Brano: [...]ionale: subì la feroce repressione del 1898 e fu compartecipe della « settimana rossa » nel 1914, anno in cui Targioni riuscì a strappare alle vecchie consorterie agrarie il comune di Lamporecchio, divenendone sindaco.
Nel primo decennio del nostro secolo anche a Pistoia si ebbe un forte impulso industriale: nel 1908 vi si insediò la società milanese Breda con uno stabilimento (ex San Giorgio) e venne abolita la cinta daziaria.
Nel 1912 il comune di Pistoia fu conquistato da un blocco delle sinistre, che però ben presto si sfaldò restituendo i] Comune, per tutta la durata della Prima guerra mondiale, a un blocco conservatore clericoliberalmassonico.
Negli anni del conflitto il movimento socialista fu colpito dal mussolinismo: Idalberto Targioni e altri dirigenti, passati dal neutralismo all’interventismo, furono espulsi dal P.S.I.. Nel 1917 l’influsso della Rivoluzione russa si fece sentire anche qui, ma senza dar luogo a movimenti di particolare violenza.
Il « biennio rosso »
La fine della Prima guerra mondiale fu contrassegnata anc'he[...]
[...] fu sostituito da Onorato Damen, un bordigbiano di origini emiliane. La sinistra socialista pistoiese aveva anche altri dirigenti, come Ermindo Gargini (poi emigrato in Francia), il già citato capo storico Giovanni Martini (che nel 1920 operava a Bologna, insieme a Bucco) e diversi giovani, fra cui il tipografo Ugo Trinci, ordinovista convinto.
Nelle elezioni amministrative dell'ottobre 1920 il P.S.I. ebbe una grande vittoria, conquistando il Comune di Pistoia, i centri operai di San Marcello e Sambuca, i comuni agricoli di Larciano e Lamporecchio. Nella vai di Nievoie (ancora in provincia di Lucca) fu rovesciato il precedente rapporto di forza e i liberali, capeggiati da Ferdinando Martini, furono estromessi quasi dappertutto.
In seguito all’attiva opera di propaganda e di organizzazione condotta da alcuni sacerdoti, fra i quali si distinsero don Dario Fiori (Sbarra), don Ceccarelli organizzatore delle Casse rurali, don Ferruccio Bianchi, nonché attivisti cattolici laici come Alberto ChiappeIJi e l’avvocato Stanghellim, nella piana pistoiese si[...]
[...] dappertutto.
In seguito all’attiva opera di propaganda e di organizzazione condotta da alcuni sacerdoti, fra i quali si distinsero don Dario Fiori (Sbarra), don Ceccarelli organizzatore delle Casse rurali, don Ferruccio Bianchi, nonché attivisti cattolici laici come Alberto ChiappeIJi e l’avvocato Stanghellim, nella piana pistoiese si affermò una zona « bianca », comprendente i comuni di Agliana, Montale, Quarrata e la parte pianeggiante del comune di Pistoia.
A partire dall’ottobre 1920 cominciarono nel Pistoiese i primi conflitti armati: dopo la brutale uccisione di un contadino da parte della forza pubblica, una massa di diecimila persone si riunì in una imponente manifestazione di protesta e, per qualche settimana, la spinta reazionaria fu rintuzzata. Ma l'andamento delle cose su scala
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