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tipologia: Analitici; Id: 1464887


Area del titolo e responsabilità
Tipologia Periodico
Titolo Remo Ceserani, Enciclopedie per ragazzi
Responsabilità
Ceserani, Remo+++
  autore+++    
Area della rappresentazione (voci citate di personaggi,luoghi,fonti,epoche e fatti storici,correnti di pensiero,extra)
Nome da authority file (CPF e personaggi)
Carpi, Pinin+++   Corpo del testo:citato+++   direttore Emme Edizioni di Milano che ha realizzato Il mondo dei bambini pubblicato da UTET 
Area della trascrizione e della traduzione metatestuale
Trascrizioni
Trascrizione Non markup - automatica:
NOTERELLE E SCHERMAGLIE 231
crazie; e non si maledice a Scelba o viceversa. Si litiga cordialmente, tra gli sportivi o no, per l'impiego dei rapporti da usarsi su strada o lungo le rampe [...]. Le sanguigne facce dei contendenti non sono disumane come quelle riprodotte sui giornali dopo gli incidenti dello sciopero [...] Ognuno va a casa sudato ma soddisfatto [...] cosa non comune in questi tempi ipocondriaci. Si dimentica persino che, tra poco, va in vigore il nuovo prezzo del pane. Siamo grati a Bartali. Nella tetraggine di uno dei piú disperati periodi della Patria egli rappresenta una piccola luce [...] È una nota di Fede quella che egli reca: una parentesi di ottimismo (r[aimondo] m[anzini], Su Bartali tutti concordi, « L'Avvenire d'Italia », 25 luglio 1948).
STEFANO PIVATO
ENCICLOPEDIE PER RAGAZZI
E un piacere registrare una novità positiva nel panorama sconfortante delle enciclopedie per ragazzi: la pubblicazione de Il mondo dei bambini, realizzato dalle Emme edizioni di Milano, sotto la direzione di Pinin Carpi (già noto come autore di fiabe e libri per bambini) e pubblicato e distribuito dalla UTET di Torino.
Non sto a ripetere (vedi « Belfagor » xxxi, 1976, pp. 581-94) che la qualità media delle enciclopedie per ragazzi, che si prendono una grossa fetta del mercato della vendita rateale in Italia, è e rimane — anche dopo gli sforzi recenti di grossi
e prestigiosi editori come Mondadori e De Agostini — paurosamente bassa e caratterizzata da: passiva dipendenza delle grandi enciclopedie per adulti; meccanica adesione agli originali stranieri da cui molto materiale viene tradotto (con il risultato di proporre ai piccoli lettori aspetti del mondo e costumi in cui non si possono riconoscere), linguaggio incerto fra il tono didattico che fa cascare le nozioni dall'alto e il bamboleggiamento sdolcinato, totale mancanza di spirito critico e forte condizionamento ideologico, sciocchezzario (ecco una tipica perla:
« La lingua francese è molto precisa e duttile; per lungo tempo è stata considerata la piú adatta in materia diplomatica e amorosa. I francesi tengono infatti in gran considerazione le belle maniere »: da Ricerche su La Francia, di D. Lifshitz, edizione inglese Mc Donald, edizione italiana Mondadori, Milano 1974, p. 11).
Né sto a ripetere le tristi considerazioni sull'evidente squilibrio fra da una parte la buona qualità e la scarsa diffusione del materiale scolastico ed educat;.vo prodotto, per l'insegnamento elementare (libri di appoggio, guide, schedari, strumentario, matematiche 80, collane specializzate come « La ricerca », ecc.) e dall'altra parte la cattiva qualità e l'alta diffusione del materiale destinato a ragazzi
e famiglie, come sono i libri di testo (ancora molto brutti, ancora deturpati, i sussidiari, dall'assurda e obbligatoria parte iniziale sulla religione, approvata dal vescovo e offerta gratuitamente dallo Stato, catechismo dogmatico che fa a pugni
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contro qualsiasi impostazione critica dell'insegnamento e smentisce di fatto qualsiasi bla-bla sul pluralismo) e ancor piú le pubblicazioni cosiddette « parascolastiche », destinate a bambini e famiglie, come sono appunto le enciclopedie e i libri per le famigerate « ricerche ». La situazione, in questo settore culturale, è analoga a quella del rapporto fra quotidiani, settimanali « seri » e riviste da una parte e settimanali diffusissimi per donne, giovani, sportivi, ecc. dall'altra, fra romanzi e fotoromanzi, o fra romanzi e fumetti: un rapporto che, come è noto, caratterizza come particolarmente depressa la situazione della produzione e circolazione di cultura in Italia. In tante famiglie italiane entrano questi libri — in tante questi soltanto, comprati faticosamente a rate — che presentano un'immagine del mondo semplificata, frammentata, falsificata (un'immagine che per parte loro le grandi enciclopedie per adulti, in crisi anch'esse come rappresentazioni globali della conoscenza, non riescono piú a comunicare).
