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Il segmento testuale ariani è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 49Entità Multimediali , di cui in selezione 14 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 162

Brano: [...]el ministero degli Interni veniva creato un Ufficio per l’igiene della razza. Alla fine del mese la direzione del partito nazista pubblicò un programma in 11 punti riguardante l’azione da condurre contro gli ebrei e, in particolare, il boicottaggio dei grandi magazzini di proprietà ebraica. Fu decisa la creazione di appositi^* comitati d’azione » e l’1 aprile fu esperimentato il primo boicottaggio in massa di tutti gli esercizi commerciali « non ariani ».

Sempre in aprile cominciò l’operazione mirante a espellere gli ebrei da ogni campo della vita pubblica e professionale tedesca. Alle limita, zioni per « non ariani » in campo legale, medico e del pubblico impiego, seguì l'istituzione del numej rus clausus che limitava la quota di studenti ebrei ammessi a frequentare i licei e le università. Nel

luglio venne emanata la prima legge sulla confisca dei beni appartenenti ai « nemici dello Stato », mentre intanto cominciavano a essere esposti sempre più frequentemente nei luoghi pubblici i cartelli con la scritta « Ebrei non graditi » {Juden unerwunscht). Dei 499.000 ebrei che vi erano allora in Germania, rappresentanti lo 0,76% della popolazione, in quel primo anno di persecuzione ne emigrarono circa 37.0[...]

[...] il 15.9.1935, alle cosiddette Leggi di Norimberga.

Leggi di Norimberga

Erano, queste, due provvedimenti riguardanti rispettivamente la « cittadinanza del Reich » (fìeichsburgergesetz) e la « protezione del sangue» [Blutschutzgesetz]. Il primo toglieva agli ebrei la qualifica e i diritti di « cittadini tedeschi », mentre il secondo si occupava della « contaminazione razziale », proibendo agli ebrei matrimoni e rapporti extraconiugali con « ariani », l’impiego di domestiche « ariane » aventi meno di 45 anni e l’esposizione della bandiera tedesca.

Per definire l'« ebreo » e il « meticcio » (Mischling: quest’ultimo veniva inizialmente colpito in misura minore e secondo il suo grado di « parentela » cpn gli ebrei), le autorità capirono tuttavia di non potersi servire dei criteri antropometrici, rivelatisi troppo vaghi e contraddittori. « Ebreo » venne pertanto definito colui che aveva 3 o in certi casi anche 2 dei suoi 4 nonni di religione mosaica; « Mischling », colui che ne aveva almeno uno. Così, nei casi sotto inchiesta, si dovette[...]

[...]ssociazione degli ebrei in Germania (Reichsvereinigung der Juden in Deutschland) rispose esortando i propri membri a dimostrare il massimo « autocontrollo » e « spirito di sacrificio ».

A partire da quella stessa data venne emanata una lunga serie di disposizioni integrative riguardanti ogni possibile attività economica e sociale, da quella che toglieva agli ebrei il diritto al voto (n. 1 del 14.10.1935) a quella che proibiva anche ai coniugi ariani degli ebrei di esporre la bandiera nazionale tedesca (7.12.1936) e a quella che confiscava i beni degli ebrei « emigrati * (25.11.1941): Vennero anche emanate leggi apposite per

162



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 447

Brano: [...]quel senso di appartenenza a un unico insieme che è proprio del vero fascismo. Il ministro Bottai fu, neH’ambito del suo dicastero, tra i primi e più zelanti esecutori della politica razziale: il 5.8.1938 emanò il decreto che proibiva l’iscrizione di alunni ebrei di nazionalità straniera nelle scuole italiane; il 10 agosto, un secondo decreto stabiliva che potevano essere assunti nei ruoli della Pubblica Istruzione soltanto insegnanti di razza « ariani »; infine, con il R.D. 5.9.1938 n. 1390, vennero discriminati e licenziati, perché non « ariani », 5 ispettori del Ministero, 200 professori e 98 docenti universitari. Inoltre furono espulsi dalle scuole pubbliche 5.600 allievi, di cui 200 universitari, 1.000 della scuola media e 4.400 della scuola elementare. Venne infine disposto il licenziamento in tronco di tutti i professori incaricati e supplenti di origine ebraica. Contemporaneamente si procedette alla cosiddetta “bonifica libraria”, ossia alla eliminazione per decreto, dal mercato dei testi scolastici, delle opere di 114 autori di origine ebraica, anche se scritte in collaborazione con « ariani ».

Tutte queste misure furono p[...]

