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tipologia: Analitici; Id: 1472893


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Rassegna della stampa
L' Untone SOVIETICA E LA FRANCIA. In una brillante conferenza tenuta a Mosca il 19 maggio nella Sala delle Colonne del Palazzo dei Sindacati il grande scrittore sovietico Ilya Ehrenburg, dopo aver accennato ai buoni rapporti che sono esistiti nel passato tra la Russia e la Francia, ha evocato l'amicizia d' oggi tra le due grandi potenze : c La Repubblica Sovietica ha raccolto !a bandiera gloriosa della Comune pa rigina. Quando la Francia è caduta nessun russo le ha gettato la pietra addosso. Nei giorni più bui del giugno '40 il compagno Molotov, parlando del popolo francese, diceva : c Un popolo innamorato perdutamente, della libertà s. La nostra volontà di aiutare la Francia e disinteressata. Noi non vogliamo da essa le sue colonie. Noi non sogniamo le sue materie prime nè i suoi mercati. Noi non pensiamo ad occuparci dei suoi affari interni. Noi vogliamo una sola cosa: che la Francia ridiventi la Francia, che essa sia grande, forte, indipendente. Noi non diamo dei consigli ai francesi. Noi non diciamo loro:—Attendete sulla spiaggia che faccia bello. Noi conosciamo le sofferenze della Francia. E noi sappiamo che cosa sono i tedeschi. Ogni soldato dell'Esercito rosso è fiero di contribuire alla liberazione della Francia. Ecco perche un giornale clandestino francese scrive : — Tutto il popolo ha due speranze : il suo .odio e l' Esercito rosso. Il riconoscimento del Comitato francese di Liberazione Nazionale da parte del governo sovietico è differente dai riconoscimenti inglese ed americano. La differenza non è nello stile. I francesi hanno compreso e non dimenticheranno s
II. KUOMINTANG E 1 COMUNISTI. Un lungo e documentato articolo apparso in Liberté del 15 giugno espone con grande chia rezza la situazione cinese nell'estate del '44 esaminando suc cessivamente le ragioni dei rovesci militari subiti nei prim anni della guerra, l'arretratezza dell'economia e l' inesistenza dell' industria, gli errori strategici e tattici, la politica nefasta dei generali reazionari. A questo proposito, dopo aver detto che gli eserciti comunisti dello Shantung e dell' Hopei, forti di più di 300.000 uomini, controllano un territorio di circa 60 milioni di abitanti e immobilizzano una forza di oltre 200.000 giapponesi, l'articolista così prosegue : c La verità è che il Kuomintang ed i suoi eserciti non conducono la guerra così energicamente ed efficacemente come potrebbero: e ciò anche tenendo conto delle risorse di cui nessuno contesta il carattere limitato. Se gli eserciti del Kuomintang, forti di tre milioni di uomini, si unissero negli obiettivi come nella strategia con gli eserciti comunisti della Cina del Nord, essi potrebbero rendere difficile l'esistenza ai 400.000. giapponesi che occupano la Cina. Viceversa, mezzo milione di truppe del'Kuomintang, le meglio nutrite e le meglio equipaggiate, sono impiegate nel blocco dei comunisti. L'amministrazione comunista è di gran lungs la migliore di tutta la Cina e le truppe comuniste sono migliori e di più gran rendimento di quelle del Kuomintang: è naturale quindi che queste truppe non ci tengano molto a passare sotto il comando diretto degli ufficiali incapaci che il ministro della guerra generale Ho Ing Kin potrebbe designare,. Il Kuomintang non ha realizzato niente dei tre grandi principii : nazionalismo,- democrazia, livello della vita. Ma oggi, nel momento in .cui i giapponesi potrebbero tentare una suprema offensiva, l'unificazione reale di tutte le forze combattenti è per la Cirra una questione di vita o di morte. Per far ciò, occorre in primo luogo metter fine alla stupida leggenda dello c spauracchio roast), che, in' Cina come dovunque, lavora per il nemico s.
