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tipologia: Analitici; Id: 1464891


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Tipologia Periodico
Titolo Libri ricevuti
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LIBRI RICEVUTI
ALBERTO ARBASINO, Un paese senza, Milano, Garzanti, 1980, pp. 354. - Dopo Fantasmi italiani, il libro sulle endemiche piaghe della nostra società, dopo In questo stato, il libro-inchiesta sul comportamento degli italiani durante il « caso Moro » (si veda a questo proposito il ritratto critico dell'autore in « Belfagor », gennalo 1979), Arbasino fissa una nuova testimonianza sul costume, anzi sul malcostume italiano dell'ultimo decennio e ne completa il quadro. Il libro si propone di riempire quei vuoti determinati, nella storiografia italiana, dall'assenza di materiali fissati « a caldo » contemporaneamente agli eventi, come le lettere e i diari, che in altre società costituiscono invece testimonianze preziose. Un paese senza è un commiato ai poco amati anni Settanta e agli avvenimenti, per lo piú funesti, che li hanno segnati. Il bilancio non poteva che essere negativo e le pagine si sono riempite delle scioccaggini, dei deliri, dei qualunquismi che hanno infestato, negli ultimi tempi, molte conversazioni su temi di attualità. Le opinioni di Arbasino sugli eventi e sui comportamenti che hanno caratterizzato la storia recente del nostro paese già si conoscevano, in questo libro vengono ancora una volta riconfermate; chi, da Un paese senza, si aspettasse una gratificazione per gli italiani cosí impietosamente svergognati nei due libri precedenti rimarrebbe inequivocabilmente deluso: non sono, questi, momenti propizi ai buoni auspici e alle facili speranze. La novità sostanziale sta, invece, nell'impianto strutturale: si tratta, questa volta, di parecchie centinaia di piccoli pezzi frammentari, massime, aforismi, o « mini-saggi » come li definisce l'autore, sugli argomenti di attualità che hanno occupato piú frequentemente le pagine dei quotidiani. Nessun criterio, apparentemente, li ordina: un tema viene affrontato, abbandonato, ripreso quando non ci si pensava piú, come spesso accade nelle conversazioni piú libere. Il volume può essere letto come un romanzo-conversazione nel quale, però, i personaggi sono stati eliminati tout court per lasciare posto solo alle « cose dette ». Forse un simile destino di privazione è dato in sorte anche al nostro paese (non piú Italia e non piú Stato): i suoi numerosi « senza » brulicano incessanti tra le chiacchiere. (MARIA LUISA VECCHI).
EDMONDO DE AMICIS, La Carrozza di tutti. La Torino d'allora (1896), illustrazioni originali di Massimo Quaglino, presentazione di Giovanni Tesio, a cura di Andrea Viglongo, Torino, Viglongo. 1980, pp. 326. - Il libro, che è ora ristampato da Andrea Viglongo in una edizione annotata e riccamente illustrata, venne pubblicato nel 1899 quasi come diario delle osservazioni registrate da De Amicis nel corso del 1,896 sulla rete dei tranvai a cavalli di Torino. Pregio non minore del libro è senza dubbio la sua felicità di scrittura, unita alla singolare attitudine deamicisiana di tratteggiare — come ha scritto G. Tesio — « le fuggevoli silhouettes, le figurine nitide, i bozzetti patetici e giocosi » (p. 15), da cui è animato lo scenario cittadino del tempo. De Amicis vi padroneggia una lingua sciolta, traboccante di immagini e metafore, e tuttavia immediata, aderente sia al mondo borghese torinese in ascesa, sia a quelle classi lavoratrici che restano le protagoniste del libro. Di fronte alla schiera dei detrattori di ieri, ingrossata negli ultimi decenni da illustri se-miologi, sociologi, letterati e critici, non è peregrino ricordare l'ammirazione per lo stile e la simpatia per l'universo morale deamicisiano professate da due scrittori inattuali: Filippo Burzio e Arrigo Cajumi. Significativo, malgrado la riserva sull'incapacità polemica deamicisiana, il riconoscimento di Cajumi, secondo cui De Amicis, da Costantinopoli a Cuore, dimostra di usare la penna « con vivezza, proprietà, e fecondità retorica che non ha molti esempi » (cfr. A. CAJUMI, Pensieri di un libertino, Torino, Einaudi, 19702, p. 293). Né va trascurata l'opinione di Burzio per cui De Amicis fu « uno dei personaggi piú saporosamente rappresentativi di certo estremo Ottocento italiano » (cfr. ora F. BUR-ZIO, Piemonte. Tempi luoghi figure, prefazione di Giovanni Arpino, Bologna, Boni, 1979, p. 234). Cosí, Burzio stesso offriva una chiave di lettura perspicua della Carrozza di tutti, da lui definita simbolo del « socialismo integrale e propagandistico » deamicisiano. Con questo libro, anzi, termina e si conclude la vicenda spirituale del tipo sociale che lo scrittore di Oneglia intende rappresentare, dimostrandosi l'incapacità, da parte della piccola borghesia democratica e progressista, di una presa di coscienza rigorosa dei problemi e della realtà del nazionalismo piú aggressivo.
(GIANCARLO BERGAMO.
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248 LIBRI RICEVUTI
