo, scritto assieme a Giancarlo Governi e diretto da Paolo Poeti, trasmesso il 21 dicembre 1977 sulla rete 2; Sceneggiata italiana, da una ricerca musicale ed antropologica svolta assieme a Laura Falavolti, serie diretta da Edmo Fenoglio (art. 10 gennaio 1980, 17 gennaio; 19 febbraio adattamento teatrale); Il romanzo di una voce programma in 6 puntate dedicato alla vita di Claudio Villa, scritto assieme a Laura Falavolti e Giancarlo Governi (art. 28 settembre 1989); Il mistero di Rossini scritto assieme a Giancarlo Governi (art. 10 settembre 1991, e 14 settembre rinvio; 22 settembre; 8 gennaio 1992); [da sviluppare indice in base ad antologia ed archivio sonoro]

7radiofoniche: Popol che mi ascolti attento..., registrato nella sede fiorentina della RAI, interpretato dal Canzoniere Internazionale con la regia di Paolo Lucchesini (art. 29 settembre 1977) [da sviluppare indice in base ad antologia ed archivio sonoro]



Per un elenco delle opere rimandiamo alle appendici finali di Il '68 cantato cit.

Inserito da Elio Varriale il 09/04/2011 09.51.49


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Racconti

[tratto dal resoconto di Elio e Lucio Varriale inviato per la pubblicazione su «Lares» [ad oggi non pubblicato] come atto del Convegno, Le Fonti Orali - Archivi, Storie, Passioni, Competenze, Progetti, Poggibonsi 20/21 aprile 2007]

Leoncarlo Settimelli nasce a Lastra a Signa nel 1937 da Donato Settimelli e Rina Caparrini. Il padre, Donato Settimelli, aveva partecipato agli scontri di Porto di Mezzo a Lastra Signa, nell'ottobre del 1921: esule in Francia, fu arrestato, poi estradato. Sconterà dapprima una pena alle Murate, poi, dal 1927 al 1931 subirà il Confino di polizia a Ustica, Lipari, ed infine San Nicola di Tremiti. Della sua testimonianza ci rimane traccia su una audioregistrazione del Fondo Leoncarlo Settimelli:

«Ci si illudeva forse, era un'illusione, ma insomma questo entusiasmo io credo sia stato necessario, e sarebbe stato necessario in tutta la gioventù dell'epoca... insomma a molta gioventù dell'epoca, per impedire al fascismo di venire. Perché se nelle Signe cadde tardi il comunismo, insomma, l'azione operaia, lì, eccetera, fu proprio per questo entusiasmo che c'era. [...] Era venuta da allora la divisione a Livorno. [...] questo era il partito e quindi... questo entusiasmo, capisci?[...] E quindi anche lì io fui incaricato di trasformare le “squadre d'azione” in “Arditi del Popolo”. [...] La “piccola Russia”, infatti i fascisti venivano a scorrazzare a Signa, a Lastra, fino al Ponte, più in là non venivan mai, al Porto non venivan mai»1.

Leoncarlo, passata la guerra, dopo un breve periodo come operaio in una fabbrica di gomme, con il fratello Wladimiro nato nel 1934, intraprende l'attività di giornalista a «l'Unità», nel periodo in cui sono direttori prima Pietro Ingrao, poi Mario Alicata. Nei primissimi anni Sessanta si trasferisce a Roma dove fonda insieme a Marco Ligini, Elena Morandi, Laura Falavolti, Eduardo di Giovanni ed altri, L'Armadio, circolo da cui prenderà piede il Canzoniere dell'armadio, poi Canzoniere Internazionale dell'Armadio, divenuto infine Canzoniere Internazionale 2, da lui diretto. Ricordiamo uno dei suoi testi più noti sullo studio della canzone popolare italiana: Canti anarchici3, che Leoncarlo ha scritto insieme alla sua compagna, Laura Falavolti. Attualmente Leoncarlo lavora con Giancarlo Governi alla serie Ritratti trasmessa su RAI 3.

