Brano: [...]collettivo, [...] Cervi, quando succedeva qualcosa non si sapeva mai [...]. Poi uno, Aldo, assapora [...] è militare. Quando esce dal carcere [...]. [...] come se fosse stato [...]. Così nella famiglia entra [...]. Ma questa idea ebbe [...] pratico. Vogliono livellare il terreno [...] di più: ma il padrone no, non [...] ed essi se ne vanno e prendono [...] terreo a Gattatico, dove i Cervi sono [...]. Si fecero dare vagoncini [...] duecentomila metri di terreno tutto buche e [...] e irrigato. Avevano s[...]
[...]e protestava, [...] di donne. [...] aria [...] perché i carabinieri coi moschetti [...] davanti alla gente. Mi metto in mezzo ai [...] ammassamenti e [...] c'è di nuovo? [...] gente mi viene intorno, dice: [...] Hanno arrestato il dottore. Non ce lo vogliono far [...] quando lo portano via. Io faccio per andare [...] e tutta la gente mi viene addietro. Arrivo al plotone schierato [...] fermo, passo in mezzo. Ma un carabiniere mi [...] petto col moschetto, dice che non si [...]. Dite al Maresciallo che[...]
[...]te al Maresciallo che Cervi [...] dottor [...] libero prima delle otto [...]. E me ne tomo [...]. Li aspettiamo che si [...] e alle otto meno cinque il dottor [...] esce dalla caserma, la [...] mani e lo porta in trionfo, vuole [...] a me, ma io non voglio, voglio [...] dottore. Lui mi abbraccia e [...] ho levato [...] ma tu mi hai [...]. Era una massa grande [...] le bandiere e la musica. Quando arriviamo al cancello, [...] alt, non si può entrare. E gli altri morti [...] io stessa, perché dove c'è [...] ban[...]
[...]i. C'è un arco grande [...] dove ci sono i sette figli e [...]. Vicino c'è un posto [...]. Tutti stavano in silenzio davanti [...] tomba, allora io salgo su una pietra e [...] miei, sono venuti a [...] i compagni vostri. Non siete morii per [...] vi vogliono bene. Noi continuiamo la lotta [...] giustizia al [...] e pace [...]. Riposate in pace, figli [...]. Ma basta con la [...] di quando ero a Genova. Mi portano in un quartier?, [...] una casa del [...] che [...] giorno dopo dovevano [...]. Grande fo[...]
[...][...]. Ve la diamo in prestito, [...] domani sarà ancora nostra. La gente applaude, tirano [...]. Viene [...] un ragazzo [...] mi regala un paio di scarpe, [...] Cervi, ti regaliamo questo [...] con [...] che non [...] consumi mai. Tutti ridono e mi vogliono [...] mano. Sono in tanti e [...] come fare. Gli dico: mettetevi in [...] stringo a tutti. E cosi ridendo si [...] schiera, e a me alla fine duole [...]. In albergo mi misuro [...] ci avanza metà spazio. Però io me le [...] così i compagni li facc[...]
[...]non me [...] e dico due parole. Per me siamo tutti [...] stare uniti per salvare la pace e [...]. Che volevate che dicessi? Eppure [...] e volevano stringermi la mano. Quando esco dalla sala il [...] dei carabinieri chiama il fotografo e dice: [...] Voglio farmi [...] fotografia insieme a papà Cervi, [...] è una fotografia storica. Cosi mi sono pure [...] un maresciallo, che di solito invece mi [...]. Al ritorno prendiamo il [...] sto nello scompartimento insieme a Veleno che [...]. C'é una vecchina, [...]
[...] Perché a forza di [...] passa ai fatti. Come [...] giorno a Campegine, [...] lo sciopero dei braccianti [...] migliorie. Il maresciallo mi [...] andate [...] gli rispondo [...] come si permette, signor [...] Io [...] un libero cittadino e vado dove voglio. Piuttosto lei invece di [...] dovrebbe bastonare i padroni, che affamano la [...] le tasche. Cosi ho detto al maresciallo, [...] forse [...] giovanotto, sarà una brava persona, [...] i soci di lei bastonano troppo spesso. E allora si sa, [...] punt[...]