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ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

Il segmento testuale antibolscevismo è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 12Entità Multimediali , di cui in selezione 8 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 712

Brano: [...]so postula in generale la superiorità del popolo tedesco come Herrenvolk, in particolare nei confronti dei popoli slavi. La nuova spinta espansionistica all’est alimentata dal Terzo Reich prendeva le mosse, tra l’altro, proprio da una siffatta motivazione razzistica, ossia dalle esigenze di espandere lo « spazio vitale » di una razza e di una civiltà superiori. Al limite, infine, il razzismo antisemita e antislavo veniva a coincidere anche con l'antibolscevismo tipico dell’ideologia nazionalsocialista (per la quale il bolscevismo non era altro che un prodotto e uno strumento del giudaismo internazionale) : elementi tutti che concorrevano a rafforzare la spinta verso est del germanesimo.

Collocati entro questa prospettiva, i crimini nazisti non rappresentano che la conseguenza della traduzione in pratica delle premesse teoriche sulle quali poggiava l'esistenza stessa del Terzo Reich. Il fatto che in un primo momento le azioni terroristiche non raggiunsero le dimensioni e il carattere di sistematicità che avrebbero assunto nel corso della guerra, n[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 426

Brano: [...]tte le mosse furono compiute da Hitler, il quale nel novembre 1937 aveva formalmente esplicitato ai vertici politici e militari i propri grandiosi obiettivi espansionistici e bellici, nel cosiddetto “memorandum di Hossbach”.

Contro il parere dei militari, timorosi di fronte alla possibile reazione armata delle potenze vincitrici, il Fuhrer mise in atto una politica estera “a rischio”, fondata su assunti ideologici (Lebensraum, antisemitismo e antibolscevismo) che erano in gran parte alieni dalla mentalità dei militari. Ciò non significa, peraltro, che l’annessione dell’Austria o la soluzione del problema cèco non rientrassero nei piani a lunga scadenza del vertice militare; quest’ultimo partiva però da assunti programmatici di vecchio tipo, che non erano in grado di tenere testa alla Weltanschauung hitleriana (v. Nuovo Ordine Europeo).

Il modo fortunoso in cui il regime riuscì, anche grazie all'arrendevolezza anglofrancese, a superare i primi ostacoli annettendosi senza colpo ferire via via la Saar, l’Austria e la Cecoslovacchia, consolidò not[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 209

Brano: [...]i da cui appariva afflitta la società ungherese (dalle sconfitte militari ai disastri economici e all’espansione dei comunisti) andassero attribuiti alle attività degli ebrei i quali, arricchitisi soprattutto con il commercio, erano particolarmente numerosi nella capitale e in tutto il paese. È vero che soltanto un insieme di slogan come

Manifestazione popolare a Budapest per la proclamazione della Repubblica dei Consigli (novembre 1918)

l’antibolscevismo, il “nazionalismo cristiano”, l’ordine e il tradizionalismo costituivano il cemento di una classe di proprietari terrieri priva di una politica governativa unificata o anche solo di un accordo sulla forma di governo da dare al paese, ma è altrettanto vero che proprio questo vuoto aprì la strada a un compromesso politico, tramite il quale 1*1.3.1920 fu nominato reggente d’Ungheria Horthy (v.). Quest’ultimo, che aveva capeggiato una piccola armata fiancheggiatrice dei romeni allorché questi erano entrati a Budapest, reggerà i destini del suo paese per tutto il ventennio seguente, impegnandosi a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 182

Brano: [...]ve vie al mutamento sociale e istituzionale in Italia, nel quadro europeo. Questa linea venne anzi eretta a principio attraverso la cooperazione ideologica di Rodolfo Mondolfo, che era impegnato a fondo nella critica della Rivoluzione d'ottobre sulla base del marxismo della Seconda Internazionale.

Venne così alla luce la raccolta turatiana intitolata Le vie maestre del socialismo (1921). Senonché, partendo dalla premessa dal riformismo e dell’antibolscevismo eretta a sistema, già nel gennaio del 1919 Turati aveva fatto « respingere dal gruppo parlamentare sia la proposta della repubblica socialista, avanzata dalla direzione di sinistra, sia quella della Costituente, formulata in alcuni ambienti riformisti (...) per ripiegare sulle consuete misure riformatrici economiche » (Barbadoro).

