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Il segmento testuale Stilistica è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 1218Entità Multimediali , di cui in selezione 6 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 59

Brano: [...]tratta a nostro avviso di un giudizio impreciso, perché troppo semplicistico e meccanico.

In realtà uno spirito genericamente fascista era ormai nello spirito di qualsiasi canzone politicamente impegnata. Da troppi anni le vecchie canzoni del movimento operaio, non sempre originali ma spesso sincere e genuine, erano uscite dall’uso, ridotte a reliquie nella memoria di pochi vecchi militanti. Il sentimento del tempo era tutto nell’impostazione stilistica del fascismo e non è quindi una sorpresa che il repertorio di canzoni della Resistenza abbia subito la diretta e determinante influenza di questo stato di cose. Molte canzoni partigiane hanno una struttura poetica e un piglio melodico che avrebbero potuto andar benissimo, con poche varianti nel testo, per la Decima Mas; e alcune

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 332

Brano: [...]ione. Per molto tempo, infatti, la critica che si ispirava al marxismo e che veniva conducendo la battaglia del neorealismo prima, del realismo poi, ha fondato la sua linea di tendenza su tali criteri, più o meno rammodernati, senza rendersi conto, ad esempio, che certi contenuti nuovi diventano desueti e si svuotano di significato se a comunicarli è un veicolo linguistico ritardato, o analogamente che la vera innovazione

— ideale, culturale, stilistica — può verificarsi anche attraverso i

contenuti apparentemente più tradizionali (per limitarci a due casi tra i tanti).

Le difficoltà deH’analisi

Questa inconsistenza di un metro contenutistico di giudizio risulta evidente soprattutto nel campo della poesia, dove l'esperienza degli anni di guerra e di Resistenza viene vissuta all'interno di orizzonti culturali, morali, stilistici, di poetiche e di forme espressive, caratterizzate da mediazioni e soluzioni estremamente sottili. Basta pensare alle poesie 193746 di Giuseppe Ungaretti (Il Dolore, 1947); a Parole (193334) e Ultime cose (19[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 336

Brano: [...]o alla macchia le Editions de Minuit che ospitano testi illustri come Le silence de la mer, 1942, dello stesso Vercors, Au rendezvous allemand, 1944, di Paul Eluard (v.), France écoute e La Diane francai se, 1945, di Louis Aragon (v.), Lettres è un ami allemand,

1945, di Albert Camus.

i.

Vercors è scrittore la cui arte è tutt’altro che cIamorosa^ fin dal primo famoso romanzo. Folta di echi, di risonanze interne, di pause, la sua qualità stilistica raffinata e sensibile eppure estremamente concreta le ha permesso di resistere con autorità al momento storico cui è più direttamente legata. A Vercors si debbono ancora La marche à l’étoile, 1943, e Les armes de la nuit, 1946, nonché numerosi altri racconti e saggi in cui è esaltato, piuttosto astrattamente ormai, « l’honneur de l’homme » come scopo supremo della vita; fino al racconto Sylva, 1961, in cui l’equilibrio del primo romanzo è definitivamente compromesso e Io scrittore si fa prendere la mano da una sorta di manierismo estetizzante. Nemico tenacissimo del fascismo è da considerare [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 792

Brano: [...]o e che è certamente uno dei momenti fondamentali della poesia del nostro secolo.

Del 1956 è La Bufera, in cui l’inferno della guerra e della barbarie nazifascista [Primavera hitleriana) sono storicizzati con grande potenza di risultati.

Il secondo tempo della poesia montaliana, che ancora dura [Satura, 1971; Diario del '71 e del '72) e che fa registrare la circoscrizione perentoria di motivi privati e domestici, oltre alla solita maestria stilistica sempre più venata di un sottilissimo humor e di una vigile autoironia, s’inaugura con gli Xenia (19646668) nei quali, come è stato detto, l'aneddotica si muta « in una sorta di rito esistenziale, insieme gentile e tremendo ». Ma il Montale prosatore non sfigura accanto al poeta, così come il critico arricchisce lo scrittore creativo: libri come La Farfalla di Dinard o Auto da fé (che raccoglie il meglio della sua attività di interprete e saggista) danno la misura della sfaccettata compattezza di una delle

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 173

Brano: [...]uso della lingua italiana. « 900 » tornò poi a circolare con periodicità mensile, per cessare definitivamente nel giugno 1929.

Elitaria e cosmopolita, la rivista presentò per prima in Italia Joyce e Virginia Woolf, proponendosi di sprovincializzare la cultura italiana e di far conoscere questa in Europa. Pur non criticando la politica fascista, polemizzò con la retorica dell’arte littoria e contrappose all’asfittico nazionalismo una modernità stilistica che, ripudiando l’accademismo della cultura ufficiale, cercava di collegarsi ai movimenti di avanguardia stranieri contemporanei.

Attribuendo al fascismo un valore di autentica rottura nei confronti degli schemi culturali ottocenteschi, nella « giustificazione » del primo numero della rivista Bontempelli poteva dichiarare che « nello stesso istante in cui ci sforziamo di essere europei ci sentiamo perdutamente romani ».

La sua libertà di posizione nei confronti del regime, col quale Bontempelli venne più tardi (193738) a trovarsi in contrasto, costò qualche noia alla rivista che però po[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 616

Brano: [...], Aristide Bari.

Da parecchi anni lavora alla compilàzibne di un repertorio della stampa periodica repubblicana dalle origini al 1946.

L Cav.

Pirandello, Luigi

N. ad Agrigento nel 1867, m. a Roma nel 1936; scrittore e drammaturgo, Premio Nobel nel 1934.

Figlio di un ex garibaldino diventato gestore di alcune miniere di zolfo e di una signora appartenente a una famiglia di agiati commercianti, svolse studi classici di glottologia e stilistica, iniziando la carriera universitaria nell 1897 al magistero di Roma. Collaborò a varie riviste (« Marzocco », « Nuova Antologia ») e, a partire dal 1909, anche al « Corriere della Sera ».

Ebbe la sua prima rilevante affermazione nel 1904 con II fu Mattia Pascal.

In questo romanzo il protagonista, ritenuto

morto, decide di darsi una nuova identità e di iniziare una nuova vita, scoprendo prò* gressivamente di non sapere più quale sia la sua vera identità.

Il * pirandellismo »

Le altre opere narrative di Pirandello più famose sono: L’esclusa (1901), in cui il contrasto fra apparen[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Stilistica, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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