Brano: [...]no che mi [...] alla memoria e alla poesia di Israele, [...] in un viaggio recente, certamente tra i [...] avventura spirituale che abbia mai fatti, e [...] angoscianti, ho letto [...] libro uscito in settembre, Il [...] a lacere di A. /// [...] /// Yehoshua è un cinquantenne, [...] Gerusalemme, che ha vissuto per qualche anno a Parigi [...] insegna [...] di Haifa, ed è [...] come una punta emergente della letteratura israeliana. Ma queste notizie le [...] quarta di copertina: io non ne sapevo [...] sap[...]
[...] di sgomento [...]. Mi spiego: la scoperta [...] ci inchioda alla pagina è un evento [...] Ionie di squisito compiacimento il cui risultato, quand'anche [...] racconti una storia di sofferenza, una tragedia [...] favola felice, è fonte di gioia. Con Yehoshua [...] del narratore ben conficcato [...] non mi ha lasciato mai, ma man [...] mondo del narratore si veniva dispiegando ai [...] ai miei pensieri di risposta ai suoi, [...] o semplicemente fruganti nel nubiloso incerto mondo [...] a chi legge in uni[...]
[...]ganti nel nubiloso incerto mondo [...] a chi legge in unitaria adesione con [...] pare [...] solo per luì, una [...] si impossessava di me, [...] non nominabile, finché capii [...] chiesto il sollievo di una pausa che [...] stilistica o descrittiva: Yehoshua come Kafka o [...] Beckett [...] quello vuole comunicare. [...] scrittura è tersa, netta, [...] ritmati come aforismi, usa la paratassi e [...] stessa grazia con cui altri si avvolgono [...] di periodi sontuosi, le azioni dei suoi [...] sono le appa[...]
[...]fine, come uno di quei sentieri [...] ne [...] nulle [...] è presente e continua come [...] piccolo maligno ago sottile che non lascia la presa [...] anche chi come me non ama da succubo questo [...] tipo di fascinazione letteraria, deve arrendersi. Yehoshua è uno scrittore [...] drammatica, con la capacità di [...] in una pagina stilisticamente [...] modelli, è la [...]. E se ho ricordato Kafka [...] Beckett ho usato i due nomi solo come [...] utili per chi non abbia ancora avvicinato Yehoshua. [...] i racconti sono tre. Ho capito anche che [...] insidioso e tenace: è [...] che sente [...] che amando il mondo [...] le contraddizioni e arriva a Gerusalemme e [...] tutto il pianto del nostro presente si [...] i secoli hanno pietrificato la [...]
[...] al destino, di [...] riconoscete tremando il mistero della legge eguagliata. Mi sono chiesta se [...] In queste pagine sia religione, in senso [...]. Certamente no, ma sentimento [...] davanti ai boschi creati nei deserto dalla [...] personaggio di Yehoshua, una sorta di [...] boschiva, . Ed è la santità [...] solenne quiete del Sabato ebraico. /// [...] /// Ed è la santità [...] solenne quiete del Sabato ebraico.