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Il segmento testuale M.O. è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 15Entità Multimediali , di cui in selezione 2 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 80

Brano: [...].

Nell'ottobre 1949, ben 830 erano i partigiani arrestati o colpiti da mandato di cattura, mentre contro la Resistenza nel suo insieme si scatenava, da parte delle forze conservatrici e dei gruppi neofascisti, una ondata di vilipendio e di provocazioni. L'A.N.P.I. reagì promuovendo la costituzione di Comitati di difesa dei valori della Resistenza, nei quali l'unità dei partigiani tornava a ricomporsi; chiedendo lo scioglimento del neofascista Movimento sociale italiano (M.S.I.) e il riconoscimento ufficiale del C.V.L.. Nello stesso tempo, larghi settori della cultura e dell'arte assicuravano all’A.N.P.I. l’appoggio del mondo intellettuale.

L'iniziativa politica deHrA.N.P.I. fu coronata da successo: già alla fine del 1950 l’offensiva antipartigiana poteva considerarsi in buona parte bloccata e furono inoltre gettate le basi per quel riconoscimento del C.V.L. che verrà sanzionato giuridicamente alcuni anni dopo (1958). L’unità della Resistenza sopravvisse integra all'azione disgregatrice delle scissioni e delle intimidazioni.

II NI Congresso dell'A.N.P.I., tenuto a Roma nel giugno 1952, vide infatti l'associazione, uscita dalle difficoltà degli anni precedenti, in netta controffensiva. I temi dell’attuazio[...]

[...]si per quel riconoscimento del C.V.L. che verrà sanzionato giuridicamente alcuni anni dopo (1958). L’unità della Resistenza sopravvisse integra all'azione disgregatrice delle scissioni e delle intimidazioni.

II NI Congresso dell'A.N.P.I., tenuto a Roma nel giugno 1952, vide infatti l'associazione, uscita dalle difficoltà degli anni precedenti, in netta controffensiva. I temi dell’attuazione piena della Costituzione e della lotta contro il riarmo tedesco entrarono nel nuovo programma di attività, insieme a una serie di problemi rivendicativi. Il IV Congresso, svoltosi a Milano nell’aprile 1956, lanciò un appello agli antifascisti contro i pericoli della « guerra fredda » che già cominciavano a minacciare gravemente la pace nel mondo.

Il V Congresso, tenuto a Torino nel giugno 1959, pose il problema del legame tra la Resistenza e i giovani (precisamente un anno dopo, questo legame avrebbe trovato una sua viva espressione a Genova, nella lotta popolare e antifascista contro la pericolosa involuzione del governo Tambroni). Infine, il VI Congresso Nazionale, svoltosi a Roma nel febbraio 1964, costituì una base di rilancio politico e morale di tutto l’antifascismo per la pace e per il rinnovamento nazionale.

Attività e struttura dell’A.N.P.I.

Dalla sua costituzione a oggi l’as

sociazione ha patrocinato, attraverso i suoi dirigenti membri del Parlamento, l’elaborazione e l’approvazione di gran parte delle leggi a favore della Resistenza, cercando sempre di stimolare l’accordo e l’unità tra tutte le correnti politiche che a questa si richiamano.

Il massimo organo direttivo dell’A.N.P.I. è il Congresso nazionale, al quale partecipano tutti i delegati dei congressi comunali. Espressione del Congresso nazionale è il Comitato nazionale, che designa tra i suoi membri il presidente nazionale, i 7 vicepresidenti, la Segreteria nazionale e un responsabile amministrativo. Il Congresso elegge anche una presidenza onoraria, un Consiglio nazionale (attualmente composto di 282 membri) e il collegio dei revisori dei conti. Analogo ordinamento si ripete su scala comunale. L’associazione comprende circa 2.000 sezioni e raccoglie oltre 160.000 iscritti (250.000[...]

[...]to di 282 membri) e il collegio dei revisori dei conti. Analogo ordinamento si ripete su scala comunale. L’associazione comprende circa 2.000 sezioni e raccoglie oltre 160.000 iscritti (250.000 nel 1945).