Frammenti dell'intervista4:

«E quando ci fu insomma questo avvento del fascismo, le squadre, quelle del Dumini... che pare fosse proprio lui che venne a Porto di Mezzo... che cosa fecero? Una spedizione che mi sembra anche testimoniata sul libro squadrismo fiorentino… una spedizione contro la casa del popolo e la cooperativa... tolsero la bandiera… non so se della casa del popolo o del partito. Ma certo saccheggiarono tutto e lì dissero che sarebbero tornati. E fu così che a Porto di Mezzo si prepararono a riceverli. Io so anche che mio padre parlava di Arditi del Popolo e non so comunque quando la loro iscrizione, la loro appartenenza, sia avvenuta, in quale spazio. [...] Si misero nei vari androni, magari in posizioni strategiche. Uno anche sul campanile della chiesa. Se non che, diceva mio padre, uno scemo si era lasciato scappare questo colpo di pistola prima dell'arrivo, e questo favorì, in una certa misura, gli squadristi. Fu un colpo molto grave con un morto anche. Gli squadristi riuscirono ad incendiare anche una serie di case. Quindi diciamo che l'ebbero vinta e molti di coloro che parteciparono a questi fatti si nascosero. Altri presero la strada più lunga, cioè quella dell'esilio, perché sapevano che sarebbero stati beccati e tradotti in carcere.

Ecco mio padre fu uno che… ecco... uno dei racconti più precisi fu questo di essere scappato a Nizza, o nei dintorni, perché la Francia prometteva proprio protezione e libertà, proprio per chi fosse stato colpito da ricerca o dall'arresto per fatti politici, se non che il tribunale non riconosceva un connotato politico a questi fatti [...] Quello che ricordo del racconto di mio padre sul carcere di Nizza... C'era un fischio ed un modo di fischiare, che poi fu preso dai miei parenti e da tutta la mia famiglia: [fischio]. Si sentiva nella notte nel carcere di Nizza questo fischio che andava da una cella ad un'altra. E gli agenti andavano dentro la cella:- Hai fischiato tu? -. Mio padre diceva :- no, io non so nemmeno fischiare -. E allora poi si sentiva aprire un'altra cella perché il fischio poi si ripeteva... E questa era una delle cose che da bambino mi piaceva sentire raccontare. E poi mio padre, in quell'occasione, aveva anche composto una canzone, che poi ho nei documenti... [...]Il 23 Febbraio in Francia fui arrestato, fui messo in cellulare…[...]

La prima isola dove fu confinato, fu Ustica. Andarono ad abitare in una casetta che era stata di Gramsci. In quel periodo però c'era Bordiga, il segretario del partito comunista d'Italia e di cui sappiamo le avventure e disavventure... Quello che di lui ricordava mia madre, è che lui da ingegnere aveva, costruito una piccola centrale elettrica a Ustica che andava a vapore, perché non c'era neppure elettricità a Ustica in quel periodo, [...] e questo ha dato la luce a Ustica ed era come un miracolo [...]

La tappa successiva fu Lipari. Però ecco: mio padre a Ustica era da solo, mentre a Lipari... mia madre... si erano sposati... chiese di poter raggiungere mio padre e dopo varie vicissitudine, permessi etc. le fu accordato. Per lei fu un viaggio enorme perché arrivare in Sicilia... [...]