Lotte del dopoguerra

Anche sotto il profilo di uno svolgimento progressista democratico, Turati veniva così ad arroccarsi lontano dal movimento delle masse, al quale non si apriva alcuno sbocco politico, col rischio e la conseguenza di lasciare spazio alla con[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 839

Brano: [...]venne riportato alla ribalta unicamente nel momento in cui, all’atto di inasprire i rigori dell’occupazione, i tedeschi ebbero la conferma di non potere più contare sulla collaborazione e sulla mediazione delle altre autorità norvegesi. Quisling assunse così la presidenza del governo fantoccio norvegese Vi.2. 1942, come risultato delle pressionicongiunte di Rosenberg e di Raeder, il primo preoccupato di acquisire un nuovo alleato alla causa dell'antibolscevismo, il secondo interessato alla presenza di un docile e ubbidiente servitore della causa tedesca, di uno strumento esecutivo che agevolasse l’opera delle autorità militari tedesche.

In effetti Quisling, il quale sperava che la fine della gestione commissariale insediata come modus viveridi nel settembre del 1940 potesse dare spazio a un autonomo governo norvegese alleato del Reich, si trovò alla testa di un governo puramente nominale: non ottenne dai tedeschi la conclusione di un accordo di pace, non ottenne

il consenso all’adesione della Norvegia al Patto Anticomintern e al Patto Triparti[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 156

Brano: [...]o nei confronti dell’opinione pubblica e quindi del carattere controproducente della sua presenza, accantonarono rapidamente una settimana dopo. A Quisling viceversa i tedeschi finirono per ricorrere quando, svanita ormai ogni possibilità di avere la collaborazione norvegese, avvertirono l’esigenza di imporre con la mano forte una politica di aperta oppressione e di spietato sfruttamento, servendosi di organi esecutivi a essi legati dal fanatico antibolscevismo e dalla stessa disperata condizione personale di uomini stretti ormai al Reich nazista da un patto senza via d’uscita.

Regime di occupazione

Contrariamente alle speranze di Quisling che il suo paese potesse aspirare a giocare la parte di alleato della Germania, il Terzo Reich impose alla Norvegia un vero e proprio regime d’occupazione, sotto la guida del Reichskommissar Terboven.

All’inizio, nei confronti della popolazione norvegese funse da tramite

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 345

Brano: [...]a, non avendo presentato alcuna soluzione programmatica organica alla crisi dello stato e della società, rimanendo ancorata alla ideologia liberalista più che a una effettiva politica economica liberale, e ignorando il fenomeno qualitativamente nuovo dell’awento dei sindacati e dei partiti di massa, cui si era preferito reagire su un terreno predisposto alla grezza rappresaglia dall’arditismo, dal dannunzianesimo, dal nazionalismo, dal virulento antibolscevismo del 191822.

L’opera di Benedetto Croce

Sul terreno eticopoliticointellettuale Benedetto Croce risollevò tuttavia le sorti, se non del movimento politico o del « partito », dell’« idea » liberale, con un lavoro di organizzazione, delucidazione, resistenza morale e culturale che si ricollegava alle tradizioni nazionali del Risorgimento, su posizioni socialmente e politicamente conservatrici.

Nella nuova condizione creata dal fascismo ciò valse a ridare un certo credito e spazio, sia pure limitato, alle ideologie liberali nei confronti della dittatura, e contribuì a indirizzare verso un[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 276

Brano: [...]game storico con la crisi dello Stato rappresentativo e quindi con le lacerazioni dell’ordinamento capitalistico contemporaneo. Tuttavia, per una più esatta collocazione e comprensione del fenomeno e del processo fascista, converrà tener presenti tre dati del problema interpretativo: 1) connessione con il contesto della lotta politica del periodo fra le due guerre mondiali e specialmente, per le origini, del dopoguerra: cioè a dire il clima dell’antibolscevismo del tempo; 2) connessione con un particolare filone del revisionismo marxistico, particolarmente evidente in Mussolini, ma presente anche, in forme diverse, in Hitler: sotto la specie di « socialismo nazionale » o di « nazionalsocialismo » più o meno maturo ed esplicito; 3) connessione, di riflesso, con quella letteratura « della crisi » che ebbe largo corso in Europa nel periodo fra le due guerre e trovò notevoli momenti rappresentativi negli ideologi della «ribellione delle masse » e del « tramonto dell’Occidente», e quindi fu variamente rilevata nella elaborazione e nella pubblicistica fas[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine antibolscevismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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