Brano: Biennale Cinema [...] il [...] e la parola d'ordine fu: «Tutti a Venezia! /// [...] /// Pier Paolo Pasolini e Cesare Zavattini« TUTTI a Venezia! Un mese più tardi, [...] il Movimento Studentesco si ritrovò dinnanzi alle [...] al Palazzo del cinema, [...] Lido. Si apriva un nuovo [...] della «contestazione generale», della «campagna dei cento [...] marcia attraverso le istit[...]
[...]itiche e le tendenze [...] Consiglio direttivo. [...] critica e autocritica di [...] del passato e del presente [...] autonomo [...] Biennale di Venezia» produrrebbe [...] interessanti e utili se [...] che proviamo a ricostruire [...] Gregoretti e a Zavattini, quattordici anni dopo nel [...] lunga, a tratti caotica, conversazione che tenteremo [...]. ZAVATTINI [...] In quella atmosfera di [...] del regime vigente, che aveva già avuto [...] in [...] anno, noi cercammo di [...] qualcosa di concreto, il cinema, quelli di [...] espresso le loro molte avversioni verso il [...] culturale dominante. Non si tratt[...]
[...]o [...]. Due volte mi sono [...] I sogni nel cassetto e per Mare matto. /// [...] /// Ebbe il Premio internazionale [...] Stampa. /// [...] /// Ma non era il Leone. /// [...] /// Renato [...] dal potere contro cui aveva [...] era [...] dei cineasti: Zavattini [...] di tutto questo. Dove esisto il letterato [...] dovuto fare le lotte che ha fatto Cesare. Io ci avevo solo [...] maniacale. GREGORETTI [...] Ecco dunque che il [...] in una notevole parte del gruppo dei [...] che si [...] immediatamente, dopo [...]
[...]to. [...] convivevano soggetti [...] fortemente [...] (per esempio Bellocchio), e autori cinematografici che [...] problema della politica, del senso politico dal [...] si erano attestati su una concezione di [...] sempre decoroso ma «disimpegnato». ZAVATTINI [...] E magari anche polemico, [...] un certo punto, che non rovinasse le [...]. A Venezia ci trovammo [...] peso pubblico molto grosso, cui non eravamo [...]. Ci trovammo di fronte [...] mezzi termini. Che cosa volevamo? Eravamo [...] estremo: inte[...]
[...] [...] contro il Festival quale istituzione, era [...] democratica ai [...] di [...] lo statuto fascista. Ma su questo punto, [...] sentirci accusare di riformismo, non mettemmo abbastanza [...] obiettivo dietro il nostro empito neoromantico, [...]. ZAVATTINI [...] Cambiare il Festival voleva [...] cambiare il cinema, la funzione del cinema. Il nostro era un [...] produttive esistenti. Il cinema era un [...] bisognava che [...] diventasse un fatto politico. GREGORETTI [...] Un altro elemento di [...] fat[...]
[...]nto di [...] fatto che come [...] avevamo scelto di fare [...] Mostra [...] Venezia un trampolino per il nostro discorso [...]. Primo, usare la Mostra [...] nostro grido sul cinema; secondo, contestazione della Mostra [...] con la [...] statuto ecc. ZAVATTINI Questa era V [...] ambiguità della situazione. /// [...] /// Lo stesso Pasolini, che [...] noi alla contestazione, non poteva rinunciare a [...] film. ZAVATTINI Bisogna avere però [...] dire che quello fu un momento di [...] però che il bersaglio fosse chiarissimo. Era talmente grande che [...] della situazione, o lo eravamo in modo [...]. Mi ricordo che andavamo [...] le strade a parlare, ma non sapevamo [[...]