Mio padre faceva il cameriere in un bar. Mia madre faceva la donna di servizio presso un principe africano, anche lui confinato... confinato perché noi eravamo andati in Libia, quindi erano nostre colonie... C'erano stati anche degli avversari politici, libici, africani riottosi che venivano qua. Mia madre mi raccontava sempre la prima volta che aveva incontrato questo principe, che era un uomo alto con questo taffetà blu e per una di Lastra a Signa non era semplice... rimase :-Ah! -. E lui :- Arabi, non mangiare, signora, non mangiare... Stia tranguila... -. E mi raccontava sempre questo mia madre... con molto divertimento. E lei cucinava per questo principe e mi raccontava... una volta aveva degli ospiti... Perché c'era questa... Con i denari si poteva far tutto, insomma. E una volta aveva ospiti questo principe, e chiese a mia madre di cucinare il pollo. Il forno per cucinare era costruito con dei fornelletti a petrolio... perché ricordiamo eravamo alle isole nel '29/'30, bisognava pompare della aria dentro che mettesse in pressione e poi si dava fuoco... Senonché mia madre, non molto esperta, pompando con questa cosa... A un certo punto si scoperchiò questo fornetto e si sparse il petrolio sul pollo... E allora lei mi raccontava... Passò due ore col bruschino a lavare sotto l'acqua questo pollo pensando :- Adesso chissà cosa succede -. E invece fu molto apprezzato, probabilmente perché nella nuova ricerca di spezie c'era questo sapore nuovo... di petrolio...»

«A un certo punto, non mi ricordo in che anno, mio padre mi disse :- Leo bisogna aiutare la famiglia, non ci si puo' permettere che tu vada a scuola, non ce la facciamo, e quindi devi andare a lavorare -. Io andai alla fabbrica, e trovai un posto per lavorare. Il mio lavoro era quello di tranciare i copertoni. La roba di gomma veniva mandata a questa fabbrica per essere riciclata con l'aggiunta di materiali chimici.[...] C'era una stecca sopra di ferro che staccava la macchina al tuo comando... però nessuno ce l'ha mai fatta a fermarla... Dovevi rimboccare un filamento e con un trincetto tagliare la gomma avvolta... tirarla così... Rimetterla dentro magari insieme a questi materiali aggiuntivi, e rimboccarla tra i due cilindri. Solamente quando eri sveglio, vigile, durante le prime ore di lavoro, ti rendevi conto che s'avvicinava troppo. Però accadeva spesso che... bastava distrarsi un momento... quello ti porta dentro... [...]

Era terribile stare nel piazzale d'inverno. Un freddo! Poi lavoravo a fare i mastici dove si lavorava col benzolo, quindi con la maschera... poi son diventato invece magazziniere di scarpe... perché si producevano anche scarpe di gomma. C'era un reparto che lavorava le tomaie. Poi queste si mettevano in degli stampi, si metteva la gomma intorno, e col calore si attacavano le tomaie. Venivano fuori delle scarpe... insomma avevano successo perché erano flessibili, costavano poco. [...]

Per un periodo ho lavorato a delle presse verticali in cui si univano due teli impermeabili. [...] In alto c'era un rullo, sopra una stoffa... che era quella interna... e quella esterna che era impermeabile e che anche quella veniva da sotto. Devi tirare per tenere. Io mi ricordo, che ho visto le dita uscire dall'altra parte...tutto il sangue... Era venuto un ragazzo... di cui non ricordo il nome... che faceva il ciclista e che rappresentava la ditta Columbus gomma. Lui faceva 2 o 3 giorni la settimana allenamenti, mentre gli altri giorni lavorava in questa fabbrica... anche lui è rimasto con le dita in questo modo. Ha avuto successo come ciclista, era molto promettente. Come giornalista son tornato 10 anni dopo[...] tutti gli operai si sono riuniti, hanno mostrato la mano ed io li ho fotografati.[...]

I turni di notte... Ti illudeva il fatto che il giorno eri più libero... però dovevi anche dormire... Mi ricordo che andavo a pattinare, andavo con le ragazze alla casa del popolo...[...] Fino a mezzanotte... dopo mezzanotte tutti i rulli che girano... le luci a neon... capito? Cominci ad aver sonno sai? E' drammatico, è drammatico! Le ore appunto dalle 1 alle alle 6 di mattina... non so chi possa farcela... è terribile...»

