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Il segmento testuale staliniano è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 349Entità Multimediali , di cui in selezione 20 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 137

Brano: [...] preminente di questi famigerati organismi, che ricorrevano sistematicamente anche alla tortura.

Le « purghe »

Nel giugno 1933, per meglio controllare la struttura organizzativa della polizia, Stalin sottopose questa al nuovo Ufficio del pubblico ministero dell’Unione Sovietica, che da quel momento divenne l'unico organo autorizzato a controllarne l’attività. Alla direzione di tale ufficio fu posto l’ex menscevico A. J. Vysinskij, divenuto staliniano di ferro. Poiché già dal gennaio 1933 era stato deciso, su proposta di Stalin, di epurare dal partito gli elementi non fidati, e il successivo 21 aprile era stata creata una apposita commissione, sotto la guida di NI. Ezov, erano mature tutte le condizioni per procedere a una rigorosa epurazione di stampo staliniano, che ebbe inizio l’anno seguente.

Il controllo personale sulla polizia di sicurezza servì a Stalin per lottare nel partito contro le frazioni rivali. Si dà per certo che nel 1934 la N.K.V.D. abbia organizzato l'uccisione di S.M. Kirov (v.), probabile candidato alla successione di Stalin. Sfruttando l’ondata emotiva scatenata da quell’atto terroristico prefabbricato, l’N.K.V.D. potè procedere all’arresto in massa di dirigenti del partito invisi a Stalin. Il 22.12.1934 l’agenzia ufficiale sovietica di informazioni [Tass) rese noto che erano stati arrestati Zinoviev, L.B. Kamenev (v.) e altri[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 655

Brano: [...]ili di ogni male. Il fenomeno si è protratto in forma di genocidio nella Germania nazista e in altri paesi (v. Ebrei) e ancora oggi si manifesta con attacchi terroristici contro sinagoghe e altre sedi ebraiche. NeH’Unìone Sovietica, dopo un periodo di scomparsa in coincidenza con la rivoluzione del 1917 (alla cui testa peraltro furono anche dirigenti ebrei, a cominciare da Trotzkij) le persecuzioni antisemite sono riprese soprattutto nel periodo staliniano. Stalin fece deportare gran parte degli ebrei russi nel Birobigian, lungo il fiume Amur, al

confini con la Manciuria. Si trattava di un territorio in gran parte vergine e privo di qualsiasi infrastruttura, dove gli ebrei, provenienti dalle città e storicamente estranei aH'agricoltura, non potevano ovviamente adattarsi.

Pohl, Oswald

M. a Landsberg am Lech (Baviera)

I’8.6.1950; ufficiale della Marina tedesca, poi generale delle SS. Direttore del Wirtschaftsverwah tungsHauptamt (W.V.H.A., Ufficio superiore economico e amministrativo delle SS), quindi collaboratore strettissimo del co[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 325

Brano: [...]on Alfred Rosmer e Pierre Naville, editore della rivista La Vérité, alla quale Leonetti cominciò a collaborare sotto

lo pseudonimo di « Akros ». Quindi Ravazzoli, Leonetti e Tresso (che la storiografia di partito ricorderà come « i tre ») inviarono a Trotzkij una lunga lettera firmandosi a nome della Nuova Opposizione italiana (N.O.I.).

Espulsi dal P.C.d’l. il 9.6.1930, « i tre » passarono alla lotta aperta e pubblica contro il « centrismo staliniano», pur tendendo a differenziarsi tra loro.