[...]pubbliche 5.600 allievi, di cui 200 universitari, 1.000 della scuola media e 4.400 della scuola elementare. Venne infine disposto il licenziamento in tronco di tutti i professori incaricati e supplenti di origine ebraica. Contemporaneamente si procedette alla cosiddetta “bonifica libraria”, ossia alla eliminazione per decreto, dal mercato dei testi scolastici, delle opere di 114 autori di origine ebraica, anche se scritte in collaborazione con « ariani ».

Tutte queste misure furono prese prima ancora che l’antisemitismo (v.) diventasse ufficiale in Italia. Che esse quadrassero perfettamente con la nuova concezione della scuola (e non fossero quindi, come si è tentato di insinuare, un pedaggio pagato per assicurarsi l’alleanza della Germania nazista), si incaricò di spiegarlo lo stesso Bottai. In un suo discorso alla radio del 16.10.1938 egli sostenne infatti che la razza italiana, per favorire il proprio autonomo e originale svilup

po, aveva bisogno di assicurarsi una scuola interamente « sua » nella concezione, nel personale e nella [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 163

Brano: Ebrei

Negozio ebreo devastato nella « notte dei cristalli » (Berlino, 10.11.1938)

togliere agli ebrei la licenza di caccia, la patente di guida e perfino il diritto di possedere piccioni viaggiatori (29.11.1938).

Lo Stato provvide inoltre alla « arianizzazione » delle maggiori ditte di proprietà ebraica, cioè all’esproprio: la FlickKonzern nel 1934; la SimsonWerke nel 1935; i grandi magazzini Wertheim nel 1937; la Julius Petschek nel 1938. Altre ordinanze significative riguardavano l'istituzione della detenzione preventiva, ordinata segretamente nel giugno 1937 da Reinhard Heydrich (v.), capo della polizia di sicurezza, e secondo la quale gli ebrei, dopo aver scontato le pene alle quali potevano essere stati condannati per qualsiasi motivo, non dovevano essere lasciati liberi, ma rinchiusi nei campi di concentramento; e quella del gennaio 1[...]

[...]i nei campi di concentramento; e quella del gennaio 1938, che condannava aH’immediato internamento nei campi tutti quegli ebrei usciti dalla Germania che, per qualche motivo, vi avessero rimesso piede.

Nel giugno 1937, vennero arrestati e internati nei campi tedeschi i primi 1.500 ebrei. A luglio venne proibito agli ebrei di frequentare località termali e di cura, provvedimento seguito da molti altri, anche locali, miranti a escludere i « non ariani » da tutti i luoghi pubblici, teatri, parchi e così via.

Dopo la occupazione dell'Austria (marzo 1938) vennero automaticamente estese a questo paese tutte le norme vigenti in Germania, e contemporaneamente si applicarono nuovi giri di vite: gli ebrei potevano avere passaporti solo con difficoltà e contrassegnati dalla lettera « J » (Jude) ; inoltre furono tutti costretti ad assumere ufficialmente il nome di Israele o di Sara. L’emigrazione venne resa sempre più difficile e, mentre si discuteva il modo migliore per attuare la completa «arianizzazione » della vita commerciale, fu studiata la[...]

[...]marzo 1938) vennero automaticamente estese a questo paese tutte le norme vigenti in Germania, e contemporaneamente si applicarono nuovi giri di vite: gli ebrei potevano avere passaporti solo con difficoltà e contrassegnati dalla lettera « J » (Jude) ; inoltre furono tutti costretti ad assumere ufficialmente il nome di Israele o di Sara. L’emigrazione venne resa sempre più difficile e, mentre si discuteva il modo migliore per attuare la completa «arianizzazione » della vita commerciale, fu studiata la istituzione di ghetti nelle grandi città e di colonie di lavoro riservate agli ebrei. Nel giugno 1938 si riunì per la prima volta a Evian (Francia) la Commissione intemazionale per i profughi, ma essa si limitò a constatare che la possibilità di far ospitare gli ebrei in altri paesi erano estremamente scarse. Di fatto, circa il 40% degli ebrei emigrati dalla Germania prima dello scoppio della seconda guerra mondiale troverà rifugio in Palestina.

La « notte dei cristalli »

Il 28.10.1938, 15.000 ebrei già di provenienza polacca furono espul[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 150

Brano: [...]ione degli ebrei (v.) dalla società tedesca, che già era stata avviata sin dal 7.4.1933 dalle leggi sull’epurazione dei pubblici funzionari e, sul piano di fatto, dal boicottaggio variamente espresso e praticato delle attività ebraiche, in conformità ai presupposti razziali dell’ideologia nazionalista e del Programma di governo del gabinetto hitleriano.