«Mio fratello lavorava invece a riparare le biciclette. Un artigianello... le gomme bucate... Insomma... le biciclette andavano molto... i primi motorini... i moschito, etc. Aveva voglia di scrivere, di fare il giornalista. E mio padre riuscì ad affidarlo ai redattori di toscana Nuova... che era un giornale di allora della federazione comunista. Cominciò allora a fare le prime esperienze. [...]

Io dopo la fabbrica, la sera, andavo a studiare a Firenze elettrotecnica per farmi un mestiere.

Volevo studiare radiotecnica in via S.Gallo. C'era un professore, mi ricordo, che quando ci ha cominciato a parlare di transistori... Perché nostro interesse era capire le valvole... le valvole come funzionavano. Le valvole che raddrizzavano la corrente elettrica erano due placche, no, come sai... per cui da una passava all'altra solo in un senso... e raddrizzava la corrente elettrica, la corrente alternata. [...] diceva: - Ora pare abbiano trovato questi nuovi elementi che raddrizzano la corrente elettrica, che si chiamano transistori... ma figurarsi se si tira fuori qualcosa, si starà a vedere -. [...]

La sera però, non essendo ancora contento di avere fatto la fabbrica, di essere andato a scuola e aver studiato un paio d'ore sul pullman, avevo fatto per un po' di tempo anche scuola di teatro, presso una insegnante russa, Irina... Moretti... sposata quindi con Moretti... dove studiava con me anche Carlo Cecchi... lui è diventato un grande del teatro, io no, però ogni tanto ci incrociamo... Insomma io andavo a scuola a Firenze, e prima di rientrare, a volte approfittavo, prendevo il tram con mio fratello o il motorino, e passavo dalla redazione dell'Unità... e la cosa cominciava ad appassionarmi. A un certo punto mi offrirono di occuparmi di sport... la promozione... allora c'era La Rondinella che era in promozione. Vaiano, Vernio, Castelfiorentino, la Certaldese... [...]

Però quello che facevo, era di stare dietro le spalle di Ottavio Cecchi, Alberto Cecchi, [...] Io li guardavo mentre correggevano i pezzi. Per cui imparavo che la voce del verbo avere si doveva scrivere con l'acca, e questo, e quell'altro... e così ho imparato a scrivere... vedendo come mi correggevano i pezzi. Da lì ho cominciato la mia carriera da giornalista, prima a Firenze, fino al 1959, poi interrotta dal servizio militare... purtroppo dove tu arrivi cerchi di camuffarti... ma purtroppo quelli sanno tutto. [...] Lì ho anche cominciato a cantare. [...] »

«Dopodiché mi hanno chiamato a Roma. [...] Lì c'era bisogno agli Spettacoli.

Sono andato a Roma e così ho cominciato a scrivere i primi spettacoli. Tutti i primi giri di manovella... film... a Messina, ad esempio... Il Processo di Verona con Lizzani, che evocava la vicenda di... come si chiama... ho fatto anche una puntata adesso... del livornese... quello che era ministro degli esteri nel fascismo... [...] Ho conosciuto tutto l'ambiente del cinema, solo che a un certo punto mi sono stufato di parlare degli altri... intanto avevo proseguito questa attività di canzone popolare, di canzone politica... quindi ho detto : - Voglio dedicarmi a quello -. Ho messo su un locale. Si chiamava L'Armadio. Insieme agli altri... Marco Ligini...»


1 Trascrizione di un brano del nastro magnetico a bobina audioregistrato da Leoncarlo nel 1966, inventariato nel nostro fondo Leoncarlo Settimelli con numero di inventario LeSetB009.

2 Alcuni dischi del Canzoniere Internazionale: Gli Anarchici; Compagno Presidente/Canti della Rivoluzione cilena; Siam venuti a cantar Maggio; Vita, profezie e morte di Davide Lazzaretti; Canta Cuba Libre; Il bastone e la carota; Questa grande umanità ha detto basta; C'è una bella famigliola; Le Barricate di Scandicci. Al gruppo hanno partecipato tra gli altri: Luciano Francisci, Adria Mortari, Dodi Moscati, Roberto Ivan Orano, Oretta Orengo, Maria Torrigiani.

