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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 487

Brano: [...] contraccolpi nel controllo del S.I.F.A.R. da parte del gruppo facente riferimento a De Lorenzo. Con l’allontanamento di Allavena dal vertice del Servizio segreto (12.6.1966) iniziò la crisi del S.I.F.A.R. che, ristrutturato aH’interno di un provvedimento complessivo concernente l'organizzazione dello Stato Maggiore della Difesa, dalI'1.7.1966 fu sostituito operativamente da un nuovo organismo che assunse il nome di Servizio Informazioni Difesa [S.I.D.).

Il S.I.D.

Quasi in sordina, con un semplice articolo inserito nelle disposizioni relative al riordinamento dello Stato Maggiore della Difesa, il 18.11.1965 venne istituito il S.I.D.. Operativo a partire dall'estate del 1966, il nuovo organismo cooptò al proprio interno la quasi totalità del disciolto

5.1.F.A.R.. In quello stesso periodo, grazie alle rivelazioni giornalistiche sul Piano Solo e alle prese di posizioni dei senatori Ferruccio Parri e Luigi Anderlini sul tentativo autoritario che era stato organizzato dal generale De Lorenzo nell'estate del 1964, il S.I.F.A.R. cominciò a trovarsi al centro di acute polemiche. Mentre l’opinione pubblica accoglieva sbigottita le notizie sul Piano So

lo e sulla schedatura di oltre 157 mila cittadini italiani attuata dal S.[...]

[...]e sul Piano Solo e alle prese di posizioni dei senatori Ferruccio Parri e Luigi Anderlini sul tentativo autoritario che era stato organizzato dal generale De Lorenzo nell'estate del 1964, il S.I.F.A.R. cominciò a trovarsi al centro di acute polemiche. Mentre l’opinione pubblica accoglieva sbigottita le notizie sul Piano So

lo e sulla schedatura di oltre 157 mila cittadini italiani attuata dal S.l.

F.A.R., poca attenzione veniva dedicata al S.I.D., affidato aH'ammiraglio Eugenio Henke. Fin dai primi anni di attività di questo Servizio, emerse come punto di incrocio di preoccupanti interventi nella vita politica italiana e di trame internazionali destabilizzanti l'Ufficio “D”, diretto dal colonnello Enzo Viola e successivamente dal colonnello Federico Gasca Queirazza. Le attività di tale Ufficio, in un periodo che vedeva esplodere nel paese i gravissimi attentati terroristici culminati il 12.12.1969 nella strage di Piazza Fontana (v. Neofascismo), si avvalsero ripetutamente della collaborazione di neofascisti italiani e di altri paesi, [...]

[...]gia della tensione”. A pochi mesi dall’avvento del generale Vito Miceli alla guida del

5.1.D., le trame golpiste tessute all’ombra del neofascismo si tradussero in concrete ancorché fallimentari iniziative, quali il tentativo capeggiato da Valerio Borghese (v.), messo in atto la notte del 7.12.1970.

Successivamente si accertò che i congiurati avevano goduto di vaste complicità da parte del vertice del Servizio segreto e, all’interno del

S.I.D., si aprì un durissimo confronto tra il generale Miceli e il nuovo responsabile deN’Ufficio “D” generale Maletti, affiancato dal suo più stretto collaboratore, il capitano La Bruna del Nucleo operativo Difesa. Mentre i due schieramenti dei servizi segreti si affrontavano senza esclusioni di colpi, ulteriori inchieste della magistratura fecero emergere gravissime responsabilità dei servizi segreti in altri episodi di destabilizzazione della democrazia. Si giunse così a provare l’attività di vere e proprie organizzazioni parallele a quelle ufficiali (come quella denominata La rosa dei venti), ne[...]

