Brano: New York, un nome che [...] la partenza dei sogni, il simbolo di [...] proiettata verso [...] delle sue ambizioni. Stupisce sorprende la casuale [...] passaggi di questo libercolo del 1948, scritto [...] Holiday da E. White, nome di spicco [...] della saggistica statunitense. La metropoli visitata da White [...] città accogliente ma tentacolare, spaventosa eppure amica, [...] su se stessa, eternamente mutevole come la [...]. In quelle giornate [...] White osserva le pulsioni [...] in transito, in un paesaggio che garantisce [...] chi gli è cresciuto in grembo: la New York [...] razze più diverse è il segnale di [...] etnica e sociale, nonostante i ghetti, gli [...] razzismo. Ma in questa dimensione [[...]
[...]so di ruoli esistenziali che si intersecano [...] eventi e degli impegni, sempre sul punto, [...] sotto un collasso collettivo: un ingorgo inestricabile, [...] la morte per fame, [...] impietosa. I pericoli sempre in agguato [...] sempre al lavoro e White [...] il primo a sapere che ciò che descrive sarà [...] modificato a distanza di pochi anni. [...] diventata, quella città dal portamento [...] dal vigore spirituale intenso, dopo i fatti [...] settembre? «La città, per la [...] volta nella [...] lu[...]
[...]La città, per la [...] volta nella [...] lunga storia, è distruttibile. Una singola flotta aerea [...] grande di uno stormo di oche può [...] alla fantasia di [...] bruciare le torri, frantumare [...] le metropolitane in camere a gas, cremare [...]. White è morto nel [...]. Queste sue parole sono vecchie [...] 53 anni. È suggellata [...] in questa disperante assurdamente [...] fragilità del gigante, la conclusione del viaggio [...] White. Tutto cresce e si [...] ideale proiezione [...] ma tutto si gioca [...] che lega milioni di destini in un [...] sempre in bilico [...] del disastro. Respiriamo New York come [...] infinite possibilità del genere umano: ne è [...] tutte le sue logic[...]
[...] lega milioni di destini in un [...] sempre in bilico [...] del disastro. Respiriamo New York come [...] infinite possibilità del genere umano: ne è [...] tutte le sue logiche contraddizioni. E, almeno per noi, [...] diversa la metropoli visitata da White da [...] a vedere e immaginare. Allora le [...] non [...] ancora. Adesso non ci sono [...]. Ma chissà cosa è [...] salice malconcio, tenuto insieme da fili di [...] giardino interno di [...] Bay. Quando White sente sopra [...] fragore degli aerei pensa «bisogna [...] salvare questa cosa, salvare [...]. Non [...] più sarebbe come morire». Salvare un ricordo per [...] scompaia. Forse è questa la [...] New York e del suo respiro che nonostante [...] a tutto[...]
[...] sarebbe come morire». Salvare un ricordo per [...] scompaia. Forse è questa la [...] New York e del suo respiro che nonostante [...] a tutto il mondo. Ognuno di noi, in [...] parte della [...] immensa solitudine. Volete sapere [...] New York? di E. White Arcana pagine 56, [...]. WHITE saggi «No [...] è il titolo semplicissimo [...] che è in libreria in questi giorni [...] Zelig, [...] 28. Il libro è stato [...] giornalisti (David Demichelis, Angelo Ferrari, Raffaele [...] e Luciano [...] e contiene interventi di [...] studiosi (t[...]