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tipologia: Analitici; Id: 1472741


Area del titolo e responsabilità
Tipologia Periodico
Titolo Saverio Tutino, La Rivoluzione cambia il volto «hollywoodiano» della capitale. Si parte per i campi e l'Avana rinuncia al suo fastoso carnevale. Imponente migrazione giovanile verso l'entroterra dove gettano le basi di un'agricoltura moderna - Intensificata su larga scala la lotta al burocratismo.
Responsabilità
Tutino, Saverio+++
  autore+++    
Area della rappresentazione (voci citate di personaggi,luoghi,fonti,epoche e fatti storici,correnti di pensiero,extra)
Nome da authority file (CPF e personaggi)
Dorticós Torrado, Osvaldo+++   Corpo del testo:citato+++   
Rodriguez, Basilio+++   Corpo del testo:citato+++   ambasciatore in Corea del Nord 
Risquet, Jorge+++   Corpo del testo:citato+++   
Betancourt, Jesus+++   Corpo del testo:citato+++   
Hart, Armando+++   Corpo del testo:citato+++   
Luoghi
La Habana+++
  • La Habana ; Havana ; Avana
  Corpo del testo:citato+++   
Monti dell'Escambray [Cuba]+++
  • Monti dell'Escambray [Cuba]
  Corpo del testo:citato+++   
Varadero+++
  • Varadero
  Corpo del testo:citato+++   aereoporto 
Miami+++
  • Miami
  Corpo del testo:citato+++   
Nomi epoche, fasi o fatti storici purché non esclusivamente narrativi
Rivoluzione cubana (liberazione dell'Avana del 2/1/1959 - ) - {Revolución Triunfante [1959-1963, periodizzazione cubana] ↑ Construcción del Socialismo [1964-1975, periodizzazione cubana]} - Politiche urbanistiche+++   Complemento:capitolo+++   
Area della trascrizione e della traduzione metatestuale
Trascrizioni
Trascrizione Non markup - manuale o riveduta:
La Rivoluzione cambia il volto «hollywoodiano» della Qapitale
SI PARTE PER I CAMPI E L'AVANA RINUNCIA AL SUO FASTOSO CARNEVALE
Imponente migrazione giovanile verso l'entroterra dove gettano le basi di una agricoltura moderna — Intensificata su larga scala la lotta al burocratismo
Dal nostro corrispondente
L'AVANA, febbraio.
Niente carnevale quest'anno nella capitale cubana: si deve pensare a cose più importanti. Si immagina facilmente l'impressione che può provocare questa notizia nel clima psicologico di qualsiasi grande città dell'Europa occidentale. La notizia va data dunque con cautela, ma di proposito: le rivoluzioni portano novità e una fra queste — forse la più importante — è che mette a nudo disparità e ingiustizie nella lotta per superare disparità e ingiustizie. Si scopre così che mentre una parte del mondo accelera una corsa spensierata verso le distrazioni del benessere, un'altra parte sembra isolarsi e «concentrarsi», nella ricerca del medesimo.
L'Avana ha rinunciato allo strepitoso carnevale di tipo hollywoodiano dei tempi in cui era la capitale del turismo statunitense. Grandi masse di giovani e adulti sono partiti o stanno partendo verso i campi soprattutto per aiutare nel taglio della canna. Molti però vanno all'agricoltura per un anno, due anni. Soprattutto gli studenti stanno facendo una scelta decisiva e rivoluzionaria. Sanno che il volto di Cuba non potrà cambiare senza un travaso massiccio della gente di città verso nuove città che sorgeranno nei campi e saranno diverse, molte diverse dalle città costruite dalla borghesia coloniale e da quella neocolonialista.
Sono già partiti dodicimila giovani e ve ne sono sessantaduemila iscritti per raggiungerli. Centinaia di dirigenti sindacali, che prima riempivano gli uffici senza sapere bene quale fosse il loro compito in una società che costruisce un sistema nuovo di vita, si sono integrati a lavori agricoli diversi. Migliaia di donne lasciano i loro bambini nei circoli in fantili e vanno a coltivare pomodori, frutta, insalata a cinquanta chilometri da qui, nei grandi centri di produzione ortofrutticola sorti sulla fertile terra rossa di Guines. Gli aspa ragi, le fragole, l'uva e le ci polle di Banao, sui monti deli'Escambray. si raccolgono per la prima volta al sole dei tropici di Cuba e sono mani femminili che hanno operato questa specie di miracolo. Ed è pure una donna, che dirige tutto il «piano».
Ormai quasi ogni giorno, ogni alba, all'improvviso lungo una «avenida» si schierano decine di autobus del trasporto urbano. Da tutto il quartiere e da fuori convergono giovani con lo zaino in spalla e il cappellone di «yarey» dei contadini. Portano amache e stoviglie. Partono per i campi. Un giorno sono studenti di medicina che si trasferiscono nelle campagne delle regioni orientali per assistere le brinate dei «macheteros». Un altro giorno è una brigata che parte per la canna.
E' venuto il momento dell'attacco a fondo alla vecchia città. Questo momento è stato preparato lentamente. Lasciando molto margine alla possibilità per il cittadino dell'Avana di abituarsi all'idea che la sua preziosa capitale non sarebbe più stata in futuro quello che era stata in passato.
La città si svuota. La burocrazia viene isolata. Da un lato quelli che non vogliono e non sapranno mai vivere questa rivoluzione fanno la coda all'aeroporto di Varadero dove, due volte al giorno arriva da Miami un aereo per raccogliere chi emigra negli Stati Uniti. Cento persone al giorno, se ne vanno per questa via: è la piccola borghesia che non accetta di provare a costruire qualcosa di nuovo. D'altro lato, operano le Commissioni regionali di lotta contro il burocratismo. Il lavoro politico del partito agisce infine tra le grandi masse dei cittadini: l'unione dei giovani comunisti svolge un suo lavoro peculiare soprattutto fra gli studenti (ma tutti sono studenti adesso a Cuba), mentre il comitato «provinciale» del partito dell'Avana comincia il censimento delle forze del lavoro nella capitale.