[...] Difesa. Mentre i due schieramenti dei servizi segreti si affrontavano senza esclusioni di colpi, ulteriori inchieste della magistratura fecero emergere gravissime responsabilità dei servizi segreti in altri episodi di destabilizzazione della democrazia. Si giunse così a provare l’attività di vere e proprie organizzazioni parallele a quelle ufficiali (come quella denominata La rosa dei venti), nelle quali erano segretamente attivi funzionari del S.I.D. e membri di Comandi militari italiani e atlantici. Dall'1.7.1974 il comando del S.I.D. passò aH’ammiraglio Casardi e, nel

lo stesso tempo, la magistratura di Padova approfondì le indagini sulla “Rosa dei venti” fino a ordinare l’arresto del generale Miceli (ottobre 1974). Dopo aver trascorso alcuni mesi in carcere, quest'ultimo tuttavia venne messo in libertà dai giudici romani che, nel frattempo, avevano avocato a sé l’inchiesta e il proseguimento dell'azione giudiziaria.

L’azione dei giudici romani, in realtà, costituiva un contrattacco da parte del gruppo di potere al quale era legato il Miceli. Nei mesi successivi, infatti, il generale Maletti venne rimosso dall’Uffic[...]

[...] generale Maletti venne rimosso dall’Ufficio “D” e successivamente subì anche procedimenti giudiziari, mentre il suo incarico fu affidato a un colonnello fedele al Miceli. Nel frattempo costui, dimessosi dal servizio attivo, era stato eletto deputato nelle liste del Movimento sociale italiano (20.6.1976).

Sarà appunto nel corso di un dibattito parlamentare, durante una durissima polemica con Giulio Andreotti (ex ministro della Difesa e ora presidente del Consiglio), che Miceli rivelerà come i servizi segreti italiani avessero controllato, per conto delle gerarchie politiche e militari statunitensi, persino i più alti esponenti del governo italiano.

Tra il 1976 e il 1977 continuarono gli scontri tra le due ali del S.I.D. mentre, per far fronte aH’ampliarsi dell’offensiva terroristica che insanguinava il paese, veniva creato 17spettorato antiterrorismo, formato da funzionari di polizia e da personale del S.I.D. stesso. Alla fine le forze politiche furono investite del

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 330

Brano: [...]o al camerata germanico. Al caso Discobolo si affiancarono centinaia di casi simili, fra i quali particolarmente illuminante quello relativo al “Ritratto di gentiluomo” del Memling, opera di eccezionale importanza storicoartistica appartenente al principe Carlo Andrea Corsini di Firenze, della quale Ciano con lettera urgente delI’11.6.1941 (e l'urgenza sembra essere caratteristica costante di questo tipo di interventi) chiedeva a Bottai, « per desiderio del Fuehrer », il permesso di esportazione, addirittura in esenzione di tasse.

Nella lunga e accorata risposta con la quale Bottai tentò di opporsi, come sempre invano, a questo ulteriore salasso del nostro patrimonio artistico assume significativa rilevanza documentaria il passo nel quale viene sottolineato come l’esportazione di quest'opera si inserisca « in quello che è divenuto un sistema abitudinario che minaccia di estendere all'Italia i procedimenti già da tempo in uso nell'Olanda, nel Belgio e nella Francia occupata e, più recentemente, nella Slovenia e nella Croazia ». Una fra[...]

[...]

Nello sfacelo generale delle nostre Forze Armate si era dissolto anche quel particolare Servizio siglato

5.1.M., ossia Servizio Informazioni Militari, comunemente detto di spionaggio e controspionaggio. Era stato un servizio abbastanza efficiente, così che i tedeschi ne imposero la ricostituzione nell'Italia occupata ponendolo alle dirette dipendenze del loro Sichertheitsdienst, il supremo organo poliziesco nazista, col nuovo indicativo di S.I.D., ossia Servizio Informazioni della Difesa. A tale scopo, i vecchi appartenenti al S.I.M. furono invitati a ripresentarsi, come dicevano, « per difendere l’onore deH’esercito italiano macchiato da Badoglio ».

Rodolfo Siviero e altri esponenti del vecchio S.I.M., come i colonnelli Od elio e Galloni, videro nella mossa tedesca un grave pericolo, non per la scarsa utilità che questo servizio avrebbe avuto ai fini della strategia della guerra, ma piuttosto perché esso avrebbe potuto risultare efficientissimo per massacrare altri italiani. Nello stesso tempo, essi videro nell’invito nazista una [...]

