Brano: [...]ura). I regali (per quanto in quell'epoca poco si usassero) pur tuttavia i'l piú di valore era il biglietto di lire 25 dello zio Franceschiello. Però il regala di zia Carmela (non lo posso mai dimenticare) fu di un portabiglietto di seta, costruito, forse, con le sue mani.
Dopo il pranzo, ripartirono alla volta di Montefusco, con due carrozze di gala, i parenti della sposa, ed alla sera grande trattenimento in famiglia, con qualche invitato, il Capo Stazione titolare e qualche impiegato, o amici di famiglia, si ballò fino all'una del mattino, con distribuzioni, di dolci, liquori, spumanti, tutto a profusione.
Dopo tre giorni facemmo il nostro viaggio di nozze. Incredibile ma
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vero, con lire 25, dico venticinque in tasca, oltre il biglietto AvellinoNapoliSaviano (paese di mia madre) e ritorno, naturalmente ospite di parenti. Ero tanto felice nella mia miseria.
Tornai a casa, presi il mio posto di lavoro, e che lavoro. Nessuna umiliazione, ero padrone, cameriere, sguattero, facchino, venditore di acqua ai treni ecc.: credetemi[...]
[...]teressi che si accumulavano, le banche ci chiudevano i sportelli, perché [sul] l'unica casetta vicino a1 Ponte dell'acquedotto di Serino, era ipotecata la dote di mia moglie; ed io vedevo aprire un baratro innanzi a me spaventoso.
Una mattina nel buffet mio zio Sabino con gli occhi fuori dell'orbite e con una rivoltella spianata verso di me, pretendeva una mia firma ad una cambiale, che io non volevo mettere. Per fortuna mio zio fu chiamato dal Capo stazione, ché doveva pagare il canone del buffet scaduto da parecchio tempo. Spaventato presi mia moglie, e mia so rella Mariuccia e scappai in casa, col preciso proposito di non tornare mai più al buffet e piansi amaramente il mio destino. Scrissi allo zio
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Francesco Bocchino a Montefusco mettendolo al corrente, pregandolo che mi facesse un prestito di 500 lire, cosa che fece subito, rilasciandogli una cambiale firmata da me e mia moglie.
Intanto mio zio Sabino, per far fronte ai suoi impegni, precipitò la vendita del residuo di merce cristalli e porcellane, gest[...]
[...] speciale: nolleggiai due camerieri per il servizio inappuntabile. Fui chiamato dal Capo compartimento ed a tavola, in presenza di tutte le autorità, volle complimentarsi con me, dicendomi: — Ma come avete potuto fare per mettere insieme tante rare e primizie portate? — Ed io di risposta, con il mio sorriso abbozzato: — Commendatore, sono i piatti del giorno —. Senza sapere che i piatti del giorno si riducevano in fagioli e baccalà, tanto che il Capo stazione titolare, il giorno dopo, prima si congratulò con me e con il cuoco, e poi mi disse: — Caro Angiolino, solamente la faccia tosta tua poteva avere quella spudoratezza di dire: Sono i piatti del giorno, Commendatore!
Dimenticavo dire che per l'occasione avevo fatto stampare su diversi cartoncini il menù stampato a lettere d'oro che feci distribuire ad ogni singolo invitato.
Il pranzo fu pagato dalla società dell'impianti ad acetilene molto profumatamente; ed al cuoco e personale, delle laute mancie. A que ,st'inipianti, ne seguirono molti altri dove non vi era la luce elettrica e per conto de[...]