Fra la fine dell'epoca coloniale e la definitiva rivoluzione che ha posto bruscamente termine all'epoca neocoloniale statunitense. L'Avana aveva sofferto essenzialmente di due mali: una dilatazione sproporzionata di popolazione dedita ad attività parassitarie e una con concentrazione di burocrazia che impediva l'urto diretto fra gli strati più poveri e quelli privilegiati. La città smise praticamente di essere cubana e divenne un'appendice degli Sta ti Uniti. Un quarto della popolazione di Cuba si concentrò in questo assurdo «paradiso» artificiale. Dopo la rivoluzione, molti borghesi fuggirono, ma subentrarono strati di lavoratori che lasciavano i campi per lavori meno duri in città. Tutta la resistenza sorda di una sovrastruttura del passato, dura a morire, si concentrò all'Avana.
Si è proceduto con prudenza, come si doveva. Ma siccome non si poteva trasformare lo stato economico cittadino, «l'industria verrà dopo lo sviluppo agricolo», bisognava a un certo punto operare con decisione sul piano politico. La gente doveva convincersi a fare uno sforzo per uscire dalle secche di un modo di vita che non era più sostenuto dall'industria dei manufatti USA.
Quest'altra rivoluzione ora è cominciata e noi adesso siamo qui a chiamarla l'attacco alla città. Non è del tutto vero: L'Avana si sta anche restaurando e ripulendo. Ma dal punto di vista politico e di fondo è un'operazione di importanza nazionale, decisiva per tutto lo orientamento della costruzione di una nuova società a Cuba. Gli ultimi discorsi dei dirigenti affermano chiaramente l'ambizione addirittura di fare una svolta sul piano ideologico. Si va verso il primo congresso del partito. Se vi sono discordanze, questo le dirimerà. Il congresso si terrà probabilmente entro l'estate prossima. La rivista teorica «Cuba Socialista» è stata sospesa, fino alle decisioni del congresso. Anche l'atteggiamento teorico. nelle scuole di partito, è — per il momento — adeguato a questa attesa. Il 24 gennaio il presidente Dorticòs, parlando alla inaugurazione di una esposizione sull'industria al servizio dell'agricoltura, ha fatto appello all'«onore rivoluzionario degli uomini delle città, degli uffici "e dei quadri dirigenti" a tutti i livelli», perchè si rendano conto che «migliaia e migliaia di uomini in tutte le campagne cubane non possono permettersi nè ore di riposo nè a volte notti di sonno, per superare le difficoltà e far trionfare i programmi stabiliti nella agricoltura e nella zootecnia».
L'Ufficio politico del partito ha deciso una rapida robusta campagna per sburocratizzare le stesse commissioni di lotta contro il burocratismo. Un centinaio di alunni delle scuole di istruzione rivoluzionaria, i migliori, sono stati distribuiti nei vari «regionali» (noi diremmo le sezioni) del partito dell'Avana per operare in due settimane il controllo del lavoro delle commissioni istituite due anni fa per la lotta contro il burocratismo: questa lotta era rimasta sulla carta. Il ministro del lavoro, Basilio Rodriguez è stato destinato ambasciatore in Corea del Nord e al suo posto è venuto Jorge Risquet. Anche il segretario del partito dell'Avana è stato sostituito. Quello nuovo, Jesus Betancourt, sa che si deve cambiare sistema: «la battaglia contro il burocratismo» gli è stato detto autorevolmente «è una rivoluzione che non è stata ancora fatta». Ora il ministero del lavoro sta studiando la riorganizzazione completa della forza di lavoro a Cuba. Esistono — ha detto Armando Hart, responsabile dell'organizzazione del partito — enormi concentrazioni di lavoratori in determinati centri urbani e mancanza di lavoratori nell'agricoltura.
«L'essenza del problema — ha detto Hart — consiste nel trovare uomini capaci e sufficientemente dinamici che riescano a dare impulso alla realizzazione dei compiti senza necessità di un ampio apparato burocratico». Non si deve contare solo su organismi e organizzazioni, ma anche sulle masse e sugli uomini che le dirigono. Dovrà esserci una cellula del partito in ogni «lote» (il «lote» è l'unità minima nell'organizzazione produttiva agricola): e il proletariato urbano dovrà dare un aiuto politico concreto e decisivo alle campagne.
Saverio Tutino
 
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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 8033+++
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Testata/Serie/Edizione l'Unità | Nuova Serie(PCI) | Nazionale
Riferimento ISBD l'Unità : quotidiano degli operai e dei contadini. - A. 1, n. 1 (12 feb. 1924)-28 lug. 2000n. s.!, a. 78, n. 1 (28 mar 2001)-. - Milano : s. n., 1924!-. - Ill. ; 59 cm (( Il complemento del titolo varia in: organo del Partito Comunista d'Italia dal 12 agosto 1924. Nel periodo clandestino con periodicità settimanale ed irregolare al precedente complemento si aggiungono altri alternati tra cui: Giornale dei lavoratori italiani, nel 1942 Organo centrale del Partito Comunista d'Italia, dal luglio 1943 Organ... {L'Unità [quotidiano, 1924-]}+++
Data pubblicazione Anno: 1967 Mese: 2 Giorno: 19
Numero 0
Titolo KBD-Periodici: l'Unità - Nuova serie - Edizione nazionale 1967 - - febbraio - 19


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