QUINTA COLONNA CECOSLOVACCA. Durante gli anni della prima repubblica cecoslovacca {1918-1938) il popolo godette di alcuni diritti ma il' potere reale era nelle mani di un piccolo gruppo di grandi finanzieri, di grandi capitalisti industriali e di grandi agrari. Apparentemente era al potere una coalizione di partiti ma in effetti la cricca dei capitalisti faceva quel che voleva ed aveva a sua disposizione una notevole quantità di organizzazioni reazionarie, fasciste e semifasciste. Il vero carattere di questa banda di nemici del paese si rivelò durante la crisi di Monaco, durante l'interludio tra Monaco e l'occupazione totale da parte dei tedeschi nel marzo 1939, e durante l'occupazione stessa. Clemente Gottwald, membro del Parlamento cecoslovacco e segretario del Partito comunista ceco, dimostra che i rappresentanti di questi gruppi reazionari ebbero una parte preponderante nella capitolazione di Monaco (Nove Ceskoslovensko del 16 giugno 1944). e Il popolo ceco voleva battersi; ma la reazione ceca, con l'aiuto di Hitler, ebbe il sopravvento e consegnò la nazione nelle mani dei nazisti. Uno dei capi del partito agrario, Tadina, tranquillizzò i con-
tadini assicurando loro che Hitler, dopo tutto, non avrebbe fatto nulla contro il principio della proprietà privata. II presidente della Zivnostenska Bank, Preiss, alltirchè fu proclamata la mobilitazione generale nel momento cruciale della criai di settembre, si rifiutò di mettere a disposizione del governo i fondi necessari. Quando il partito di Henlein cercò di provocare un putsch, il ministro dell' interno Cerny, uno dei capi del partito agrario, ordinò alla polizia di evacuare i, distretti dei Sudeti. La stessa ignobile funzione fu esercitata dalla reazione ceca durante la seconda Repubblica (da - Monaco al marzo '39). I reazionari cechi priyarono il popolo di tutti i diritti democratici e consegnarono la Slovacchia alla banda fasciste di Hlinka. La Russia carpatira fu affidata alla Germania e all' Ungheria per facilitare e permettere i loro preparativi contro I' U. R. S.S. Venne finalmente la capitolazione totale del presidente Hacha che s'inchinò davanti alle esigenze di Hitler, fece occupare Praga dai tedeschi e formò un governo alla quisling sotto la a protezione . nazista a.
SAMOCRIT1CA. Il generale Umperto Nobile ha esaminato alcuni degli aspetti più caratteristici della vita sovietica (come
è noto, il Nobile ha soggiornaio a Mosca per quasi cinque anni dai primi del '32 al Natale del '36) in una serie di articoli che hanno ottenuto un :vivo successo. Nel secondo di questi articoli (!l Popolo. 4 luglio 1944) dopo aver espressa tutta la sua soddisfazione per aver-potuto assistere da vicino, e in qualche modo parteciparvi con lo spirito, a quel formidabile processo rivoluzionario che poneva le basi di una nuova società umana, a quella profonda trasformazione che la rivoluzione andava operando nella enorme massa della popolazione sovietica >,, il generale Nobile espone con chiarezza
e con molti esempi significativi l' istituto della samocritica che egli ritiene abbia contribuito potentemente alla formazione della gioventù sovietica oltre che al poderoso sviluppo delle varie attività della vita sovietica. 4 La propaganda ostile ci rappresentava la Russia come un paese dove ogni iniziativa individuale fosse repressa, dove l' individuo fosse ridotto a poco meno di uno schiavo in balia di un tirannico potere statale. Ma è uò fatto che la mia esperienza di cinque anni mi porto invece alla conclusione che in Russia, almeno nel campo della produzione, veniva lasciata all' individuo una libertà di scelta, di iniziativa, di critica che in. molti casi, a me straniero, pareva 'persino eccessiva, e lo era infatti. E non si può certo parlare di abbassamento della dignità personale se per- fino lo sguattero della cucina di un albergo, o il facchino che lustrava i pavimenti delle camere poteva nelle periodiche riunioni di servizio liberamente discutere di piani di lavoro e del modo come attuarli Negli altri paesi ad un inserviente fissano il compito da eseguire ed il salario e basta s. Dopo aver fatto un paragon; fra ciò che avveniva in quegli anni nel-l' U.R.S.S. e ciò"che avvenivi nell' Italia fascista dove l' insincerità e la menzogna ererSo state elevate a regola di vita, il generale Nobile così prosegue : . Ché cosa sia oggi divenuto di quella polïriea-della samocritica io non so, ma qualunque rrasfortpaziópé .abbia' subito, sia il fatto che essa contribuì alla pietRezzà di, vita della gioventù sovietica: i giovani russi erano chiamati e 'partecipare con -tutte le loro forze alla costruzione della nuova bocietà. Ciascuno aveva la sensazione di essere non già tino strumento ricco, ma un artefice consapevole di essa. Quando. alla fine del 1936, tornai in Italia, riassumendo le mie -esperienze di cinque anni di vita russa, espressi agli amici il mio pensiero su quella gioventù con queste parole : se una guerra scoppiasse, l' Europa farà i conti con essa. Ed ho • avuto ragione s.