Il 15.9.1935 vennero emanate le due leggi decisive ai fini della discriminazione dei « non ariani »: la legge sulla cittadinanza del Reich e quella per la difesa del sangue e dell’onore tedeschi. La prima, proclamando che cittadino del Reich poteva essere soltanto il suddito di « sangue tedesco o affine », privava di fatto e di diritto gli ebrei della cittadinanza tedesca; gli ebrei diventavano quindi privi di cittadinanza, stranieri ed estranei alla nazione e alla società tedesca, pertanto esposti senza possibilità di difesa alcuna a ogni vessazione e sopraffazione.

La seconda legge proibiva in particolare il matrimonio tra ebrei e cittadini tedeschi e, più in generale, le relazioni s[...]

[...]come eufemisticamente si espressero i commentatori ufficiali delle leggi di Norimberga (StuckartGlobke), questa discriminazione avrebbe condotto

alla messa al bando completa degli ebrei e alla eliminazione di ogni garanzia giuridica a tutela della loro esistenza addirittura fisica, oltre che della sfera dei loro diritti civili e patrimoniali. La confisca dei patrimoni ebraici (1938) come atto di demagogia sociale nellambito della cosiddetta « arianizzazione » dell’economia; i divieti professionali stabiliti a carico degli ebrei; infine, l’imposizione della « stella giudaica» (1941) come segno distintivo, non furono che le tappe del processo di degradazione sociale, civile e morale della comunità ebraica, che doveva trovare il suo tragico epilogo neH'estirpazione fisica degli ebrei soprattutto dell’Europa centroorientale attraverso il meccanismo cosiddetto della « soluzione finale ».

E. Co.

Norimberga, Processo di

Nel palazzo di giustizia di Norimberga (v.), la città che il regime nazista aveva scelto per i congressi della N.S.D.[...]



da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 62

Brano: [...]o: l’autocrazia ”. Così dicono i Protocolli (Prot. X).

È la forma di governo nostra, imperniata in Mussolini

In questa lotta l’Era di Mussolini troverà la sua maggiore glorificazione. Vincendola, e la vincerà, Egli forgerà il futuro, cioè la storia, che lo porrà tra le massime figure umane di tutti i secoli

Il Fascismo, a sua volta, sarà quel che vuol essere se si libererà dagli ebrei.

Non è concepibile temporeggiare nel liberare gli ariani dagli ebrei. Tanto varrebbe lasciare a questi le ville e a quelli le vanghe. Agire in profondità. Vedere a quando rimontano le cristianizzazioni dei battezzati, seguire i matrimoni fra i marrani, scoprire quelli delle ebree coi cristiani; una volta identificati i singoli ebrei, far ponti d’oro a quelli fra loro che manifestassero il desiderio di piantare le proprie tende lontano dai nostri lidi

Il Duce ha già invocata la creazione in qualche parte del mondo di uno Stato ebraico che non sia la pìccola Palestina capace di accogliere tutti gli ebrei desiderosi di farne parte. Si è parlato d[...]

[...]ni; una volta identificati i singoli ebrei, far ponti d’oro a quelli fra loro che manifestassero il desiderio di piantare le proprie tende lontano dai nostri lidi

Il Duce ha già invocata la creazione in qualche parte del mondo di uno Stato ebraico che non sia la pìccola Palestina capace di accogliere tutti gli ebrei desiderosi di farne parte. Si è parlato dell’isola di Madagascar, dell’Uganda. È questione da studiarsi, di comune accordo fra ariani ed ebrei. Ecco la soluzione additata dal Genio Italiano. Gli ebrei che resteranno fra noi vanno infrenati con leggi speciali Questa la soluzione integrale del problema.

ANNO I NUMERO 6 20 OTTOBRE 1938 XVI

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LA DICHIARAZIONE DEL WAN CONSIGLIA

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 460

Brano: [...]editarietà presso l’Ufficio Statale della Sanità e l'Istituto biocriminale presso l'Ufficio degli Affari della Sicurezza del Reich) ambedue affidati al dott. Robert Ritter, che elaborò in termini ideologici tutto il materiale statistico relativo a circa 24 mila zingari, raccolto nella Centrale di Monaco.