[...] in pochi, uomini che, pur bravi soldati e ottimi italiani nel servizio, nutrivano convinta avversione per il fascismo e per il nazismo. Fu pertanto sviluppata un’intensa e rapida azione di ricerca di questi elementi, sulla base di una accurata scelta, per persuaderli a ripresentarsi per combattere i nazisti all'interno stesso del loro apparato. Non pochi accettarono, così che non so

lo a Firenze, ma anche a Milano e a Bologna tre sezioni del S.I.D. furono riorganizzate con elementi scelti da Siviero e compagni prima che dai tedeschi.

Questo servizio segreto, costituito col rischio che ben si immagina dentro un servizio segreto quale quel

10 tedesco, divenne arma formidabile in mano alla Resistenza che, grazie ad esso, potè venire a conoscenza di piani militari, subito trasmessi agli Alleati, di progetti di rastrellamento a carico di formazioni partigiane, che fu così possibile avvertire tempestivamente, di provvedimenti che si volevano prendere a carico di perseguitati politici

o razziali, che così poterono essere salvati.

I[...]

[...]archi nazisti che passavano precise ordinazioni. Di esso, il cui Comando avrebbe preso sede presso l’istituto Tedesco di Storia dell’Arte in piazza Santo Spirito, facevano parte esperti d’arte e esperti imballatori agli ordini deH’emerito professore Langsdorff, nominato colonnello SS e « protettore del patrimonio artistico italiano ». Immediatamente Siviero riuscì a stabilire due specifici servizi di controllo: uno sugli ordini che passavano dal S.I.D. e dal Kunstschutz; l’altro, sui depositi ove erano state decentrate le opere d’arte. Per la pratica utilizzazione di queste preziose informazioni, Siviero organizzò un gruppo di partigiani, in gran parte costituito da cultori dell’arte e da giovani artisti fiorentini come Bruno Becchi e Rino Cioni (entrambi cadranno nella battaglia per Firenze), avente il compito specifico di sventare i piani nazisti.

A qualificare l'importanza e la validità dell'operato di questo gruppo già basterebbe ricordare, fra i tanti, il salvataggio delle vetrate del Duomo di Arezzo, un’operazione che richiese non [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 723

Brano: [...]urando per contro quelli provenienti dalle file partigiane.

Dalla guerra fredda a oggi

Nel clima internazionale della nascente guerra fredda e con una chiara e confessata ostilità contro le forze comuniste e popolari, dal 1947 la riorganizzazione delle forze armate fu condotta in Italia sui binari tradizionali, dando ancora una volta la precedenza alle esigenze di politica interna: molti reparti, quindi, con un àrmamento presto superato (residuati bellici americani) e una destinazione antiinsurrezionale. Questa tendenza non poteva che essere rafforzata dall’ingresso nella N.A.T.O. (v. Atlantico, Patto) che assegnava alle forze armate italiane il compito di garantire la sicurezza delle retrovie da una rivolta comunista.

Nell'Italia contemporanea, atlantica e democristiana, il ruolo delle forze

armate è venuto mutando in relazione alle trasformazioni di una società di massa avviata al consumismo. Oggi meno che in passato si può parlare di vero e proprio militarismo, dato che ii ruolo politico dei militari è ormai decisamente se[...]

[...]on a rischiare un colpo di stato.

In altri casi sono stati alti comandi ad assumere pubblicamente atteggiamenti di ricatto politico oppure a schierarsi con il partito neofascista (v. Movimento sociale italiano) all’indomani del pensionamento

o a tessere trame eversive criminali, sfociate nei sanguinosi attentati del 1974 e in organizzazioni « golpiste » come la Rosa dei venti e quella più recentemente smascherata e coinvolgente il capo del S.I.D. (Servizio informazioni difesa) generale Vito Miceli. Episodi relativamente isolati che trovano in gruppi di ufficiali comprensione e copertura, ma non ancora solidarietà politica attiva delle forze armate nel loro complesso. Né si può dire che le gerarchie militari italiane, al di là delle aspirazioni individuali e dei sogni di grandezza, siano realmente in grado di influenzare profondamente la vita politica nazionale.