GRANDErze. E MISERIE DE1.1.' A. M. G. IN ITALIA. In una corrispondenza al Daily I'e/e{raph del 16 maggio la nota giornalista inglese Virginia Cowles tratta diffusamente' dei meriti
e dei difetti del governo militare alleato in Italia. Dopo aver ricordate le origini dell' A. M. G. e la sua trasformazione in A. C. C., e dopo aver esposte le grandi • difficoltà incontrate nei primi mesi. l'articolista éosi prosegue : • II grande impegno che tutti gli ufficiali del Governo Militare hanno mostrato nel loro lavoro, merits certamente ogni elogio. Ma se l'opera .di tin istituto va giudicata dalla sua attività più che dalla maggiore o minore buona volontà di coloro che ne fanno parte, il giudizio non può essere molto favorevole. Le funzioni del-l'A.M.G. sono il mantenimento dell'ordine, l'approvvigionamento degli abitanti dei territori occupati e la loro sistemazione in locali abitabili : e questi compiti non sono stati assolti. Per quanto riguarda le prime necessità della vita, gli italiani non potrebbero star peggio. È vero che quando comandavano i tedeschi le città `e le vie di comunicazione erano pressochè Intatte, ma ,è anche varo che prima di invadere l'Italia noi avevamo fatto delle promesse : abbiamo lanciato manifestiui che decantavano i vantaggi della,liberazione e siamo arrivati
al punto di stampare le parole s libertà dal bisogno s sulla carta moneta 'di occupazione; ed il fatto che queste promesse non siano state mantenute ha contribuito notevolmente ad abbassare il livello morale del popolo. Nel momento attuale i pressi dei viveri sono praticamente incontrollati, il furto delle razioni iene forze armate alleate ha assunto la forma di un brigantaggio nazionale ed il mercato nero italiano non ha l'egsale nel mondo. Un problema altrettanto serio è la man-canzs di oggetti di vestiario. Le popolazioni dell'Italia meridionale sono sempre state povere ma le condizioni in cui versano attualmente sono impressionanti. Il fatto che nessuna distribuzione di vestiario sia stata fatta dall' A. M. G. dimostra evidentemente che i djrigenti angloamericani non consi-derano.gli abiti come degli oggetti di prima necessità s. Dopo aver trattato di un altro serio ed importante problema quale è quello dei profughi, Virginia Cowles così conclude 31 suo articolo : a Le condizioni in cui si trova l'Italia amministrata dagli alleati non possono certo costituire un motivo di orgoglio per le democrazie. Le giustificazioni offerte dai funzionari dell'A. M. G. sono le più varie e vanno dalle ragioni di carattere politico a quelle relative alle difficoltà dei trasporti marittimi. Certamente poche persone sono in grado di esprimere un giudizio sicuro sulla situazione dei trasporti merit-timi. Ma anche il meno attento dei visitatori di Napoli non put) non essere colpito dalle proporzioni dei locali occupati dai nostri comandi militari, dall'elevato tono di vita che conducono le truppe di quella .base e dal fatto che il numero degli autoveicoli militari in circolazione è tale che non si rie-
sce mai superare una velocità media di 10-15 miglia all'ora.
Alcuni degli ufficiali dell'A. M. G. con i quali ho parlato sembravano seriamente preoccupati per questo stato di rose; altri lo accettavano come un effetto inevitabile della guerra; altri ancora insistevano sul fatto che gli Italiani devono considerarsi fortunati se ricevono qualche considerazione e negavano che vi fosse possibilità di miglioramento. L'argumento più valido a favore di un'amministrazione migliore non è di carattere sentimentale, ma strettamente realistico. La storia insegna, che e difficile ehe un paese esca libero o amico da un lungo periodo di soáerenze s.
 
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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 30892+++
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Testata/Serie/Edizione Rinascita | mensile ('44/'62) | ed. unica
Riferimento ISBD Rinascita : rassegna di politica e cultura italiana [rivista, 1944-1991]+++
Data pubblicazione Anno: 1944 Mese: 7
Numero 2
Titolo KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 2 - luglio


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