Brano: [...]n cui James sbarca dopo un quarto di secolo [...] della corsa al profitto è [...] per [...] inquieto», [...] per riandare [...] alla giovinezza, rievocata in una [...] di abbozzo delle future, e prossime, autobiografie nei loro [...] e in specie New York, Boston, [...]. Tale «recherche» è [...] col rimpianto. Non tanto rimpianto, però, [...] personale scomparso, crepuscolare malinconia per il fuggire [...] di altre stagioni della [...] un presentimento di morte (una morte che [...] 1916). Ma rimpian[...]
[...]resentimento di morte (una morte che [...] 1916). Ma rimpianto soprattutto per [...] scomparsa per i paesaggi ora [...] da nuove costruzioni, come a [...] con la [...] angosciosa schiera di «elefanti bianchi» [...] case dei [...] ricchi) per una New York stravolta [...] grattacieli, per una Boston di cui restano solo poche [...] rimpianto insomma per una società e [...] «riconoscibili», a misura [...] e [...] assai lontane da quelle in [...] espansione, e mutamento, e stravolgimento che si aprono ag[...]
[...]i cui hanno scritto [...] Giorgio [...] Barbara [...] quella [...] totale, e totalizzante, esteticità, [...] inquietante ma addirittura angoscioso e fin mostruoso [...] Londra [...] «la grande, grigia Babilonia» di cui leggiamo [...] Prefazioni, New York è appunto «un mostro», la città [...] abbraccio è quello del «serpente». E non che manchino [...] anche [...] esatte e spesso assai [...]. Penso, scorrendo queste pagine [...] tematiche apposte dallo stesso James, che ci [...] quando le vide tolte [[...]
[...]ui si torna [...] il gelo nel cuore. Gelo che nasce dalla [...] e che è uno dei fili conduttori [...] in cui il libro [...] James parla ripetutamente [...] dello straniero», come anche [...] neri quanto degli ebrei, della Nuova Gerusalemme [...] New York è diventata. Questa è la «scena [...] presenta allo sguardo sgomento di James. E le ragioni dello [...] due: [...] da un lato, di [...] di un principio estetico sulla base del [...] la società e il suo ambiente; e [...] un «ordine» sociale che solo [...]
[...]i uccelli fanno il nido, forse sarebbe [...] martire. La [...] fama invece non conosce [...] revival consumista che ha avvolto la festa [...]. Ad ognuno il suo San Valentino. Ed ecco, issate come [...] insegne [...] anche al Fao Schwarz [...] di New York, forse [...] giocattoli più famoso al mondo. La testimonial della campagna [...] futuri innamorati si chiama Olivia e la [...] letteralmente ricoperto il grande negozio. Il suo corpo, riprodotto [...] veglia su genitori e bambini. A lei si ispirano [...]
[...]futuri innamorati si chiama Olivia e la [...] letteralmente ricoperto il grande negozio. Il suo corpo, riprodotto [...] veglia su genitori e bambini. A lei si ispirano [...] vari destinati ai futuri innamorati mentre, pochi [...] contemporanea a New York, Boston e San Francisco, [...] festa è stata dedicata alla nuova icona [...]. Verrebbe da dire; «povera Olivia, [...] e già ghermita dalla morsa tritatutto di [...]. Chi è Olivia forse [...] Italia [...] ancora lo sanno, ma negli Usa è [...]. La [..[...]
[...]ratti neri e, [...] rosso, bastano a restituirci la [...] immagine molto chic, molto [...]. Il suo inventore si [...] Ian [...] pittore, scenografo e illustratore [...] del New [...] oltre che disegnatore di [...] più bei costumi del balletto di New York, [...] San Francisco, della Royal Opera [...] del [...] Garden. Da pochi mesi Olivia [...] in Italia, edita dalla Giannino Stoppani. A Olivia, in versione [...] il successo che merita. Sperando che le sia [...] sfruttamento commerciale che ormai con[...]