Con lo pseudonimo di « Souzo » scelto dallo stesso Trotzkij e poi con quello di Martin, Leonetti continuò a svolgere un intenso lavoro politico, come membro del Segretariato internazionale dell'opposizione trotzkista, partecipando alla maggior parte delle conferenze internazionali antifasciste del movimento, intrattenendo rapporti con gli oppositori spagnoli capeggiati da

Andrés Nin, e rifiutandosi di entrare nel Partito socialista italiano in esilio (come invece fecero Tresso e Ravazzoli, con motivi diversi]. La compagna Pia Carena gli sarà sol[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 3

Brano: [...]amento decine di migliaia di vittime dello stalinismo e aveva iniziato la riabilitazione dei giustiziati innocenti. All'atto del suo insediamento, aveva denunciato come in sette anni di carcere (dal ’48 al ’55) il Partito comunista si fosse completamente screditato agli occhi dei lavoratori. Se si volevano evitare sommosse anticomuniste del tipo di quella avvenuta poco prima a Berlino, secondo Nagy bisognava porre fine alle illegalità del regime staliniano, di cui Rakosi era l’agente in Ungheria. Le posizioni di Nagy non erano isolate. Già dopo il XX Congresso del P.C.U.S., il filosofo Gyorgy Lukàcs (v.) aveva apertamente denunciato il « dogmatismo » della burocrazia del partito e, se Rakosi ebbe nel giugno 1956 la forza di allontanare Nagy dal governo, poco più tardi egli stesso e i suoi dovranno a loro volta andarsene, travolti dalla insurrezione ungherese dell'ottobre.

La rivolta ungherese

Esplosa la rivolta, il 27.10.1956 Nagy fu chiamato a formare un governo di emergenza, del quale chiamò a far parte altri perseguitati dal regime qua[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 185

Brano: [...]ndavano aggiornate alla mutata situazione, decisero di continuare la lotta contro quella che consideravano una degenerazione staliniana della Terza Internazionale e contro l’opportunismo del gruppo dirigente comunista italiano che ne subiva passivamente l’influenza. Espulsi dal P.C.I. il 9.6.1930 i « tre », senza disporre di altri mezzi che le proprie idee, passarono alla lotta aperta e pubblica attaccando da posizioni di sinistra il « centrismo staliniano », l’Internazionale comunista e il P.C.I.'. Alla fine del 1930 Ravazzoli, Leonetti e Tresso si rivolsero a Trotzkij con una lettera firmata « Nuova Opposizione Italiana » e con la quale aderivano, come sezione italiana, al Segretariato internazionale dell’Opposizione, di cui l’esule di Prinkipo era il prestigioso capo. Inoltre essi decisero di pubblicare un periodico per cercare di diffondere le loro posizioni dissidenti nel movimento operaio e nelle file stesse dei P.C.d'L.

Il Bollettino della N.O.I.

Il Bollettino dell'Opposizione Comunista Italiana [P.C.I.) aveva come sottotitolo « Or[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 212

Brano: [...] sua posizione di cattolico, ritenendo anzi che fosse possibile conferire allo Stato l’etica del Vangelo, « cristianizzare » il fascismo in concorrenza con l’idealismo di Giovanni Gentile. Era per un fascismo aperto e non si nascondeva il rischio di un fascismo « cattivo »: il nazionalsocialismo era lì ad ammonirci. Ma, d’altro canto, dove erano le alternative? Il mondo liberaldemocratico francese gli appariva marcio, il « socialismo » russo era staliniano e ateo: gli anni universitari di Olivelli erano quelli delle grandi purghe moscovite. Fu un «fascista della fronda », come tanti universitari di quella generazione di cui Ruggero Zangrandi ha descritto il « lungo viaggio ».

Così lo troviamo favorevole alla guerra d’Africa per il posto al sole; e ancor di più alla « crociata » di Spagna, dove avrebbe voluto andare volontario e fu trattenuto a stento dall’autorità dello zio. C’era in Italia chi nutriva il sogno di un largo schieramento di Stati cattolici che, partendo dalla penisola iberica e facendo centro a Roma, arrivasse a Vienna e a Bud[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 300

Brano: [...]do, Orwell scrisse 1984, libro avveniristico sulla falsariga del romanzo simbolista Noi (1924) dello scrittore russo Evgenij Ivanovic Zamjatin (18841937), esule in Francia dal 1931.