Organo non ufficiale dell’associazione è il periodico Patria Indipendente (Fausto Nitti, direttore; Alfonso Bartolini, redattore). Fondato nel 1951 e prevalentemente dedicato a problemi politici, sociali, rivendicativi della Resistenza e del mondo combattentistico, il foglio si avvale della collaborazione di uomini appartenenti a tutto l’arco della Resistenza; ha una tiratura di 12.000 copie. In più riprese l’associazione ha svolto e svolge attività editoriale, sostenendo e stimolando la diffusione delle principali opere dedicate allo studio e alla conoscenza delle lotte della Resistenza e della Guerra di liberazione nazionale. Primo presidente nazionale dell’A.N. P.l. è stato eletto l’on. Arrigo Boidrini, confermato poi in tutti i successivi congressi. Attualmente sono vicepresidenti dell’associazione il dott. Mario Andreis, il sen. Arialdo Banfi, l’on. Giovanni Bottonelli, il col. Salvatore Donno, il dott. Fausto Nitti, il sen. Francesco Scotti, il sen. Pietro Secchia. L’attuale Segreteria nazionale è composta da Alfonso Bartolini, dal prof. Giulio Mazzon e dalla Medaglia d’oro Roberto Vatteroni.

Compongono il Comitato nazionale: Giorgio Amendola, Vincenzo Baldazzi, Vito Baroncini, M.O. Gina Boreilini, Felice Calvani[...]

[...]gressi. Attualmente sono vicepresidenti dell’associazione il dott. Mario Andreis, il sen. Arialdo Banfi, l’on. Giovanni Bottonelli, il col. Salvatore Donno, il dott. Fausto Nitti, il sen. Francesco Scotti, il sen. Pietro Secchia. L’attuale Segreteria nazionale è composta da Alfonso Bartolini, dal prof. Giulio Mazzon e dalla Medaglia d’oro Roberto Vatteroni.

Compongono il Comitato nazionale: Giorgio Amendola, Vincenzo Baldazzi, Vito Baroncini, M.O. Gina Boreilini, Felice Calvani, Andrea Camia, Tino Casali, Luigi Cavalieri, Pietro Crocioni, Sandro Faini, Francesco Fancello, Mario Fattorini, Andrea Gaggero, Ettore Gallo, Nuccia Gasparotto, Giorgio Gimelli, Alberto Jacometti, Oreste Lizzadri, Mario Lizzerò, Achille Lordi, Joyce Lussu,

Riccardo Maitan, Giuseppe Maras, Egidio Meneghetti, Luciano Merlini, Cino Moscatelli, Furio Muzi, Isacco Nahoum, Gian Carlo Paletta, Augusto Pantanetti, Franco Patrignani, Alfredo Parente, Mario Pirricchi, Leonida Repaci, Raimondo Ricci, Alcide Senneca, Daniele Storaci, Giovanni Tonetti, M.O. Roberto Vatteroni, Bruno Widmar.

La presidenza onoraria è composta da: on. Luigi Longo, on. Giov. Battista Stucchi, sen. Fermo Solari, on. Riccardo Lombardi, M.O. on. Sandro Pertini, on. Emilio Sereni, sen. Emilio Lussu, Ettore Rosa, on. Edoardo D’Onofrio, on. Pompeo Cola janni, on. Antonio Zoboli.

Il ConvittoScuola Rinascita

Una delle più note istituzioni dipendenti dall’A.N.P.l. è il ConvittoScuola Rinascita di Milano, un centro vivo di esperienze pedagogiche e formative. Negli anni dell’immediato dopoguerra ben undici erano le scuole e convitti « Rinascita » esistenti in Italia, alcuni dedicati a qualificazioni professionali, ma tutti con il comune obiettivo di far conseguire un titolo di studio o una qualifica professionale a giovani ex parti[...]

[...]l dottor A. Beltramini (presidente), il professore Antonio Sironi (preside), Enrico Fietta (direttore) , Luigi Schiapacassa (amministratore). Dal 1945 ad oggi oltre 3 mila alunni sono passati in questo convittoscuola e circa 2.000 giovani sono stati immessi nella produzione con qualifiche professionali.

A.N.P.P.I.A.

Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. Subito dopo la Liberazione, gli ex perseguitati dal fascismo vennero raccogliendosi, di luogo in luogo, in varie associazioni che assunsero nomi diversi (come le associazioni « Ex detenuti politici », « Ex vittime politiche », « Sesto braccio » e così via). All'inizio del 1947 si riunì a Roma un'assemblea comune di queste organizzazioni locali, che decisero di unificarsi in una Confederazione Perseguitati Politici Antifascisti. Nel febbraio 1948, la suddet



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 383

Brano: [...]ese la lotta antifascista come membro dell’apparato del Partito comunista che lo inviò ad Alessandria per organizzare squadre di difesa popolare: qui il 26.6.1922 venne a conflitto con un gruppo di fascisti e rimase ferito. Tornò quindi a Trieste, dove fu nuovamente arrestato dopo la marcia su Roma. Rilasciato nel febbraio 1923, decise di lasciare nuovamente l’Italia, dove sarebbe rientrato solo nel 1947.

