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Il segmento testuale legittimista è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 50Entità Multimediali , di cui in selezione 5 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 377

Brano: Vichy

“collaborazione” che cerehie dirigenti deN’amministrazione e della società francese offrirono ai tedeschi e alla quale appunto si contrappose la Resistenza; dall'altra, il tentativo di realizzare, all’ombra dell’occupazione straniera, una riforma reazionaria dello Stato, di carattere marcatamente legittimista e antirepubblicana.

Le origini

Il vecchio maresciallo Pétain, il prestigioso vincitore di Verdun, era stato portato alla ribalta della vita politica il 16.6.1940, con la nomina a presidente del consiglio (in successione di Paul Reynaud) di fronte all’incalzare delle truppe germaniche. Convinto della necessità non solo di chiedere la tregua alla Germania trionfante, ma di portare la Francia fuori dal conflitto, separandosi così daH’alleato britannico, Pétain mostrò quale orientamento intendeva seguire fin dall’appello con cui, il 25 giugno, si rivolse pateticamente al popolo francese inv[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 667

Brano: [...]l nuovo quotidiano era il giovane e brillante giornalista Alfredo Frassati (giunto al giornale nel 1890 con un piccolo apporto di capitale e vicedirettore di fatto dal 1893). Grazie al suo contributo il giornale riuscì a qualificarsi come punto di raccordo nazionale delle forze liberali in lenta conversione intorno a Giolitti. Il binomio RouxFrassati affrontò il tornante di fine secolo (caratterizzato dalla ondata reazionaria di taglio monarchicolegittimista) criticando le campagne d’Africa, erigendosi a banditore dei diritti democratici del movimento operaio, caldeggiando la distruzione del latifondo a favore della piccola proprietà coltivatrice, osteggiando la politica di armamenti, facendosi quindi portavoce di una « vera politica liberale », tesa a inserire le classi lavoratrici nello Stato e contraria a ripiegamenti conservatori, per rivendicare una funzione dirigente ed egemone della borghesia industriale dinamica in contrapposizione ai ceti parassitari e all’ottuso conservatorismo terriero.

Era, quello della “Stampa”, un programma in as[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 94

Brano: [...]a monarchia ebbe buone affermazioni), ma da alcune regioni e città dell'Italia Centrale: l’Emilia Romagna e la Toscana in primo luogo, dove la tradizione repubblicana di origini risorgimentali si era intrecciata con l’espansione di un movimento operaio e contadino dalle antiche radici, ma rinnovato e rinvigorito nel corso della Resistenza.

Le formazioni più schiettamente monarchiche, come il Blocco nazionale della Libertà, ruotante intorno al legittimista Partito democratico italiano (v. Monarchico, Partito) e l’Unione democratica nazionale, in cui erano confluiti il Partito liberale e la Democrazia del lavoro (v.), si attestarono su posizioni minoritarie (rispettivamente, con 636.493 e 1;559.417 voti). Invece il grosso dell’elettorato democratico cristiano votò per la monarchia, essendovi incoraggiato, specie negli strati popolari e rurali, dalla più cospicua

parte del clero.

Per quanto specialmente il Partito democratico di Enzo Selvaggi (ministro della Reai Casa) e lo stesso Umberto II (v.) subentrato nel regno da appena un mese, cont[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 776

Brano: Monarchico, Partito

ze di destra più accorte, presero a fagocitare l’elettorato monarchico. Né i viaggi di Lauro e Covelli a Cascais, per rendere omaggio all’ex sovrano Umberto di Savoia, né i messaggi periodici di quest’ultimo « agli italiani » per tentare di ravvivare in loro sentimenti lealisti, servirono a rallentare la crisi del partito legittimista. Alle elezioni politiche del 28.4.1963 il P.D.I.U.M. raggranellò appena 536.652 voti, pari all’1,7% dei votanti (al Senato, la percentuale dei suoi voti scese all’1,6%). Cinque anni dopo, alle consultazioni del 19.5.1968, una nuova pesante riduzione dei consensi: 433.269, pari all'1,4% nelle votazioni per la Camera e all’1% negli scrutini per il Senato.

Le successive tornate elettorali amministrative, le elezioni dei Consigli regionali nel 1970 e il turno parziale della primavera del 1971, abbassarono ulteriormente il quoziente del P.D.I.U.M. al di sotto della percentuale complessiva dell’[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 246

Brano: [...] posto a presidio del porto. Dopo la liberazione della città, il governo Badoglio (v.), ligio alla volontà della monarchia e degli Alleati, vi impedì il reclutamento dei volontari ansiosi di proseguire la Guerra di liberazione nazionale, che era stato promosso dal Fronte nazionale d’azione: fece sequestrare i manifesti di propaganda dell’iniziativa e arrestò due dirigenti del Fronte stesso.

Il 5.1.1944 Pippo Naldi promosse a Bari un congresso legittimista inteso a unificare i vari gruppi monarchici.

II 9 gennaio, il comunista Antonio Pesenti vi presiedette un convegno di profughi dal Nord, avente lo scopo di organizzare gruppi di combattenti destinati ad attraversare la linea del fronte per raggiungere le formazioni partigiane operanti nell’Italia occupata dai tedeschi. Il 28 gennaio vi si tenne una importante assise dei Comitati di liberazione nazionale dell'Italia liberata, nota come Congresso di Bari (v.).

Nelle elezioni per la Costituente (1946), nel collegio di B. 157.806 voti andarono alla Democrazia Cristiana, 78.714 al P.C.L, 51.[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine legittimista, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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