Le ricerche del Ritter e della sua assistente Èva Justin sull'infanzia zingara “tarata” segnarono la condanna a morte degli zingari: sebbene ariani puri in origine, secondo i due ricercatori ormai gli zingari non erano altro che un’accozzaglia di “bastardi”. Solo per il 10% potevano ancora essere considerati “zingari puri” e, come tali, andavano selezionati e protetti come monumenti storici; per gli altri, non restavano che la sterilizzazione e la morte attraverso i lavori forzati. Infatti, a seguito di queste “ricerche”, si ebbe una serie di provvedimenti: il 16.5.1938 l’Ufficio Zingari fu trasferito da Monaco a Berlino, alle dipendenze dello stesso Himmler, che l'1 giugno ordinò una “settimana di epurazione”, avvenuta fra il 12 e il 18[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 52

Brano: [...]mbino vivo) veniva immediatamente bruciato in un forno che si trovava nella stessa camera operatoria, sotto gli occhi della madre. Se invece si trattava di un neonato chiaramente vivo e vegeto, questo veniva annegato in un secchio d’acqua, per mano delle stesse infermiere che assistevano all’intervento.

Dall’inizio del 1944 i neonati, se giudicati di “pura razza ariana”, non venivano più annegati. Continuarono invece a essere eliminati i “non ariani”, come pure i figli di tedesche “ariane” ma di padre ebreo o straniero. Comunque per i neonati

52



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 609

Brano: [...]nciliante saggezza, non solo alla sua pace interna ed esterna, ma anche al ristabilimento di una onorevole e durevole pace tra i popoli ». Inviò addirittura una lettera autografa a Benito Mussolini per invitarlo ad adoperarsi perché « sia risparmiata al nostro e tuo diletto paese una così grande calamità ».

Intanto il Sant’Uffizio condannava ripetutamente le aberrazioni messe in atto dal regime nazista per accelerare la liquidazione dei « non ariani »: l’eutanasia e la sterilizzazione.

Negli anni del conflitto mondiale organizzò presso la Santa Sede un Ufficio di informazioni sui prigionieri di guerra e sui dispersi. Cercò invano di evitare che Roma fosse bombardata dagli Alleati e, dopo l'incursione aerea del 19.7.1943, si portò tra i feriti e le macerie del quartiere S. Lorenzo colpito dalle bombe.

Riuscì a far dichiarare Roma « città aperta » e per questo fu definito defensor civitatìs. Sottrasse alle persecuzioni fasciste numerosi esponenti del mondo politico italiano, cattolici e non cattolici, ospitandoli in Vaticano.

Come[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 161

Brano: [...] miliardo di marchi, furono deliberati o prospettati a loro carico i seguenti provvedimenti: 1) confisca immediata di tutte le somme versate dalle società di assicurazione per risarcire le vittime delle distruzioni; 2) obbligo degli ebrei di restaurare immediatamente, a loro spese, case e negozi; 3) divieto di esercitare il commercio o di gestire aziende, anche artigianali; 4) segregazioni in luoghi di isolamento, per impedire i contatti con gli ariani; 5) imposizione di speciali contrassegni, per evitare che questo ebraismo proletarizzato suscitasse nuove forme di solidarietà.

Si trattò quindi non solo di un grave peggioramento, ma di una vera e propria svolta che forse non sarebbe stata attuabile se Hitler non si fosse allora trovato, dopo l’Anschluss e i successi internazionali suggellati dal Patto di Monaco, al culmine del suo prestigio politico. Ma fu quella una svolta determinante anche per la coscienza di una parte della borghesia intellettuale tedesca e in particolare per gli ambienti ecclesiastici, nei qua

li cominciò proprio[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 138

Brano: [...]scevismo e dell’anticlericalismo ».

Il successo toccò a Mussolini: I’Azione Cattolica non fu sciolta, ma la sua azione fu rigorosamente limitata. Fino al 1938 i rapporti tra Santa Sede e governo fascista rimasero buoni. Nel 1938, l’adozione anche in Italia di una politica antisemita li fece nuovamente peggiorare: la Santa Sede protestò per il « vulnus » inflitto al Concordàto con la legge che dichiarava privi di effetti civili i matrimòni tra ariani ed ebrei, e si disse anche che Pio XI ri 1.2.1939 avrebbe pronunziato un discorso per denunziare la violazione del Concordato, se non ne fosse stato impedito dalla morte. Ma la pubblicazione di parti di quel discorso, in una lettera di Giovanni XXIII ai vescovi, ha mostrato che, se in esso vi erano espliciti « accenni ai soprusi del regime », altrettanto chiara era « la persistente fiducia nel Concordato e in genere nei patti del ’29, con i quali il papa morente riteneva di aver ridato Dio aM’Italia e l’Italia a Dio » [Pietro Scoppola).

Politica economica fascista La prima fase della polit[...]


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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine ariani, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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