Rivoluzionario in due continenti

Uomo d’azione e dotato di buone risorse intellettuali, deciso nelle proprie scelte e fondamentalmente pragmatico, nella diaspora degli esuli antifascisti che, fra le due guerre, fecero capo alla Terza Internazionale, Vidali fu certamente uno dei più dinamici. Già collaboratore della stampa di partito (dell'“Avanguardia” di Milano e del “Lavoratore” di Trieste), più che per le sue capacità di giornalista si distinse e si impose in varie circostanze per una capacità operativa che lo portò a vivere da protagonista molte vicende politiche.

Nel 1938, in un rapporto di polizia inviato al prefetto fas[...]

[...] proprie scelte e fondamentalmente pragmatico, nella diaspora degli esuli antifascisti che, fra le due guerre, fecero capo alla Terza Internazionale, Vidali fu certamente uno dei più dinamici. Già collaboratore della stampa di partito (dell'“Avanguardia” di Milano e del “Lavoratore” di Trieste), più che per le sue capacità di giornalista si distinse e si impose in varie circostanze per una capacità operativa che lo portò a vivere da protagonista molte vicende politiche.

Nel 1938, in un rapporto di polizia inviato al prefetto fascista di Trieste, veniva così dipinto: « È un rivoluzionario che ha conosciuto tutte le carceri, ha visto tutti i paesi ed ha combattuto un po' dovunque ,

Passando da Algeri, nel settembre

1923 approdò negli Stati Uniti, dove sotto il falso nome di Enea Sormenti visse fino al luglio 1927, svolgendo vari compiti nell'ambito dei movimenti locali: fu collaboratore della stampa antifascista italiana, segretario della Sezione italiana del Partito comunista americano, organizzatore di lotte sindacali, attivissimo nella campagna per salvare dalla sedia elettrica gli anarchici Sacco e Vanzetti. Il 17.10.1926, arrestato in seguito a un comizio antifascista e scoperta la sua falsa identità, fu tenuto in carcere a New York fino al marzo 1927. Infine, senza dar corso alla richiesta di estradizione in Italia loro rivolta dalle autorità fasciste, le autorità americane lo espulsero dagli U.S.A. consentendogli di passare in Messico. Da qui raggiunse Mosca (agosto 1927), dove rimase fino all'ottobre. Tornò successivamente in Messico, con la speranza di rientrare negli Stati Uniti, ma non essendo riuscito in tale intento riprese la strada per l’Unione Sovietica. Dall’inizio

del 1930 si stabilì a Mosca, assunse il nome di Carlos J. Contreras ed entrò a lavorare nell’organizzazione del Soccorso Rosso Internazionale (M.O.P.R.), allora diretto da Elena Stasova, un’alta dirigente già segretaria del Comitato centrale del Partito bolscevico e poi segretaria di Stalin. Quale “ispettore” del M.O. P.R. (ma probabilmente anche con compiti più riservati nellambito dei servizi di sicurezza) venne utilizzato in numerose missioni in vari paesi europei e soprattutto in Spagna, dove nel 1934 fu incaricato di organizzare i soccorsi in favore dei perseguitati politici della rivolta delle Asturie.

Il comandante Carlos

La guerra civile spagnola fornì a Vidali l’occasione di sfruttare appieno le sue grandi risorse di organizzatore e uomo d’azione: fin dal 20 luglio 1936, cioè dal momento della rivolta dei generali franchisti, in una situazione di generale smarrimento, con Enrique Castro Delgado, un dirigente comunista spagno

lo, prese a Madrid l'iniziativa di creare quella straordinaria organizzazione armata politicomilitare che fu il Quinto Reggimento (v.), cui si dovette in gran parte la difesa di Madrid (v.) dai primi attacchi franchisti e, dal novembre 1936 al marzo 1937, la nascita di un più vasto movimento di resistenza popolare in Spagna, che avrebbe combattuto fino al 1939. Del Quinto Reggimento, il “comandante Carlos” fu commis