Ma se non si può parlare di militarismo in grande stile, si deve però ricordare che la presenza delle forze armate nella vita nazionale, in forme dichiaratamente politiche, [...]

[...]come punto di coagulo della destra più retrogada.

Alle circa 250.000 reclute che ogni anno entrano nelle caserme per il servizio di leva, viene impartita un’educazione ormai priva dell’obbedienza assoluta di un tempo, ma ugualmente utile a condizionare il giovane alla morale individualistica e consumistica, qualunquistica e apolitica, inculcata anche da scuola e fabbrica. Né mancano le possibilità di punizione per chi non si allinei, se si considera che i tri



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 84

Brano: [...]ntativo di colpo di stato previsto per la fine di ottobre.

— Si scopre che la C.I.A. finanzia, tramite la Continental Illinois Bank e Sindona (legato anche alla D.C.), i neofascisti italiani.

10.10: Trovato esplosivo In casa del direttore del centro Euratom di Ispra (Varese), coinvolto in un tentativo di colpo di stato.

20.10: Due neofascisti uccidono un giovane di sinistra a Lamezia Terme.

31.10: II generale Vito Miceli, ex capo del S.I.D., arrestato per cospirazione politica nel quadro delle indagini sulla Rosa dei venti. Si fanno sempre più chiari i rapporti tra i Servizi di informazione della Difesa e i neofascisti.

14.11: Scoperti 110 candelotti di dinamite presso un traliccio dell’alta tensione nelle vicinanze di Brescia.

1723.11: Serie di attentati dinamitardi fascisti a Savona. L'esplosio

ne di una bomba provoca la morte di una donna e numerosi' feriti. 30.11: Sventato un attentato contro un ripetitore TV in provincia dell’Aquila.

I.12: Primo congresso clandestino di Ordine Nero, a Milano.

5.12: I carabini[...]

[...]enerali (Miceli e altri) e numerosi ufficiali.

11.9: Esponenti missini risultano implicati a Brindisi nel rapimento del banchiere Luigi Mariano, per la cui liberazione è stato pagato un grosso riscatto.

30.9: In una villa di San Felice Circeo tre noti picchiatori neofascisti uccidono selvaggiamente una ragazza e ne riducono in fin di vita un'altra.

1.10: A Roma, tentativo di irruzione, da parte di alcuni neofascisti, nella sede della presidenza del Consiglio.

22.11: Nasce a Roma, sotto la presidenza di Almirante, una alleanza politica neofascista chiamata « Costituente di destra ».

Esposizione di pubblicazioni apologetiche del fascismo in una libreria romana (1982)

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 192

Brano: O.A.S.

generazioni in Algeria, non erano più disposti a lottare per obiettivi vanificati dagli accordi di Evian; dall’altra una minoranza guidata da « colonnelli » che si erano distinti nelle repressioni colonialiste in Indocina, poi in vari paesi d’Africa e infine in Algeria. Essi consideravano questa ex colonia come la loro ultima spiaggia e anche una base di partenza per tentare il rovesciamento del governo di Parigi e l'instaurazione di una dittatura militare in Francia.

L’O.A.S. dovette prendere atto del proprio fallimento. Il 5.6.1962 il generale Jouhaud, condannato a morte per l’insurrezione dell'aprile 1961, nella sua qualità di ex capo dell’O.A.S. lanciò dal carcere un appello per la cessazione delle ostilità.

« Si tratta — disse Jouhaud — di una triste necessità ».

Le armi tacquero quasi del tutto, ma l’O.A.S. non fu perseguita fino in fondo e potè a lungo c[...]

[...] l’O.A.S. era riuscita a contaminare i più delicati organismi dello Stato francese (servizi segreti, polizia, magistratura, esercito) e, attraverso essi, quelli di altri paesi? Ancora nel 1977, nel processo celebrato a Catanzaro contro i fascisti responsabili della strage di Piazza Fontana e di altri gravissimi attentati, fu fatto il nome della famigerata organizzazione: di ex appartenenti aM'O.A.S., si sarebbero valsi alcuni alti funzionari del S.I.D. (Servizio informazioni della Difesa) per portare avanti la strategia della tensione in Italia.

