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tipologia: Analitici; Id: 1472834


Area del titolo e responsabilità
Tipologia Periodico
Titolo Saverio Tutino, La commossa ricostruzione di Castro della vita e degli ultimi giorni del glorioso capo rivoluzionario. Guevara assassinato dai sicari di Barrientos. Come i dirigenti cubani hanno raggiunto la convinzione che le notizie erano vere - Domani una grande cerimonia nella piazza della Rivoluzione all'Avana.
Responsabilità
Tutino, Saverio+++   autore+++   
Area della rappresentazione (voci citate di personaggi,luoghi,fonti,epoche e fatti storici,correnti di pensiero,extra)
Nome da authority file (CPF e personaggi)
Castro Ruz, Fidel Alejandro+++   Titolo:co-oggetto+++   
Barrientos, René+++   Titolo:co-oggetto+++   
Guevara, Ernesto detto il Che+++   Corpo del testo:citato+++   
Luoghi
La Higuera [Bolivia]+++ {La Higuera [Bolivia]}  Complemento:oggetto+++   
Piazza della Rivoluzione [Avana] {Plaza de la Revolución [La Habana]}+++ {Plaza de la Revolución [La Habana] --- Piazza della Rivoluzione [Avana]}  titolo:luogo dell'evento+++   
Nomi epoche, fasi o fatti storici purché non esclusivamente narrativi
Arresto ed uccisione di Ernesto Che Guevara (Bolivia, 8/10/1967)+++   Titolo:oggetto+++   
Area della trascrizione e della traduzione metatestuale
Trascrizioni
Trascrizione Non markup - manuale o riveduta:
La commossa ricostruzione di Castro della vita e degli ultimi giorni del glorioso capo rivoluzionario
Guevara assassinato dai sicari di Barrientos
Come i dirigenti cubani hanno raggiunto la convinzione che le notizie erano vere — Domani una grande cerimonia nella Piazza della Rivoluzione all'Avana
Dal nostro corrispondente
L'AVANA, 16.
«Soltanto agli imperialisti, i quali sanno di sicuro che “Che” Guerara è morto, può interessare che si diffonda il dubbio che egli sia ancora in vita. Solo il nemico può avere interesse a diluire in mesi o in anni di mistero, fra il dubbio e la speranza, l'urto emotivo dell'esempio che proviene dalla condotta di “Che” Guevara. Perciò non si deve perdere tempo né lasciare che l'avversario assuma l'offensiva psicologica. I rivoluzionari credono nel valore dell'esempio e un esempio come quello di Guevara nessuno lo potrà mai eliminare».
Con queste lucide conclusioni, dette con tono semplice, del tutto privo di retorica, Fidel Castro ha annunciato davanti alle telecamere che i dirigenti cubani sono giunti alla conclusione certa che è dolorosamente vera la notizia data dal governo boliviano sulla morte di Ernesto Guevara.
Fidel ha parlato più di due ore. Ha dettagliatamente spiegato come il gruppo dirigente cubano sia giunto alla amara certezza e come abbia preso la decisione di comunicarla al popolo di Cuba e ai rivoluzionari di tutto il mondo. Ciò che ha fatto esitare ancora, dopo che la convinzione era stata acquisita, era l'opposta comprensibile convinzione dei parenti di Ernesto Guevara in Argentina: altri dubbi sulla opportunità o meno che da Cuba venisse presa questa iniziativa erano stati avanzati in merito all'utilità che avrebbe potuto avere il perdurare dell'incertezza. «Ma alla famiglia Guevara è stato comunicato, direttamente e con la cautela improntata al massimo rispetto – ha detto Fidel – che non era più possibile trascurare, per motivi di ordine personale, un dovere che era verso Cuba e il mondo intero».
Quanto agli altri motivi di esitazione, Fidel è stato preciso e fermo. Anche se fosse apparso conveniente mantenere il dubbio, i dirigenti della rivoluzione cubana non avrebbero taciuto al popolo la verità.
Il Consiglio dei ministri ha deciso tre giorni di lutto nazionale e trenta giorni di lutto alla bandiera. Mercoledì si terrà una solenne cerimonia in piazza della Rivoluzione e in quella occasione Castro terrà il discorso celebrativo. Da quest'anno la data dell'8 ottobre sarà per Cuba quella della «Giornata del guerrigliero».
Alla televisione Fidel Castro ha esposto anche i criteri seguiti per ricostruire, pezzo per pezzo, attraverso le notizie delle agenzie, dei giornali, attraverso le radiofoto, gli avvenimenti che hanno portato alla morte del comandante «Che» Guevara. La ricostruzione dei fatti offerta da Castro è in sintesi la seguente.