In questa sua ultima opera, singolarmente profetica, Orwell denuncia il dominio totale del sistema capitalistico moderno che, annullando i valori individuali, spoglia l’uomo di qualsivoglia autonomia interiore. La sua critica è chiaramente rivolta contro il regime staliniano, ma investe anche le società deH’Occidente, nelle quali lo scrittore vede lo sviluppo tecnologico e il potere burocratico soffocare ogni forma di umanità.

O.S.A.

Organizzazione degli Stati Americani. Costituita nel 1949 a Bogotà, in Colombia, l’O.S.A. ha sede a Washington ed è attualmente composta da 27 Stati membri: Argentina, Barbados, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Dominica, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Grenada, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Domi

300

L.



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 390

Brano: [...] Rostov, quindi in Ucraina (dove rimase durante l’occupazione tedesca) e dalla fine del 1943 a Perm negli Urali, neH’immediato dopoguerra si rivelò scrittrice popolare di successo: Compagni di viaggio (Premio Stalin 1947), L’officina dell’Ural (Premio Stalin 1948), Riva chiara (Premio Stalin 1950). Ufficialmente inserita nel filone del « realismo socialista » e certo non completamente immune dalle influenze oleografiche e agiografiche del regime staliniano, seppe in parte liberarsene per autentiche doti di narratrice.

Rifiutando l'allora imperante struttura del romanzo imperniato su una individualità comunista e per questo fatto « eroica », la Panova costruì le trame delle proprie opere sull'intrecciarsi di vicende di personaggi semplici, quotidiani e oscuri che partecipano alla Storia da umili artefici, con tutte le loro debolezze, sofferenze e gioie. E come il loro patriottismo esprime più la coscienza popolare che un’educazione di partito, così l’assenza di azioni vistose si oppone di fatto al trionfalismo propagandistico allora tanto dif[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 459

Brano: [...] tenne corsi sulla storia del movimento operaio italiano).

In quegli stessi anni venne pubblicando, sempre con lo pseudonimo di Carlo Rossi, numerosi opuscoli di notevole interesse: tra gli altri, uno studio sulla Chiesa e il Fascismo, edito poi a Parigi nel 1935. Ancora in Francia, nel 1935 fu pubblicato un suo breve scritto sui detenuti politici rinchiusi nel carcere di Civitavecchia, che ebbe ampia diffusione.

Con Irrigidirsi del regime staliniano, la posizione di Pastore nell’U.R.S.S. si fece precaria finché, privato di ogni incarico, nel 1938 riuscì a tornare in Francia dove diresse il quotidiano dell'emigrazione antifascista La voce degli Italiani. Durante la Seconda guerra

mondiale lavorò come contabile presso una ditta e collaborò con la Resistenza francese.

Rientro in Italia

Nell’estate 1943, dopo la caduta del regime fascista, cercò di rimpatriare clandestinamente ma fu arrestato alla frontiera e rimase per sei mesi nel carcere di Susa (Torino), da dove potè uscire per intervento dei partigiani.

Con la fine della gue[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 66

Brano: [...]enuto ideologico esplicito dell'opera stessa. La priorità di questo contenuto ideologico esplicito condusse sempre più gli artisti sovietici a considerare il proprio impegno solo come uno strumento al servizio di una trasformazione della società verso il comuniSmo.

Il risultato inevitabile di tale operazione, assolutamente contraddittoria con il concetto stesso di arte, fu che la quasi totalità della produzione artistica sovietica del periodo staliniano fu incanalata entro rigide regole formali, richiamantesi a un’esigenza di “concretezza” e di “veridicità” del messaggio artistico. Ogni deviazione dal più stretto e oleografico verismo descrittivo veniva quindi a essere letta come un'eresia; così come eretiche e bor

ghesi venivano considerate quelle tematiche esistenziali, psicologiche e soggettive che si scostavano dai temi celebrativi del lavoro, della lotta rivoluzionaria, della definizione deH’uomo socialista, della costruzione di una nuova società comunista.

Se, per queste ragioni, è comprensibile che la critica occidentale si sia [...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine staliniano, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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