A.D.P.

Oberdorfer, Aldo

N. a Trieste il 21.11.1885, m. a Milano l'11.9.1941; insegnante. Studioso di letteratura tedesca, segretario del1’Università popolare triestina dal 1907 al 1910, si accostò al movimento socialista. Nel corso della Prima guerra mondiale se ne staccò aderendo alle posizioni interventiste.

Nell’immediato dopoguerra riprese la militanza socialista, su posizioni riformaste moderate. Nel 1919 divenne segretario del Centro che, in collaborazione con le organizza

zioni[...]

[...]el1’Università popolare triestina dal 1907 al 1910, si accostò al movimento socialista. Nel corso della Prima guerra mondiale se ne staccò aderendo alle posizioni interventiste.

Nell’immediato dopoguerra riprese la militanza socialista, su posizioni riformaste moderate. Nel 1919 divenne segretario del Centro che, in collaborazione con le organizza

zioni del movimento operaio, coordinava i Circoli culturali della Venezia Giulia. Fu anche presidente del Comitato proinfanzia proletaria e promotore di una cooperativa scolastica.

Avendo del socialismo una visione più umanitaria che di classe, pur denunciando la collusione del governo italiano con il fascismo nell’aggressione contro le sedi operaie, fu sempre ostile alla sinistra del P.S.I.. Nel febbraio 1921, condirettore del quotidiano socialista triestino II lavoratore, abbandonò ogni collaborazione quando questo divenne organo nazionale del Partito comunista d'Italia. Avendo vinto una borsa di studio ministeriale si trasferì a Berlino e vi rimase fino al 1922, coltivando i suoi st[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 15

Brano: [...]ampi di concentramento staliniani, potè riacquistare la libertà nel 1955. Tornato in Ungheria, dopo il XX Congresso del P.C.U.S. venne riabilitato. Fu quindi nominato direttore della cartografia civile ungherese, docente all’Università di Budapest, rappresentante del suo paese alla testa di numerose delegazioni scientifiche in ogni parte del mondo. Nell’agosto 1972, durante il Congresso Internazionale di geografia di MontrealOttawa, fu eletto presidente della Commissione mondiale di geografia tematica, riconosciuto come uno dei più grandi geografi del mondo.

Tra le sue opere s'i ricordano M famoso Atlante internazionale Larousse (1968), pubblicato in Italia da Rizzoli, l’almanacco internazionale politicoeconomico e geografico Welt Handbuch, la Carta del mondo 12.500.000 (opera in 244 fogli edita in Inglese e in russo), il bollettino Cartactual, documentazione cartografica internazionale edita in inglese, francese, tedesco e ungherese.

Le sue esperienze di agente segreto, fra le più sensazionali e importanti della Seconda guerra mon[...]

[...] Mosca), pubblicato anche in Italia (Nome di battaglia Dora, Edizioni La Pietra, Milano 1972).

Persona integerrima e di straordinaria cultura, oltre che coraggioso combattente della libertà, nel novembre 1971, allorché venne

delegato come rappresentante ufficiale degli antifascisti ungheresi in un convegno internazionale della Resistenza svoltosi a Roma, si vide rifiutare all'ultimo momento il visto di ingresso in Italia per intervento del S.I.D., erede del S.I.M. (v. Servizio Informazioni Militari) fascista.

E.Ni.

Radollovich, Michele

N. a Pomer (Pola) il 28.9.1897, m. a Monfalcone (Trieste) nel 197980; operaio meccanico.

Membro del Partito socialista e del Comitato direttivo della Camera del lavoro di Pola, nel 1921 aderì al Partito comunista e fu delegato presso la Camera del lavoro di Genova. Subito dopo aver subito il suo primo arresto a Pola il 17.12.1923 per possesso abusivo di armi, espatriò clandestinamente in Jugoslavia, ma ne venne espulso per propaganda bolscevica. Riparato in Francia, anche da qui fu espulso p[...]