3 Leoncarlo Settimelli e Laura Falavolti (a cura di), Canti Anarchici, Samonà e Savelli, Roma, 1972

4 Il documento da cui sono tratti i brani seguenti fa parte del Fondo IdMiS: l'intevista è stata svolta da Elio Varriale a Leoncarlo Settimelli e videoripresa da Michela di Carlo, nell'Agosto del 2005 a Santa Fiora (GR).

Inserito da Elio Varriale il 09/04/2011 09.32.37


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Introduzione sulla memorialistica di Donato Settimelli

[tratto dall'introduzione di Elio Varriale al progetto di ricerca sulla memorialistica di Donato Settimelli, in corso di produzione 2011]

Il 2011 è 150° dell'Unità d'Italia e 90° della prima resistenza al Fascismo. Dopo quell'elaborazione culturale durata alcuni secoli che Enzo Siciliano ha denominato Sogno d'Italia, durante la Restaurazione con gli influssi di molteplici Scuole – dall'Antologia di Vieusseux alla Carboneria di Filippo Buonarroti -, va a formarsi quella presa di coscienza - ideologia -, che porterà all'egemonia mazziniana ed al '48; le prime imposizioni dei Savoia - più che piemontizzazioni -, le riforme scolastiche (superamento della Legge Casati e tentativo della sinistra storica di introdurre l'obbligo scolastico sino alla 3 elementare - legge Coppino -, obbligo sino al 12° anno di età – legge Orlando -, competenza statale per le scuole elementari – legge Daneo -, innalzamento obbligo scolastico a 14 anni ed introduzione scuole medie inferiori, licei ed Istituti – riforma Gentile), le migrazioni interne - esemplare il caso di Torino -, la leva obbligatoria, le lotte operaie e contadine, la Grande Guerra, contribuiranno con differenti apporti alla costruzione di un'identità nazionale permeata di istanze sociali.
In parallelo alla costruzione dell'identità nazionale con le fastose adunate fasciste, il Confino rappresenta quel luogo di confronto ove culture politiche, provenienze geografiche ed estrazioni sociali eterogenee si incontrano, andando a definire alcuni tratti ideologici comuni – per il momento subalterni: Umberto Terracini – ordinovista torinese -, Amadeo Bordiga - massimalista napoletano -, i Fratelli Rosselli - liberal socialisti di cultura ebraica fiorentina -, incontreranno personaggi come Donato Settimelli, giunto lì dopo il periodo di carcere a cui fu condannato per i Fatti di Porto di Mezzo (Lastra a Signa) dell'ottobre 1921. Dalla memorialistica di Donato Settimelli, e dalle carte del Confino parte il nostro lavoro di ricerca che vuole indagare questo percorso di elaborazione - sviluppo della persona umana -, che vede un personaggio in possesso di una semplice licenza elementare giungere alla stesura di un canzoniere di ottimo stile toscano che a partire da un substrato fortemente influenzato da modalità e lessico di un anarchismo fine ottocentesco rielabora la propria esperienza del periodo bellico, del biennio rosso e del PCd'I, della prima resistenza al Fascismo delle Squadre d'azione Comuniste od in ogni caso variante lastrigiana degli Arditi del Popolo, del carcere alle Murate e del Confino a Ustica,Lipari e Isole Tremiti. Il Confino al di là delle aspettative del regime, è stato un fecondo laboratorio di esperienze differenti ed un importante luogo di riflessione memoriale, elaborazione teorica ed infine Scuola per il «secondo Risorgimento» e finalmente Costituzione della Repubblica.

Inserito da Elio Varriale il 09/04/2011 09.12.00


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