Quella diretta da Pinin Carpi è anch'essa un'enciclopedia (non lo dichiara sul frontespizio, ma lo ammette nella prefazione « A tutti i bambini »), tuttavia si
sforza di essere la meno enciclopedia possibile. Nessun piano complessivo troppo rigido: sinora sono usciti quattro volumi, Il libro delle case, Il libro delle figure, Il libro dell'acqua, Il libro del mondo senza storia (ciascuno di 152 pagine con molte illustrazioni, ciascuno 9.500 lire); sono in corso di pubblicazione gli altri quattro volumi, Il libro della fantasia, Il libro dei paesi, Il libro della storia del mondo, Il libro dello spazio. Nessuna pretesa di rappresentare alfabeticamente o per settori di specializzazione il sapere del mondo. Nessun atteggiamento di magica trasmissione delle conoscenze fondamentali, che quando uno le possiede gli danno in mano le chiavi del tesoro o la conquista del futuro.
Nella scelta dei temi da trattare e poi nella realizzazione delle singole pagine di testo e illustrazioni, la redazione è partita dalla curiosità dei bambini, non solo presunta o ipotizzata, ma reale: la redazione, ben affiatata e affiancata da specialisti (come Folco Quilici), ha lavorato a stretto contatto con alcuni maestri e alcune classi di varie scuole elementari, soprattutto dell'area milanese. Il libro è stato costruito insieme con i bambini, presenta i loro disegni e i loro lavori, propone disegni e lavori da fare. Si indovina, dietro la pagina, il lavoro fatto con i ragazzi, parlando con loro, usando passione e intelligenza, mettendo a loro disposizione del materiale (soprattutto illustrativo) scelto con gusto e con « occhio ». Si indovinano i redattori mentre lavorano in famiglia con i propri figli o i maestri con i loro allievi, soprattutto nelle scuole sperimentali. Il tono dello scambio fra adulti e bambini, maestri e allievi è quello giusto:
Con questa enciclopedia cercheremo anzitutto di interessarvi, di divertirvi, di appassionarvi — cosí scrivono gli autori nella premessa —, senza preoccuparci di istruirvi, di farvi diventare delle persone colte, che sanno tantissime cose [...] Il mondo dei bambini, insomma, non lo abbiamo realizzato per rendervi sapienti, ma per farvi contenti. Cosí pubblichiamo molte cose insolite, nuove, di paesi vicini e lontani con tante belle figure, storie, giochi, poesie, proprio come piacciono a voi. Certo, vi diciamo anche quali sono le nostre opinioni su vari argomenti. Perciò vorremmo fare un patto con voi: come tutti, grandi e piccoli, avete il diritto di giudicare ogni cosa, di dire se la trovate giusta o sbagliata. Quindi considerate sempre che quello che vi diciamo è ciò che pensiamo noi, ma che voi potete pensarla in un modo completamente diverso.
NOTERELLE E SCHERMAGLIE 233
Un solo appunto mi sento di fare a questa impostazione, riguardante il linguaggio. Mentre il linguaggio usato è di solito piano e concreto, senza bamboleg-giamenti e senza sfoggi di sapienza, ogni tanto si insinuano qua e là, non sufficientemente controllati, degli aggettivi, che portano all'interno dello scambio fra gli autori e i lettori il mondo degli adulti e dei suoi valori: « Il famoso pittore veneziano Canaletto dipinse [...] il bellissimo rito dello sposalizio del mare », « Certe navi sono cosí grandi che anche se le onde del mare sono impetuose e violente, la navigazione procede tranquilla », « In questo antico dipinto », « un antico villaggio », « la villa Barbaro di Maser [...] è una delle piú belle ville italiane e fu ideata da un famoso architetto », « questo bel quadro », « questo bellissimo villaggio rotondo si trova nella immensa foresta dell'Amazzonia », « questo paesaggio è un delicato acquarello », ecc. Bisognerebbe fare una legge, che proibisca drasticamente l'uso degli aggettivi nelle scuole: i libri dei maestri ne pullulano, i quaderni dei ragazzi, che li riprendono meccanicamente, ne rivelano tutta l'approssimazione semantica.
