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tipologia: Analitici; Id: 1472845


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Titolo A.R., Iniziativa politica e adesione popolare
Responsabilità
A.R.+++
  • Roasio, Antonio
  autore+++    attribuito 
Rubrica od altra struttura ricorsiva
Opinioni e discussioni [Rinascita - mensile]+++  
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Opinioni e discussioni
Iniziativa politica e adesione popolare
Io credo che il fatto più significativo di questi ultimi mesi nell' Italia liberate non sia stato il nuovo atteggiamento del partito comunista, con la risoluzione della criai politica che da esso è derivata, ma piuttosto il modo con cui il popolo italiano ha accolto le dichiarazioni di quel nuovo orientamento. La popolazione ha risposto all'appello alla concordia, all'unità nazionale, al fronte unico contro il fascismo, come ai risponde a chi parla lo stesso linguaggio, esprime le co-
muni necessità, coglie i propri più intimi.desideri. Le masse erano stanche da otto mesi di discussioni, di pregiudiziali, di
irrigidimenti e, in. conclusione, di inerzia politica. All'appello all' unità nazionale per la lotta contro i tedeschi e contro i fascisti il popolo è entrato di colpo nel circolo -della vita politica e, invisibile ma presente, ha fatto sentire il suo peso.
<^); la seconda volta, nella recentissima storia italiana, che la volontà delle masse agisce direttamente sulla vita politica.
La prima volta, soltanto perchè deterirnato e imposto dalla volontà della grande maggioranza degli italiani, il colpo di Stato del 25 luglio potette realizzarsi. Dimostri dunque adesione o dissenso, sia risolutivo in senso positivo o in senso negativo, il contributo della volontà popolare alla vita politica è sempre l' elemento essenziale e determinante. La volontà delle masse infrange i più perfetti strumenti di •repressione, spezza i più solidi ingranaggi di interessi, manda_ iu frantumi le più forti organizzazioni politiche; la volontà delle masse, invisibile ma ponderabile nella vita politica di. tutti i popoli, sorregge, per contro, le iniziative a suo vantaggio, le riscalda del proprio calore, aderisce ad esse e le rende inattaccabili ed invincibili,- così come l'atmosfera aderisce e fascia gli esseri e.le cose del mondo, li circonda della propria forza, ne impedisce la disgregazione prima che il ciclo naturale sia concluso.
Il merito della. risoluzione della crisi odierna, dopo otto-lunghi mesi di ambag e di tentennamenti, non spetta dunque a Togliatti, agli uomini di buona volontà di tutti i partiti politici, alla Giunta Esecutiva e, magari, allo spirito conciliativo e collaborazionistico del maresciallo Badoglio, o spetta a loro soltanto per quella parte di azione iniziatrice o- favoreggiatrice da essi compiuta. Il merito primo ed essenziale spetta all' equilibrio del popolo italiano che ha saputo cogliere ed apprezzare l' iniziativa politica, l' ha accettata e, con la sua adesione unanime, l'ha , imposta.
Le masse popolari hanno una loro saggezza, un loro discernimento critico. 'Quando viene lanciata un idea nuova essa passe a traverso il cervello di milioni di uomini. (Perciò Hegel diceva che le idee camminano con le loro gambe). Quando nn progetto, una proposta, un' iniziativa non sono accettabili, esse potranno fiorire nella mente bizzarra di una, due, tre, dieci persone, ma sono destinate presto o tardi a cadere nel vuoto perchè una selezione naturale si compie, un filtro magico opera questa funzione depurativa, un rifiuto viene opposto dal buon senso delle moltitudini. Questa, in fondo, è la ragione per la quale le masse non hanno mai aderito al fasciamo.
Per svolgere un programma politico occorre che vi sia dietro quel programma una massa che lo sostenga. Mussolini poteva ben disprezzare la massa, concepirla come prona ai suoi cenni e, indipendentemente dalla volontà popolare, progettare tutte le guerre che gli piacessero, prendere tutte le decisioni che volesse. Una sola 'cosa nazi gli, poteva riuscire ed infatti non gli è riuscita : far combattere alle masse questa sua guerra e vincerla. Per fare ungguerra e. vincerla bisogna essere in due, il governante ed il popolo. Nön avendo tenuto conto di questo particolare, Mussolini ha perduto la guerra.
Mussolini ha perduto la guerra perchè il popolo ha opposto il suo rifiuto a partecipare alla innaturale alleanza, a combattere una guerra così moralmente abbietta e così politicamente stolta ed assurda. La disfatta militare ed il crollo del fascismo sono state la prima affermazione di questa volontà delle masse. Se Engels aveva ragione, nella celebre prefazione alla Storia delle lotte di classe in Francia, ad affermare che ormai era passato il tempo dei movimenti insurrezionali del tipo d'i quelli del 1848 non è men vero che sono rimaste alle masse queste nuove forme di rivoluzione.
Del resto, che la volontà popolare sia la premessa indispensabile ad ogni instaurazione o reggimento di potere politico, è dimostrato dell'esperienza storica. Ogni crollo di regime è dovuto al divorzio tra iniziativa politica é adesione
popolare. Guardate ad esempio la fine del regno borbonico, nel 1860, ove l'urto esterno fu minimo, quasi insignificante, tispetto alle forze che Francesco II poteva mettere in campo. Eppure la monarchia borbonica cadde a pezzi, non soltanto per l'azione di Garibaldi e dei suoi Mille, ma più per il disgregamento interno che aveva minato la compagine dello Stato, per la mancata adesione di quelle masse popolari
Alla stessa guisa, il crollo italiano del luglio 1943 ha alcune analogie con il disfacimento del regime zarista ed il crollo del fronte russo nel 1917. Qui, come oggi si è ripetuto in Italia, non soltanto le masse sentivano ormai definitivamente liquidati i loro rapporti con il regime che per tanti anni le aveva oppresse e sfruttate, ma avevano coscienza della loro funzione sociale e quindi della loro forza, entravano nella lotta politica ormai per sempre emancipate. Libere del loro destino, le masse gccoglievano ed appoggiavano una grande iniziativa politica, il bolscevismo, che era finalmente la concreta metodologia rivoluzionaria del marxismo.
Questa esperienza dei rapporti tra iniziativa politica e volontà popolare, indispensabili l' una e l' altra come forze solidali che si integrano e si compenetrano, è valida a chiarire ancora un altro problema, essenziale alla comprensione della lotta politica oggi. Un partito che non sia di wassa, che non interpreti fedelmente la volontà popolare e non si lasci guidare permanentemente da quella, che non sia sostenuto nelle sue iniziative dal volere unanime di chi lavora e produce, potrà essere tutt' al più un movimento di idee, ma non ha diritto di legittimità tra i partiti 'politici.
Accettare questo concetto significa risolvere e liquidare per sempre anche le discussioni sulla mera libertà programmatica, perché la libertà astratta non esiste, la libert6 è l'espressione della volontà intangibile delle masse, è lo spirito e la vita
di queste. A. R.
 
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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 30832+++
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Area unica
Testata/Serie/Edizione Rinascita | mensile ('44/'62) | ed. unica
Riferimento ISBD Rinascita : rassegna di politica e cultura italiana [rivista, 1944-1991]+++
Data pubblicazione Anno: 1944 Mese: 6
Numero 1
Titolo KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 1 - giugno


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