Brano: [...]la «firma» (e la regia [...] che la giustifica) fa la differenza. /// [...] /// [...] «dove finisce [...] dove comincia la vita?». Non credo in effetti [...] posto quella domanda senza [...] esemplare di Christian [...] il cui lavoro ruota [...] tra volto e ritratto, e di cui [...] foto dei morti esposte nei musei di [...] raccolte in tanti libri, la mostra al Monte [...] Pietà a Palermo, gli assembramenti di oggetti al Museo [...] Prado a Madrid, le stanze colme di abiti, [...] struggenti, al [...] [...]
[...]e. Nella mia serie [...] (Fratelli umani), con 1200 [...] nazisti, ebrei, svizzeri, vittime e non vittime, [...]. Non si può dire [...] che erano umani. Ma ciò che caratterizza [...] è perduto». Eppure, insisto, tolta la [...] un ritratto, rimane il volto. Dopo [...] settembre, quando per le [...] New York centinaia di foto di dispersi, tratte [...] famiglia, furono attaccate sui muri o appese [...] alberi autunnali, ancora una volta pensai a [...] alle sue sìndoni commoventi [...] nero. Quei volti d[...]
[...]e elegiache. [...] svela la grana della [...] il contesto rende i volti assoluti; chi [...] di fronte a sé il proprio prossimo, [...] parente, ma in quanto umano, come se [...] finalmente non il viso che miriamo, ma [...] guarda, ovvero ci riguarda. Volto che [...] (soffre) e che tanto [...] anonimo e sfuocato, tanto più ci commuove. Ciò che per il filosofo Emmanuel [...] è [...] e [...] di infinito, sinonimo di Dio [...] di relazione sociale («il volto è rivolto a me [...] questa la nudità stessa»). [...] biblioteca coi nomi di tutti [...] che vivono [...]. Il mio tema principale resta [...] e [...] di ognuno, e al tempo [...] la [...] scomparsa. Di fronte a questo [...] in mente Napoleone, che davanti ai m[...]
[...] mostrano tutti [...] mia vita, quello che resta, attestati di [...] lettere [...] e di lavoro. Le targhe di metallo con [...] date sono gli amici morti, ciò che resta di [...] vita, il racconto più corto. [...] una fotografia in cui si [...] il mio volto di bambino e il mio volto [...]. Abbiamo tutti un bambino [...] noi, è la prima cosa che muore. E [...] vorrei dire questo: quando [...] o anche quando si legge Proust, la [...] scrive diventa la vita di chi legge. Il sé diventa gli [...] si riconoscono coi propri ricordi. È[...]
[...]ata e la memoria [...] dei nomi, piuttosto che [...]. I nomi, capisco, sono [...] i volti. Non si pronunciano invano, [...] si guarda la gente come se fossero [...] al giovane Julien Sorel, [...] Il [...] e il Nero). Ma se tutti guardassimo [...] un volto, non esisterebbero guerre. Il volto, il nome e [...] morte ci rendono uguali e diversi, richiamano a una [...] universale, ricordandoci [...] delle vite e [...] di ogni guerra. Emmanuel [...] La trascendenza del Volto [...] tempo, la [...] assenza dal mondo in [...] sradicamento da un essere, la [...] condizione di straniero, di [...] di proletario. [...] il libero, è anche lo [...]. CATALOGHI 2, [...] Il giardino occupa un [...] cataloghi di vendita per corrispo[...]