[...]e capo di stato maggiore deH’ammiraglio Hipper. Alla fine della guerra era comandante dell’incrociatore “Còln II”; sorpreso e scosso dalla rivoluzione di novembre, nonostante il suo sostanziale lealismo monarchico non abbandonò il servizio effettivo: passato nella Marina della Repubblica di Weimar, assolse a funzioni di comando (tra l’altro, nel settore del Baltico) e a compiti presso uffici ministeriali.

Comandante della Marina tedesca

Considerato uno delle personalità più spiccate del corpo ammiraglio,

I’1.10.1928 fu chiamato a reggere il comando della Marina. In questa carica, che conservò anche dopo l’avvento al potere del nazismo e che avrebbe lasciato solo nel 1943, proseguì e perfezionò l'opera da lui già prestata alla ricostituzione della flotta tedesca e al superamento dei vincoli di Versailles.

L'1.6.1935 la nuova denominazione ufficiale di comandante in capo della Marina da guerra conferita alla sua carica confermò la posizione di primo piano che gli spettava nel riarmo della Germania nazista. Il 5.11.1937 Raeder f[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 488

Brano: Servizio informazioni militari

problema e istituirono una Commissione che, nella primavera del 1977, cominciò a esaminare progetti di riforma dei Servizi segreti: con decreto legge dell’autunno 1977 fu varato un provvedimento che, sciogliendo il S.I.D., dava vita a due distinti servizi segreti (S.I.S.M.I. e

S.I.S.D.E.) coordinati da un Comitato esecutivo per i servizi informazione e sicurezza (C.E.S.I.S.) sotto il controllo del Comitato inter ministeriale per la informazione e la sicurezza (C././.S.).

G.Boa.

Servizi segreti della Resistenza

Nei 20 mesi di lotta contro tedeschi e fascisti (settembre 1943aprile

1945) la Resistenza italiana diede vita a una vasta rete di servizi d'informazione che raggiunse anche notevoli livelli di efficienza, quantunque fosse nata in modo improvvisato, frettoloso e per di più formata da “agent[...]

[...]ordinati (ma non tutti) dal Servizio I centrale, organizzato dal Comando generale del Corpo volontari della libertà (v.). Questa particolare attività resistenziale incontrò il pieno favore degli Alleati, che non le lesinarono gli aiuti, sia in mezzi tecnici (radiotrasmittenti) che in denaro.

« I comandi alleati si attendevano da noi soprattutto la raccolta di informazioni di carattere militare », scriverà Leo Valiani. « I partigiani furono considerati anzitutto elementi utili a raccogliere informazioni e a sabotare », confermerà da parte sua lo storico inglese F. Deakin.

Benché sostenitore strenuo di un esercito partigiano combattente, lo stesso Ferruccio Parri (che fin dall’inizio fu il massimo dirigente della Resistenza) era convinto che fornire agli Alleati informazioni militari, economiche e politiche su ciò che avveniva nel territorio occupato dai nazisti fosse non solo un contributo essenziale alle operazioni belliche, ma anche una “moneta di scambio” con gli Alleati stessi, per ottenerne quegli aiuti alle unità partigiane ch[...]

[...]Parri (che fin dall’inizio fu il massimo dirigente della Resistenza) era convinto che fornire agli Alleati informazioni militari, economiche e politiche su ciò che avveniva nel territorio occupato dai nazisti fosse non solo un contributo essenziale alle operazioni belliche, ma anche una “moneta di scambio” con gli Alleati stessi, per ottenerne quegli aiuti alle unità partigiane che essi erano riluttanti a concedere.

NelTItalia libera

Nel cosiddetto “regno del Sud” le alte autorità militari italiane condividevano appieno la tesi degli angloamericani (ma specialmente degli inglesi) contraria all'esercito partigiano e favorevole alle attività di informazione e di sabotaggio. Perciò il maresciallo Giovanni Messe (v.), capo di stato maggiore generale del governo Badoglio, pensò di attivare il vecchio S.I.M. (v. Servizio informazioni militari) mettendolo a disposizione del Comando alleato. E ciò, nonostante che il S.I.M. avesse avuto gravi compromissioni col fascismo, fino alla tremenda responsabilità dell'organizzazione degassassimo dei[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine S.I.D., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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