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Il segmento testuale qualunquismo è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 363Entità Multimediali , di cui in selezione 5 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 820

Brano: Qualunquismo

ni fondò il settimanale (e per qualche tempo anche quotidiano) L’Uomo Qualunque. Grazie a una sua particolare vena scandalistica, diretta contro tutte le organizzazioni politiche antifasciste, il foglio ebbe successo tra quegli strati di ceto medio, soprattutto impiegatizio e professionale, che si sentivano fortemente frustrati dal fallimento del fascismo e daH’emergere di una nuova classe dirigente politica. Fatto in massima parte di maldicenze, insinuazioni e irrisioni, nel clima torbido del « Regno del Sud » il giornale si diffuse tra un pubblico che, abituato da decenni a una totale ce[...]

[...]8 voti (5,4%), piazzandosi come il quinto partito italiano con 30 deputati eletti.

Il programma del Fronte dell’U.Q.

Il programma del Fronte faceva leva sul disagio dei ceti medi e della borghesia esistente nell’irrirnediato dopoguerra, per rivolgerlo contro tutti coloro che detenevano le leve del potere, presentandosi demagogicamente come una organizzazione di difesa dell’« uomo comune » o, appunto, « qualunque ».

Nel suo programma, il qualunquismo si dichiarava a favore di ogni forma di libertà individuale, prospettava un governo « al servizio dei cittadini », basato sui tre poteri fondamentali (legislativo, esecutivo, giudiziario) indipendenti e autonomi; si dichiarava per la libera concorrenza, contro l'economia controllata; sosteneva il concetto « la terra a chi lavora », ma con la partecipazione agli utili anche dei finanziatori e dei procuratori dei mezzi per lavorarla; propugnava la scuola gratuita amministrata dallo Stato; si schierava contro ogni divisione di classi sociali (che considerava non esistenti) e per la esaltazione d[...]

[...] considerava non esistenti) e per la esaltazione della individualità personale.

Si trattava quindi di una congerie alquanto banale di concetti mutua

ti dal liberalismo e dal fascismo e demagogicamente trattati in forma generica per far breccia nella sottocultura politica del tempo, sfruttando la popolarità acquisita dal giornale che si era largamente diffuso in Italia, battendo d’anticipo la propaganda svolta dai partiti. D'altra parte, il qualunquismo si presentava come una difesa per molti che si erano compromessi col regime fascista o ne erano ancora nostalgici, in quanto faceva propri i motivi di opposizione ai programmi del C.L.N., specie in riferimento all'epurazione allora in corso. Sul piano istituzionale, teorizzando la sfiducia nelle nuove forme democratiche dello Stato, il Fronte si dichiarò « neutrale » fra repubblica e monarchia, postulando un governo formato da tecnici.

Quantunque dimostrasse dal 1946 al 1948, nei lavori della Costituente e nel Paese, la vacuità e l’inconsistènza sia del programma che delle proprie forze, i[...]

[...]toccò alla maggior parte dei candidati qualunquisti, apparve chiaro che l’operazione era stata un’abile mossa dei liberali che, sfruttando la massa di manovra degli elettori « qualunquisti », grazie al gioco delle preferenze poterono portare a Montecitorio 15 dei loro candidati sui 19 complessivamente eletti nel Blocco Nazionale. Dopo questa deludente esperienza il Giannini rinunciò ai suoi tentativi e anche il suo partito si sciolse. Analogo al qualunquismo italiano fu il poujadismo in Francia, sviluppatosi dal 1953 al 1957 per iniziativa del bottegaio Pierre Poujade. Questi organizzò una rivolta della categoria contro il governo per l'inasprimento delle tasse e fondò un movimento (Unione per la difesa dei commercianti e degli artigiani) che si presentò con proprie liste alle elezioni del 1956, ottenendo oltre due milioni di voti.

Il termine « qualunquismo » è rimasto per indicare la sfiducia verso le istituzioni democratiche. Viene usato in senso spregiativo nei confronti di chi respinge la politica come rapporto costruttivo e di chi cerca l’affermazione di interessi particolari o corporativi di categoria al di fuori della dialettica dei partiti democratici.

Quaranta, Aldo

N. a Cuneo nel 1909; laureato in Legge.

Capitano di complemento degli alpini, nel giugno 1940 fu chiamato a far parte della Commissione di armistizio con la Francia.

Addetto al Comando della Quarta Armata, dopo l’8.9.1943 prese parte alla Guerra di liberazione, n[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 246

Brano: [...]Napoli.

