Brano: [...]le traduzioni [...] divina Commedia. Infine, il premio internazionale [...] è andato allo scrittore americano Kurt Vonnegut [...] libro recentemente tradotto in Italia [...] (Bompiani). Incontro con Bret Easton Ellis, [...] di [...] di yuppies a New York, [...] I mio romanzo [...] MILANO. Dopo molte vicissitudini editoriali [...] Italia, pubblicato da Bompiani, [...] romanzo di Bret Easton Ellis. Lo scrittore, celebre per la [...] opera [...] no che zero. Dopo un libro passato [...] Le regole [...].[...]
[...]. Dopo un libro passato [...] Le regole [...]. Ellis toma ad essere [...]. Al di là degli [...] di questa «caccia alle streghe», [...] non è opera che [...] levità. Il protagonista, Patrick [...] è uno [...] che, nella corte «senza re» [...] una New York dove tutto deve essere «firmato». Rinunciando al supporto di [...] propria «storia», Ellis si limita a descrivere [...] alla moda, come nei ristoranti più esclusivi, [...] in cui ogni oggetto ha nome e [...] soluzione di continuità, efferatezze su u[...]
[...]appresentare, come spesso [...] letteraria diventa un [...] un segno dei tempi. Ne parliamo con l'autore. Con quanta consapevolezza ha [...] agli Inferi»? O, In altri termini, qual [...] (pinta Interiore che [...] indotta a creare un [...] della New York degli anni Ottanta? La [...] quella dì descrivere una certa New York, [...] Ottanta, che è il periodo in cui [...] quella di Reagan, dogli yuppies, del boom [...] quando la gente guadagnava [...]. Nello stesso tempo mi [...] di un serial killer. Mi sono limitato, per [...] mettere insieme questi due «ingredienti». Pr[...]
[...]i due «ingredienti». Proprio allora però [...] narrante della storia mi [...] mi ha «sostituito». Io mi sono [...] tirato indietro per lasciare parlare [...]. Il personaggio mi è [...] metafora adeguata della realtà che io avevo [...] esperire a New York. Forse Intende dire che [...] Patrick [...] e In qualche modo [...] viene mostrato come un [...]. Statisticamente una figura cosi non [...]. In [...] lo sento più vicino [...] alla tradizione del personaggio realistico. Tuttavia tengo molto a sottol[...]
[...]el libro stesso. In lai senso se [...] che il mio romanzo è moralista non [...] che accogliere la [...] opinione come un complimento. Per quanto concerne la [...] direi che no, non mi sembra di [...] posizione di giudice: volevo solo scrivere di New York. [...] canto è inevitabile che [...] quegli uomini, quel periodo implicano [...] giudizio. Quel periodo, però, è [...]. È stato un periodo [...]. Il fenomeno degli yuppies [...] con la recessione economica. Dico di più, mi [...] possa considerare un[...]