I reparti dei guerriglieri stavano spostandosi con difficoltà, ma in buone condizioni, attraverso regioni loro sconosciute. Tra il 25 e il 28 settembre un guerrigliero ha disertato e ha condotto il comando delle forze repressive sulle tracce dei reparti di Guevara. Questi erano finiti in una zona impervia, tra montagne dalle creste riarse e tra profonde gole boscose dove l'unica via da seguire era il letto dei torrenti. In questa zona si sono precipitati circa 2000 soldati e hanno chiuso in una morsa i reparti di guerriglieri. E' da presumere che una pattuglia guidata dal «Che» fosse andata avanti in perlustrazione, nel tentativo di cercare una via d'uscita per tutti.
Questa pattuglia è stata intercettata e nello scontro che ne è seguito Guevara — ha detto Fidel — deve aver compiuto uno dei suoi gesti tipici. Anche durante gli anni della guerriglia a Cuba, nella Sierra — ha rammentato Castro — Guevara si era arrischiato molte volte con disprezzo della morte in posizioni scoperte, sparando senza neppure mettersi in ginocchio. Così deve essere accaduto l'8 ottobre. Sorpreso dal nemico, Guevara deve essersi lanciato più avanti dei suoi compagni e deve essere rimasto ferito e impossibilitato a muoversi nella «terra di nessuno». Si può facilmente immaginare che i guerriglieri abbiano dato battaglia fino al calar del sole per tentare di recuperare il loro comandante vivo o morto.
Tutte le altre notizie contraddittorie si possono spiegare, secondo Fidel Castro, con l'ansia dei governanti boliviani di disfarsi delle spoglie di un uomo del quale avevano paura anche dopo morto.
Guevara era quasi certamente vivo quando è stato catturato dal nemico. Circa il seguito degli avvenimenti, Fidel Castro presta fede alla versione fornita da una agenzia di stampa cilena, l'Interpress, il cui corrispondente ha saputo da fonti militari che Guevara era ferito alle gambe e alla gola, ma era vivo e che i suoi nemici hanno fatto anche un tentativo di interrogarlo prima di finirlo con un colpo di grazia, alle 13.15 di lunedì 9 ottobre. Guevara non ha risposto a nessuna domanda e ha continuato fino all'ultimo a guardare con suprema indifferenza coloro che lo avevano catturato. Continuando con parole scarne che velavano la sua commozione, Castro ha ricordato il Guevara combattente nelle file dei rivoluzionari a Cuba, alla fine degli anni '50. Molte volte si era dovuto prendere misure di sicurezza a sua insaputa, per proteggerlo contro la sua temeraria sicurezza. «Cosciente del suo compito dinanzi ai popoli latino-americani — ha detto Castro a questo punto — può darsi che " Che " ritenesse relativo il valore degli uomini e imperituro il valore dell'esempio. Così egli era votato a essere più un precursore che un forgiatore delle vittorie dei popoli».
Come fu raggiunta la convinzione che le notizie dalla Bolivia non erano il frutto di una montatura? Dall'insieme dei dettagli che tutti riconoscevano come incontestabilmente veri. La grafia e lo stile del diario accertavano che questo non era stato «fabbricato» in qualche studio: le fotografie, dalle quali il viso di Guevara era perfettamente riconoscibile; la quantità delle notizie precedenti, che portavano al luogo e al momento della cattura; infine la constatazione che nessuno avrebbe mai potuto organizzare tutto ciò su basi false e la mancanza di un valido movente per inventare una notizia che avrebbe potuto essere smentita entro pochi giorni.
Si sarebbero potuti avere dei dubbi se la guerriglia si fosse trovata in una tale crisi da lasciar supporre che una falsa notizia dei genere avrebbe potuto precipitarne la dissoluzione. Ma come risulta dal diario di Guevara e dall'insieme delle informazioni, non era questa la situazione della guerriglia.
[nome dell'autore in coda alla colonna di prima pagina:]Saverio Tutino
 
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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 8269+++
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Testata/Serie/Edizione l'Unità | Nuova Serie(PCI) | Nazionale
Riferimento ISBD l'Unità : quotidiano degli operai e dei contadini. - A. 1, n. 1 (12 feb. 1924)-28 lug. 2000n. s.!, a. 78, n. 1 (28 mar 2001)-. - Milano : s. n., 1924!-. - Ill. ; 59 cm (( Il complemento del titolo varia in: organo del Partito Comunista d'Italia dal 12 agosto 1924. Nel periodo clandestino con periodicità settimanale ed irregolare al precedente complemento si aggiungono altri alternati tra cui: Giornale dei lavoratori italiani, nel 1942 Organo centrale del Partito Comunista d'Italia, dal luglio 1943 Organ... {L'Unità [quotidiano, 1924-]}+++
Data pubblicazione Anno: 1967 Mese: 10 Giorno: 17
Numero 0
Titolo KBD-Periodici: l'Unità - Nuova serie - Edizione nazionale 1967 - - ottobre - 17


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