Da destra: Vittorio Vidali con José Diaz, segretario del Partito comunista spagnolo, a Madrid nel 1936

sario politico e organizzatore fino al gennaio 1937, quando per decisione del legittimo governo spagno

lo tale formazione fu sciolta e fatta confluire nelle forze militari regolari repubblicane. Per tutta la durata operativa di questa unità, Vidali fece anche uscire il quotidiano Milicia Popular (v.), destinato ai combattenti che ne facevano parte e da lui personalmente impostato. Successivamente Vidali ebbe altri compiti: fu capo della Sezione di organizzazione dello stato maggiore a Madrid, commissario di guerra dell'XI Divisione, commissario ispettore del fronte di Guadalajara, commissario ispettore del servizio di propaganda nelle file nemiche, dirigente del Commissariato[...]

[...]i Guadalajara, commissario ispettore del servizio di propaganda nelle file nemiche, dirigente del Commissariato di ricupero nella fase di estrema difesa della Catalogna, vicecapo della Commissione politicomilitare del Partito comunista spagnolo a Barcellona.

Scriverà lo storico inglese Hugh Thomas, non sospetto di simpatie per i comunisti: « Lo spirito animatore del Quinto Reggimento era l'italiano Vidali (“Carlos Contreras”). Questi era un uomo deciso, energico, dotatato di fervida immaginazione. Aveva fama di far fucilare senza pietà i codardi; ma era stato lui a insegnare al Quinto Reggimento a marciare al passo noleggiando la banda municipale di Madrid perché desse il tempo. Sotto la sua guida, alcuni comunisti spagnoli si distinsero come capi militari: soprattutto Enrique Li ster, che prima faceva il cavapietre, e Juan Modesto, un taglialegna che era stato sergente nella Legione Straniera sotto Franco ».

Ferito gravemente a Madrid durante un bombardamento aereo nel novembre 1938, Vidali rimase al suo posto di combattimento fino all’estrema difesa della Catalogna (febbraio 1939). In Spagna si era legato a Tina Modotti (v.).

In Messico

Passato nel febbraio 1939 dalla Spagna in Francia, sconsigliato di rientrare nella Russia di Stalin, si portò a New York e infine nel maggio a Città del Messico (v.), dove ottenne asilo politico grazie all’aiuto del pittore Alfaro Siqueiros (v.).

In questa nuova residenza, dove rimarrà fino al 1947, continuò a svolgere intensa attività politica. Si iscrisse al Partito comunista messicano (ma ne sarà successivamente espulso) e, nel 1941, fu tra i fondatori della Alleanza Garibaldi (v.) che cercava di unificare l’emigrazione antifascista italiana. In Messico venne[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine M.O., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
<---antifascista <---antifascisti <---italiana <---italiano <---A.N. <---A.N.P.I. <---Achille Lordi <---Alberto Jacometti <---Alfonso Bartolini <---Alfredo Parente <---Andrea Camia <---Andrea Gaggero <---Antonio Siro <---Arrigo Boi <---Bruno Widmar <---C.V.L. <---Carlos J <---Carlos J Contreras <---Cino Moscatelli <---Comitato centrale <---Confederazione Perseguitati Politici <---Convitto-Scuola <---Daniele Storaci <---Enea Sormen <---Enrico Fietta <---Enrique Castro Delga <---Ettore Gallo <---Ettore Rosa <---F.I.A.P. <---Francesco Scotti <---Franco Patrignani <---Gian Carlo Paletta <---Gina Borei <---Giulio Maz <---Giuseppe Maras <---Il IV <---Il V <---Isacco Nahoum <---La guerra <---Legione Straniera <---Luigi Longo <---M.O.P.R. <---M.S.I. <---Mario Pirricchi <---Nazionale Perseguitati Politici Italiani <---Oreste Lizzadri <---P.R. <---Partito comunista <---Patria Indipendente <---Perseguitati Politici Antifascisti <---Politici Italiani Antifascisti <---Pompeo Cola <---Raimondo Ricci <---Rinascita di Milano <---Russia di Stalin <---Sandro Pertini <---Spagna in Francia <---U.S.A. <---Vito Baroncini <---anticomunista <---antifascismo <---antipartigiana <---comunista <---comunisti <---fascismo <---fascista <---fasciste <---fascisti <---franchisti <---neofascista <---neofascisti



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