Secondo dopoguerra

L’anziano uomo politico si presentò nuovamente alla ribalta, con Dopo il fascismo, che fare?, su posizioni neosindacaliste:

« Ridurre lo Stato alle sue funzioni essenziali, lasciando il resto alle spontanee associazioni umane », tra le quali comprendeva anche le « Società culturali o sportive »; e con le collaborazioni al « Tempo » di Angiolillo, polemizzando col « Vento del Nord » su posizioni di sconcertante qualunquismo: « Il governo dei sei partiti — scriveva — come non gli bastasse la insanguinata epurazione, ha creduto di aggiungere una più complessa appendice all’enorme catalogo dei mali d’Italia con una spinosa variante della questione meridionale ».

La sua pretesa di combattere « il fascismo degli antifascisti », anticipatoria dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, lo mise al bando dei rinati partiti di sinistra e ne provocò l’esclusione dalla Consulta. Fondata l’« Alleanza democratica della libertà », potè entrare nella lista del Blocco Nazionale e nel

1946 fu eletto alla Costituente con Gio[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 381

Brano: [...]sione che era stata tra i vanti della Terza repubblica. La stampa collaborazionista crebbe sulla soppressione di queste libertà, ma non a caso la Francia conobbe la fioritura della stampa e dell'editoria clandestina come pochi altri paesi dell’Europa occupata.

Nella propaganda doveva operarsi la sintesi di tutti i nuovi valori cui aspirava il nuovo Stato; prevalsero comunque, anche sul mito di Pétain, gli stereotipi della collaborazione e del qualunquismo ante litteram di intellettuali dell'ambiguità, quando non l’aperta delazione a danno della Resistenza.

Autorevole collaboratore del regime di Vichy fu, in tale campo, anche l’ex dirigente comunista italiano e poi socialista Angelo Tasca (v.).

Fine della “Révolution nationale", la “collaborazione"

Il 30.1.1944 il maresciallo Pétain firmò la nuova Costituzione della Francia, che non sarebbe mai entrata in vigore. Essa stabiliva un regime presidenziale, con il rafforzamento dell'esecutivo e in particolare del Capo dello stato (che durava in carica 10 anni), quindi un potere fortemente a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 724

Brano: [...] a tre ex presidenti del Consiglio (Bonomi, Orlando é Nitti). Alla Costituente si pronunciò

contro l’inserzione dei Patti Lateranensi nella Costituzione e pronunciò un importante discorso (24.7.

1947) contro l’approvazione del Trattato di pace. Finché^ il 30 novembre di quello stesso anno, abbandonò la politica attiva, lasciando la presidenza effettiva del Partito liberale, in cui tornerà a maturare l’orientamento favorevole all’intesa col qualunquismo.

M.No

Croce, Carlo

Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. N. a Roma nel 1892, m. a Bergamo il 24.7.1944. Partecipò alla prima guerra mondiale e fu ferito sul Carso. Richiamato alle armi nel giugno 1942 col grado di tenente colonnello, fu inviato sul fronte russo con il C.S.I.R.. Rientrato successivamente in patria, l'8.9.1943 lo colse nel Varesotto, al comando di un distaccamento del 3° Bersaglieri. Senza esitare, con i suoi uomini e con altri giovani patrioti della vallata si diede alla lotta partigiana, costituendo la banda « Cinque giornate », alla testa della quale condus[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 79

Brano: [...]fratellanza con i popoli che avevano lottato contro il nazifascismo; salvaguardare la pace nel mondo; perpetuare la memoria di quanti erano caduti nella lotta partigiana; e, infine, impiegare tutte le forme assistenziali allo scopo di recare aiuto morale e materiale ai partigiani, ai patrioti, alle famiglie dei Caduti. L’attuazione di quei compiti si dimostrava d’altra parte quanto mai necessaria e urgente, anche per i preoccupanti fenomeni di « qualunquismo » che già in quel momento stavano manifestandosi in Italia e che costituirono, in effetti, i primi sintomi di quel neofascismo che ben presto potè sorgere e svilupparsi nel paese.

I congressi nazionali deH’A.N.P.I.

Nel dicembre del 1947 si svolse a Roma il I Congresso nazionale dell’associazione, nel corso del quale le correnti democristiane e liberali attuarono quella prima scissione della Resistenza che porterà, tre mesi dopo, alla nascita della Federazione italiana volontari della libertà (v. F.I.V.L.).

Nel 1948, alla vigilia delle elezioni politiche, iniziarono le persecuzioni an[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine qualunquismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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