Come si colloca questo libro nel panorama della produzione parascolastica? Un colpo alla tranquilla (e molto redditizia per chi la dominava) situazione delle enciclopedie l'ha dato a suo tempo Io e gli altri (vedi l'articolo citato in « Belfa-gor » 1976). Provocatorio al limite dell'ingenuità, generoso e coraggioso, quel tentativo fu importante perché smosse le acque, contrappose alle vecchie una nuova enciclopedia, che trattava temi fino allora tabú, problematizzava molti concetti ritenuti indiscutibili, confessava apertamente una propria impostazione ideologica di sinistra. Io e gli altri, proprio perché fece scendere in campo ispettori ministeriali e magistrati di educazione borbonica, e attirò i loro fulmini, sembrò l'opera giusta in quel momento, in cui si tentava di rinnovare a fondo la scuola, si apriva un contatto con i quartieri e le forze sociali esterne, si tentava la democratizzazione delle strutture attraverso i consigli. La provocazione diede qualche frutto: qualcosa è penetrato nei libri di testo, certi temi non sono piú tabú e in molte situazioni gli insegnanti hanno cominciato a lavorare diversamente. Ma il contesto politico generale, come è noto, è mutato in peggio, il rinnovamento si è fermato, i consigli sono abortiti.
Il mondo dei bambini nasce da una situazione avanzata, per tanti aspetti privilegiata: quella di alcune buone scuole sperimentali, di alcuni buoni inse-
gnanti e di una casa editrice specializzata. A sostenere l'opera, infatti, c'è l'espe-
rienza, molto raffinata e quasi snobistica, delle Emme edizioni, produttrici di libri e fiabe che, per qualità grafica e dei testi, hanno superato ogni precedente modello italiano; a sostenerla, inoltre, c'è il lavoro di ricerca pedagogica, anche questo
d'avanguardia, della collana « Il punto-Emme ». C'è, poi, la personalità e l'esperienza di Pinin Carpi, e la sua capacità di parlare direttamente ai bambini, di pensare con loro.
Il problema allora è: potrà inserirsi questo libro nel mondo della scuola e incidere sul lavoro scolastico? La mia impressione, francamente, è che non ce
la farà. Le Emme edizioni, una volta realizzata l'opera, han capito che non potevano affidarsi alla propria esile organizzazione per distribuirla. Si sono cosí accordate con la UTET, una casa molto solida, forse la piú solida d'Italia, produttrice
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di grossi testi universitari, dizionari e collane di classici, non priva di esperienza nella letteratura per l'infanzia (la collana gloriosa « La scala d'oro », le enciclopedie « Il tesoro » e « Il nuovo Galileo »), provvista di una vasta rete per la vendita rateale. Bisogna però tener presente che il piazzista della UTET ha legami molto stretti con una precisa fascia sociale ed è in essa che penetra quasi esclusivamente: la borghesia professionale, le classi colte e agiate. Pensato per la nuova scuola in cui i bambini imparano a crescere e lavorare insieme, il libro rischia cosí di divenire lo strumento di lavoro autonomo, e autonomo soprattutto dalla scuola, dei bambini appartenenti a una precisa élite sociale e culturale. Spero di sbagliarmi, naturalmente, e che le cose non vadano cosí; ma mi pare che anche questo libro, pur cosí nuovo e ben fatto, non sia in grado di attenuare la divaricazione fra, da una parte, in alcuni quartieri alti delle città, le scuole sperimentali a tempo pieno, i laboratori artigiani, i teatri e le librerie per ragazzi, e dall'altra parte, nelle periferie e nelle campagne, la scuola tradizionale, la televisione, le cartolerie e le edicole con la solita robaccia, i piazzisti che spingono i soliti « Quindici ».
REMO CESERANI
 
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in: Catalogo KBD Periodici; Id: 31350+++
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Area unica
Testata/Serie/Edizione Belfagor | Serie unica | Edizione unica
Riferimento ISBD Belfagor : rassegna di varia umanità [rivista, 1946-2012]+++
Data pubblicazione Anno: 1980 Mese: 3 Giorno: 31
Numero 2
Titolo KBD-Periodici: Belfagor 1980 - marzo - 31 - numero 2


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