DANTE DELLA TERZA, Forma e memoria. Saggi e ricerche sulla tradizione letteraria da Dante a Vico, Roma, Bulzoni, 1979, pp. 321. - L'autore raccoglie e aggiorna saggi di circa un quindicennio: una ricerca, condotta lungo tappe assai dislocate nel tempo e nello spazio, sui legami fra scrittura e tradizione letteraria, la « memoria » collettiva che si stratifica nei rapporti continui e necessari con il mutare dei secoli. La capacità di coniugare perizia filologica e saldo ancoraggio alla storia costituisce il precipuo merito del volume, in cui l'autore dispiega sempre un quadro di riferimenti critici ampi e articolati, facendo tesoro delle sue lunghe frequentazioni con la cultura tedesca, francese e americana. A Dante è dedicato un primo gruppo di studi: una lettura del canto di Brunetto Latini, focalizzata sul tema dell'esilio, che ne ricostruisce la fitta trama di prestiti desunti dal Trésor; un esame semantico-filosofico del problema del « disordinato amore » nel Purgatorio; una panoramica della critica delle ultime due generazioni intorno alla fondamentale ipotesi di una « ricostruzione totale dell'opera dantesca secondo paradigmi d'irreversibilità », con le implicazioni cronologiche e dottrinali che ciò comporta. Tasso costituisce il riferimento principale di un'altra triade di studi: uno dedicato alla tormentata questione dell'allegoria nella Gerusalemme in base all'esempio della Commedia, oggetto della costante attenzione filologica tassiana e miniera di suggerimenti testuali rielaborati poi con assoluta libertà; un altro sul rapporto di poetica e di stile con il Petrarca, « liquidato come fonte di esempi e di immagini poetiche » dopo 1'Amin-ta e le Rime, ma al solito assimilato in profondo nella superiore concezione compositiva del poema epico. E infine uno dei saggi piú interessanti, quello sulla critica del Galilei al Tasso, che il Della Terza sottrae a tenaci aporie interpretative in termini diacronici: le giovanili Considerazioni, antimanieriste toscaneggianti e filoariostesche, si ascriverebbero cioè ad una fase di pensiero in cui l'autore è incline a commensurare le opere di fantasia alle leggi della matematica, mentre in seguito, assorbito da una piú urgente problematica scientifica che lo allontana oltre tutto dalle polemiche letterarie del tempo, nel Dialogo dei massimi sistemi potrà lodare la Gerusalemme in chiave disinteressatamente poetica, secondo consonanze profonde di gusto e di sensibilità con il suo autore. Gli altri capitoli alternano puntuali indagini tecniche, sulla teoria dell'imitatio nel Bembo o la casistica metaforica fissata dal Tesauro, a ricognizioni di storia della critica, con un bilancio degli studi machiavelliani ed una riflessione sull'incontro fra Auerbach e Vico; e ancora esercizi comparatistici su La Fontaine e Boccaccio ad una suggestiva ricostruzione della cultura napoletana fra '600 e '800 partendo dalle pagine autobiografiche di Diego D'Andrea, Vico, Giannone, Genovesi, Grimaldi e Galanti. (MARZIA PIERI).
UGO FoscoLo,.Studi su Dante, Parte i (Articoli della « Edinburgh Review » - Discorso sul testo della Commedia), a cura di GIOVANNI DA Pozzo (Edizione nazionale delle opere di U. Foscolo, vol. Ix), Firenze, Le Monnier, 1979, pp. cLxvi-812. - Recensire in modo esauriente questo volume sarà compito di uno studioso del Foscolo, e di Dante, e della for- tuna di Dante nel primo Ottocento (una sostanziosa sintesi dell'ampia Introduzione è stata già pubblicata in « Belfagor » xxxüi, 1978, pp. 653-679). Io, nei limiti ristretti della mia competenza, vorrei qui intanto segnalare due punti: il rigoroso metodo filologico con cui l'edizione del Da Pozzo è condotta, cosicché per la prima volta possiamo seguire, grazie anche all'apporto di materiale inedito, tutte le fasi, le stesure, i ripensamenti del lavoro foscoliano su Dante; e il paragrafo dell'Introduzione sul Foscolo filologo (pp. xCVII-cIV), nel quale il Da Pozzo raggiunge, mi sembra, un giudizio perfettamente equilibrato ed esatto sui progressi compiuti dalla filologia foscoliana nel periodo inglese in confronto ai tempi della Chioma di Berenice, e su quel tanto di contraddittorietà che nel Foscolo rimase fra una non mai sopita insofferenza verso 1'« erudizione » e una volontà di emulare gli eruditi stessi, di batterli sul loro terreno instaurando una critica testuale non meramente intellettualistica e raziocinante, ma illuminata dall'esperienza di poesia del Foscolo stesso e dalla congenialità, che egli sentiva profonda, con Dante e col suo mondo artistico ed etico. Resta, credo, un punto da approfondire ancora: se il Foscolo sia giunto ad una distinzione consapevole fra « erudizione » e « filologia »; cosa, questa, che al Da Pozzo sembra « fuori discussione » e che a me appare, invece, ancora dubbia (a meno che non si dia alla nozione di filologia un significato talmente « non tecnico » da vanificarla in quanto tale). Ma in tutto il resto la valutazione del Da Pozzo mi pare irrefutabile, anche per ciò che riguarda gli altri, ancor piú importanti, paragrafi dell'Introduzione. (SEBASTIANO TIMPANARO).
CARLO FERDINANDO Russo direttore responsabile
Autorizzazione del Tribunale di Firenze N. 89 in data 25 marzo 1949
INDUSTRIA TIPOGRAFICA FIORENTINA - VIA DEI MACCI, 17 R - 50122 FIRENZE - TEL. 296542
 
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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 31350+++
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Area unica
Testata/Serie/Edizione Belfagor | Serie unica | Edizione unica
Riferimento ISBD Belfagor : rassegna di varia umanità [rivista, 1946-2012]+++
Data pubblicazione Anno: 1980 Mese: 3 Giorno: 31
Numero 2
Titolo KBD-Periodici: Belfagor 1980 - marzo - 31 - numero 2


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